mercoledì 1 novembre 2023

Aggiornamento bussola EUR/USD

Salve a Tutti,

Come promesso la bussola EUR/USD aggiornata a ieri.


Ha segnato la svolta che indica rafforzamento del dollaro. Sul lungo periodo ha sbagliato solo il 13% delle volte.

Ho ricevuto da Fede in regalo un albero su Treedom. Un grazie dal profondo.

Ivano

163 commenti:

  1. La differenza tra Ivano e Mazzalai: entrambi condividono una visione catastrofica e aspettano tassi sotto zero e si mettono contro il cane grosso che li sta massacrando e con loro chi ha seguito le loro visioni.
    Questa è la situazione attuale,e temo continuerà con buona pace dei nostri.
    Ivano però è in buona fede,ci crede,purtroppo per lui o per fortuna dipende dai punti di vista ,é ossessionato dal futuro che vede cupo ,ultra cupo ,emigra in Spagna nella speranza di trovare una vita migliore,ma la Spagna è probabilmente il posto più simile all'Italia in tutto l'orbe terraqueo,e poi ritorna.
    Se vuoi cambiare e se hai tanti soldi la Nuova Zelanda potrebbe essere un opzione,se hai abbastanza soldi magari la Namibia,se non hai soldi sei un disperato ovunque tu vada.Ma non esiste solo la disperazione economica,c'è anche quella psicologica che ti fa vedere complotti ovunque,che ti intristisce e ti logora.Mazzalai é un furbacchione ha ormai la sua pletora di seguaci ,riporta dati da siti di contro informazione,e sbarca il lunario,aspettando il disastro annunciato da anni è mai arrivato creando danni non indifferenti a chi ha avuto la sciagura di seguire i suoi consigli.Tutto IMHO.
    galup

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    1. Galup
      1) Tu hai mai girato il mondo in vita tua, per lavoro? Hai mai vissuto e lavorato in un altro paese? Parli tre lingue?
      2) Sei mai stato in Spagna? Sai come si viveva lì pre e si vive ora post covid? Sai il motivo per cui sono tornato?
      3) Hai fatto come me un investimento immobiliare vincente in Spagna, quando tutti ti dicevano che eri andato a vivere in un quartieraccio?
      4) Eri qui quando nel 2020 tutti mi facevano i complimenti per aver investito in treasuries a 30anni? Ed io ho detto: "io rimango investito voi fate come vi pare?"
      5) I complotti non esistono? Va bene, Cristo è morto di freddo e giulio cesare è scivolato su una buccia di banana. La trattativa stato-mafia non esiste, ed i Palestinesi sono solo sfortunati.

      Meno male che ci sei tu a dire a me e Mazzalai chi siamo che noi da soli non ce la facciamo.

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    2. Non alterarti,non sei l'unico ad aver lavorato all'estero ,ripeto hai una visione sciagurata e i fatti ti danno torto ,poi nel lungo saremo tutti morti...

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    3. La tua risposta ti qualifica. Il solito che al massimo è andato al bagno mariuccia ma che ti deve insegnare il mondo.

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    4. Capisco ,sei chiaramente in difficoltà e ti alteri attaccando,caro piccolo globetrotter di multinazionali.
      Auguri
      Galup il debunker

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    5. Tu vieni a darmi del paranoico ed io ti insulto? Ma ti leggi quando scrivi? Ho detto solo chi sei: uno che parla di cose che non sa. Si evince da quello che dici, non é farina del mio Sacco

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  2. Grazie per l'aggiornamento. Dunque rimani del parere che almeno in questa fase un etf treasury 0-1 sia un buon posto dove parcheggiare la liquidità? Perché ovviamente il timore è quello di rimanerci incastrati per via del cambio..

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  3. Anche il mio sistema risk-on/risk-off si è spostato su un ETF a cambio non coperto.

