Siamo ormai da più di due anni in questa situazione.
C'è una resistenza intorno al 5% che sta tenendo il trentennale dal salire ulteriormente. A livello tecnico questa configurazione punterebbe ad un ulteriore rialzo dei tassi.
Dicono tutti che il dollaro si sta indebolendo, in realtà sono tutte le valute fiat che stanno crollando, e le quotazioni di oro e argento ne sono la prova.
Il cambio EUR/USD anche sembra destinato a rafforzare l'euro a livello tecnico.
A livello fondamentale invece non lo sappiamo, è calma piatta.
Cosa sta succedendo?
C'è bisogno che torni la deflazione per vedere rendimenti in discesa, deflazione che al momento viene tenuta lontana artificialmente, creando condizioni che spingono i prezzi dei beni essenziali. Come? Vi faccio un esempio.
Avete visto tutti che il diesel ora costa più della benzina. Questo è un regalo del governo "del popolo" per seguire "cielochiedeleuropa". Quei 4 centesimi di accisa, aumentano artificialmente l'inflazione sui trasporti. Ma tutti i trasporti commerciali vanno a diesel: aerei, navi, tir. Questo spingerà di nuovo tutti i beni, inclusi quelli alimentari, al rialzo. Il governo ci guadagna con accise e iva che aumenta, la gente deve spendere di più per mangiare e muoversi. l'effetto di breve termine è inflattivo, quello di lungo deflattivo (prima o poi le famiglie taglieranno da qualche altra parte).
Quindi se i governanti mondiali continuano a creare condizioni inflattive attraverso tasse e geopolitica, non vedremo i rendimenti scendere, fino alla rottura del sistema. Ma questo significherà ancora più povertà diffusa.
La natura della prossima crisi economica definirà dove andranno i rendimenti. Voi sapete come la penso, ma nel frattempo ho integrato la parte obbligazionaria con azionario "value".
La morale è sempre la stessa: finché gli attori truccano i risultati, la verità non uscirà fuori. Ma ovviamente conta quello che crede il mercato, e quindi i treasuries a lunga scadenza non possono di certo essere considerati la scelta ottimale, né ieri né oggi.
Negli Stati Uniti, nessuno vende case, e nessuno le compra. Sono tutti impiegati ma le aziende licenziano a rotta di collo.
Che volete che vi dica? In questa confusione conta solo il valore per me, ecco perché ho ricominciato a fare più valutazione aziendale e meno macroeconomia. La situazione macro di fatto non è cambiata strutturalmente dal 2018, è solo peggiorata in valore assoluto, grazie allo sport preferito dai politici e dalle élite: il calcio del barattolo.
Chi vivrà vedrà, nel frattempo cerchiamo di sopravvivere alla ristrutturazione del mondo, mondo che comunque, non può fare a meno, oggi, di tresuries e dollari.
Saluti
Ivano
É la solita storia,i dati ufficiali sono taroccati, mascherano tutto,danno un calcio al barattolo.
RispondiEliminaMa praticamente tutti guardano i dati ufficiali e non le elucubrazioni dei vari Mazzalai di turno.Per la cronaca aveva previsto per fine 25 il €/$ sotto 1,10 (andrà a 0,85 ,ma non dice quando…)
Per febbraio il Treasury 45 sará a 95…manca poco.
A parte questo , la storia dei tassi di interesse di lungo periodo segue grandi cicli secolari e se quello di discesa iniziato nel 1980 é finito nel 2020 ,momento dal quale i tassi hanno iniziato a salire , chi a Treasuries lunghi e o matusalemme potrebbe essere messo molto male.
Mi aspetto anche il parere di Tomba che sostiene di averne per il 90 % del ptf,percentuale verosimilmente diminuita per il deprezzamento dei Treasuries e del $.
