Si sa che Hollywood è un po' il megafono del Sistema, e serve attraverso lo spettacolo, a "preparare" il pubblico a seguire una serie di norme ed abitudini sociali, oppure a prepararli a qualche evento strano per farlo sembrare "normale".
Di Walt Disney poi, se ne raccontano di tutti i tipi.
Il messaggio a cui guardano tutti è quello subliminale che associa l'ordine della stanza dei bambini all'assunzione di un medicinale. "Basta un po' di zucchero (e pure quello fa male oltretutto...) e la pillola va giù..." Non si sa che nesso ci sia tra il disordine bambinesco e pre-adolescenziale e l'assunzione di un farmaco, ma evidentemente qualcuno ce lo vedeva tra gli sceneggiatori.
Ma le scene che mai avevo esaminato con profondità e che mi hanno sorpreso sono quelle dello spazzacamino e della banca.
Nel primo caso, si fa dire allo spazzacamino che il suo lavoro sembra sporco ma in realtà è meraviglioso. "Nessuno è più felice di me", canta un sorridente Dick Van Dyke. Forse perchè faceva l'attore e non lo spazzacamino in epoca vittoriana.
Un estratto da questo articolo di Focus ci riporta alla realtà:
"Ma in un'ipotetica lista nera dei lavori per minori, al primo posto c'era quello dello spazzacamino (...) A quattro anni, i bimbi cominciavano a calarsi nei comignoli o ad arrampicarsi lungo le strettissime canne fumarie dei camini per ripulirle con raspa e scopino: chi si fermava a metà strada, in preda al panico o vittima della stanchezza, veniva incoraggiato con punture di aghi ai piedi o, alle brutte, con un bel fuoco acceso sotto al sedere. Ogni giorno così, dieci volte avanti e indietro, gomiti e ginocchia piagati dal continuo sfregare sui mattoni, colpi di tosse e occhi infiammati. E poi ustioni, cancro ai polmoni, schiena e caviglie deformate dal peso dei sacchi di fuliggine. O la morte, precipitando al suolo. (...) gli spazzacamini dormivano per terra in una cantina, buttati su sacchi di iuta. Il padrone concedeva loro solo due bagni l'anno, uno a Natale l'altro a Pentecoste, e una mezza ciotola di pappa d'avena al giorno, per evitare che, ingrassando, non riuscissero più a infilarsi nei buchi fuligginosi larghi meno di una trentina di centimetri."
Che meraviglia! Avessi potuto pure io, pure voi, godere di cotanta felicità!
Il solito vecchio messaggio: "fai un lavoro orribile? Ma non è vero, è meraviglioso solo che non te ne accorgi!"
Tornando alla prospettiva finanziaria, partiamo da George Banks, il padre che cerca una nuova tata per i suoi due figli. Banks di professione fa il banchiere. Nel suo istituto di credito è un dirigente, è quindi la personificazione del sistema finanziario. Banks fa una vitaccia (come tutti quelli che lavorano per fare "carriera") e la sua bussola sono le regole dell'epoca: rispetto delle convezioni sociali e della routine borghese.
Nell'episodio della banca, il presidente, il signor Dawes, pur di far aprire un nuovo conto corrente a Michael, il figlio di Banks, è disposto a tutto. Vuole i due penny che il ragazzino si è tenuto per comprare da mangiare ai piccioni. Ne nasce una litigata che dà il via ad una Bank Run in piena regola.
E qui tutti a vederci una critica alla società capitalista, vista anche la fine del film dove Banks e gli altri banchieri se ne vanno a far volare aquiloni al parco.Io ci vedo altro.
Dawes, è brutto, vecchio e cattivo... Malato e pure vestito di nero.
Micheal è la spensieratezza che vuole solo giocare.
Dawes dice a Micheal che i suoi soldi li avrebbe investiti, e sarebbero diventati di più. Il doppio in breve tempo... Scusate, ma non è quello di cui parlano i fenomeni dell'investire seguendo il mercato? I 100.000 canali di youtube? Non è ciò che porta alla libertà finanziaria, e quindi alla libertà generale?
