giovedì 2 aprile 2026

E' Pasqua, ma le menzogne sono merce spacciata tutto l'anno

"Negli ultimi anni il costo del cacao - ricordava un report del 2025 di Christian Aid - è aumentato anche del 400%: il motivo è sempre il solito, la crisi climatica". "(...) attualmente, grazie a condizioni più favorevoli alle coltivazioni in determinate aree, i prezzi del cacao sono tornati gradualmente a scendere: questo non significa però che vedremo già da questa Pasqua prezzi più bassi sugli scaffali. Anzi, per queste festività e probabilmente anche durante le prossime, i costi resteranno altissimi dato che si tratta di produzioni legate al passato e ancora profondamente colpite dalla crisi."

fonte:https://www.repubblica.it/green-and-blue/2026/04/01/news/crisi_clima_costi_uova_pasqua-425253770/

Il cacao non è salito per nessuna crisi climatica, ma per la SPECULAZIONE che ha turno ha colpito il legname,


poi il grano,


poi il gas (nella UE),


poi il caffè,


poi il cacao, e via discorrendo.

La pianta del cacao ha produzione annuale, il prezzo dei future segue questa scadenza.


Significa che se è vero che quest'anno ci può anche stare l'aumento mostruoso che si vede in giro, non si capisce perché:

  1. appena aumentato il future, è aumentato il prezzo sullo scaffale
  2. Se il prezzo di oggi è in linea addirittura col picco degli anni 80', ed è sceso del 70% dai massimi, non mi dovrei aspettare un taglio dei prezzi di ALMENO il 50%
Come al solito, la spiegazione è semplice: i "brands" e la GDO ci prendono in giro, speculano come i traders di Wall Street, perché quanti fanno come me e come chi segue questo blog, e si vanno a vedere i grafici delle materie prime? Basta dire che c'è la guerra, il cambio climatico, la malattia X del cacao, gli alieni... la gente si beve tutto e se la prende col maledetto destino...

In fondo questa è o no, una valle di lacrime?

Scommettiamo che il prezzo del cioccolato scenderà massimo del 20% dai massimi di quest'anno?

Secondo voi il prezzo di una casa in legno è tornato ai livelli pre-bolla del 2021? Nel 2023 chiamai una famosa ditta che fa case in legno per un preventivo. Al vedere il prezzo gli dissi che era assurdo, e il venditore mi rispose "eh, sa, il prezzo del legname è alle stelle!" Ma il povero pirla non sapeva chi ero e quindi risposi "veramente è tornato ai livelli pre-bolla da due anni..."

SILENZIO, MUTISMO, IMBARAZZO.

Una casetta per gli attrezzi in legno di 4m2 costa 800€ (ed ha pure recensioni non eccelse)

Davvero costava così nel 2019?

Ci meritiamo il peggio, perché siamo un razza di ignoranti destinata mediamente a farsi sfruttare da chi sa come gira il fumo.

Nell'attesa che il ragionamento delle masse risorga, vi auguro

Buona Pasqua
Ivano

19 commenti:

  1. Ciao Ivano,
    ho letto qs mattina il tuo nuovo post, in treno, mentre mi recavo al lavoro.
    Mi hai fatto tornare in mente le lezioni di economia politica, in cui veniva descritto il mondo in teoria. Sono passati molti anni, vivendo il quotidiano, scopri l'economia in pratica.....e quanto sia lontana la realtà di ogni giorno dai libri.
    Si immaginava un mercato in equilibrio, senza particolari tensioni tra domanda e offerta, come se non esistessero calamità naturali, epidemie, conflitti, avere o meno un capitale disposizione, sia esso materiale oppure fatto di competenze apprese.
    Nelle aule universitarie, la circolazione delle informazioni era illimitata, tutti sapevano tutto l'occorrennte per prendere decisioni economiche efficienti.
    Poche, trascurabili, o nessuna barriera all'ingresso, per operare in un dato settore.
    Niente tariffe doganali oppure uguali per tutti da risultare neutrali ecc. ecc.
    O è il mondo che va alla rovescia oppure sono proprio quelle teorie ad essere teorie.
    Per lavoro, seguo da molti anni i prezzi all'ingrosso per svariate categorie merceologiche.
    Efficienza nelle filiere è una parola grossa.
    A parte i monopoli naturali o di tipo legale, gli oligopoli sono l'evidenza più ricorrente in svariati settori.
    Dal lato offerta/produzione, un numero limitato di soggetti, che tra loro si conoscono molto bene e, quando non è necessario, evitano di morsicchiarsi l'un l'altro.
    Molti mestieri passano da nonno a fglio e poi a nipote, come un retaggio feudale,
    chi ha una rendita di posizione tende a mantenerla e a trasferirla alla discendenza.
    Molti prezzi, andati alle stelle per pandemia, siccità, guerre varie, hanno ritracciato solo in parte.
    La componente inflazione rimane incorporata, i prezzi non tornano mai al livello di partenza, il differenziale inflattivo non lo recupera chi non riesce a star dietro al cambiamento, con il proprio potere di acquisto (leggi: lavoro salariato italiano).
    E questo è un vero e proprio trasferimento di ricchezza tra "classi" sociali.
    Potendo contare sulla capacità di organizzare/condizionare il lato offerta, tanti operatori hanno aggiunto un bel "quid" al recupero del differenziale inflattivo. Un salasso per il lato consumo.
    Spannometricamente, per un ritocco dei listini fino al +25% e dintorni, possiamo tirare in ballo l'inflazione come fosse il tana liberi tutti.
    Però, molti listini conservano un extra-vantaggio, ben superiore a quel +25%. E' lo strapotere dell'offerta sulla domanda. Tu diresti, di chi sa su chi non sa.
    Chiami in causa il divario di conoscenze, cioè l'ignoranza "economica" del gran parco buoi che rappresenta la domanda di mercato.
    Hai ragione, c'è così tanto da lavorare per rendere più esigenti i consumatori.
    Hanno il grande potere di scegliere come spendere i propri soldini, influenzando le dinamiche economiche, e spesso non se ne rendono conto.
    Restano nel gregge, al guinzaglio di mode e campagne promozionali.
    Buona Pasqua a tutti.
    Moris

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    1. Quando ero in Germania nel 2009-2014, notai che molti prodotti per la cura della pelle maschile erano molto meno cari (tipo meno della metà) che in Italia, perché un conoscente ne faceva un uso regolare. Alla mia domanda ad un tedesco del perché, lui rispose che se costassero di più, marcirebbero sugli scaffali. Il prezzo lo regola sempre il consumatore, come ho spiegato anche in un video. Basta non comprare, e subito il lato dell'offerta torna a più miti consigli.