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  4. Tempo fa avevo presentato un portafoglio pigro composto da soli 3 ETF poco correlati tra loro che teneva il passo con l'indice S&P500 a fronte però di un rischio molto più basso. Lo avevo chiamato "portafoglio perfetto" ed era così composto: 60% MVUS, 20% SGLD, 20% SXRC. Il ribilanciamento andava fatto una volta all'anno o, ancora meglio, solo nel momento un cui un asset si discostava più del 20% (in più o in meno) dalla sua percentuale standard.
    https://curvo.eu/backtest/
    Sul sito sopra potete effettuare il backtest e vedere come, anche nelle fasi negative di mercato, riesca molto bene a contenere i drawdown.

    Oggi vorrei presentarvi la versione 2.0 del portafoglio perfetto. L'idea è sempre quella di mettere insieme asset poco correlati tra loro, ma l'evoluzione consiste nello sceglierli solo tra quelli con momentum positivo. Da un backtest fatto con ETF americani (al solo scopo di allungare il periodo testato, visto che gli ETF americani esistono da più tempo), sono riuscito ad abbassare ancora di più il max drawdown a fronte però di un CAGR medio annuo molto più alto sia dello S&P500 che del portafoglio perfetto prima versione.
    Naturalmente si tratta di un portafoglio dinamico, cioè che ruota tra loro gli asset sulla base di regole ferree, quindi nessuna discrezionalità. Anche in questo caso si utilizzano solo ETF.
    Ecco le regole:
    1) l'ultimo giorno di borsa aperta di ogni mese calcolare il momentum a 6 mesi di 14 asset diversi tra loro e ordinarli sulla base del momentum in modo decrescente, scartando tutti quelli con momentum negativo;
    2) tra gli asset con momentum positivo scegliere i primi 6 (quelli con maggior momentum);
    3) tra i 6 rimasti investire in modo equipesato nei 3 ETF con la correlazione media più bassa rispetto agli altri ETF;
    4) alla fine di ogni mese ripetere il tutto partendo dal punto 1).
    Se dopo il punto 1) abbiamo meno di 3 ETF con momentum positivo, lasciare la rimanenza in cash (esempio: se solo 2 ETF hanno momentum positivo, saltare i punti successivi al punto 1) e investire 1/3 del portafoglio in ciascuno di questi due ETF e lasciare 1/3 in contanti).

    Se qualcuno è interessato a come implementare da solo questo portafoglio, mi faccia un fischio che vi spiego come farlo in modo semplice impiegandoci non più di 20 minuti di lavoro al mese.

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    1. Ciao Fabio, se ho ben compreso, nel passaggio alla versione 2.0, utilizzi 14 asset class (ETF) anzichè 3. E' corretto? Per correlazione media, intendi calcolare la correlazione di ciascun ETf rispetto agli altri 13, e farne una media? E poi scegliere, tra 14 risultanze medie, i 3 valori più bassi ? Saluti. Moris

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    2. Sarebbe molto interessante!
      Grazie
      MarcoK

