E' curioso come nonostante tutto, il petrolio continui a non riuscire a sfondare la resistenza sopra, e proiettarsi oltre i 100$.
Il fatto è che con la situazione dell'economia reale c'è poco da fare, più di tanto non si può fare. A furia di creare inflazione da tasse e da offerta, potremmo passare dalla futura depressione alla stagflazione, dipenderà dai profitti delle aziende, che per ora resistono.
Visto che ormai è chiaro che sono i vari flussi (fondi pensione e buybacks soprattutto) che tengono in piedi la baracca, l'indicatore più importante in assoluto da monitorare sono i posti di lavoro, che stanno aumentando ma ancora rimangono bassi in valori assoluti (prendendo per buoni i dati del BLS, ma tanto abbiamo capito che comunque gli algoritmi seguono quelli).
Se aumenta la disoccupazione, calano i flussi dei fondi pensione. Se il mercato inizia a scendere troppo, i boomers che stanno per andare in pensione cominceranno ad andare nel panico ed a vendere per evitare di perdere tutto. Altri flussi che si fermano o diventano de-flussi.
Poi più CAPEX (vedi IA) , meno buybacks, meno flussi.
Vediamo quanto è resiliente il mercato: il petrolio oltre gli 80$ c'è già da due mesi, altri due ed i danno invisibili all'economia diventeranno difficili da gestire.
L'evoluzione dei tassi dipenderà dall'evoluzione della situazione, più alti in stagflazione, in caduta in deflazione. Quasi sicuramente, alla prossima crisi ci sarà un altro giro di "manovella" della premiata ditta FED.
Il dollaro regge, siamo sempre in situazione di stallo.
Alla prossima
Ivano
Venerdí il volume di transazioni delle opzioni call sull'S&P 500 ieri ha raggiunto i 2,6 trilioni di dollari. Che significa? Il mercato azionario americano che ha smesso di riflettere i fondamentali economici per trasformarsi in un gigantesco "casinò finanziario" guidato dal mercato delle opzioni. Il record di 2,6 trilioni di dollari in opzioni call scambiate in un solo giorno non è un segnale di salute, ma il sintomo di una pericolosa anomalia tecnica.
RispondiEliminaChe significa? Il mercato azionario americano che ha smesso di riflettere i fondamentali economici per trasformarsi in un gigantesco "casinò finanziario" guidato dal mercato delle opzioni. Il record di 2,6 trilioni di dollari in opzioni call scambiate in un solo giorno non è un segnale di salute, ma il sintomo di una pericolosa anomalia tecnica. Quando i trader retail comprano massicciamente opzioni call (scommesse al rialzo), i market maker che vendono queste opzioni devono coprirsi acquistando le azioni sottostanti.
Effetto Leva: Un piccolo acquisto in opzioni può costringere i market maker a comprare volumi di azioni enormemente superiori, drogando artificialmente il prezzo dell'indice.
Come andrà a finire? Io non lo so,bisogna solo ricordarsi Le opzioni non sono eterne; hanno una scadenza.
Prima o poi dobbiamo entrare nella fase finale di questo bull market. Io mi auguro che sia solo recessione, e non distruzione totale, anche se pure il ciclo del debito centennale da qualche parte deve chiudersi
Elimina" il ciclo del debito centennale da qualche parte deve chiudersi" cosa intendi?
Eliminail ciclo di lunghissimo periodo iniziato dopo la crisi del '29
EliminaBuongiorno e bentrovati. Visto che non possiamo prevedere quando il ciclo economico in atto invertirà la marcia, e quanto durerà (sarà profonda) la retromarcia, converrete con me che è stiricamente/statisticamente probabile che, prima o poi, accadrà.
RispondiEliminaPertanto, in un'ottica di resilienza alle intemperie di questo modo complicato, volendo prepare per tempo un ptf con l'ombrello, per quando inizierà a piovere,
quale tipo di business reputate più adatti/interessanti per tale scopo?
