venerdì 6 marzo 2015

La soluzione alla crisi economica italiana

Ho ricevuto spesso (non solo da chi segue questo blog) il commento che a tutte le mie esternazioni non segue mai una proposta di cambiamento concreta. Insomma far vedere perchè e come la tale istituzione va contro gli interessi della massa della popolazione non basta, dovrei rispondere alla domanda "Va bene Ivano adesso lo sappiamo, ora dicci che possiamo fare!"

Il commento è giustissimo, lamentarsi e non fare nulla è da wankers (segaioli) ed anche se i miei non sono lamenti ma solo spiegazioni di fenomeni (economici e non) che vedo accadere, mancano spesso della parte considerata "operativa" (che si fa adesso?)

Il problema è che già diverse volte ho esternato quale è la soluzione alla crisi economica che ci troviamo ad affrontare, ma alle persone non piace mai la risposta:

"Dovete aumentare la vostra cultura e fare di tutto per aumentare quella di chi vi sta intorno".

Altre due, che discendono comunque da essa, sono:

"allo stato attuale dell'evoluzione della razza umana, questo problema non ha soluzione"

oppure

"sono gli stessi uomini e donne che conosci che hanno voluto tutto ciò, perchè pensi che possano cambiarlo?"

Esempi di commenti che ho ascoltato dopo tali risposte:
  • "E' troppo semplice oppure se fosse così semplice avremmo già risolto" (questa è quella che adorò di più)
  • "Non sai che fare allora spari cavolate"
  • "Se bastasse spegnere la televisione risolveremmo in un attimo"
  • "Che collegamento c'è tra la cultura e, ad esempio, la crisi economica" (questa è la risposta dei seguaci di Tremonti)
  • "Non è vero che abbiamo voluto Berlusconi" (invece è vero, molti lo hanno votato inconsciamente e neanche lo sanno. Se avessimo studiato un pò di psicologia e di fondamenti di marketing non sarebbe successo)
  • "Il problema lo abbiamo adesso mica possiamo aspettare l'evoluzione!" (carissimo, allora tu puoi rinunciare al denaro, all'i-phone ed altre cavolate oggi? No? E quindi ti tocca aspettare)
Se invece entro più nel dettaglio durante una discussione, quindi faccio esternazioni più concrete perchè proprio mi istigano...

"Dobbiamo uscire dall'euro prima che la nostra economia venga totalmente distrutta e diventiamo una colonia del quarto reich"

 ...è un miracolo che non venga crocefisso!


 
Qualche esempio
Mi soffermo sulla prima delle tre risposte all'inizio, per farvi vedere che è la madre di tutte le altre, attraverso alcuni degli innumerevoli esempi che mi frullano in testa.
  1. Lo stato finanziariamente più evoluto è probabilmente la Svizzera. Parlo di un posto dove la persona media sa molto bene che cosa è il denaro e cosa deve fare per preservare la propria ricchezza. Quando atterrai all'aereoporto di Ginevra la prima volta, in una calda serata primaverile, venne a prendermi all'aereoporto un taxi dell'azienda per la quale avrei lavorato per i seguenti due anni. Nel lungo tragitto fino a destinazione, parlammo del più e del meno (il mio francese è penoso) e per metà tragitto discutemmo... del franco, dell'euro e di sovranità monetaria! Ma non al livello "deemo usci dall'euro perchè 'sti politici so tutti corotti!". Parlo di un livello di economica ragionata, non "bestemmiata". Adesso, quando prendete un taxi a Roma o Milano, volete dirmi che nella stragrande maggioranza dei casi non finite a parlare di Roma, Lazio, Milan e Inter? Non vi sorge il dubbio che la Svizzera è un posto ricco perchè i suoi abitanti sono mediamente molto più acculturati sul denaro (ed interessati) di quelli degli altri paesi?
  2. Pensate al recente referendum Svizzero (e lo so, ma parliamo di economia e chi meglio della Svizzera possiamo portare ad esempio?) sull'oro. Se avessero vinto i SI, la loro Banca Centrale si sarebbe dovuta accollare l'onere di comprare quantità assurde di oro fisico in un lasso di tempo relativamente breve. Sapete, se seguite EmmE, quali sono le mie previsioni a lungo termine sull'oro... Quindi che sarebbe successo? Il prezzo dell'oro sarebbe salito nel breve a causa della richiesta Svizzera, per poi riscendere nel lungo termine. In aggiunta al salasso aureo, il franco si sarebbe rafforzato ancora di più, costringendo la Banca Centrale a fare ancora più salti mortali per mantenere il fixing a 1.2 (e già abbiamo visto poi come è finita). Insomma, sarebbe stato un bagno di sangue. Guardacaso però, hanno vinto i NO, e di molto. Perchè? Per il motivo di prima: lo svizzero medio sa che in generale, se imbriglia la propria Banca Centrale e non le permette di fare il suo lavoro, si taglia gli zebedei con le proprie mani... Un Italiano, avrebbe votato SI quasi sicuramente con una tale campagna mediatica referendaria, dandosi l'equivalente di un pugno in faccia da solo, un punchy (visto che i selfy vanno tanto di moda...) Lo dico perchè parlando con altri amici di finanza in Italia, tutti scommettevano sul rialzo dell'oro perchè il referendum sarebbe passato. Per loro, era ovvio imbottirsi di oro adesso. In realtà, stavano proiettando quelle che erano le loro scelte su un altro popolo, che così fesso invece non è. Non a caso, l'Italia è il paese dove i lavoratori si sono tolti da soli la scala mobile, lo strumento che gli permetteva di non impoverirsi e mantenere il loro potere di acquisto.
  3. Rispetto della cosa pubblica. Un giorno passeggiavo con un amico tedesco per il centro di una città tedesca nel Nord del paese, e vedendo che tutte le strade erano perfettamente pulite esclamai: "Wow! Ma qui è tutto pulitissimo! Complimenti!" Lui mi guardò con uno strano sguardo, quello di chi non capisce assolutamente che cosa tu stia dicendo, e mi rispose: "Perchè, tu dentro casa tua butti mozziconi di sigaretta e fazzoletti sporchi per terra?" Li capii che per un tedesco la cosa pubblica è anche roba sua, mentre per un italiano le sue cose sono roba sua, il resto è terra di nessuno.
Volete che continui o vi bastano gli esempi? Perchè posso scriverne fino a domani.

