sabato 24 gennaio 2026

Dollaro e Treasuries, quale (probabile) futuro


 Siamo ormai da più di due anni in questa situazione.


C'è una resistenza intorno al 5% che sta tenendo il trentennale dal salire ulteriormente. A livello tecnico questa configurazione punterebbe ad un ulteriore rialzo dei tassi.

Dicono tutti che il dollaro si sta indebolendo, in realtà sono tutte le valute fiat che stanno crollando, e le quotazioni di oro e argento ne sono la prova.

Il cambio EUR/USD anche sembra destinato a rafforzare l'euro a livello tecnico.

A livello fondamentale invece non lo sappiamo, è calma piatta.


Cosa sta succedendo? 

Il rendimento dei treasuries si sta stabilizzando, ma ciò non vuol dire che rintracci o salga, ma che il mercato al momento vuole questo rendimento per possedere treasuries.

I rendimenti a lungo termine non prezzano più l'inflazione, che rimane bassa, ma le prospettive meno chiare sul futuro. Oggi abbiamo la possibilità che se la FED abbassa i tassi, quelli del trentennale rimangano a questi livelli. A meno che non li abbassi di corsa per colpa di una recessione, allora non si può dire dove finiscano...

C'è bisogno che torni la deflazione per vedere rendimenti in discesa, deflazione che al momento viene tenuta lontana artificialmente, creando condizioni che spingono i prezzi dei beni essenziali. Come? Vi faccio un esempio.

Avete visto tutti che il diesel ora costa più della benzina. Questo è un regalo del governo "del popolo" per seguire "cielochiedeleuropa". Quei 4 centesimi di accisa, aumentano artificialmente l'inflazione sui trasporti. Ma tutti i trasporti commerciali vanno a diesel: aerei, navi, tir. Questo spingerà di nuovo tutti i beni, inclusi quelli alimentari, al rialzo. Il governo ci guadagna con accise e iva che aumenta, la gente deve spendere di più per mangiare e muoversi. l'effetto di breve termine è inflattivo, quello di lungo deflattivo (prima o poi le famiglie taglieranno da qualche altra parte).

Quindi se i governanti mondiali continuano a creare condizioni inflattive attraverso tasse e geopolitica, non vedremo i rendimenti scendere, fino alla rottura del sistema. Ma questo significherà ancora più povertà diffusa.

La natura della prossima crisi economica definirà dove andranno i rendimenti. Voi sapete come la penso, ma nel frattempo ho integrato la parte obbligazionaria con azionario "value".

La morale è sempre la stessa: finché gli attori truccano i risultati, la verità non uscirà fuori. Ma ovviamente conta quello che crede il mercato, e quindi i treasuries a lunga scadenza non possono di certo essere considerati la scelta ottimale, né ieri né oggi.

Negli Stati Uniti, nessuno vende case, e nessuno le compra. Sono tutti impiegati ma le aziende licenziano a rotta di collo.

Che volete che vi dica? In questa confusione conta solo il valore per me, ecco perché ho ricominciato a fare più valutazione aziendale e meno macroeconomia. La situazione macro di fatto non è cambiata strutturalmente dal 2018, è solo peggiorata in valore assoluto, grazie allo sport preferito dai politici e dalle élite: il calcio del barattolo.

Chi vivrà vedrà, nel frattempo cerchiamo di sopravvivere alla ristrutturazione del mondo, mondo che comunque, non può fare a meno, oggi, di tresuries e dollari.


Saluti

Ivano

9 commenti:

  1. É la solita storia,i dati ufficiali sono taroccati, mascherano tutto,danno un calcio al barattolo.
    Ma praticamente tutti guardano i dati ufficiali e non le elucubrazioni dei vari Mazzalai di turno.Per la cronaca aveva previsto per fine 25 il €/$ sotto 1,10 (andrà a 0,85 ,ma non dice quando…)
    Per febbraio il Treasury 45 sará a 95…manca poco.
    A parte questo , la storia dei tassi di interesse di lungo periodo segue grandi cicli secolari e se quello di discesa iniziato nel 1980 é finito nel 2020 ,momento dal quale i tassi hanno iniziato a salire , chi a Treasuries lunghi e o matusalemme potrebbe essere messo molto male.
    Mi aspetto anche il parere di Tomba che sostiene di averne per il 90 % del ptf,percentuale verosimilmente diminuita per il deprezzamento dei Treasuries e del $.