Si, è sempre la solita storia dal 2018, che ti posso fare? Io non so se nel 2020 abbiamo raggiunto un minimo, sono pronto per ogni evenienza avendo sistemato il ptf negli ultimi 3 anni
EliminaCondivido quanto scritto nell'articolo. Credo che il peggioramento del mercato del lavoro negli Stati Uniti sia già prezzato dal mercato dei bond e fino a che non si vedrà un netto peggioramento della crescita economica è difficile che continueremo a vedere dei tagli dei tassi. Probabilmente il trentennale continuerà ad oscillare tra il 4,5 - 5% di rendimento. Ritengo poco probabile una risalita sopra il 5%. Tuttavia, se anche si dovessero vedere altri tagli dei tassi da parte della FED, non è detto che i tassi a lungo li seguano sulla discesa. Per questo sarà necessario il solito evento trigger che alcuni vedono nello scoppio della bolla legata all'AI. Personalmente mi preoccupa molto di più un evento di crisi legato al segmento del private credit. Nel 2008 I prestiti rischiosi hanno innescato la crisi finanziaria, per cui le autorità di regolamentazione hanno vietato alle grandi banche di effettuarli. Poi però quegli stessi regolatori hanno permesso alle banche di prestare denaro a istituti di credito non bancari, che potevano comunque erogare gli stessi prestiti rischiosi a società, per lo più PMI non quotate, al di fuori dei circuiti tradizionali. Questi prestiti, di valore stimato di 2.500 miliaridi di dollari negli USA, sono al di fuori dai radar pubblici, al riparo dalle luci dei mercati regolamentati e quasi immuni agli strumenti di vigilanza tradizionale; non sono quotati, non hanno prezzi di mercato e vengono tenuti nei bilanci degli istituti prestatori fino alla scadenza. Sono ad alto rischio perchè concessi a società di scarsa solvibilità. Attualmente gli investitori istituzionali ingordi di rendimenti (fondi pensione, assicurazioni, casse previdenziali, hedge fund, help desk bancari) stanno investendo paracchio in questo settore. In sostanza preferiscono aumentare il rischio di credito piuttosto che la duration dei titoli di stato a lungo termine. Anche il settore retail è sempre più coinvolto in questo settore (vedo che stanno nascendo sempre nuovi fondi ed ETF di private debt). Finchè la fiducia resta intatta tutto bene, ma cosa succederà se, in seguito a qualche fallimento importante, anche solo una parte significativa degli investitori retail decidesse di riscattare le quote in tempi brevi? I fondi sarebbero costretti a vendere velocemente attivi difficili da liquidare secondo lo stesso schema che portò al crollo dei subprime.
RispondiEliminaConcordo, nel private equity c'è una melma nascosta che possiamo solo immaginare.
EliminaCiao a tutti,
RispondiEliminaho ridato un occhiata al grafico tecnico del cross Eur/Usd. Nell'ultimo anno è passato da 1.04 a 1.18. All'avvicinarsi delle resistenze in area 1.22/1.24, nel caso fosse respinto in basso, si rimarrebbe all'interno di un canale decennale con livello inferiore di 0.95 e superiore di 1.25. Diversamente, dovesse rompere al rialzo, il canale di riferimento sarebbe quello a 25 anni, con limite inferiore di 0.82 e superiore di 1.60. Un caro saluto vi raggiunga tutti.
Moris
Si può inserire link di un articolo di altro sito diciamo economico?
