venerdì 13 febbraio 2015

Il QE di Draghi non serve l'Italiano medio - Parte 1: anno 1992

Facciamo un breve riassunto sulla crisi della lira nel 1992 in Italia.

l’Italia era nello SME già da una decina d'anni. Essere nello SME comportava mantenere il cambio della lira entro un certo intervallo definito in ECU (l'antenato dell'euro). Lo SME era quindi un sistema di cambi fissi…ma non troppo...

Come si tiene un cambio fisso? Come ha fatto la Svizzera negli ultimi 3 anni: la Banca Centrale del paese interviene portando in equilibrio il mercato valutario. La valuta può essere rafforzata vendendo merci all’estero o indebitandosi con l’estero. Al contrario, la valuta può essere indebolita con le importazioni di beni o contraendo crediti verso l’estero (infatti gli Svizzeri si sono imbottiti di euro per non farlo svalutare troppo nei confronti del franco, stampando appunto vagonate di franchi). 

Se un paese per un qualsiasi motivo comincia a trovarsi in nei guai (cioè pieno di debito) perché è penalizzato dalla rigidità del cambio, cercherà di tenere capitali in casa offrendo rendimenti (cioè tassi di interesse) più alti. Questo è il motivo per il quale l’adesione allo SME, insieme al “divorzio” fra Tesoro e Banca d’Italia, ha portato a un incremento dei tassi di interesse in quei famosi e nostalgici anni ’80. Craxi era un birichino, ma che l'esplosione del debito fosse colpa sua è una grandiosa favola. Se un paese importa capitali poi nel lungo termine deve anche pagarli e il deficit commerciale aumenta. Ecco come il debito italiano si è ingigantito.

Che altro può fare un paese invece di indebitarsi, se ha il cambio bloccato? Utilizza le proprie riserve in valuta estera (oppure l'oro per comprare la valuta estera che gli serve) per comprare valuta nazionale in eccesso. Il contrario di quello che ha fatto la Svizzera.

Quindi noi, che siamo l'antitesi degli Svizzeri, abbiamo dato fondo alla cassa nel ‘92, durante l'attacco speculativo alla lira, finchè la cassa… non è rimasta quasi vuota! I mercati lo sapevano bene che sarebbe successo, e lo sapeva bene Soros che ci fece il mazzo attaccandoci, mentre Ciampi, quello che tutti dicevano essere "un grande" durante il settennato da Presidente della Repubblica, sperperava quasi tutte le nostre riserve nel disperato tentativo di difendere l'indifendibile, mentre era governatore della Banca d'Italia. Un grande davvero.

Riassumiamo il giochino. Il cambio è fisso e garantito dalla Banca Centrale. Gli speculatori riescono così a comprare valuta estera a prezzi da saldo. Quando le riserve per difendersi finiscono o diventano troppo basse, la Banca centrale è costretta a svalutare, il prezzo della valuta attaccata scende e quello della valuta estera sale. Gli speculatori possono ora rientrare sulla valuta attaccata, lucrando l’incremento di prezzo della valuta estera e la svalutazione della valuta attaccata, portandosi a casa un free meal, cosa rara se non unica nei mercati finanziari.

Se il cambio fosse libero di fluttuare, scenderebbe: i beni nazionali diventerebbero più convenienti, esporteremmo più merci (e meno capitali), il debito verrebbe rimborsato in valuta svalutata. In questo modo verrebbe conseguito un nuovo equilibrio, e gli speculatori se la prenderebbero 'an der culo. E questo abbiamo fatto dal dopoguerra fino al divorzio tra Tesoro e Banca d’Italia. E questo ha sempre fatto arrabbiare i tedeschi, che vedevano i prodotti italiani andare ovunque perché meno cari (e comunque di buona fattura) a causa delle continue svalutazioni.

Nel periodo recente (2008-12) l’attacco speculativo si è manifestato non con la vendita di valuta ma di titoli di Stato mettendo sotto pressione il mercato obbligazionario. Se sale lo spread crollano le quotazioni azionarie, il che consente di acquisire le aziende italiane per un piatto di lenticchie. Il rendimento azionario è superiore a quello obbligazionario, quindi meglio aziende buone in portafoglio che titoli di stato. Capite dove sta la figata?

Ecco perché sono tutti ansiosi di privatizzare. L’Italia è in saldo! Dal 2009 ad oggi ci sono stati 5 anni di accumulazione in borsa: quando l’economia italiana ripartirà, questi signori faranno profitti immensi…con le nostre prestigiose aziende non più nostre!