Per leccarsi le ferite, come vedete l'alimentare, i farmaceutici, gli assicurativi, i servizi necessari di pubblica utilità, le infrastrutture di base?
Oppure, per cavalcare i guai finanziari, visto che quando le cose vanno male non tutti se la passano male, come valutate aziende tipo Banca Ifis, specializzata in crediti deteriorati, anticipi su fattura, finanziamenti a PMI in difficoltà e difficilmente bancabili presso gli istituti tradizionali?
In teoria, per questo genere d'impresa, quanto più l'economia va male, tanto più dovrebbe allargarsi il bacino potenziale di clientela. E il relativo business fare profitto. Un caro saluto. Moris
Nei momenti di crisi le utility sono la cosa migliore, e le alimentari di base, tipo bunge e ADM, solo che già il prezzo è salito parecchio. Da vedere chi lavora nell'energia atomica.
EliminaAnch'io rifletto spesso alla necessità di un piano B. Tutto ciò che sale (nonostante gli scricchiolii sottostanti) prima o poi scenderà ed ora siamo ai massimi di sempre. Per quanto durerà? La crescita abnorme della base monetaria globale cui abbiamo assistito negli ultimi vent'anni via QE e simili ha sicuramente contribuito a cambiare il paradigma, ma questo non è sufficiente a farci ritenere che "salirà tutto per sempre".
EliminaPrima di definire il piano B dovremmo però stabilire Il trigger che lo innesca. Una specie di pulsante antipanico. Ci avete pensato?
Al momento, il trigger storico più evidente è il petrolio. Sopra gli 80$ è insostenibile nel medio periodo. Ultimamente ho notato che i prezzi di alcuni alimentari stanno scendendo invece di salire, segno che addirittura i beni di prima necessità cominciano a rimanere invenduti. Siamo in mega-bolla, Intel a 120$ non si può vedere, ne varrà forse 20 se guardi ai fondamentali. Occhio a STM, si sta sopravvalutando adesso, come tutto il settore.
EliminaStoricamente quando gli indici ritracciano il dollaro si apprezza. Potrebbe avere senso in questa fase, con il dollaro già abbastanza svalutato, ribilanciare il ptf al 50% con etf obbligazionario usd (per chi non era già dentro con i treasury)? E' il ragionamento che vedo fare a qualcuno
EliminaSecondo la mia personale opinione dipende Andrea. A questo punto, vista l'incertezza, comprare il trentennale USA ha senso solo se ci si aspetta di vedere i tassi a lungo scendere. Se invece punti alla sicurezza in qualsiasi scenario, visto il rendimento, conviene avere titoli a breve (0-1 anno).
EliminaIntanto, a proposito di flussi, avete visto i numeri di oggi dell'IPO di Cerebras (CBRS)?
RispondiEliminaFabio
Se ho fatto bene i conticini, tra capitalizzazione implicita, a 49 mld Usd, tenuto conto anche delle stock option e delle opzioni emesse che verosimilmente diventeranno azioni, e degli utili che non arrivano a 90 milioni netti, il P/E supera 550. Qui, per ora, l'affare l'ha fatto il collocatore che si e' procurato miliardi di dollari di mezzi freschi, senza obbligo legale di remunerazione. Potrebbero non distribuire dividendo per un tempo indeterminato. A differenza di bond e prestiti bancari, che costano dal primo giorno. In senso tecnico, non e' venture capital ma in sostanza me lo ricorda. Bisognerebbe sceglierne 10 di queste promettenti realta' e augurarsi che ne vada molto bene almeno una. Un caro saluto. Moris
RispondiEliminaOggi la narrazione corrente è che l'aumento del prezzo delle materie prime sia destinato a durare a lungo portando ad un'inflazione più alta e duratura nel tempo.