Invece il messaggio che passa è che dare i soldi alla banca per investirli è orribile, meglio spenderseli in boiate, che poi è quello che fa la maggior parte delle persone, e vivere spensierati.
Non essere brutto e cattivo investendo, si felice spendendo!
E così ci siamo, il messaggio è passato al bambino (ed all'adulto) inconsapevole. Lascia alla gentaglia la gestione del denaro, tu pensa a spendere.
La morale è che di fatto gli adulti di oggi si comportano come bambini: pensano a giocare mentre altri più furbi, li scippano del loro futuro ogni giorno.
E poi ci sorprendiamo che questo è un mondo di schiavi del denaro.
Saluti
Ivano
Dici bene Ivano si raccontano tante storie su Walt Disney.
RispondiEliminaC'è chi dice fosse un massone, solo perchè all'età di 19 anni si iscrisse all'Ordine di DeMolay, un'organizzazione giovanile legata alla Massoneria, da cui trasse ispirazione e valori.
Sebbene non esistano documenti, nè testimonianze ufficiali, che attestino la sua affiliazione a qualche loggia massonica è ormai certo che fosse un ammiratore e simpatizzante della Massoneria e abbia contribuito a diffondere indirettamente alcuni dei suoi temi e simboli attraverso i suoi amati personaggi dei cartoni animati. Basta infatti cercare su internet per trovare una miriade di esempi di come la Disney fosse solita far uso di messaggi subliminali, soprattutto di tipo sessuale e satanico, nei suoi cartoni animati per bambini.
Di dominio pubblico è anche l'accusa alla Disney fatta dal comico genovese Beppe Grillo durante il Beppe Grillo Tour 2005, svoltosi al Mandela Forum di Firenze il 7, 8, e 9 aprile, secondo il quale la Walt Disney Co. avrebbe pagato nel 2004 la cifra di 70 milioni di dollari per far concludere un processo che li vedeva accusati di satanismo, distribuzione di immagini porno, razzismo e istigazione alla cocaina. Evidentemente, il danno d'immagine e di fatturato sarebbe stato tale da indurre la Disney a pagare quella cifra colossale.
E' risaputo che molti dei potenti del mondo abbiano avuto intrallazzi con la Massoneria e li abbiano sfruttati per per manipolare le coscienze della gente attraverso messaggi subliminali passati su giornali e in televisione, soprattutto attraverso la pubblicità: però un adulto lo sa e può evitare di guardarla. Trovo invece particolarmente becero divulgarli in film per bambini, perchè il messaggio subliminale scavalca il filtro del giudizio del minore e gli imprime un'emozione che, molto probabilmente, si ricorderà per tutta la vita, senza dargli modo di difendersi.
Intanto vi tengo aggiornati sul braccio di ferro per il controllo del prezzo dell'argento tra le banche occidentali e le borse asiatiche.
RispondiEliminaLo Shanghai Futures Exchange, il mercato dei futures sui preziosi cinese, ha pubblicato un avviso nel quale dice che sono state bloccate le operazioni fatte da sei gruppi di account che ieri avevano fatto operazioni in violazione delle norme (cioè avevano provocato il crollo del 17% dell'argento con vendite programmate).
Il mercato dei derivati cinese è molto meno permissivo di quello occidentale.
Lettura sottilissima e azzeccata Ivano.
RispondiEliminaPer quel che conta, cosa vuol dire
RispondiEliminahttps://stefano-bottaioli.ghost.io/una-chart-molto-importante-9-febbraio-2026-free/
ogni opinione costruttiva conta. Grazie. Se il petrolio avesse un tale rialzo, allora al 90% farebbe da detonatore alla caduta dell'SP500. I tassi dovrebbero (il condizionale è ormai d'obbligo) scendere di conseguenza.
EliminaSempre secondo il Bottaioli sarebbero da shortare i semiconduttori...
RispondiEliminaultimo articolo free.
galup
Spiega il perchè?