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    2. Verissimo, ma a volte il consumatore se la prende nel didietro senza manco accorgersene.
      Mi riferisco, per esempio, al prezzo del gas naturale europeo (tuo terzo grafico). Dal 2023 gli Stati Uniti sono diventati il maggiore esportatore di gas naturale al mondo. Nel 2025, le esportazioni statunitensi verso l’Europa (Regno Unito incluso) sono aumentate del 62% e gli Stati Uniti stanno conquistando via via il ruolo che una volta era della Russia, cioè quello di fornitore egemone di gas per tutta l’Europa occidentale. Fin dal 2022 l’Europa era già diventata il principale acquirente di gas statunitense. Nel momento in cui scrivo il prezzo dei futures sul gas naturale statunitense sono quelli del grafico sotto https://www.tradingview.com/x/7qL4fxnm/
      Come giustamente faceva notare il ministro italiano dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica in questa intervista https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/04/crisi-energetica-gas-petrolio-prezzi-notizie/8313187/ del Fatto Quotidiano, “Quando parte dalla Florida [il gas americano] costa 10 dollari al megawattora. Poi – spiega – possiamo metterci il trasporto, la mediazione, la rigassificazione. Farà 25 – 30 dollari? Ma come tocca il Portogallo, al gas viene attribuito il prezzo del Ttf [cioè il prezzo della borsa olandese], che questa mattina è circa 55 euro al megawattora”. Nel momento in cui scrivo il prezzo del gas naturale europeo è quello del grafico sotto https://www.tradingview.com/x/ZLYqzvhP/ Ora capite bene che, anche tenendo conto del cambio tra le due valute, questa differenza di prezzo è semplicemente folle. Purtroppo dal 2003 l’Europa ha deciso di aprire una propria borsa del gas, inizialmente creata dalla olandese Gasunie, ma poi venduta alla Intercontinental Exchange (quella che gestisce l’indice americano NYSE), i cui azionisti sono i fondi americani Vanguard, Black Rock, State Street, Capital Research, Morgan Stanley, Geode e Lazard. Già la creazione di una borsa europea gestita da una società americana è una iniziativa abbastanza stupida, ma passiamo oltre. Nella borsa europea del gas solo il 10% degli scambi è fatto da operatori del settore (produttori di gas e raffinerie), mentre il 90% circa rappresenta posizioni aperte da traders (banche e istituti finanziari di vario tipo) che possono quindi manipolare il prezzo a prescindere da ciò che avviene nel mercato reale del gas. E’ dunque chiaro che i contratti futures aperti non corrispondono a reali operazioni che avvengono nel mercato delle materie prime, ma sono soltanto scambi di pezzi di carta. Ora capite dove sta la follia? Più le forniture di gas americano verso l’Europa aumentano, più appare evidente la natura puramente convenzionale del prezzo del gas “sovranista” olandese. Presto arriveremo al paradosso di avere in Europa un gas quasi tutto americano, con i prezzi del tutto scollegati dalla realtà e lontanissimi dal molto più economico benchmark globale.
      CONTINUA

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    3. CONTINUAZIONE
      E pensate che questo importi a qualcuno? L’intervista al Fatto Quotidiano che abbiamo già citato lo dimostra: il Ministro, analizzando lo stato delle forniture e delle scorte di gas europee, arriva alla giusta conclusione che per ora né queste, né la guerra in corso in Medioriente sono il problema, mentre lo è la folle determinazione dei prezzi esclusiva del continente europeo.
      Tuttavia a questa ragionevole affermazione non segue, da parte del Ministro, una altrettanto ragionevole proposta strategica, che dovrebbe partire da un deciso e profondo ripensamento in sede UE della dipendenza dalla folle borsa euro-americana alla quale ci siamo legati mani e piedi nel lontano 2003. Le soluzioni del Ministro sono di tutt’altra natura e culminano con l’incomprensibile auspicio di riscoprire “l’energia a carbone”…(sic).
      La verità è che, da parte governativa (indipendentemente da quali partiti governano), ogni crisi vera o presunta è l’occasione buona per aumentare le bollette.
      I servizi e le utenze in Europa, e soprattutto in Italia, sono costantemente aumentati negli ultimi 30 anni, fin dai tempi in cui c’erano ancora i tassi a zero, i mutui erano a buon mercato e l’inflazione era ritenuta un relitto del passato.
      L’inflazione nelle utenze esiste da 30 anni ed è indipendente dall’inflazione generale.
      Nessun governo avrà mai interesse a ridiscutere la questione dei prezzi, se questi permettono lauti guadagni attraverso le bollette. Al contrario, ci sarà sempre un buon motivo per alimentare l’inflazione delle utenze.
      Una seria ridiscussione dei prezzi del gas sarebbe controproducente per qualsiasi governo che, per coerenza, se si arrivasse a prezzare in modo onesto il gas tramite il benchmark globale, dovrebbe per la prima volta in 30 anni ridurre le bollette!
      Ma anche da parte dell’opposizione al governo (qualunque partito la rappresenti) focalizzarsi sulle storture della borsa del gas europeo è una perdita di tempo.
      Molto più’ vantaggioso è confrontarsi in Parlamento su questioni su cui abbiamo poco controllo, ma che fanno presa sull’opinione pubblica, come l’uso delle basi americane, il perché è scoppiata la guerra, perché siamo alleati con Trump, ecc.