EliminaCertamente
EliminaChissà se sarà così anche questa volta,son quasi tentato…
RispondiEliminahttps://stefano-bottaioli.ghost.io/e-solo-statistica-ma-e-meglio-non-ignorarla-26-gennaio-2026-free/
Seguendo la strategia a.c. vado long sul rame con questo ETC GB00B15KXQ89 e short sul petrolio con JE00B24DK975
RispondiEliminaVenerdì è successo qualcosa di veramente importante sul mercato dell'argento. Non è stato il solito long squeeze con margini e stop loss che saltano. Venerdì i mercati si sono chiusi dopo un evento che potrebbe cambiare per sempre la Storia (la Storia, con la S maiuscola, non solo quella dei metalli preziosi). Venerdì 30 gennaio le principali banche occidentali, ancora testardamente short su oro e argento, guardano con ansia il prezzo dell’oro che va oltre i 5.600 dollari e quello dell’argento a 122 dollari, perché, a quei prezzi, le richieste di margine a copertura delle posizioni short minacciano di prosciugare i loro bilanci. Al COMEX, il mercato dei derivati basati sui metalli preziosi, le note di consegna del 29 gennaio mostrano che la settimana prossima Deutsche Bank e J.P. Morgan devono rimborsare con oro fisico ben 20.484 contratti (2 milioni di once di oro) agli investitori che ne hanno fatto richiesta. Il 29 sarà ricordato come il giorno con la maggiore attività di consegna di oro nella memoria recente. Sempre il 30 gennaio, viene chiusa per fallimento dai regolatori finanziari dell’Illinois la Metropolitan Capital Bank & Trust, una banca di medie dimensioni americana. Come si vede, nel fine settimana scorsa c’erano tutti gli elementi per gettare nel panico il mondo finanziario occidentale e spingere le élites di questo settore a fare una mossa azzardata per salvare il salvabile. Si doveva tentare, forse per l’ultima volta, una disperata operazione di manipolazione a ribasso dei prezzi, prima che la continua salita delle quotazioni innescasse le richieste di margine mettendo ko molte banche e prima che la settimana successiva le banche fossero costrette a dichiarare di non avere più oro da consegnare. Negli ultimi dieci anni e fino a un paio di anni fa, le grandi banche avevano ancora abbastanza liquidità da poter eseguire continuamente, nel mercato dei derivati, le vendite allo scoperto necessarie per riportare i prezzi dei metalli preziosi ai livelli di sicurezza (1300-1700 dollari per l’oro e 25-35 dollari per l’argento). Ma adesso, con la sempre più scarsa liquidità disponibile e il mercato dei metalli fisici che governa i prezzi e li ha già portati in alto del 70%, le banche non se la sentono di azzardare qualcosa coi derivati e decidono perciò una mossa diversa, sperando che abbia la stessa efficacia. Quindi, mentre quel venerdì i futures sull’argento del COMEX restano stabili, con volumi (circa 227.000 contratti scambiati) lievemente inferiori a quelli di tre giorni prima (272.000 contratti), gli scambi sull’Etf SLV (iShares Silver Trust di BlackRock, uno dei maggiori fondi sull’argento) letteralmente esplodono, con oltre 500 milioni di azioni scambiate, pari a 13,2 volte il volume medio giornaliero. Non si è trattato di vendite dettate dal panico che hanno innescato stop loss a cascata. È stata invece una discesa meccanica e metodica. Una discesa da 122 a 76 dollari fatta senza interruzioni nell’arco di ore, esercitando vendite costanti, che però non dovevano mai raggiungere picchi così forti da innescare stop loss automatici. Una pressione al ribasso del 2-3% ogni cinque minuti per un’intera giornata non avviene in un mercato spontaneo soggetto a migliaia di operazioni casuali. Deve esserci un coordinamento fra venditori orientati allo stesso scopo. E deve esserci anche abbastanza liquidità: non dimentichiamoci che questo gruppo di mercenari si è sostituito all’intero mercato per una giornata intera di contrattazioni! La mossa, per quanto rischiosa, ha successo. L’argento crolla del 31% in una sola seduta. Dal massimo storico di giovedì di 121,78 dollari alla chiusura a 78,53 dollari. Si tratta di un evento “sigma” di magnitudo 14. Cos’è un evento “sigma”? Nel gergo finanziario, è un evento statisticamente improbabile rappresentato da una unità di misura chiamata appunto “sigma”.