EliminaMi riferivo a questo
RispondiEliminahttps://stefano-bottaioli.ghost.io/un-13-che-ricorda-altri-13-sui-top-degli-ultimi-5-anni-10-febbraio-2026-free/
Scrive di continuo…
Galup
Oddio...metà indice praticamente lo fanno cinque aziende, ci sta che rintracci
EliminaScrive in continuazione ,pubblicizzando i buoni risultati ottenuti...ovviamente e giustamente dal suo punto di vista( procacciarsi clienti) , chiaramente non scrive di quando ha cannato salvo che sia Mandrake...
RispondiEliminagalup
Caro Ivano ,mi dici la tua ,ovviamente tutti possono dirla, su quest'articolo che narra la fine dei tassi in discesa prevedendone un rialzo peraltro già iniziato che potrebbe durare anche 40 anni ,come nelle serie secolari precedenti.
RispondiEliminahttps://stefano-bottaioli.ghost.io/occorre-osservare-il-quadro-dei-tassi-di-interesse-da-lontano-23-gennaio-2026-free/
galup
Premesso che nessuno prevede il futuro, e che ciò che sale deve scendere e viceversa, in questo universo ciclico, la vera domanda è: quando inizieranno a salire? Prima ci sarà un altro minimo? Io pure penso che saliranno prima o poi, ma già con i tassi attuali il mercato americano immobiliare è fermo, come li porterebbero a breve al 5-6 % ed ancora più su? Questa è la domanda a cui non trovo risposta, ergo, non vedo rialzi dei tassi così marcati a breve.
EliminaLa fuoriuscita di argento da est a ovest è avviata da qualche settimana.
RispondiEliminaL'argento a Shanghai costa ormai stabilmente a un prezzo superiore di 19 dollari (VAT incluso) rispetto al prezzo di Londra e New York.
I due mercati si sono ormai separati, sembra in modo stabile.
Ora, dato che il costo del trasporto aereo dell'argento da New York o Londra a Shanghai è di circa $ 2/oz., anche senza cercare di evitare il VAT del 13%, comprando a Londra e vendendo a Shanghai si ha un guadagno di 8,06%/oz.
Il fatto che il tasso implicito di locazione dell'argento a Londra è salito di oltre il 6,5%, suggerisce che le condizioni di questa fuoriuscita di metallo da ovest a est peggiorerà ulteriormente la situazione delle scorte di Londra e New York.
Secondo me, il vero motivo per cui l'Iran conta è il fatto che è uno dei pochi posti al mondo dove un conflitto può traboccare dalla geopolitica all'economia globale da un giorno all'altro. L'Iran si trova sullo Stretto di Hormuz e sulle principali arterie di trasporto energetico, ed è collegato all'ecosistema di Russia, Cina e BRICS tramite proxy, flussi di armi e soluzioni aggirate dalle sanzioni. Quindi una seria escalation si trasforma rapidamente in uno shock petrolifero, poi uno shock per il trasporto marittimo e assicurativo, e poi uno shock globale del credito. E in un mondo già sommerso dal debito, con margini fiscali ristretti e catene di approvvigionamento fragili, questo tipo di cascata può costringere i governi a adottare decisioni politiche che in tempi normali non potrebbero mai vendere al pubblico.
RispondiEliminaTutti i potenti incentivi si allineano dove una crisi permette ai governi di riformulare il dolore interno come necessità esterna, giustificare misure d'emergenza e riorganizzare l'impianto economico. Se il petrolio salta e le rotte commerciali si bloccano, si ottiene la classica reazione a catena in cui l'inflazione si accende dove non dovrebbe, la crescita si blocca dove non può, i crediti più deboli si rompono per primi, e la conversazione cambia da 'dobbiamo riformare il sistema' a 'dobbiamo stabilizzarlo'. È in quel momento che avvengono i reset e nuove regole sul movimento di denaro, le linee di insediamento, i controlli dei capitali, il coordinamento fiscale militare-industriale, forse anche una spinta maggiore per infrastrutture di pagamento digitali e un controllo statale più rigoroso sulle industrie strategiche. E geopoliticamente, uno scontro con l'Iran funziona anche come un messaggio al blocco multipolare che gli Stati Uniti possiedono ancora l'architettura di sicurezza che sostiene i flussi energetici e, per estensione, hanno ancora influenza su come il mondo valuta il rischio e dove parcheggia capitali.
