giovedì 14 settembre 2017

Stress da rientro


Oggi vorrei analizzare con voi un articolo uscito su Repubblica intitolato: "Stress da rientro: per superarlo programmate il week-end". Il tema è ricorrente in questo periodo.

Diversi giornali e blog pubblicano cose più o meno simili e ne parlano. Cercano di sviscerare il problema e spiegarlo nei minimi dettagli, proponendo poi rimedi e soluzioni, grazie a consigli di esperti sul cosiddetto "Post Vacation Blues".


"La parte più difficile delle vacanze è il rientro a casa che per molti equivale alla ripresa del lavoro e di tutte le attività di routine. Ecco come mantenere più a lungo possibile il benessere ottenuto con la pausa estiva e combattere  malinconia, nervosismo e irrequietezza."

Dunque. Tornare al lavoro ed alla routine provoca malinconia, nervosismo e irrequietezza. Ciò significa che per molti non solo il lavoro è una tortura psicologica, ma anche la normale vita di tutti i giorni lo è diventata.


"Che sia  stata solo una settimana, quindici giorni o più, le vacanze sono terapeutiche per tutti e sempre troppo brevi per definizione. Eppure è sorprendente come anche solo pochi giorni trascorsi a fare quello che veramente vogliamo, senza lavoro o costrizioni di nessun tipo, possa regalarci un senso di pace e di benessere. Che tutti vorremmo conservare il più a lungo possibile. Come? Senza pensare a chissà quali complicate strategie, basta farsi guidare dal buon senso come ci spiega l’esperto."

Dunque. Fare quello che vogliamo, inseguire i nostri sogni e le nostre passioni, ci da un benessere così intenso da risultare sorprendente, addirittura terapeutico. Questa cosa che ci fa malissimo invece, tornare al lavoro, non è un problema in fondo perché basta usare solo un po' di buon senso per combatterlo.


E’ stato scientificamente dimostrato che le vacanze fanno bene al nostro corpo e alla mente. Uno studio pubblicato su Translational Psychiatry ha rivelato che la vacanza ha un impatto talmente forte e profondo da potenziare il sistema immunitario. Eppure le nostre ferie si accorciano sempre più sia perché ce ne concedono meno tutte in un solo mese, sia perché a volte ci autolimitiamo in quanto si è diffusa l’idea che mettersi in ferie troppo a lungo faccia di noi dei lavoratori meno efficienti. "Le vacanze rappresentano una sorta di ‘restoring’ che ci permette di mantenere l’omeostasi, ovvero l’equilibrio dell’organismo, con effetti benefici sul sonno e sulla salute in generale", spiega Fabio Lucidi, presidente dell’Associazione Italiana Psicologia (Aip) e vice- preside vicario della Facoltà di Medicina e Psicologia della Sapienza- Università di Roma.

Dunque. Andare in ferie ci fa sentire in colpa, fannulloni da strapazzo. La nostra vocina interiore ci urla: "Beh? Che fai? VAI IN VACANZA?!? E se tutti facessimo le ferie e non lavorassimo, che fine farebbe l'umanità?!" Tutto ciò che ci allontana da questo Sistema ci fa talmente bene che anche il sistema immunitario si rafforza, mentre vivere in questo sistema ci fa addirittura ammalare. E perché rischiamo di stare male? Alcuni indizi vengono da...


"...un’indagine condotta da In a Bottle (www.inabottle.it) su circa 1500 persone, già prima partire in vacanza circa due italiani su 10 (21%) pensavano a quello che avrebbero ritrovato al rientro e una volta terminate le vacanze ben un italiano su 3 (32%) si scopre più stressato di prima. I motivi? Sicuramente il ritorno alla routine, quella casa-lavoro lavoro-casa che diventa lo spauracchio del 63% dei soggetti monitorati. Tra gli altri pensieri da scacciare ci sono le ansie sul posto di lavoro (57%); i colleghi (49%); la vita da pendolare in auto o treno (34%) e gli obblighi familiari (19%). Inoltre, molti hanno dichiarato di non aver mai del tutto staccato (42%), vivendo così gli ultimi giorni con insoddisfazione (25%) e preoccupazione (23%)."

Dunque. Quasi due soggetti su tre sono stressati semplicemente dalla loro normale vita. La metà di loro è ansiosa quando si trova al lavoro e non sopporta le persone con cui è costretta a lavorare. Recarsi al lavoro è uno stress per una persona su tre ed addirittura uno su cinque trova che la propria famiglia sia fonte di stress invece che di gioia!


"Insomma, anche se quello che viene definito Post Vacation Blues non è una malattia che rientra nel DSM-V, il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, resta il fatto che è qualcosa di reale che colpisce molte persone. Uno studio, pubblicato sul Journal of Happiness Studies, su come le vacanze influenzano la salute dei dipendenti ha dimostrato che purtroppo gli effetti benefici per la salute sono reali ma di breve durata. Infatti, sebbene gli intervistati nello studio dichiarassero di sentirsi subito meglio in vacanza, i benefici per la salute e il benessere svanivano subito dopo essere tornati al lavoro."

Dunque. Ribadiamo il concetto: vacanze e libertà allungano la vita, lavoro e vita di tutti i giorni la accorciano. Ma come salvarci da tutto ciò?