RispondiEliminaCONTINUA
CONTINUAZIONE
RispondiEliminaAd esempio: il crash di borsa del lunedì nero del 1987 fu di magnitudo 21, mentre l’incredibile aumento dei tassi americani a 1 e 3 anni in 3 giorni che portò al fallimento di Credit Suisse fu un evento a sigma 12. Se si utilizza una volatilità di riferimento di 10 anni, un evento a 14 sigma, come la caduta dell’argento di venerdì, dovrebbe verificarsi una volta ogni 6 miliardi di anni. Stiamo parlando di impossibilità statistiche. Anche nei giorni precedenti c’erano state oscillazioni di mercato statisticamente improbabili. Lunedi 26 gennaio c’era stata un’oscillazione intraday del 14%, cioè un rialzo del 7% seguito da un calo del 7% in poche ore. Era un evento a 4 sigma. Poi martedì c’era stato un altro rialzo dell’8% e giovedì un’altra oscillazione del 6% prima del massimo storico. Quando si iniziano ad accumulare eventi a 4 sigma, 5 sigma e 6 sigma uno dopo l’altro, non ci si trova più in un mercato casuale spontaneo, ma in un campo di battaglia dove si fronteggiano da una parte le banche che manipolano a ribasso e dall’altra il mercato del metallo fisico e le borse asiatiche che premono a rialzo. Venerdì abbiamo assistito all’ultimo di questi eventi coordinati portati avanti dalle banche occidentali. L’evento condotto con maggior forza e determinazione. Quello che ha fatto finalmente capitolare l’argento (e poi di conseguenza l’oro) a livelli di sicurezza per le banche e il COMEX. Ma, ecco la grande novità, rispetto alle manipolazioni a ribasso fatte ai “bei tempi” in cui i derivati spadroneggiavano sui prezzi: mentre l’Etf SLV crollava del 31% a New York, lo Shanghai Gold Exchange quotava l’argento a 120-134 dollari l’oncia, a seconda della sessione. Si tratta di un differenziale di 42-49 dollari l’oncia rispetto ai prezzi di chiusura del COMEX. Tuttora la quotazione di Shanghai sull’oro supera di 37 dollari quella di New York. E l’India è a 28 dollari sopra il prezzo spot occidentale. Insomma questa settimana si è chiusa con il COMEX a 85 dollari e Shanghai a 122 dollari. Questo spread, il più ampio nella storia, non si è dissolto di fronte al colpo di mano compiuto dalle banche occidentali.
CONTINUA
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RispondiEliminaPer la prima volta, le borse asiatiche non si sono allineate al prezzo dei derivati occidentali, che dovrebbe essere il prezzo ufficiale, secondo la consuetudine, come lo è stato per 107 anni (dal 1919). Quindi, ripeto: no, venerdì non c’è stata alcuna correzione di mercato. Nessun long squeeze con margini e stop loss che saltano. Il mercato dei derivati occidentali ha colpito con le ultime munizioni che aveva. Così le quotazioni dei futures sono scese, certo, e anche di tanto. Ma l’impassibilità del mercato asiatico e di quello spot ha fatto emergere il rischio che il mercato occidentale si è assunto con questa mossa: quello di provocare una liquidazione di sè stesso. Ormai le posizioni short delle banche che hanno innescato le vendite coordinate di venerdì sono chiuse. L’eccesso manipolativo che ha strangolato l’argento per decenni è stato consumato in un colpo solo. Le banche saranno capaci di ricostruire la struttura manipolativa da zero? Ci sarà abbastanza liquidità per farlo? Peter Warburton, in un articolo del 2001 (https://www.gata.org/node/8303), diceva che per mantenere a ribasso i preziosi bastavano 200 miliardi. Questo quando l’oro costava 250-270 dollari l’oncia, circa il 95% in meno di oggi. E quando le banche avevano molti meno obblighi di copertura dei bilanci. E quando non c’era la borsa di Shanghai. E quando la valuta fiat non era al punto finale della sua storia. E quando, di conseguenza, le banche centrali non avevano innescato una corsa ai preziosi. E quando il mercato dei metalli fisici non aveva preso il sopravvento sui prezzi. E quando la Cina non aveva deciso di sfidare il COMEX. Se allora bastavano 200 miliardi, quanti ce ne vorrebbero ora? Nessuno lo sa. Ma, dopo ciò che è successo venerdì, possiamo realmente dire che domani è un altro giorno. Anzi, domani potrebbe essere un’altra era. In che fase della storia ci sveglieremo domani? Sarà un nuovo inizio su basi completamente inedite, oppure poco alla volta le cose torneranno come due anni fa, come se non fosse successo nulla? Lo capiremo solo guardando le borse lunedì.