Il punto chiave è che questo non richiede che nessuno cerchi apertamente di far saltare in aria il sistema. Può accadere semplicemente perché le istituzioni seguono il percorso che trasforma problemi strutturali complicati in qualcosa di politicamente spiegabile durante una crisi. Ma il rischio è ovvio perché l'escalation può degenerare, uno shock petrolifero può dividere gli alleati e, invece di rafforzare il sistema del dollaro, può accelerare la dedollarizzazione e la diversificazione che dovrebbe impedire.
Ecco perché l'Iran conta così tanto. Non è solo un bersaglio, è un interruttore. Quando il conflitto lì si intensifica, non puoi controllare completamente la reazione a catena che hai scatenato.
Galup da x
Concordo con l'analisi sulla prima parte, non credo sia possibile stimare l'impatto su dollaro, e altro correlato ad esso.
EliminaOggi viviamo in un momento di scontro feroce tra America ed Europa, ormai lo hanno capito anche le pietre. E dal momento che noi ci troviamo, geograficamente parlando, dalla parte europea del contendere, è inevitabile per noi essere esposti alla narrativa favorevole a questa parte. Ecco perché siamo circondati da un martellamento costante dei media mainstream sul dollaro debole, la caduta del dollaro, il prossimo passo falso degli USA, i dazi, la dedollarizzazione e tutto il resto del repertorio.
EliminaLo scopo dei media europei ed italiani è ovviamente quello di scoraggiare la fuga di capitali dal sistema finanziario del continente, dipingendo l’Europa come il posto migliore al mondo per investire. Allo stesso modo, se vivessimo negli Stati Uniti, saremmo esposti a un martellamento continuo che va in direzione contraria, cioè quella di incoraggiare la fuga di capitali dall’Europa a favore del sistema finanziario americano. Ora, stabilito che c’è un bias nei media, equamente distribuito da una parte e dall’altra dell’oceano, ad un investitore che deve fare le proprie scelte di allocazione del capitale dovrebbe interessare una cosa sola e cioè cosa c’è di vero sulle narrative, positive o negative, sul dollaro? In particolare, visto che siamo dalla parte europea della barricata, se è vero che il dollaro è in crisi e sta per crollare?
CONTINUA
CONTINUAZIONE
EliminaSe volete avere una visione obiettiva sul dollaro, basta un solo grafico che potete trovare ovunque: quello che misura le variazioni di valore del dollaro rispetto a un paniere di altre valute (curva nera) e rispetto al suo valore neutrale (Neutral Value, retta tratteggiata orizzontale).
https://www.isabelnet.com/net-of-fms-investors-saying-u-s-dollar-is-overvalued/#google_vignette
Questo grafico mostra chiaramente due cose importanti:
1. Dal 2008 (la grande crisi finanziaria) il dollaro segue un trend rialzista di lungo periodo.
2. Nonostante il recente calo di breve termine, il dollaro è scambiato vicino al suo “valore neutrale” e si trova allo stesso livello del 1970.