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    4. Che devo dirti Fabio, tutto giusto. Ho aperto il blog nel 2014 e provo a spiegare cosa è la UE dal 2011. Fosse solo il TTF, ci sono i finanziamenti solo per quelli che parlano bene della UE, la borsetta con il necessaire per i blackout o la guerra totale, il parlamento che non decide nulla, i commissari palesemente ubriachi, miliardi di farmaci comprati coi messaggini... possiamo stare qua a parlarne per altri 15 anni. Ti avrei portato con me in giro dove ho lavorato (oppure fatti un giro su linkedin) per farti capire il livello di comprensione che ancora c'è. Per quello mi sono rinchiuso col terreno ed i pannelli, lavorando meno ma con persone che stimo, e con....... una buona dose di azioni Petrobras comprate in tempi non sospetti così coi dividendi ci pago l'aumento del diesel!

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  2. Volendo riassumere il tutto con una battuta, potremmo dire che dai tempi dello ius primae noctis e della tassa sul macinato non è cambiato un bel nulla. Siamo sempre all'homo homini lupus, perché questa è la nostra natura. Sono solo cambiati gli strumenti attuativi, meno cruenti ma assai più efficaci (e tanto complessi da risultare incomprensibili all'uomo della strada).
    Con buona pace di chi è convinto di vivere in un mondo civile e democratico, mica come una volta..

    Una felice e serena Pasqua a tutti voi.

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  3. Bella idea quella di Petrobras.
    Giorni fa stavo pensando a una cosa simile:
    Terna per le bollette dell'elettricità, Snam per il gas e Raiway per il canone😁
    Per l'acqua devo ancora pensarci...

    Buona Pasqua a tutti
    Max

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    1. Ciao Max, per coprire le bollette dell'acqua, tenendo buono il ragionamento che pure io ho svolto, per compensare spese quasi fisse e ricorrenti: un etf water based a distribuzione. Per l' rca un titolo assicurativo, per la bolletta telefonica i dividendi di una compagnia del settore ecc. ecc. Terna, dal mio punto di vista, e' buona per un cassettista gia' interessato ai btp a lunga scadenza. Un pezzo di stato camuffato da spa. Con dividendi paragonabili alle cedole ma con il vantaggio della rivalutazione negli anni del capitale investito; nonostante la peggior tassazione al 26% anziche' al 12,50, penso che ne valga la pena. Un monopolio naturale. Vorrei vedere chi si mette a costruire una rete di trasmissione alternativa. Un cordiale saluto. Di nuovo...Buona Pasqua. Moris

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    2. Ciao Moris, ho dato un’occhiata all’ETF iShares Global Water (IH2O): nonostante sia composto da circa 60 aziende, sembra avere un andamento ciclico abbastanza regolare.
      L’unico limite che vedo è il rendimento da dividendo, che al momento è piuttosto basso (circa 1,33%). Va detto però che nel tempo si è rivalutato parecchio, quindi più che da reddito sembra uno strumento orientato alla crescita, e direi che è stata niente male davvero.

      Per ora l’ho messo in watchlist, grazie dello spunto!

      Saluti e
      Grazie!
      Max

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    3. Ma ad esempio, invece di pagare un ETF così lo 0,65% all'anno per un 1,33% di dividendo, non è meglio scegliersi una delle aziende che lo compongono? Ad esempio United Utilities, cresciuta 3x nello stesso periodo, con un dividendo 4%?

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    4. Ciao Ivano, spesso adopero gli etf come contenitori, per andare a spulciare al loro interno ed estrapolare singoli casi aziendali. Gli etf specializzati effettuano una prima scrematura, poi possiamo preguire noi, con un secondo giro di selezione. Lo spunto di discussione sollevato da Max mi ha fatto ripensare al senso che avevo ricavato io, leggengo anni fa Padre ricco padre povero. L'importanza di costituire flussi di cassa positivi, che lavorino per noi anche quando non ci occupiamo di loro. A livello motivazionale, agganciare l'investimento dei risparmi alla copertura di specifiche spese ricorrenti, puo' rafforzare la nostra perseveranza. Un modo per mettere in pratica buoni principi di carattere generale e rendersi meno dipendenti da quello che per moltissimi e' il principale o quasi unico flusso di cassa positivo, lo stipendio da lavoro subordinato. Con tutte le limitazioni alla liberta' individuale che questo comporta. Se riesco a ritagliarmi un po' di tempo, preparo un post sulla copertura di 6 flussi di cassa negativi, che ricorrono nel vissuto di molti di noi, con altrettanti positivi. Un caso saluto. Buona Pasquetta. Felice gita fuori porta per chi puo'. Moris