Quando parli di un ritorno a due anni fa, ti riferisci alle quotazioni di oro e argento?
RispondiEliminaNo, mi riferisco al periodo quando le banche occidentali riuscivano ancora a manipolare al ribasso la quotazione dei preziosi.
EliminaCarissimi, bentrovati. Inizio con un GRAZIE a Fabio per l'interessante disamina sulle dinamiche di mercato dell'argento.
EliminaNel brevissimo, in vista di un rimbalzo e della chiusura del gap nelle quotazioni del metallo tra mercati orientali e occidentali, da tenere d'occhio i supporti in area 75 e 71, riscontrati a gennaio 2026 in occasione di un doppio minimo crescente. In caso di ulteriore calo, i due supporti successivi sono collocati a 47/50 e risalgono a fine ottobre/novembre 2025. E da qui in avanti, la via per un ritorno verso quota 30 sarebbe aperta.
In senso contrario, se si va in accumulazione, il primo riferimento per valutare la forza del rialzo è il massimo assoluto a 118 Usd/Oz del 29 gennaio ultimo scorso.
Come nei vecchi telefilm ....."to be continued".
La saga argentata è in corso, alle prossime puntate.
Un caro saluto vi raggiunga tutti.
Moris
Grazie Fabio per l'interessante dinamica. E' vero però che la storia dei rialzi folli dell'argento in passato è sempre stata quella di rintracciare violentemente. Ora vediamo se risaliremo follemente, oppure sarà come le altre volte. Una cosa è sicura, qui il problema non è della valuta fiat solamente, ma dell'impossibilità di sostenere un ciclo al rialzo delle materie prime da parte di un mondo in deflazione da debiti. Tra un po' con questi prezzi si fermerà l'agricoltura, e finora mangiare l'IA non sazia.
RispondiEliminaNel mentre di questi folli rialzi di oro e argento, BTC è "non pervenuto". Come scrissi anni fa in "criptovalute e criptopolli", venendo per certi versi giustamente contestato, le criptovalute, poiché non hanno un sottostante e si basano solo sulla fiducia, non hanno un fair-value, ergo, non possono essere un investimento, ma sono un prodotto, ora finanziarizzato, meramente speculativo. Quindi BTC può anche arrivare a 1 milione di dollari, ma anche sparire domani per quanto ne so. L'oro invece, come molti vedono ora, è tutta un'altra storia.
Ciao Ivano,
Eliminafinchè qualche soggetto rilevante per le sorti del PIL mondiale,
non dichiara che bitcoin libera legalmente dagli obblighi sul suo territorio, al pari della sua valuta fiat, oppure finchè importanti istituzioni non concedono prestiti o emettono debito denominato in tale unità di conto, esponendosi alla sua gigantesca volatilità....la vedo dura che bitcoin possa avere un suo fair value o valore intrinseco.
Nel mondo che c'è, chi volesse contrarre debito o offrire credito in bitcoin, fatti salvi i kamikaze finanziari,
dovrebbe verosimilmente coprirsi dal rischio cambio, a meno di non vivere in un micromondo in cui tutto si contratta in bitcoin.
Il guadagno certo sarebbe per chi "emette" e vende servizi di copertura.