RispondiEliminaGuardando ai passati supercicli delle materie prime sono invece più portato a credere che gli effetti sull'inflazione provocati dall'aumento dei prezzi siano piuttosto limitati a brevi periodi (6 - 12 mesi).
Per quelle che sono le mie reminiscenze scolastiche, la sequenza degli eventi dovrebbe essere questa: 1) i prezzi delle materie prime crescono portando ad un aumento dei fattori produttivi; 2) quando i prezzi sono aumentati a sufficienza i produttori sono incentivati a produrre di più; 3) l'aumento dei ricavi incentiva i produttori marginali, quelli cioè che non potrebbero operare in modo redditizio a livelli di prezzo inferiori, ad attivarsi sul mercato aumentando di conseguenza ulteriormente l'offerta; 4) i consumatori, in particolare quelli più indebitati, iniziano a trovarsi in difficoltà e si ritirano dal mercato o sono incentivati a trovare risorse alternative; 5) la domanda crolla perchè il rialzo dei prezzi agisce sul consumatore come una tassa; 6) la crescita rallenta e le banche centrali sono costrette ad intervenire con tagli dei tassi; 7) il prezzo delle obbligazioni governative aumenta.
C'è poi un'ulteriore argomentazione nella narrazione attuale sull'inflazione che non mi convince e cioè che gli investimenti nei semiconduttori, nelle infrastrutture energetiche e nelle catene di approvvigionamento dei data center generino una reale domanda inflazionistica di materie prime. Innanzitutto la domanda di infrastrutture per l'intelligenza artificiale è concentrata quasi interamente su rame ed elettricità e non incide minimamente sul ferro, sui prodotti agricoli, sul carbone o sulle decine di altre categorie che un autentico superciclo richiede. In secondo luogo c'è un ulteriore fattore di cui raramente si parla: ironia della sorte, secondo me l’intelligenza artificiale rappresenta una delle più potenti forze deflazionistiche a lungo termine per i consumi di materie prime. Ecco perchè: l'efficienza incrementata dall'intelligenza artificiale nei settori manifatturiero, logistico, della gestione energetica e dell'agricoltura di precisione riduce l'intensità di produzione economica per unità di materie prime. La manutenzione predittiva riduce i cicli di sostituzione delle apparecchiature. La gestione intelligente delle reti elettriche riduce le perdite di trasmissione. La stessa tecnologia che alimenta la domanda di rame nei data center sta ottimizzando anche i sistemi che consumano materie prime in tutti gli altri settori dell'economia. Dunque è vero che le infrastrutture per l'intelligenza artificiale generano una reale domanda di materie prime all'inizio, tuttavia in un periodo di tempo più lungo, diciamo di 5 anni o più, questo effetto sarà molto più modesto di quanto la narrazione ottimistica lasci intendere.
Infine una considerazione sugli effetti che l’aumento dei prezzi delle materie prime potrebbe avere sul dollaro. Ancor oggi praticamente tutte le materie prime sono prezzate e regolate in dollari statunitensi sui mercati globali. Quando i prezzi del petrolio aumentano gli esportatori di materie prime accumulano eccedenze di dollari e le reinvestono in titoli del Tesoro statunitensi e/o altre attività denominate in dollari. Un maggiore volume di materie prime a prezzi più elevati significa più transazioni denominate in dollari, maggiori esigenze di liquidità in dollari e maggiori riserve di dollari detenute dalle nazioni importatrici di materie prime. Un superciclo delle materie prime, se correttamente interpretato, dovrebbe essere quindi strutturalmente di supporto al dollaro, non di danno per esso. Anche per questo penso che il dollaro aumenterà di valore.
Fabio
Flowers Foods dimezza il dividendo, ma appena apre la borsa é già a +7% per infine chiudere la giornata a + 13%. Non va mai come pensi.....🤦🏼♂️
RispondiEliminaBuona Domenica a tutti
Max
Era troppo sottovalutata per non rimbalzare. La volontà del management di ridurre il debito darà molto ottimismo
EliminaPer chi se li ricorda, mi sembra di essere tornato ai tempi delle IPO delle dot.com della fine degli anni '90.