Leggi anche: l'insostenibile insofferenza degli Italiani verso l'economia

 
Fase Operativa
Bene, appurato che siamo culturalmente impreparati a risolvere qualsiasi problema di questo paese, passiamo a parlare di cose concrete da fare subito per risolvere la crisi economica italiana.

Recentemente leggevo il nuovo libro di Benetazzo. Alla fine del libro, c'è il suo "Manifesto" per risolvere i problemi del paese. Vi leggo una delle (tante) soluzioni proposte:

"Istituzione degli OTIF (Obblligazioni del Tesoro ad Incentivo Fiscale): titoli ibridi di stato di nuova generazione rivolti esclusivamente ad investitori e risparmiatori privati con un tasso di interesse fisso al 2.5% ed una scadenza decennale, impignoralibi ed insequestrabili, privi di prelievo fiscale sull'interesse maturato, che producono per ogni anno di detenzione del titolo uno sconto in punti percentuali sull'ultima aliquota IRPEF in relazione al taglio del titolo stesso"

Bene, io la trovo una idea geniale. Ora, qualcuno di voi vada fuori e provi a spiegarla a 10 persone. Devo dirvi io che 9 di esse non capirebbero di che c...o state parlando? E così anche nel nostro parlamento, che è solo lo specchio del paese. Insomma, chi le propone, chi le approva, chi le fa passare queste riforme, se il 66% degli italiani è stato certificato come semi-analfabeta dall'ISTAT (dati 2005, oggi oserei dire che è peggio)? Facciamo la democrazia dal basso come vuole il M5S? Immaginate che bordello di leggi uscirebbero!

Come fa (altro esempio) il nostro Sistema Sanitario Nazionale a resistere agli attacchi degli stessi italiani, che lo derubano e lo denigrano, e neanche sanno che come idea e istituzione è un fiore all'occhiello del mondo intero, e perderlo sarebbe una sciagura? Che hanno una fortuna incredibile ad avere medici bravissimi, e passano il tempo ad insultarli e lamentarsi o fargli causa? Non pensate che manchi sempre più il rispetto della "cosa pubblica" e questa mancanza è dovuta ad un problema culturale?

Ieri (altro esempio) durante una discussione mi hanno detto che grazie all'entrata nell'euro non avevamo più l'inflazione al 15% che era una tragedia. Allora ho fatto vedere questo...

...per far notare come questa balla, che viene ripetuta da anni da tutti i nostri politici, sia effettivamente una gran cazzata non supportata dai fatti. Vedete, dal 1985 al 2000 siamo passati dal 5% al 2%, una cifra tutto sommato sana. Ma anche un'inflazione tra il 10 e il 20% ci ha permesso i ruggenti anni '80, quelli della Milano da bere, di operai con l'equivalente di 2000€ al mese di potere d'acquisto, quelli dove tutti si sono comprati una casa e non hanno quasi mai perso il lavoro. Notare anche come la svalutazione del 1992, dovuta al cambio fisso con l'ECU, non abbia avuto impatto alcuno sull'inflazione (ma non ci dicono che se uscimo dall'euro avremo il 30% di inflazione? Mah!)


