mercoledì 8 febbraio 2017

(Lunghe) Riflessioni con un liberista - Parte 2/2

Riprendiamo da dove avevamo lasciato...

neoliberista :
Visto che siamo sotto Natale voglio lasciarti con una storia: "Mentre viaggiava in macchina, durante uno dei suoi convegni in Cina, il professor Milton Friedman si imbattè in un cantiere stradale. Stupito dall'innumerevole numero di lavoratori impiegati nel progetto chiese all'ufficiale che presiedeva al cantiere: "Ma perchè non usate macchine moderne invece di così tante persone con le zappe?" "E' così perchè vogliamo tenere alta l'occupazione nel settore edilizio" l'ufficiale rispose "Se usassimo trattori o escavatori meno persone avrebbero un lavoro" continuò l'ufficiale.
Allora la risposta di Milton fu: "Quindi perché invece di zappe non date dei cucchiai agli operai e create ancor più posti di lavoro?"

Il motivo per cui le dottrine filo-socialiste non funzionano è che danno talmente tanti soldi e potere a persone incompetenti che finiscono con l'implodere su sè stesse dal peso della loro inefficienza, corruzione ed incapacità causando milioni di disoccupati alla fine quando falliscono. Il tutto dietro l'illusione di un'immediata occupazione oggi tramite impieghi statali.
Ma ehi, viva l'uguaglianza no? Tutti occupati oggi, tutti disoccupati domani. Viva il socialismo difensore dei deboli e degli oppressi. Altro che Babbo Natale.
A questo punto: buona sindrome di Stoccolma e felice anno nuovo.


Ivano:
Peccato che Milton sembra non ricordare che la formula del PIL è Y = C + I + G + (X – M). Quando licenzi quegli operai o non riesci ad impiegarli, non percependo un salario, fanno calare i consumi (C) e di conseguenza il PIL. Si chiama recessione, ti ricorda niente? Austerità... Spending Review... e siamo nella merda da 10 anni ormai! Ricorda che tutti hanno diritto a vivere su questa terra, anche quelli meno bravi o non troppo intelligenti. Per questo la nostra Costituzione si fonda sul lavoro e non sul capitale. Certo c'è un limite a tutto, anche a scavare con i cucchiai o a dare un lavoro a chi non vuole fare nulla.


neoliberista :
Se la ricchezza di uno Stato si basasse sui consumi allora basterebbe che lo Stato impiegasse tutti i disoccupati in lavori inutili, tipo mandarli in giro a lucidare i pomelli delle porte,  al fine di aumentare fittiziamente i consumi. Il risultato è che avrai scialacquato milioni di euro senza aver creato niente di stabile e concreto. Finiti i soldi (estorti dal settore privato che si fa in quattro per cercare di creare prodotti  e servizi che piacciano alla gente affinchè li compri) finita la cuccagna => conseguente  scoppio della bolla di "benessere"  seguita da crisi di riassestamento del mercato. Ti ricorda qualcosa?

Una tattica degna del puro stile keynesiano. Aumentiamo la domanda aggregata nel breve termine, in ogni modo possibile (stampando moneta, assumendo migliaia di persone come dipendenti pubblici, comprando carri armati, ecc...) e del resto chissenefrega. Sfido io che i politici adorano Keynes. E' il motivo per cui l'economia sta andando avandi a cacchio di cane, peggio di una Panda con le ruote quadrate perchè il meccanico keynesiano ti ha detto che così avrebbe superato meglio le buche.

La ricchezza si basa su risparmi ed investimenti sensati, NON sui consumi. Per questo le economie pianificate dal governo vanno a rotoli. Perchè nessuno va a spendere i soldi delgi altri PIU' ATTENTAMENTE di quanto spenda i suoi.

Per finire nessuno ha "diritto" a niente su questa Terra. Te lo devi meritare. Comodo altrimenti: basta che dica che tutto quello che mi serve è un diritto e quando mi chiederanno perchè basterà che risponda: Uguaglianza! La parola magica che giustifica qualsiasi pretesa, e qualsiasi azione di governo pronto a calpestare diritti, proprietà e vita dell' individuo a favore un presunto beneficio comune. Ah, i politici adorano la parola uguaglianza. E' come se ridipingessero  un racket d'estorsione ad  un'organizzazione di beneficenza ( sempre coi soldi degli altri ovviamente); sentendosi  allo stesso tempo giusti, probi ed importanti. (Da cui si evince anche l'ego smisurato di chi sostiene l'azione di governo ...cough..cough...Ivo ...cough...cough)
(e anche buona parte della sinistra)

E il bello è che una marea di gente sostiene questi personaggi (i politici intendo, non Ivano)
Mi ricorda molto la scena del film American Gangster dove il mafioso distribuiva dei tacchini la vigilia del giorno del ringraziamento e la gente lo osannava a salvatore della patria. Pazzesco.