RispondiEliminaQuesta settimana SpaceX ha presentato la tanto attesa richiesta di quotazione in borsa, rendendo finalmente noti i suoi dati di bilancio. Leggiamo così, per esempio, per il 2025 ricavi di bilancio pari a 18,7 miliardi di dollari, perdita netta di 4,9 miliardi di dollari, EBITDA pari a 6,6 miliardi di dollari. La società si è autovalutata 1,25 trilioni di dollari ma, in sede di offerta, si legge punterebbe a una valutazione di circa 1,75 trilioni di dollari, in un’IPO che potrebbe raggiungere i 75 miliardi di dollari, la più grande di sempre.
Tanto per fare un banale raffronto, oggi la valutazione di borsa di un'azienda come Meta è di 1,55 trilioni di dollari, ma Meta nel 2025 ha avuto ricavi pari a 200,9 miliardi di dollari, utile netto di 60,5 miliardi di dollari e EBITDA pari a 100,9 miliardi di dollari.
Dunque mi chiedo come è possibile che SpaceX possa valere in borsa tanto quanto Meta?
Eppure, a leggere i forum finanziari, penso che la gente farà a pugni per accaparrarsi le azioni SpaceX in IPO. Sarà sì un vero affare ma non per chi compra ma ..... per chi vende!
Ciao
Fabio
Si è vero, è un momento bellissimo. Tu c'eri quando Tiscali superava i 1000€ ad azione? Pensa anche a tutti questi ETF in circolazione. Un terzo sono totalmente illiquidi ed in caso di crollo verranno polverizzati. Gli altri somigliano agli investment trust degli anni 20 del secolo scorso, ma tutti a spergiurare che sono più sicuri, più trasparenti... e sulla carta lo sono. Ma tutti riconoscono che a questi livelli avranno un "effetto moltiplicatore" sulle azioni sottostanti...
EliminaMe lo ricordo benissimo. Venne quotata (andando a ruba) nell'autunno del 1999 mi pare a 46 euro e in primavera del 2000 era già arrivata a toccare la quotazione di quasi 1.200 euro valendo più di Fiat. Peccato che, ad eccezione dell'anno 2017, chiuse sempre tutti gli esercizi in perdita.
EliminaIl problema degli ETF illiquidi effettivamente esiste ed è dovuto al fatto che ogni giorno ormai ne viene quotato qualcuno di nuovo, quasi sempre un doppione di altri quanto a politica d'investimento. Di conseguenza i nuovi arrivati, non offrendo nulla di nuovo, vengono spesso trascurati dagli investitori. E quando arriverà un crollo azionario serio tutti gli ETF, grandi o piccoli che siano, saranno costretti a vendere qualsiasi cosa abbiano in pancia per far fronte alle richieste di riscatti degli investitoti. E' inevitabile che soprattutto i meno capitalizzati saranno i primi a sparire.
C’è la possibilità che una futura quotazione di SpaceX possa provocare effetti rilevanti sugli ETF indicizzati?
EliminaLeggo già di ipotesi di inclusione accelerata in indici come il NASDAQ 100. Considerando le dimensioni e le valutazioni di cui si parla, un’azienda come SpaceX potrebbe ritrovarsi rapidamente tra le prime 10 posizioni non solo del NASDAQ, ma anche di molti ETF globali.
Mi chiedo quindi quanto probabile sia che un evento del genere possa generare un terremoto finanziario.
Cosa ne pensate?