Nel frattempo l’euro è stato difeso, per difendere gli interessi dei soliti noti, quelli che avendo contratto crediti con i paesi del Sud, sono rientrati facendosi pagare in valuta non inflazionata (l'euro), prima che una eventuale uscita con connessa svalutazione determinasse un enorme dildo nel popò del loro credito. Inoltre l’euro debole ha permesso ai paesi del Nord Europa di esportare di più.

E se uscissimo dall’euro ora? Se un’azienda del Nord acquisisce il controllo di un’azienda del Sud a buon mercato perché le quotazioni sono cadute, e poi il paese esce e svaluta, il proprietario del Nord ovviamente beneficia del rilancio della domanda estera che la svalutazione determina, anche se ci rimette all’inizio il costo della svalutazione.

E se non usciamo? Detto prima, la valuta bassa a causa di crisi continue permette di esportare di più comunque, e quindi aumentano i profitti.

Questi signori però dimenticano sempre che questi giochini portano tutti alla rovina. La germania ha costruito la propria prosperità a spese dei paesi che ora sta strozzando, e quindi, una volta che questi esaleranno l’ultimo respiro, sarà in grave difficoltà.

Continua e finisce la prossima settimana!

Saluti
Ivano

6 commenti:

  1. Ciao Ivano complimenti per il blog e le informazioni che pubblichi, però io più leggo e più mi faccio questa semplice domanda ma di difficile risposta. Noi semplici cittadini come possiamo difenderci da quello che succede intorno a noi? Parlo di cose concrete. Poniamo che io sia un lavoratore dipendente con famiglia. Casa di proprietà. Sono legato al luogo in cui vivo non posso partire e andarmene all'estero. Che faccio? Sta per fallire lo stato italiano? E io che posso fare? Il qe non serve va bene, ma allora che faccio ? Ti faccio queste domande in modo provocatorio per magari innescare una discussione non ovviamente come critica nei tuoi confronti. Anzi ripeto apprezzo molto il tuo lavoro. Saluti Fabrizio.

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    1. Ciao Fabrizio,

      Grazie per il commento.

      Ci sto scrivendo un post sull'argomento, data la difficile risposta, a questa domanda venuta da più parti.

      Brevemente, per difendere te e la tua famiglia, devi decidere da che parte stare.

      Vedete, è come se ci fosse una staccionata che contiene un immenso gregge di pecore. Vuoi tu saltarla, ed andare fuori, dove c'è molto spazio e tanta erba da brucare?

      Allora studia, informati, sfrutta le informazioni vere che senti per trarre un PROFITTO in più che ti servirà per pagarti la pensione, le cure, l'IMU. Apprendi così avrai un lavoro migliore che non conosce disoccupazione. Fai due part-time così dimezzi il rischio se perdi uno dei due. Etc., etc., etc.

      Se tu:

      fai un lavoro che sanno fare tutti, e la sera torni a casa e vuoi solo vedere la TV invece di pensare a come farlo evolvere per farlo diventare unico...

      guardi il TG1 e ti dicono che la borsa sale perchè hanno fatto una tregua in Ucraina e ci credi...

      Ti dicono che riformano il senato perchè dimezzano i costi e ci credi...

      e potrei continuare all'infinito...

      Se sei così, NON C'E' SOLUZIONE, la staccionata sarà sempre troppo alta per la forza delle tue zampe. Mi dispiace, ma il III° millennio funziona così.

      Attendi il post, cercherò di essere più concreto. Nel frattempo commenta pure quanto vuoi, se potrò risponderò.

      Saluti
      Ivano

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  2. Ciao Ivano, leggo da tempo il tuo blog: ti ho conosciuto tramite Smettere di Lavorare da cui prendo ispirazione per bloggare. Dal mio sito Affarimiei.biz ho iniziato a dare informazioni più dettagliate sul risparmio, raccontando quelle che sono sostanzialmente le mie idee. Non sono, però, un addetto ai lavori e non ho le tue competenze.
    La domanda che mi pongo da qualche mese e che faccio a te, anche alla luce di Francesco (di smettere di lavorare) è molto simile a quella di sopra. Mettendo il caso che non si voglia per forza espatriare, ci sono i margini per vivere dignitosamente sfruttando i bug del sistema che ci schiavizza? Nella mia filosofia di vita c'è il rifiuto del consumismo, il risparmio e l'ostinazione a non volermi mai mettere in mano alle banche (secondo me è da evitare assolutamente la porcheria di fare un mutuo per comprare casa, anche se si guadagna tanto). Ritieni che tutto ciò basti a difendersi e, paradossalmente, a trarre giovamento da questa società malata?