Per gli operatori è un costo da scontare nel tasso applicato.
Alla fine, un prestito/debito espresso in bitcoin, anzichè costare meno rispetto ai canali bancari/finanziari tradizionali, verosilmilmente verrebbe a costare di più.
Non escludo che per taluni possa, comunque, avere un senso l'indebitamento in bitcoin a prezzi maggiorati.
E per talaltri fargli credito.
La criminalità non è ancora stata abolita per decreto.
Tutti quelli che incassano in bitcoin, senza andare per il sottile, possono avere interesse a prendere posizione nel criptomondo.
E chi si mette al loro servizio, si trova.
Un caro saluto.
Moris
Un'altra importante notizia è che alcune banche americane ora stanno rifiutando di fare credito ai rivenditori di oro. Questo è un modo per strozzare le vendite di metallo fisico e scoraggiare i compratori.
EliminaMa in questa guerra i metalli preziosi hanno qualcosa di tremendamente solido dalla loro parte. L'intero complesso delle materie prime (inclusi metalli industriali ed energia), secondo me ha appena ripreso il suo andamento pluriennale. Questo è il tipo di andamento dei prezzi che si verifica all'inizio di una nuova epoca di espansione del ciclo economico.
Si tratta di cicli secolari inarrestabili, che una volta iniziati nessuno può fermare. Le banche e i media possono solo provocare qualche distorsione di breve durata, ma non hanno il potere di fermare la Storia. Nessuno ha questo potere.
Penso che il prossimo grande rialzo delle materie prime riguarderà i metalli industriali come rame, alluminio e litio, direttamente coinvolti nell'espansione del ciclo economico.
E alla fine, fra alcuni anni, l'argento arriverà tra i 200 e i 300 dollari l'oncia.
Ultima cosa da dire per sintetizzare tutto il ragionamento fatto sopra sui preziosi è che una forte discrepanza dei prezzi indica che il mercato sta perdendo fiducia nel fatto che il prezzo "di carta" (futures ed ETC) sia convertibile in metallo reale a quel medesimo prezzo, premiando la tangibilità rispetto alla promessa finanziaria.
EliminaDunque ribadisco quello che ho sempre sostenuto: se si vuole investire in preziosi è di gran lunga preferibile detenere oro e argento fisico (meglio se in piena proprietà) piuttosto che ETC. Solo il bene tangibile è sicuro, privo di rischio di controparte ed ideale come bene rifugio a lungo termine in caso di crisi economico-finanziaria.
Spero che ti sbagli sulla ripresa del ciclo, a meno che prima non vi sia almeno un decennio di stabilizzazione, altrimenti tornerà utile l'ettaro e mezzo che mi ritrovo (e che in fondo, ho voluto anche per questo). Per l'investimento in preziosi, non ritengo che detenere oro e argento fisico sia esente da rischi. La storia racconta che chi aveva l'oro, è diventato il bancomat di governi e violenti. Nelle gravi crisi, far sapere di avere oro è controproducente: bisogna tenerlo nascosto fino alla fine, solo così si beneficia dell'effetto protettivo. Esempio: "il 5 aprile 1933, il presidente USA Franklin D. Roosevelt firmò l'Ordine Esecutivo 6102, obbligando i cittadini a consegnare quasi tutto l'oro (monete, lingotti, certificati) alla Federal Reserve entro il 1° maggio 1933. Questa misura drastica, mirata a contrastare la Grande Depressione e sostenere il New Deal, pagava $20,67 l'oncia, per poi rivalutare l'oro a $35 nel 1934". Morale, mentre imperversava la fame e la carestia, il tuo oro era inutile alla sopravvivenza, doveva rimanere ben nascosto... fino al 1974! Per 40anni!