Storicamente, un volume elevato di IPO è uno dei segnali più affidabili del raggiungimento di un massimo di mercato, a cui spesso fa seguito un forte crollo. La spiegazione è nella formula di Fisher dove P = (M*V)/Q dove P è il livello generale dei prezzi, Q la quantità dei beni e servizi scambiati (le azioni) e V la velocità di circolazione della moneta. Se Q aumenta con l'immissione di nuovi titoli, P scende, a meno che M non aumenti, visto che V è pressoché una costante nei tempi considerati. All'inizio di un ciclo economico, solo le aziende migliori e con profitti reali riescono a quotarsi. Verso la fine della bolla, la follia è tale che le banche d'affari riescono a quotare società totalmente improduttive o in forte perdita, basate solo su promesse future. Quando il mercato si rende conto che queste aziende non produrranno mai utili, la bolla scoppia.
EliminaCiao, ho letto che, per venir ammessi nell'indice Nasdaq100, con decorrenza 1 maggio 2026 sono stati allentati i requisiti, per consentire ad aziende neoquotate un piu' rapido ingresso. Al contrario, dipendesse da me sarei piu' rigido. Obbligo di utili e flottante minimo. Se il 50% di flottante minimo dell'S&P500 e' troppo alto per delle start-up, almeno un 20% lo riterrei congruo. Poi almeno 1 anno di quotazione e generazione di utili. Finche' uno colloca in borsa promesse, neppure nel Nasdaq composite lo farei entrare. Lo metterei in quarantena finche' il conto economico non vira dal rosso nero. Con la diffusione degli etf, avere indici di qualita' ha importanza sistemica. Non lascerei la faccenda delle regole in mano soltanto alle societa' di gestione. Come minimo, metterei di mezzo la Sec e il dipartimento al tesoro. Troppo alto il rischio di veder rifilati colossali bidoni al pubblico retail. Aggiungi un ultimo piano? Devi essere sicuro di quello che fai. Se poi casca tira giu' tutto l'edificio. Un caro saluto. Moris
EliminaIl primo maggio 2026 il Nasdaq ha aggiornato le sue regole di inclusione nel Nasdaq 100. Le nuove società di grandi dimensioni possono ora entrare a far parte dell'indice entro 15 giorni di negoziazione dalla quotazione, rispetto al precedente periodo di attesa di tre mesi. La modifica è stata pensata proprio per SpaceX, e per la futura quotazione di OpenAI e Anthropic. Il periodo di attesa esisteva per un motivo: dava al mercato il tempo di determinare il prezzo prima che gli acquisti forzati dell'indice distorcessero il mercato. Questa finestra temporale ora non c'è più. Quindi se SpaceX entrasse a far parte dell'indice entro 15 giorni di negoziazione dalla sua quotazione, ogni fondo passivo sul Nasdaq 100 diventerebbe un acquirente obbligato, perchè il loro mandato è quello di replicare il benchmark.
EliminaLeggermente diverso il caso dello S&P 500. Le norme attuali richiedono 12 mesi di quotazione in borsa e quattro trimestri consecutivi di redditività secondo i principi contabili GAAP, requisiti che SpaceX non soddisfa. Tuttavia, a fine aprile, S&P Dow Jones Indices ha avviato una consultazione formale su modifiche alle regole, pensate appositamente per l'IPO di SpaceX e per le successive IPO di aziende di grande rilievo come Anthropic e OpenAI. La proposta riduce il requisito di quotazione a sei mesi ed elimina completamente il test di redditività per le società a grande capitalizzazione. Le nuove regole potrebbero entrare in vigore prima dell'IPO di SpaceX a giugno. Se S&P adottasse le nuove regole prima della quotazione di SpaceX, il problema degli acquisti forzati non sarebbe un problema del Nasdaq, ma dell'intero sistema degli indici.