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    5. Buongiorno e bentrovati.
      Come anticipato, mi sono preso qualche ora di tempo per fare un po' di conticini. Il ragionamento che vado a sviluppare è un caso di studio.
      Serve come spunto di discussione, non è un invito a compiere nulla.
      Ipotizzo 6 flussi di cassa ricorrenti in uscita: Per le utenze domestiche, 300 euro all'anno per le bollette dell'acqua, 900 per la luce, 1200 per il gas, 450 per il telefono (immagino un contratto residenziale standard con internet+fisso+mobile). Aggiungo spese assicurative per 1.500 euro ( casa+rcauto+salute) e carburanti per 1.200 euro (10.000km annui, 15km/litro, prezzo benzina a 1.80 euro/litro).
      Per ragioni di sintesi, metto le risultanze dei conti svolti.
      Copro l'acqua con flussi in entrata da dividendo, grazie a Iren, Ascopiave, United Utilities Group, Veolia. Rendimento netto complessivo al 3.20% all'anno, tenuto conto della doppia tassazione dei dividendi di fonte estera e del netto frontiera. Ci occorre un investimento di capitale (X1)= 9.375 euro.
      Per la luce, nell'ipotesi di 900 euro annui di spesa, copro con National Grid (UK), A2A, Enel, Terna, al rendimento netto del 3.14%, ci occorre un capitale X2= 28.662.
      Per il gas (riscaldamento+acqua calda sanitaria), con una spesa di 1.200 euro all'anno, scelgo Snam, Italgas, Enagas, Engie, per un rendimento medio netto di 3.17% occorre un capitale X3= 37.855 euro.
      Per le telecomunicazioni, 450 euro di spesa annuale, scelgo British Telecom, Deutsche Telekom, Swisscom, Tim Brazil, al rendimento medio netto di 2.82%, occorre un capitale X4= 15.957 euro.
      Poi, le spese assicurative (600 RCauto+300 salute+ 600 casa), ricorro a Allianz, Axa, Unipol, Coface, il rendimento netto è 3.71%, serve un capitale X5= 40.431 euro.
      Infine, la benzina per andare al lavoro, gironzolare la domenica, portare i figli a scuola, far la spesa, andare in ferie ecc. ecc. punto su Total Energies, Eni, Petrobras, Chevron, al rendimento medio netto del 3.36%, occorre un capitale X6= 35.714 euro.
      Sommiamo X1+X2+X3+X4+X5+X6= 167.994.
      Arrotondiamo di un margine di sicurezza del +20%, perchè i dividendi possono essere tagliati oppure le spese partire al rialzo senza automatismi di ricopertura e arriviamo ad un capitale ipotetico investibile di circa 202.000 euro (per i pignoli: 201.593).
      I valori di base per lo studio sono ricavati da yahoo finance, alla data di ieri, 7 aprile 2026.
      Mi rendo conto, è un traguardo di risparmio molto sfidante, però anche l'obbiettivo di libertà finanziaria sotteso a tutto il ragionamento è di pari livello.
      Nulla può essere gratis. Meno che mai le cose importanti.
      Per un FIRE (Financial Independence, Retire Early) al completo, che tenga conto delle spese per l'alloggio (acquisto/mutuo o affitto/manutenzione), per l'auto (acquisto/ammortamento annuale e manutenzione), di eventuali spese d'istruzione per figli, del carrello settimanale della spesa, delle meritate vacanze, occorre un altro studio molto più articolato, con una base di capitale assai più ampia e diversificata, per reggere "agli urti della vita".
      Un caro saluto vi raggiunga tutti.
      Moris