EliminaPreferisco di gran lunga investire in società che hanno "valore" che si adegua all'inflazione.
https://www.tradingview.com/x/34A4dNyV/
EliminaIl grafico sopra è quello che mi fa propendere per una ripresa del ciclo delle materie prime.
https://www.tradingview.com/x/suzrl4DI/
La parte sotto di questo grafico sembrerebbe segnalare una, seppur molto lenta, piccola ripresa dell'economia americana.
https://www.tradingview.com/x/NoePHwuK/
Un altro indizio dell'inizio di un'espansione economica è il Russel 2000.
Infatti, l'andamento sostenuto dell'indice indica che le prospettive di crescita e di inflazione sono favorevoli. L'indice Russell 2000 sta attualmente uscendo da un consolidamento pluriennale. Per quanto mi riguarda, dopo la piccola flessione avvenuta a fine 2025, questa è ora una rottura definitiva a rialzo.
Fabio Andrea,ma in quanto detentore in grande percentuale di Treasuries quanto hai scritto nell'ultimo intervento non ti preoccupa?
EliminaAnonimo (mettete un nome per carità!) secondo me anche Fabio ha ribilanciato il portafoglio dal 2018 ad oggi sono passati 8 anni...
EliminaNon più tardi di due anni fa ,scriveva che deteneva Treasuries per il 90% del portafoglio.Se devo andarlo a cercare…scripta manent.
EliminaDato che dimostra di essere sul pezzo,vedi ultimo intervento sulle ragioni del crollo dell’argento, volevo solo sapere ,indipendentemente dalla percentuale se era rassegnato a portarli alla scadenza salvo appunto un cigno nero che potrebbe rivitalizzarli.
Una cosa è certa dal 2020 per chi mangia in euro è sempre è solo andata a peggiorare ,con il $ che hedgiava i Treasuries e viceversa,e per fortuna che ho un conto in dollari.
Se poi non vuole rispondere ,pazienza.
p.s.Mio malgrado devo riportare l’ennesima previsione fuori dal mondo di Mazzalai,aveva previsto il cambio €/$ a 1,10 per fine 25, amen ora vedeva il Treasury 45 entro febbraio a $ 95…
Galup
Se hai letto così, e non lo metto in dubbio, solo lui può risponderti sulla sua strategia. Per Mazzalai hai ragione, ma io non sono Mazzalai e soprattutto non faccio previsioni. Se osservi anche gli aggiornamenti su EUR/USD io indico la direzione fondamentale non il target o il timing. Saluti
EliminaCerto,ci mancherebbe.
EliminaComunque anche Mazzalai nell'outlook 2026 non fa più previsioni,si è arreso...
Per me il Treasury 45 è un tormento ,ne ho per ca. il 25% del totale a PMC di $ 97,66 dopo averlo mediato n.volte ,con il conto in $ accumulo cedole e aspetto.Col senno di poi non avrei dovuto mediarlo.
Visto come i gringos hanno gestito il problema delle banche ,regionali,credo abbiano imparato la lezione e non so se si faranno cogliere impreparati come nel 2008.
Ogni tanto qualche idea buona mi viene ,tre mesi fa volevo shortare il BTC ma l'ETC che avevo già usato CH0514065058 non esiste più lo hanno chiuso...
galup
x galup
EliminaAnche se in passato abbiamo avuto qualche battibecco, nessun rancore da parte mia, non ho problemi a risponderti.