Detto questo quali potrebbero essere le conseguenze tecniche della quotazione già nelle prime settimane successive all’IPO? La vendita forzata da parte dei fondi passivi indicizzati dei principali titoli tecnologici esistenti per far spazio a SpaceX e ad altre nuove quotazioni. Tenendo conto del limitato flottante di SpaceX si potrebbe creare una vera e propria corsa agli acquisti tra gli ETF, considerando che migliaia di miliardi di dollari di asset si contenderebbero una quantità relativamente ridotta di azioni disponibili sul mercato. L'impatto potrebbe estendersi anche a tutti i principali ETF growth già nelle prime settimane successive all’IPO.
Ma il rischio principale per gli investitori sarà, secondo me, che i principali indici di borsa saranno sempre più concentrati su pochi titoli e quindi investire in ETF indicizzati basati sulla capitalizzazione di mercato significherà sempre più assumersi un rischio specifico più elevato.
Ciao Fabio, al solito la storia non insegna nulla, per assecondare l'avidita' di alcuni si realizzano i presupposti che renderanno la prossima crisi finanziaria di proporzioni tali da sminuire (quasi) le precedenti. L'ecosistema degli etf ha rappresentato un vero e proprio cambio di paradigma, aprendo ai retail una vastissima possibilita' di scelta a prezzi inimmaginabili quando c'erano soltanto fondi tradizionali. Per non mandare tutto a scatafascio, i grandi gestori di etf farebbero bene ad autoimporsi utili norme di prudenza. Limiti di tipo cap, in termini di % max concessa ad un singolo titolo nell'etf. Piu' il continuare ad osservare le regole precedentemente in vigore. Basta aggiungere nella denominazione la dicitura magica"best selection", da esplicitare poi nel foglio informativo. A presto. Moris
EliminaCarissimi, bentrovati.
RispondiEliminaRicordo che Alan Greenspan, non senza critiche, mandò in crisi il giochino, alzando i tassi e drenando liquidità nel sistema finanziario.
Seguirono anni di capitomboli finanziari, soprattutto per le aziende sovraindebitate e senza utili. Cioè senza una economica ragione di esistere.
Peccato che pure la roba buona, quotata sul Nasdaq, abbia impiegato svariati anni prima di tornare ai livelli pre-crisi.
In quella fase sono andati bene due categorie di soggetti:
- quelli che sapevano andare short;
- chi distingueva gli stracci dalla seta e accumulava basso, in vista di tempi migliori.
Sono occasioni più uniche che rare, se hai liquidità e sai cosa fare.
Per Flowers Foods, dai miei calcoli, sotto gli 8 Usd quota ad un prezzo favorevole.
Dei debiti ha già detto Ivano.
Su dati yahoo finance, il ratio total_debt/equity è a 111%.
Buona idea quella di conservare liquidità in azienda e ridurre i debiti.
Poi, faccio notare che in piena fase di riorganizzazione post-acquisizione di Simple Mills, il P/E a 22 tiene conto di un diluted EPS (ttm) di 0.35 Usd; il dato è fortemente influenzato da ragioni di natura contabile visto che il business non va affatto male, i ricavi del primo trimestre (aprile 2026) sono leggermente cresciuti rispetto allo stesso periodo del 2025. La posizione finale di cassa passa da 7 a 11, confrontando i due trimestri. E, infine, il levered free cash flow (ttm) a 239.97 Usd implica un multiplo Free_cash_flow per SHARE di 1.13, circa il triplo dell'eps di cui sopra.
Appena si riavvicinano Eps e Fcf_per_share, con un P/E futuro di 10, arriveremmo ad un prezzo di mercato di circa 11 Usd.
Invece, con un P/E meno prudenziale, pari a 22, cioè il livello P/E (ttm) attuale, arriverebbe a quotare in area 24 Usd.
Un caro saluto vi raggiunga tutti.
Moris
Di palo in frasca.....per chi è interessato al superamento dei massimi storici, segnalo che Unicredit, viaggia oggi tra 74 e 75 euronzoli, non è lontanissima dal testare un max storico in area 78, che risale a febbraio di quest'anno. Il precedente, in area 80, è di molti anni fa, correva l'anno 2009.