Insomma, il grafico è chiaro: il recente calo del dollaro nel breve termine è semplicemente parte della sua lunga storia di rialzi e cali intorno al suo valore neutrale. Inoltre, l’attuale valore del dollaro ha raggiunto un punto di equilibrio (valore neutro), rispetto alle altre valute. Non c’è nessuna crisi all’orizzonte. Un’altra cosa che si capisce dal grafico è che, essendo il dollaro la valuta globale per eccellenza, le sue fluttuazioni sono molto poco dovute al valore dell’economia americana o alla politica estera USA, ma molto invece ai bilanciamenti (vendite o acquisti di titoli in dollari) dei governi stranieri e delle loro banche centrali con cui cercano di stabilizzare le loro rispettive valute rispetto ad esso. E qui entra in gioco il valore neutrale del dollaro. Il valore neutrale espresso nel grafico è il valore di sicurezza teorico che il dollaro dovrebbe avere in rapporto alle altre valute per mantenere stabile il commercio globale e il sistema finanziario dei vari paesi. I governi perciò gestiscono le proprie valute rispetto al dollaro in modo da tenere sotto controllo le oscillazioni del tasso di cambio intorno a questo valore di sicurezza. Quando una valuta scappa troppo in alto rispetto al valore neutrale, il governo fa in modo da svalutarla, riportandola verso il valore neutro, e viceversa. In altre parole, le banche centrali straniere stabiliscono un tasso neutro rispetto al dollaro e lo difendono acquistando o vendendo dollari dalle riserve valutarie. Tutto qui. Certo, ogni volta che la Cina o qualche altro paese effettua delle vendite di titoli in dollari per riportare la propria valuta al tasso neutro, i media annunciano la dedollarizzazione imminente. Ma nella stragrande maggioranza dei casi, queste vendite non hanno nulla di “politico” e servono solo a ribilanciare le rispettive valute.
CONTINUA
CONTINUAZIONE
EliminaDetto questo e appurato che non siamo sull’orlo dell’Apocalisse (almeno, di quella valutaria), la seconda domanda che ci si dovrebbe fare, come investitori, è: quale sarà il prossimo trend del dollaro? Resterà ancora svalutato o inizierà un’inversione rialzista? Per rispondere a questa domanda, ecco un secondo grafico,
https://www.tradingview.com/x/ZGEx07AH/
che illustra l’andamento del dollaro (stessa curva del grafico precedente) rispetto a un indicatore trimestrale (parte sotto del grafico), che calcola se il dollaro è ipervenduto o ipercomprato (sto semplificando moltissimo). Come si vede, la curva sotto è ai valori minimi (il dollaro è ipervenduto), perciò si prevede una forte inversione verso l’alto di medio termine. E quale sarà la conseguenza più immediata della prossima rivalutazione del dollaro? Qui le cose si fanno interessanti, perché non c’entra molto la banale equazione: dollaro su, materie prime o cripto giù. In realtà, il settore pronto ad esplodere (in negativo, purtroppo), nella prossima inversione del trend del dollaro è quello degli investimenti in titoli esteri non tecnologici e non americani.
CONTINUA
CONTINUAZIONE
EliminaCome mostra il grafico seguente,
https://www.isabelnet.com/cumulative-global-sector-fund-flows/
la sbornia mediatica del dollaro debole ha spinto gli investitori a comprare quote dei fondi settoriali globali (cioè quelli che investono in azioni o obbligazioni estere non tech e non USA). Avete letto anche voi in molte pubblicazioni la famosa “rotazione” dei capitali dai titoli tecnologici (titoli growth) verso i titoli di economia “reale” (titoli “value”)? Ed è proprio così: la curva viola del grafico mostra che gli investimenti “value”, specialmente se non USA, sono ai massimi storici. Tuttavia, l’ultima volta che una “rotazione” ha raggiunto valori massimi di questo tipo è stata nel 2021, poco prima del rally in controtendenza del dollaro che spazzò via rapidamente e duramente queste posizioni a favore di titoli growth e delle cripto.
Quindi, secondo me:
- il dollaro sta per risalire con forza
- e restare investito verso i titoli “value” espone a rischi di perdite ingenti.
A mio avviso è il momento di prendere profitto da queste posizioni e chiuderle.
Ma che intendi per value Fabio? Perché dai conti che ho fatto, tutti i famosi ETF value ad esempio, non sono per niente value
EliminaIntendo proprio fondi e etf con "value" nel nome. E' vero che non sono per niente value, ma le persone vedono "value" nel nome e li stanno comprando a mani basse, tanto è vero che il fattore value è quello che sta performando meglio di tutti gli altri negli ultimi mesi.
Elimina