E se ti opponi?

E se ti opponi sei un avido capitalista, consumista, materialista, schiavo dei poteri forti che odia i poveri ed i disoccupati. Benvenuti nel mio mondo.

Buona sindrome di Stoccolma e felice anno nuovo.
    

Ivano:
Ma tu sei nato in un paese comunista? Perché hai la fobia dello stato che ti entra anche nelle mutande. Continui a dire che Keynes dice di fare il QE, ed io posso solo rinnovare l'invito di andartelo a rileggere perché lo hai capito male. In compenso lasciare tutto in mano al mercato è stato un fallimento, perché questo è successo negli ultimi anni.

Lo Stato (quello con la S maiuscola) è un'entità che si da delle regole per permettere a TUTTI di vivere una vita degna. L'uomo è fatto così purtroppo: alcuni rubano, altri sono onesti, quindi un settore pubblico perfetto non esiste (ma neanche uno privato se segui la cronaca dei nostri giorni). Ma ti garantisce (o dovrebbe) servizi che il privato non ti da, come una vera sanità. Vai negli Stati Uniti, fatti la tua bella assicurazione privata, e poi scopri che il giorno che hai un tumore non potrai curarti, perché l'assicurazione, dove lavora gente in gamba più "meritevole", è stata più brava e ti ha fregato per un cavillo contrattuale (vediti Sicko, lì è spiegato benissimo, a parte il finale cubano...) perché il privato deve fare profitto "no matter what".

Il pensiero Keynesiano  è molto profondo e non è mai stato attuato come dovrebbe. Keynes voleva aumentare la spesa per aumentare i consumi e gli investimenti (che mi dispiace, nel sistema odierno sono il 60% del PIL totale) nei periodi di crisi e accumulare ricchezza nei periodi di crescita. Ciò però va CONTRO la natura umana, che fugge davanti al pericolo (risparmiando quando dovrebbe spendere) e gode della ricchezza quando ce l'ha (non risparmiando quando dovrebbe).

Il pensiero Keynesiano non parla di occupare in maniera poco efficiente il capitale umano, ma di farlo lavorare e soprattutto RETRIBUIRLO in modo adeguato. Già negli anni '30 Keynes prevedeva che o l'uomo avesse lavorato meno ore per lo stesso salario, oppure sarebbe stato disoccupato. Vedi come Keynes in realtà sia anche "liberista" in parte: non vuole che la gente lavori con i cucchiai, al contrario, ma comprende il pericolo di un mercato senza freni che come vediamo in questi giorni aumenta le disuguaglianze. Nonostante la tecnologia attuale lavoriamo di più e guadagniamo meno, perché il capitale tende ad accentrare su di se la ricchezza extra che crea senza uno Stato che lo obblighi a  redistribuirne una parte (che quindi non significa che lo stato italiano deve toglierti il 70% di quello che guadagni, ma che non può neanche lasciarti tutto come alle Cayman...)

Non voglio smettere di consumare, ma che quei consumi da materiali diventino spirituali, cioè che generiamo una ricchezza differente. Poi per esperienza personale posso dirti che vivere con meno cose ti da una felicità che neanche immagini. Quando cominci a vivere di tramonti invece che di smartphone, il tuo spirito si eleva in maniera tale che è difficile da spiegare.

Quindi come vedi le nostre posizioni non sono poi così differenti: tu come me non sopporti i fannulloni e vuoi un sistema che li faccia lavorare. Ma non è lasciando le redini ai più "meritevoli" che crei un mondo migliore, perché essi potrebbero essere bravi ma non onesti, e neanche delegando la tua vita allo stato (comunismo) perché se a me bastano 60m2 per vivere non è detto che bastino a te...

Prendi la tua foga liberista e attenuala con la correzione Keynesiana, ti si aprirà un mondo.

Ciao



neoliberista :
Sì, lItalia è un paese al 70% comunista basandoci sull'entità delle tasse e quantità di settori controllati o regolamentati dal governo. Con ovvia conseguenze sulla crescita, sul debito pubblico, sulla corruzione e sul suo futuro fallimento. Ma stiamo ancora qui a parlare di legge elettorale, un po' come se le mucche dovessero scegliere il loro mungitore preferito e tacciare i liberali che si oppongono come nemici.Il punto chiave è LA SCELTA. LA SCELTA. 