Come pensate che si sia comportato il mio interlocutore di fronte all'evidenza?

Negando.

Dicendomi "allora sai tutto te, non si può parlare, non sei democratico!" Democratico? Ma che c...o c'entra la democrazia qui!!! Il problema è che le persone non riescono a guardarsi allo specchio ed ammettere che si sono sbagliate e che credono ad ogni stupidaggine perchè gli pesa il culo andarsi ad informare.

Professionisti come Benetazzo fanno benissimo a proporre soluzioni ed hanno tutta la mia stima. Anche il Prof. Bagnai dimostra sul suo blog sacrosante verità, ma sono sempre quattro gatti (se pensiamo ai 60 milioni di italiani totali) quelli che li seguono e capiscono davvero il messaggio che vogliono divulgare.

A monte, l'origine di tutti i problemi, è che parliamo ad un popolo ignorante e mentalmente impigrito. Senza offesa, non è una parolaccia, visto che "ignorante" viene dal verbo "ignorare", cioè non-sapere.

Non a caso i cervelli emigrano, e vengono rimpiazzati da manovalanza a basso costo e bassa istruzione.


Conclusione  
Se gli italiani non escono dal tunnel dell'ignoranza, non c'è nulla da fare, non ci sono soluzioni per uscire dalla crisi economica, perchè anche se esistessero, nessuno sarebbe in grado di implementarle. E' inutile costruire navi sulle rive del fiume a valle, se a monte hai fatto la diga...

Ecco perchè ogni volta vi faccio le domande sui post! Vi sprono a riflettere e capire da dove proviene il vostro pensiero, se è ragionato oppure è solo influenzato. Perchè L'unica soluzione è quella di cominciare a migliorare noi stessi e quelli che ci stanno intorno. Solo un popolo migliore darà risultati migliori. Ricordate questo detto qua sotto, marchiatevelo a fuoco nel cervello, perchè è FONDAMENTALE:
 
"Se vuoi salvare il mondo, comincia cambiando te stesso" 
 
Io la penso così, e questa è la mia soluzione. Inutile farsi mille pippe mentali, se poi senti delle minchiate assurde in qualsiasi talk-show o leggi stupidaggini su qualsiasi giornale, e la gente applaude invece di sputare e fare pernacchie.

Leggi anche: la democrazia è davvero la miglior forma di governo, oppure è una boiata megagalattica?

5 commenti:

  1. Concordo in toto! ...e vista la tua disponibilità mi permetto di chiederti (se puoi e vuoi) di proporre un percorso di studio strutturato, cioè proporre una serie di testi che partendo da concetti base arrivino a principi più complessi in modo da arrivare a quella cultura economica/finanziaria in grado, per chi lo vuole, di acquisire quelle competenze necessarie per poi confrontarsi e stimolarsi a vicenda.
    Grazie
    Paolo

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  2. Condivido il commento precedente. Avremmo bisogno di qualche testo comprensibile per accrescere le nostre conoscenze ed essere sempre meno influenzabili. Poi rimango dell'idea che in Italia le persone del tipo del tassista svizzero saranno sempre una minoranza. Ma anche grazie a borsole una minoranza che potrebbe diventare sempre più influente. In conclusione io penso che l'Italia la possiamo ancora cambiare in meglio anche grazie a questo blog. Ciao da fabrizio.

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  3. Vedrò che mi viene in mente. Intanto potreste leggere (se lo trovate in italiano io ce l'ho in inglese) il libro di Piketty

    http://www.amazon.it/Capital-Twenty-First-Century-Thomas-Piketty/dp/067443000X

    per capire bene tutto ciò che è successo e vi aspetta per i prossimi 30 anni.

    E' difficile?

    io direi che è necessario...

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  4. Potreste approfittare di questo

    http://www.salonedelrisparmio.com/programma

    Che è anche gratuito

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  5. Ciao Ivano. Oggi ho ordinato il libro che consigliavi scritto in italiano. Spero sia interessante. Rileggendo questo post ti posso dire che la mia soluzione per la situazione attuale è molto semplice. Informazione attendibile, uno stile di vita sobrio senza eccessivo consumismo ma senza nemmeno scelte estreme come quelle di Francesco narmenni, educare i miei figli a capire la realtà e cercare di investire al meglio i miei risparmi con i tuoi consigli. Nel breve non vedo cosa altro posso fare se non cercare di instillare il dubbio nei miei amici su quello che ci viene detto nei tg e giornali. Grazie di tutto. Fabrizio

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