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    6. Grazie per l'esercizio matematico. Io però ho ragionato diversamente quando ho fatto quella "sparata" su Petrobras. Nel discorso indipendenza, la provenienza dei soldi è ininfluente (posso anche avere il dividendo da Nike per pagare la bolletta di Snam). Il mio discorso riguardava la copertura (hedge) di uno specifico aumento, in questo caso di quel 25% in più che pago sul diesel alla pompa. Diciamo che per i consumi che ho io si traduce in un circa 300€. La domanda è: se aumenta il petrolio, cosa posso usare per coprire quella spesa (ed eventuali altri rincari)? Petrobras, comprato vicino al minimo relativo (sempre comprare basso, altrimenti sono tutti discorsi inutili) mi da tra il 5 e il 10% di rendimento lordo col barile a 60$, ma se il barile sale a 100$ e la politica sui dividendi rimane uguale agli scorsi anni, mi darà il 25-30%. 3000$ di azioni petrobras al 5% fanno 150$ col barile a 60$ e il diesel a 1,5€. Le stesse azioni fanno 450$ di dividendo + 20% di apprezzamento (altri 600$). Questa è la logica che ho usato.

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    7. Comprendo il tuo punto di vista. Le compagnie petrolifere sono molto reattive rispetto alla volatilita' dei prezzi degli idrocarburi. Ti sei mosso per tempo, quando le quotazioni erano molto inferiori alle attuali, per coprire futuri maggiori esborsi. Una sorta di polizza sugli imprevisti, in questo caso di natura geopolitica. Un ragionamento simile, rimanendo dalle nostre parti, si poteva applicare ad Eni, un anno fa, quando viaggiava intorno ai 12 euro ed e' poi arrivata a 24. Per la generazione di flussi di cassa attivi, nel settore alimentare, come valuti il business di The Campbell's Company? Negli ultimi 10 anni, vedo ricavi in crescita, conserva i margini di profitto, buoni gli utili per azione, ottimi i payout come dividendi. Saluto. Moris

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  4. Ringrazio Moris e Ivano per aver approfondito il tema della copertura delle spese.
    Anche se il capitale necessario per coprirle completamente può essere piuttosto elevato, resta il fatto che anche con un investimento più contenuto un piccolo aiutino è sempre valido.

    Volevo raccontarvi una cosa che ho sperimentato recentemente, anche se a certo punto ho mollato (poi spiego).

    5 mesi fa ho visto questo video
    https://youtu.be/cXtmtED8-LM?is=E8r3raXoZTYL67jA

    Dal minuto 58:40, Stefano Bottaioli (Galup cita spesso i suoi post) spiega una strategia basata sulla correlazione tra le aziende di estrazione del petrolio e del gas e quelle aurifere.
    Utilizza un indicatore proprietario, il DeMark 9-13. Esistono delle copie (non perfette) di questo indicatore su Tradingview, come il "Setup 9/13".

    A novembre 2025, l'indicatore ha dato segnale di ingresso nelle aziende di estrazione oil and gas.

    Il 3 novembre ho così acquistato un ETF sull'energia (che tra le prime aziende in lista ha quelle del settore oil&gas), poi, un mese fa, visto che stava facendo un +25% ho ben pensato di vendere (disattendendo così la strategia).

    Se avete difficoltà a reperire l’indicatore su TradingView, posso scrivervi il Pine Script. Ripeto però che non si tratta dell’originale di DeMark.
    Mi sono fidato ad usarlo perché, confrontando i segnali mostrati nel video, risultavano identici con l'indicatore "faidate". In ogni caso, la logica dei segnali 9 e 13 è piuttosto semplice, come si legge qua:
    https://www.tradingview.com/chart/EURUSD/mQzlIikz/

    Cosa ne pensate?
    Un caro saluto
    Max

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    1. Si dice che dopo l'oro "parta" il petrolio. Evidentemente è così

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    2. Ciao Max, ho controllato il segnale e corrisponde perfettamente con quello del video. L'indicatore che ho trovato su tradingview e che ho usato è il "Setup 9/13 Lite", che penso sia lo stesso che hai indicato tu.

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    3. A livello intuitivo, è difficile che nel nostro mondo capiti qualcosa di economicamente rilevante, senza che energia e petrolio siano coinvolti.
      Quando c'è cattivo tempo finanziario, il primo ombrello che si apre è l'oro. Un cordiale saluto. Moris

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