giovedì 21 dicembre 2017

Investire per il futuro - parte terza

Concludiamo il discorso iniziato tempo fa e continuato qui, con il terzo ed ultimo episodio della serie.

Non sapevo come introdurre l’argomento ma il mese scorso, è accaduto un fatto che mi ha dato l’ispirazione.

Ero tornato al lavoro un lunedì, dopo la mia solita nuotata in pausa pranzo.

Passo alla mensa aziendale per prendere il mio pranzo al sacco, più tardi del solito, e trovo la brigata di cucina quasi in tavola per la loro pausa, dopo il servizio.

Una delle cuoche chiede alla cucina dalla sala il mio sacchetto e lo Chef risponde in maniera “colorita” ma simpatica (senza cattiveria o malizia per intenderci).

La cuoca col sorriso si rivolge a me dicendo:

"Scusa, sai lui è un po' così".  

A cui segue la mia risposta:

"Tranquilla, ho lavorato per due anni in cucina quando ero più giovane, conosco l'ambiente e so che non c'era niente di offensivo."

A quel punto lei mi fa:

"Ahhh davvero! Beato te! E come hai fatto a cambiare lavoro?!?"

In una frazione di secondo ho ripensato a tutto ciò che avevo fatto negli ultimi anni. Le esperienze all'estero, i laboratori, le cucine, gli uffici, le persone. La mia "carriera", la mia vita. Per me quella era una domanda seria e meritava una risposta seria. Alla fine, di getto, ho risposto con due sole parole:

"Ho studiato"

"Ahhh bravo, hai fatto bene", mi risponde lei. Prendo il mio sacchetto, saluto, e vado in ufficio.

Quale è la morale della storia, che bisogna andare all'università?

No assolutamente.

Ciò che conta non sono i titoli (quelli hanno una specifica funzione) ma la conoscenza. Quest'ultima è l'unica che vi da la possibilità di trovare un posto migliore nel mondo in cui viviamo, oppure di riciclarvi e scappare da una vita che non vi rende più felici. E' ciò che può aiutarvi a capire come gira il vento, chi ti prende per il culo e chi no, come analizzare un problema obiettivamente.

Il diploma o il titolo non è niente altro che una certificazione (più o meno valida) della tua preparazione (conoscenza) in un preciso ambito. Come tutte le certificazioni, serve a chi non ti conosce per farsi un'idea di te. Ogni pezzo di carta che prendete nella vostra vita ha anche un altro effetto: vi costringe a studiare per ottenerlo, quindi ad ampliare le vostre conoscenze. E' ovvio che un buon diploma, una laurea (o ancora meglio un master) possono aprirti porte che per altri rimarranno sempre chiuse, ma da sola non basta per garantirti una assunzione o una carriera (per chi la volesse) oppure un futuro dove la tua passione coincide con il tuo lavoro.

Ben più importante, almeno per chi frequenta questo blog, è sapere che una laurea spesso ti indirizza verso un destino lavorativo ben preciso. Molti grandi imprenditori, lo stesso Steve Jobs oppure Zuckerberg, hanno addirittura visto nell'università un freno, una perdita di tempo, e vi hanno rinunciato. Ma non hanno mai smesso di formarsi, studiando per conto loro, ampliando la loro preparazione con la passione che mettevano in quello che facevano.

Ed arriviamo all'oggetto di questa serie di tre post dedicati all'argomento:


Qualcuno di voi ha mai pensato di investire somme considerevoli per formarsi?

Chiaramente per avere come insegnanti persone serie e preparate, non saltafossi.

Chi di voi ad esempio pensa che 8000$ per fare un master siano un ottimo investimento, come fece anni fa il sottoscritto?

Non c'è da argomentare molto su questa riflessione finale. Studiate, imparate, formatevi, passate ore a risolvere un problema, così imparerete a risolverlo ogni volta che vi si presenterà nella vita. Io non conosco investimento migliore. Non saprei come consigliarvi meglio di così.

Capita a fagiolo questa bellissima intervista sulla scuola di oggi, per capire quanto il sistema tema la cultura di massa, e quanto la tenga per se perché sa che "Chi Sa" starà sempre una spanna sopra gli altri:



Informazione e cultura non hanno prezzo. Solo durante il cammino della cultura e della conoscenza si trova la felicità e la libertà.

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