"E allora come conservare i benefici delle vacanze? Una strategia è quella di non rinunciare all’idea di altre – seppur brevi – pause dalla quotidianità programmando - ciascuno in base alle proprie possibilità - week-end o gite che rappresentino una fuga dalla quotidianità. "A rendere più difficile il ritorno alla vita di tutti i giorni – spiega lo psicologo – è l’idea che manchi un intero anno al prossimo break. Invece, calendario alla mano, meglio programmare gite per i week-end, per i ponti e per le vacanze di Natale. Così l’idea della ripresa della quotidianità ci sembrerà più accettabile.

In effetti, si è visto che già la fase della programmazione della vacanza, del viaggio o di qualunque iniziativa che abbia l’obiettivo del relax ha un effetto benefico perché scatena il rilascio di dopamina, l’ormone del benessere che ci regala subito una sensazione di piacere. Un dato confermato anche dal sondaggio americano Project Time Off condotto su oltre settemila lavoratori americani dal quale è emerso che le persone che programmano le vacanze sono più felici rispetto a chi non lo fa e anche più soddisfatti delle loro relazioni sociali, del loro senso di benessere e del loro lavoro."

Dunque. Abbiamo appurato che la vita così come la viviamo oggi fa schifo, ed è letteralmente una merda (almeno per 2 persone su 3). Per sopravvivere alla fine delle vacanze dobbiamo... pensare alle prossime! Geniale!

Devastati dal rientro nel Sistema, dobbiamo spararci una pera di programmazione, fare una sniffata fugace di ponte o un, purtroppo breve, tiro di week-end, per regalare al nostro corpo malato almeno un po' di dopamina.

Esattamente come fanno i drogati. Le vacanze insomma sono diventate una moderna sostanza stupefacente, che tutti gli esseri umani, come tossici devastati dall'eroina della quotidianeità, prendono per fuggire dalla realtà che giorno dopo giorno gli accorcia letteralmente la vita.


"A renderci nervosi, insoddisfatti, irritabili è anche la ripresa delle vecchie abitudini perse nell’anarchia delle vacanze. "Durante le ferie si è persa la routine. Magari eravamo abituati alla sveglia alle 6,45, alla colazione veloce e poi a trascorrere di corsa la giornata tra un impegno e l’altro – dice lo psicologo. Serve del tempo per riprendere i vecchi ritmi e un’attenzione quasi esagerata agli orari dei pasti e del sonno perché è importante mangiare e andare a dormire sempre alla stessa ora. Anche l’uso dell’agenda può essere d’aiuto per pianificare le attività e riprendere il controllo dei vari impegni".     

Dunque. Questa vita ci stressa ma non è sbagliata! Anzi dobbiamo tornare alle sane, vecchie abitudini. Non mangiare ma trangugiare, non camminare ma correre. E poi ovviamente produrre, produrre e produrre (roba spesso inutile). Meglio se tutto ciò lo facciamo con sistemi militareschi: sveglia alle 6, pranzo alle 13, cena alle 20. Scopare e bere poco, basta vizi, bisogna riposarsi, per essere efficienti il giorno seguente. Perché in fondo questo siamo: formichine che distruggono le loro esistenze per la regina, che è rappresentata da una minoranza di persone super-ricche.


"La ripresa è dura anche per i bambini e gli adolescenti che durante le vacanze hanno perso tutte le abitudini scandite dagli orari scolastici. "Per loro che hanno bisogno di dormire un maggior numero di ore – prosegue Lucidi – la ripresa è ancora più difficile perché d’estate hanno avuto la possibilità di dormire più a lungo la mattina. Perciò, meglio garantirgli un adattamento soft, con qualche giorno di transizione per riabituarsi alla tabella di marcia della scuola prima che ricominci". Insomma, sbagliato farli passare dalla sveglia alle 9 a quella delle 7 del mattino tutto d’un colpo, cosa che invece fanno regolarmente gli adolescenti che passano dalla sveglia del mezzogiorno a quella scolastica delle sette con un effetto da jet lag sull’organismo."

Neanche i bambini si salvano. Gli farebbe bene svegliarsi alle 9 e invece no! Sveglia alle 7 la mattina, e la sera a letto tardi mi raccomando, per vedere i programmi imperdibili e immancabili della scatola magica!



Conclusioni 
In tutte queste raccomandazioni, nessuno che si ponga la domanda più banale:

"Ma è normale tutto ciò?"

E' normale che per vivere bisogna distruggere la propria vita? Distruggere la vita per vivere non è un controsenso? E' normale che i tuoi cari ti stressino? E' normale passare un'esistenza in questa maniera? E' normale che l'esistenza sia fatta di abitudini di merda che letteralmente uccidonoMa chi ce lo fa fare, il mero istinto di sopravvivenza?

Come siamo arrivati a questo? A sentire la vita di tutti i giorni come un enorme fardello?

Poi penso che da qualche anno il mio lavoro mi stressa sempre di meno. Ho iniziato a dare priorità alla mia salute, alla mia famiglia, agli amici, e il lavoro è nella giusta posizione. Da quando ho rivisto le priorità, ho scoperto che mi piace la mia routine, mi piace passare il week-end a casa con le persone che amo e non aspetto il venerdì sera per scappare via. Meno spendo, meno posseggo, e più sono felice.

Sono sempre meno agganciato a questo Sistema e la mia vita migliora ogni giorno che mi stacco un pezzettino di più.

Ma quelli come me sono poveri pazzi sognatori. Attaccati spesso dai "nontuttisti", sono il male di questa società fantastica, bellissima e perfetta. Una società dove i nostri governanti fanno solo il nostro bene, dai TSO ai bambini alle scaramucce atomiche.

Perché in fondo, se ci stressiamo è solo colpa nostra, che non abbiamo più neanche un po' di buon senso.

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