Ad oggi la percentuale di Treasury che ho in portafoglio è scesa drasticamente ed ora pesano solo per circa il 30% sul totale. Rispetto alla precedente esposizione del 90% di più di due anni fa è diminuita vuoi perchè ho aumentato altri asset con la nuova liquidità e vuoi perchè ho effettuato due vendite sui rimbalzi, una più piccola agli inizi di aprile 2025 e l'altra, molto più consistente, alla fine di ottobre 2025. Su queste vendite ho realizzato una minusvalenza piuttosto consistente di circa il -20%. Il rimanente 30% è ora tutto investito nel Treasury 45 (lo stesso che hai tu) a un prezzo di carico di $ 89,56 che, al momento, penso di tenere fino alla scadenza incassando le cedole. Con la liquidità liberata sto cercando di ottenere plusvalenze a breve - medio termine, da compensare con quelle minus, rispolverando vecchi miei cavalli di battaglia sul trading, che in passato mi avevano dato buone soddisfazioni in quanto a tasso di vincita (hai la statistica dalla tua parte) e cioè:
1) strategia di vendita di volatilità shortando il cfd VXX;
2) strategia di swing trading (sia long che short) su azioni americane sfruttando il momentum;
3) spread trading sui futures su materie prime sfruttando la stagionalità;
A queste tre ho aggiunto:
4) strategia sui certificati: sto seguendo i segnali di Francesca Fossatelli sul suo canale Telegram per quanto riguarda il portafoglio difensivo chiamato "Obiettivo Resilienza";
5) acquisto del Darwinex Index (INDX);
Infine sto approfondendo sui libri la strategia in opzioni chiamata:
6) strategia della ruota
per metterla in reale prima della fine del 2026.
Avendo optato per il regime fiscale dichiarativo, sono avvantaggiato perchè posso compensare le minus con le plusvalenze ottenute da broker diversi. Inoltre non devo ricorrere a nessun commercialista (quindi niente spese) perchè compilo la mia dichiarazione dei redditi da solo. Conto di riusciure a recuperare il totale della minus realizzata nei quattro anni che mi restano.
Nessun rancore neanche da parte mia,anzi mi scuso perché mi sono reso conto che ero stato diciamo poco elegante.
RispondiEliminaSono un vecchietto e vorrei vederli arrivare a scadenza ma é veramente poco probabile.Li lascerò in eredità ,un po’ come avere un appartamento affittato ,ma con meno rogne,poi magari succede l’imprevedibile.
Anche io ho delle minus da compensare ,quelle in scadenza 25 le ho spostate con un certificato maxi cedola Leonteq quadagnandoci anche qualcosa,circa il ridurle ormai è un gioco ,va bene se non le aumento.
Galup
Ottimo suggerimento quello di spostare in avanti le minus con un certificato maxi coupon. Se tra quattro anni non avrò ancora compensato tutte le minusvalenze pregresse credo che procederò anch'io così.
EliminaPer concludere il discorso sulle obbligazioni a media-lunga scadenza, volevo segnalare un interessante studio di Deutsche Bank dell’anno scorso, che potete trovare al seguente link
https://www.dbresearch.com/PROD/RI-PROD/PDFVIEWER.calias?pdfViewerPdfUrl=PROD0000000000607211
Poichè è piuttosto lungo riassumo la parte più interessante sui rendimenti obbligazionari. Basando i risultati su serie di dati storiche di oltre 200 anni, lo studio evidenzia delle soglie numeriche di rendimento da utilizzare come riferimento per chi vuole investire in obbligazioni. Ecco cosa sostiene:
1) se si investe in obbligazioni a lungo termine in un momento in cui i loro tassi di rendimento nominali sono inferiori al 3%, si otterrà un rendimento reale (cioè al netto dell'inflazione) negativo nei prossimi 25 anni;
2) se si investe in obbligazioni a lungo termine in un momento in cui i loro tassi di rendimento nominali sono tra il 3% e il 4%, si otterrà invece un rendimento reale al di sotto dell'1%;
3) se si vuole essere "certi" di ottenere un tasso di rendimento reale superiore all'1% è quindi necessario investire in obbligazioni a lungo termine solo quando i loro tassi di rendimento nominali sono superiori al 4%.
La conclusione dello studio Deutsche Bank è ovvia e chiara per chi desidera investire in obbligazioni a medio-lungo termine: il timing dell'investimento conta più di qualsiasi altra variabile. Quindi se si acquista un titolo di stato in un momento in cui il suo rendimento è molto basso è molto probabile che l’inflazione si “mangi” i guadagni nel corso dei decenni.