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    3. Ecco le regole.
      1) Universo dei 15 ETF americani su cui ho fatto il backtest (TLT, SPY, QQQ, VNQ, IEF, TIP, VGK, EWJ, SCZ, EEM, RWX, BWX, DBC, GLD, REM). Si possono sostituire con i seguenti ETF quotati sulle borse europee (SXRC, CSSPX, CSNDX, XRES, US7, ITPS, MEUD, SJPA, IUSN, EIMI, EPRA, GAGG, CMOD, SGLD). Tutti ETF ad accumulazione dei proventi. Manca l'ultimo, REM, per il quale non sono riuscito a scovare il corrispondente ETF europeo, ma su Fineco è negoziabile con ISIN US46435G3424.
      2) L'ultimo giorno di borsa aperta di ogni mese calcolare il momentum a 6 mesi di tutti i 15 ETF. Come si fa? Il modo più semplice è utilizzare tradingview.com, piattaforma di trading completamente gratuita. Si imposta il grafico giornaliero per ogni ETF con l'indicatore "Rate of Change" (ROC), settandolo come periodo a 126 giorni (6 mesi) e si annota per ciascun ETF il valore finale. Si scartano subito gli ETF con ROC negativo (momentum assoluto). Si selezionano i primi 6 col ROC positivo più alto (momentum relativo).
      3) Tra i 6 scelti si deve costruire una "matrice di correlazione" (cercate su internet per il significato). Come si fa? Si usa su tradingview.com l'indicatore "Rolling Correlations" sempre settato su una finestra di 126 giorni, si imposta il grafico di ognuno e si annota il valore trovato per ogni asset (si deve indicare il ticker dell'ETF col quale si vuole trovare la correlazione nell'indicatore). Se la matrice è formata da 6 ETF, per ognuno dei 6 ETF alla fine si avranno 5 valori di correlazione con gli altri. A questo punto si devono sommare i 5 valori trovati e dividere per 5 per trovare la correlazione media di ogni ETF con gli altri 5. Si tengono i primi 3 ETF con la correlazione media più bassa e si comprano in chiusura di seduta in maniera equipesata (1/3. 1/3, 1/3), tenendoli fino alla prossima rilevazione.
      4) Si ripetono i punti 1), 2) e 3) ogni ultimo giorno di borsa aperta di ogni mese e si sostituiscono gli ETF nel caso. Si ribilanciano tutte le posizioni solo se un ETF si è discostato dal suo peso ideale (1/3) di più del 10%.
      N.B.: se in un dato mese solo 2 ETF hanno momentum positivo (maggiore di zero), il punto 3) è superfluo e il portafoglio sarà costituito per 2/3 dai due ETF col momentum positivo e per il restante 1/3 da contanti. Se tutti gli ETF hanno momentum negativo, il portafoglio sarà interamente in contanti. Se solo 4 ETF hanno momentum positivo, la matrice di correlazione sarà formata da soli 4 ETF, scegliendo sempre i primi 3 con correlazione media più bassa.

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    4. Ciao Fabio. Ho modificato la lista per avere solo ETF su borsa italiana, ovviamente facendo dei compromessi. Gli ETF finali sono 13 (GAGG, EPRA, CSSPX, CSEMUS, ITPS, EIMI, CSNDX, BBSC, MEUD, US10C, CMOD, SGLD, DGSE) ma non credo siano tutti ad accumulazione. In base alle regole da te spiegate, bisognerebbe comprare stasera o domani BBSC, US10C e DGSE. Saluti.

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    5. Ho fatto un rapido calcolo sui 15 ETF americani e i 3 da investire mi risultano DBC, GLD, REM.

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    6. Ciao Ivano, a me risultano da comprare MEUD, CMOD e SGLD. Sei sicuro di aver settato il ROC e il Rolling Correlations entrambi col valore di 126? Penso tu abbia lasciato il valore di default che è 9 per il ROC e 30 per il Rolling Correlations.

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    7. Ho impostato a 126 ed ho seguito le regole. Con questo non voglio dire che non abbia sbagliato Io...

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    8. Ho sbagliato anch'io. I tre ETF sono BBSC, CMOD e SGLD. Puoi dirmi i 6 ETF che vanno a formare la tua matrice di correlazione? Perchè a me US10C non compare nella matrice, per via del suo ROC negativo a 126 giorni.

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    9. Io ho preso solo i primi 5 (scusate mi sono dimenticato di dirlo). CMOD aveva ROC a 2,12. I miei 5 sono US10 a 3,53; CSSPX a 4,67; CSNDX a 7,62; BBSC a 2,29 e DGSE a 3,49.