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    1. Si, è sempre la solita storia dal 2018, che ti posso fare? Io non so se nel 2020 abbiamo raggiunto un minimo, sono pronto per ogni evenienza avendo sistemato il ptf negli ultimi 3 anni

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  2. Condivido quanto scritto nell'articolo. Credo che il peggioramento del mercato del lavoro negli Stati Uniti sia già prezzato dal mercato dei bond e fino a che non si vedrà un netto peggioramento della crescita economica è difficile che continueremo a vedere dei tagli dei tassi. Probabilmente il trentennale continuerà ad oscillare tra il 4,5 - 5% di rendimento. Ritengo poco probabile una risalita sopra il 5%. Tuttavia, se anche si dovessero vedere altri tagli dei tassi da parte della FED, non è detto che i tassi a lungo li seguano sulla discesa. Per questo sarà necessario il solito evento trigger che alcuni vedono nello scoppio della bolla legata all'AI. Personalmente mi preoccupa molto di più un evento di crisi legato al segmento del private credit. Nel 2008 I prestiti rischiosi hanno innescato la crisi finanziaria, per cui le autorità di regolamentazione hanno vietato alle grandi banche di effettuarli. Poi però quegli stessi regolatori hanno permesso alle banche di prestare denaro a istituti di credito non bancari, che potevano comunque erogare gli stessi prestiti rischiosi a società, per lo più PMI non quotate, al di fuori dei circuiti tradizionali. Questi prestiti, di valore stimato di 2.500 miliaridi di dollari negli USA, sono al di fuori dai radar pubblici, al riparo dalle luci dei mercati regolamentati e quasi immuni agli strumenti di vigilanza tradizionale; non sono quotati, non hanno prezzi di mercato e vengono tenuti nei bilanci degli istituti prestatori fino alla scadenza. Sono ad alto rischio perchè concessi a società di scarsa solvibilità. Attualmente gli investitori istituzionali ingordi di rendimenti (fondi pensione, assicurazioni, casse previdenziali, hedge fund, help desk bancari) stanno investendo paracchio in questo settore. In sostanza preferiscono aumentare il rischio di credito piuttosto che la duration dei titoli di stato a lungo termine. Anche il settore retail è sempre più coinvolto in questo settore (vedo che stanno nascendo sempre nuovi fondi ed ETF di private debt). Finchè la fiducia resta intatta tutto bene, ma cosa succederà se, in seguito a qualche fallimento importante, anche solo una parte significativa degli investitori retail decidesse di riscattare le quote in tempi brevi? I fondi sarebbero costretti a vendere velocemente attivi difficili da liquidare secondo lo stesso schema che portò al crollo dei subprime.

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    1. Concordo, nel private equity c'è una melma nascosta che possiamo solo immaginare.

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  3. Ciao a tutti,
    ho ridato un occhiata al grafico tecnico del cross Eur/Usd. Nell'ultimo anno è passato da 1.04 a 1.18. All'avvicinarsi delle resistenze in area 1.22/1.24, nel caso fosse respinto in basso, si rimarrebbe all'interno di un canale decennale con livello inferiore di 0.95 e superiore di 1.25. Diversamente, dovesse rompere al rialzo, il canale di riferimento sarebbe quello a 25 anni, con limite inferiore di 0.82 e superiore di 1.60. Un caro saluto vi raggiunga tutti.
    Moris

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  4. Chissà se sarà così anche questa volta,son quasi tentato…
    https://stefano-bottaioli.ghost.io/e-solo-statistica-ma-e-meglio-non-ignorarla-26-gennaio-2026-free/

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  5. Seguendo la strategia a.c. vado long sul rame con questo ETC GB00B15KXQ89 e short sul petrolio con JE00B24DK975

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