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  3. Bella domanda Fabrizio, come dice Ivano meriterebbe un post a parte! Anche io qualche anno fa mi ponevo gli stessi interrogativi poiché le prospettive per l’Italia non sono affatto rosee. In particolare mi manda in bestia il furto generazionale relativo alle pensioni: i contributi previdenziali che versiamo servono a pagare le vecchie pensioni retributive (che non corrispondono assolutamente a quanto versato) ma per noi ci sarà una pensione miserabile.
    A questo punto che si fa?
    La prima cosa secondo me è prendere atto che dall’alto non ci salverà nessuno: né Renzi , né Grillo né altri. Ognuno deve trovare da sé la propria soluzione individuale. Si ma come giustamente dici , in concreto cosa fare??
    Butto giù alcune idee ,così come mi vengono, finanziarie e non:

    - Evitare, per quanto possibile, di rovinarsi la vita con mutui e prestiti. Se ho uno stipendio normale (in Italia 1300-1400?) e devo pagare 500- 800 al mese per 30 anni significa vivere con ansia per 30 anni. Assolutamente niente rate x cellulari, macchine o altro.

    - Scegliere forme di lavoro che consentano di pagare meno tasse possibili (io purtroppo essendo lavoratore dipendente non ho molta possibilità di farlo). Però ho scelto di non lavorare mai più del dovuto e spendere quel tempo “lavorando” per me (ad esempio imparando ad amministrare in modo più profiquo le proprie finanze personali ).

    - Evitare di comprare altre case oltre quella in cui si abita.

    - Non tenere tutti i propri liquidi su un conto corrente, specie se oltre 100.000 euro. Il rischio patrimoniale/prelievo forzoso è alto, anche se i nostri governanti si sono fatti furbi e ottengono gli stessi risultati mediante piccoli,nascosti , costanti aumenti della tassazione.

    - Non affezionarsi alle “cose”. Una casa è pur sempre un oggetto, magari fra dieci anni saremo costretti dagli eventi o dalle necessità a vivere altrove.

    - Non seguire le mode.

    - Avere cura della propria salute: il welfare come lo conosciamo è destinato ad essere fortemente ridimensionato; cercare di fare a meno del servizio sanitario nazionale. In quest’ottica anche una semplice azione quotidiana come il lavarsi i denti è un investimento per il futuro.

    - Autoprodurre cibo, legname , corrente elettrica, altro; imparare a riciclare e a riparare.

    - Limitare gli spostamenti in auto, usare un'auto a metano o uno scooter elettrico e la bici per i piccoli spostamenti.

    - Imparare a pescare e raccogliere erbe spontanee.

    - Creare reti di persone che condividano gli stessi obiettivi.

    La lista delle cose che ognuno di noi potrebbe fare è quasi infinita e su ogni punto si potrebbe discutere a lungo…Comunque bello spunto di riflessione!

    Attilio

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  4. Mi scuso per gli errori ortografici, ho scritto di getto.
    Attilio

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  5. Davide,

    Si può tranquillamente vivere bene secondo me: nel momento in cui riesci a stilare una lista vera di priorità ti accorgi anche che i soldi che ti servono non sono poi così tanti. Io non sposo completamente la filosofia di smetteredilavorare, nel senso che non voglio per forza vivere con 500€ al mese. Allo stesso tempo, non mi faccio venire lo stress per farne 5000€, perchè non mi servono. Ognuno di noi ha alcuni hobby e piaceri, tolti i soldi per quelli, gli altri sono stili imposti dalla società - e ci fanno spendere inutilmente.

    Attilio,

    Mi sembrano tutti ottimi spunti e consigli. Mi sembrano molto più utili e realizzabili di quelli dati sui vari canali informativi dai vari soloni, oppure quelli utopistici di qualche economista per cambiare una società che in fondo è fatta di persone che NON vogliono cambiare. Tutti a lamentarsi, ed Apple vende sempre più i-phone...

    Quello della salute è un punto importantissimo. Mangiare bene, vivere in un ambiente sano, prendersi cura di se stessi, non stressarsi, ci salvano il portafoglio e ci risparmiano molta sofferenza, e sono gesti semplici da realizzare.

    Saluti
    Ivano

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