Ho diritto io ad essere marchiato a fuoco ed essere attaccato a forza ad un mungitore elettrico oppure ho diritto a farci quello che mi pare con il mio latte? Ma si vede che per te il libero arbitrio è una condizione sopravvalutata. Non hai nessun diritto di costringere le persone a spendere come pare a te o dire che dovrebbero retribuire i dipendenti come pare a te o a sostenere che non dovrebbero risparmiare in un momento di crisi perchè Ivo non vuole. Fattene una ragione.

Te la faccio semplice: tu vuoi vivere di tramonti = ok, tu vuoi che tutti debbano vivere di tramonti = NON ok. Lo capirete poi quando salterà tutto come in Grecia. Ah no, darete la colpa al mercato giusto. Anche se il mercato in Italia non è mai stato libero e in America non lo è più almeno dagli anni '20. Se credi che la manipolazione dei tassi d'interesse della Fed, sussidi del governo nel mercato dei mutui immobiliari e i vari bailouts governativi nella storia delle banche non abbiano avuto un ruolo nella crisi significa che sei cieco o volutamente ignorante. Per non parlare delle varie regolamentazioni, permessi, protezioni speciali, commistioni tra privati e politici che rendono l'economia estremamente lontana dall'essere in mano al mercato.

"Lo Stato (quello con la S maiuscola) è un'entità che si da delle regole per permettere a TUTTI di vivere una vita degna". Sì, e i pony pascolano felici nella terra dei fiori e degli arcobaleni. Ti mancava di dire voglio la pace nel mondo ed eri a posto per partecipare a miss Italia. Finchè ci sarà un entità che avrà talmente tanto potere nella vita delle persone ci sarà sempre qualcuno pronto a avvantaggiarsene. Io sono per uno Stato limitatissimo a proteggere il rispetto dei diritti individuali, di prorprietà e di sicurezza della persona. Tutto il resto è un moral hazard.

P.S. Citare Michael Moore come fonte autorevole è un po' come citare il tg4 ai tempi di Berlusca. E' talmente fazioso che ha perso ogni remora di obiettività. La sanità in America è uno dei settori più regolamentati in assoluto: l'assicurazione sanitaria di uno stato non può neanche fare concorrenza a quella di uno stato di fianco. Ah, poi gratis non esiste. Significa sempre pagato da qualcun'altro. Ma qui ritorniamo al discorso di trovare lecito "redistribuire" la ricchezza di altri a me quando conviene a me. Io lo chiamo furto. Proteggere dei ladri non vi rende benevoli, vi rende dei complici.


Ivano:
Amico mio interrompo qui la nostra diatriba perché è chiaro che non leggi che scrivo. Se sono contro il QE, posso essere d'accordo, ad esempio, con le manipolazioni del mercato delle banche centrali? Tu non hai mai vissuto in un paese comunista, non sai quello che dici. Come fai poi a dire che redistribuire è rubare? Le tasse servono a garantire dei servizi base a tutti per il bene della società, che poi un sistema politico tipo quello italiano vada a scatafascio e ti derubi è un altro discorso. Il tuo esempio di liberismo si chiama legge del più forte, quindi spero per te che tu sia tra i più forti. Altrimenti augurati di non vivere in un posto come gli stati uniti e sentirti male lì. Fidati. Addio.

La discussione è continuata poi, ma possiamo fermarci qui.

Conclusioni
La morale della storia è che in fondo anche se a livello teorico c'è molta differenza tra i vari pensieri economici, tutti vogliamo arrivare allo stesso punto: più libertà ed una società più giusta. Per me l'umanità si dovrebbe dare delle regole che permettano a tutti di vivere dignitosamente essendo liberi nei confini di quelle regole stesse, anche se non si è tra i più bravi e meritevoli (ma tra gli onesti si), perché non tutti nasciamo Einstein.

Ricordate che l'economia è una scienza che per essere affidabile deve mettere al centro delle sue conclusioni l'essere umano, che non necessariamente è razionale nelle sue scelte! L'economia è stata creata per gestire un mondo di risorse che non sono infinite, ma serve perché l'uomo ha non solo dei bisogni, ma soprattutto dei desideri, altrimenti non avrebbe motivo di esistere.

Il comunismo (100% Stato) e il liberismo (100% Mercato) sono i due opposti possibili. In mezzo c'è la soluzione, alla quale personalmente ritengo che Keynes sia quello che ci si sia avvicinato di più. Il primo è fallito perché non tiene conto della natura umana: l'essere umano desidera ed ognuno "sente" bisogni diversi. Il secondo accentra troppo il potere e la ricchezza nei "migliori", creando disuguaglianza e problemi sociali.