RispondiEliminaUna rottura di entrambe le resistenze, affatto lontane tra loro, almeno in termini numerici visto a livello temporale riscontriamo un lasso di quasi 17 anni, avrebbe un certo significato.
A livello industriale, portare a compimento la questione Commerzbank, sarebbe un fatto epocale. Con ripercussioni sul ruolo, almento a livello di mercato europeo, del soggetto Unicredit.
I teteschi, ci accolgono da immigrati, vengono da noi volentieri in ferie, prolungano la catena del valore con le parti di filiera a minor valore aggiunto, quando gli va fanno direttamente shopping di aziende (vedi Ducati), ci scansano in guerra.....ma se gli andiamo a comprare una banca sistemica, entriamo in un ignoto.
Vedremo come andrà a finire, ma da questo passaggio dipenderà l'upgrade da gigante italiano a grande player internazionale.
Con tanto di conseguenze su ricavi, utili, dividendi, quotazione di mercato.
E la faccenda mi riguarda da vicino, visto che l'ho messa in ptf 15 anni fa.
Di nuovo, a presto.
Saluti.
Moris
Io mi astengo. Come sai banche, la maggior parte delle assicurazioni e delle finanziarie, sono fuori dal mio circolo di competenza. Too hard pile for me.
EliminaMi è arrivato il seguente messaggio da parte di un mio amico consulente finanziario che periodicamente mi prende per il c..o per il mio acquisto di Treasuries( difficile dargli torto…)
RispondiEliminaCosa ne pensate?
“Per la 160ª volta nella sua storia, il Nasdaq100 chiude in ribasso di oltre il 4% in un solo giorno. Si tratta di un evento con una probabilità dell'1,5%... Quando ciò si è verificato in prossimità dei massimi, i rendimenti nei periodi successivi sono stati migliori di quanto ci si potesse aspettare, sebbene NON SENZA volatilità. Il calo mediano, nei tre mesi successivi, è stato (STATISTICAMENTE) del 12%... Quindi prepariamoci ad affrontare un periodo un po’ più “ballerino “. Ma quando il mercato, come ieri, cala di quel 4%, NON sta “crollando”: sta scaricando pressione. È il mercato che riavvita i bulloni, dopo aver corso troppo….proprio perché ha corso troppo. E questo è il punto che manca quasi sempre nella narrativa: I drawdown (cali bruschi) vicino ai massimi, NON sono segnali di fine ciclo, ma il pedaggio per restare NEL ciclo…sono quindi situazioni fisiologiche ed inevitabili. In 21 casi su 21, questi -4% “in quota”, sono avvenuti in fasi di forte espansione degli utili. Il mercato ha reagito con rumore immediato, e direzione differita (verso il basso). Però la volatilità NON anticipa il futuro: lo normalizza, lo rende di nuovo equilibrato e sostenibile. Il vero rischio NON è il -4%: è NON ESSERCI nel momento in cui il mercato riparte. Quindi, in conclusione: - il mercato scende del 4%; - gli investitori urlano; - le aziende lavorano; - i rendimenti se ne fregano... Quindi avanti tranquilli 👍
E' bello essere consulente finanziario nel più grande Bull Market della Storia. Chiedigli che consigli dava nel 2006, sono proprio curioso di sentirli. Comunque sono d'accordo con lui, al momento c'è liquidità, momentum e notizie (false) rincuoranti a go-go, quindi non ci sono motivi per vedere un'inversione. Ma se è un altro che pensa che l'IPO di SpaceX sia prezzata giusta, sentiti fiero quando ti prende per il c..o.
Elimina…solo un somaro per poco che ne capisce può pensare che l’IPO di SpaceX sia prezzata correttamente…
Eliminap.s.Perché mi appare la dicitura sito non sicuro.
Allora siamo dentro Pinocchio a leggere articoli in giro. Non lo so.
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