Non tutti i lavoratori hanno diritto allo stesso salario, e gli imprenditori hanno diritto ad una fetta più grande di profitto per pagare il rischio imprenditoriale, ciò è giusto. Ma ogni essere umano onesto ha diritto a vivere nel miglior modo possibile con le risorse di questa terra e ad essere aiutato nei momenti di vulnerabilità (malattia, disoccupazione e vecchiaia in primis) e di crescita (aria e cibo sano, istruzione, energia).

Anche il ricco può cadere in disgrazia, dovrebbe ricordarselo bene. Chi lo aiuterà quel giorno in un mondo totalmente liberista e senza equità sociale?

Alla fine comunque, se raggiungeremo questo obiettivo con Keynes o Friedman o uno che ancora non è nato, poco importa. L'importante è arrivarci.

4 commenti:

  1. Per esperienza personale, è molto difficile parlare con un neoliberista (come del resto lo sarebbe con un neocomunista). In genere si tratta di persone che si sono "fatte da sole" o che sono sempre state bene, ai quali è stato insegnato che la "meritocrazia" è tutto, che il privato funziona sempre meglio del pubblico, stato ladrone, corruzione ecc ecc. A volte si arriva al paradosso dei poveri che son sempre stati poveri che però pensano di non essere meritevoli di nulla di più, un ritorno al medioevo.

    Queste persone non riescono a immaginare, o non vogliono immaginare, che non tutti siamo uguali, che ci sono quelli più bravi e quelli meno bravi, che alcuni sono portati per qualcosa e altri per qualcos'altro, che alcuni hanno storie dove è difficile sviluppare una consapevolezza elevata. Che alcuni infine, nascono con "difetti" fisici che non gli permettono di entrare nell'ingranaggio della "meritocrazia". Non riescono, in pratica, ad immaginare "l'altro" come un individuo che ha una storia personale, pregi e difetti, e dignità intrinseca. Sono in un certo modo privi di empatia.

    Cosa dovremmo fare quindi? Decidere chi è meritevole e chi no? in base a quali standard? scelti da chi? o da cosa? fare una selezione della razza umana? magari alla nascita?

    Un neoliberista non capisce inoltre che il suo mondo, è un mondo autodistruttivo: il fine ultimo è, iperbolicamente, che ne rimarrà soltanto uno.

    Personalmente preferisco una società dove nessuno, o quasi, possa rimanere così indietro da perdere il diritto alla dignità umana. Una società dove, metaforicamente parlando, si preferiscono 10 colpevoli fuori che 1 innocente in galera.

    Non è semplice solidarietà e altruismo, attenzione: è soprattutto egoismo. Perché quello che rimane indietro, un giorno e per infinite ragioni, potrei essere io. L'innocente in galera, potrei essere io. O un amico, un parente, un genitore, un compagno, un figlio, un nipote, un discendente...

    Cosa vogliamo lasciare ai nostri figli?

    Parola di un ex-neoliberista

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    1. Concordo Federico. Sul tema della meritocrazia, suggerisco caldamente la lettura di un post del Pedante - http://ilpedante.org/post/appunti-di-meritocrazia

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    2. Ottimo articolo.

      Vorrei segnalare un altro articolo, molto meno ottimo, che sembra lontano dal tema ma che in realtà, secondo me, vi è estremamente collegato:

      http://mobile.corriere.it/m/informazionelocale/notizie/corrieredelveneto/notizie/cronaca/2017/13-febbraio-2017/mister-zushi-offro-stipendi-veri-3-10-neanche-si-presentano-2401282819656/0

      Articoli come questo spuntano come funghi quando sul mainstream passano i dati sulla disoccupazione. Lo stesso filo conduttore si nota per altri argomenti.

      La chiamano informazione...

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    3. Vedo con gioia che lo "scoop" si diffonde a macchia d'olio, senza nessun senso critico...

      http://m.ilgazzettino.it/nordest/articolo-2256665.html

      https://www.google.it/amp/www.leggo.it/AMP/cristiano_gaifa_ristorante_giapponese_zushi_lavoro-2256654.html

      http://m.ilgiornale.it/news/2017/02/13/offro-stipendi-veri-e-stabili-ma-i-giovani-trovano-scuse/1363470/

      Chissà quanto è la tariffa pubblicitaria...

      Nel frattempo sprofondano le strade...

      http://www.chietitoday.it/cronaca/voragine-piazza-garibaldi-auto-finisce-giu.html

      ... Unicredit manda migliaia di persone a casa con il consenso dei sindacati...

      https://www.google.it/amp/www.lastampa.it/2017/02/05/economia/unicredit-s-dei-sindacati-allaccordo-su-esuberi-Nm2yXrbsvJ7Xf9M3KfGWAJ/amphtml/pagina.amp.html

      ... E altre varie amenità.

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