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  5. Fabrizio Monge ,analista in ambito finanziario ,sviluppatore di algoritmi,aveva presentato un portafoglio analogo alla versione 2 ,già otto anni fa.
    Venne usato per diversi anni ,unico problema nei momenti di alta volatilità i clienti non reggevano in quanto richiede di attenersi al programma in ogni caso.
    Almeno in base a quanto riferito da consulenti di Fideuram.
    Adesso lavorano su algoritmi e strutture dati sviluppati sempre da Monge e da altri.
    Per curiosità ,Fabio Andrea ,che percentuale sul totale impegni nel portafoglio perfetto,visto che oltre il 90% é in Treasuries?
    Galup

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    1. Non conoscevo Fabrizio Monge, ma se era arrivato al mio stesso risultato già otto anni fa potrebbe significare che l'idea è valida. Attualmente non sto investendo in questo portafoglio perchè sto destinando la quota di portafoglio non investita in Treasuries, in parte al mio sistema RISK ON/RISK OFF e in parte al trading.
      Comunque dai backtest che ho effettuato questo portafoglio è un po' più volatile rispetto ad un 60% azioni, 40% obbligazioni, ma con un drawdown meno della metà.
      Per ridurre ulteriormente la volatilità si potrebbero pesare i 3 ETF sulla base della minima varianza per esempio; io non l'ho fatto perchè altrimenti si verrebbero ad avere troppe negoziazioni nel tempo.
      Un'altra idea, da backtestare però, potrebbe essere quella di ridurre il momentum ad uno o tre mesi quando la volatilità del mercato azionario supera una certa soglia, ed allungarlo ad un anno quando è al sotto di quella soglia.
      Insomma, si può lavorarci ....

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  6. Vi ostinate a guardare il risultato ottimizzando con "backtest" sul passato, quando il futuro sarà certamente diverso, "momentum": ogni indicatore costruito con i prezzi serve a far perdere, esattamente come quello che vede la massa funziona al contrario, il miglior sistema di trading è servire con una piattaforma il cliente con tanta voglia di arricchirsi, con posizione contraria, guadagni sulle commissioni e sulle sue perdite. Rafael

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    1. A vabbè se parliamo del banco che vince sempre sono d'accordo

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    2. E' ovvio che il futuro sarà certamente diverso dal passato, ma il backtest non serve per ottimizzare una strategia di investimento, ma solo per verificare se abbia funzionato nel passato, facendoci così ritenere con un certo livello di confidenza che continui a funzionare anche per il futuro.

      Il fattore momentum è sicuramente l'anomalia di mercato più nota e non l'ho certo inventata io, basti pensare che era già conosciuto in epoca vittoriana. E' stato ampiamente dimostrato che gli asset che hanno fatto bene nel recente passato hanno una probabilità molto più alta di continuare a fare meglio anche in futuro rispetto agli asset che nel passato sono andati male.

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  7. Esattamente Rafael,domani i tassi potranno andare sotto zero come rimanere a 5...
    Il sistema cosiddetto perfetto dal sig.Tomba ,é stato abbandonato anni fa dagli imput di Fideuram perché anche in anni potenzialmente buoni non ha dato i risultati sperati.
    Ora lavorano con "pacchetti" di una azione scelta,al momento Nvidia comprando e vendendo in continuazione su ipervenduto anche 3 volte al giorno,idem su ipercomprato.
    Risultato? Ancora devono recuperare le perdite di Paypal e Beyond Meat ottenute con lo stesso sistema.
    Buona per la banca meno per i clienti...
    In base alle conoscenze dei bagni mariuccia tanto,cari al bimbo,posso dire che è decisamente più facile fare i soldi con il proprio lavoro che con gli investimenti.Se poi parliamo di mettere € 2.000 in Esprinet mi arrendo,lì spendo in una cena con gli amici ai bagno mariuccia.
    Galup

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    1. Galup abbiamo già capito che sei un quaquaraquà. Altrimenti rispondi nel dettaglio invece di fare il pesce in barile. Ad esempio, dove le mettiamo 2000€ invece che in esprinet? Per un investimento nel lungo, non per tradare un rimbalzo o roba simile.

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    2. Pensare che i tassi possano rimanere "in eterno" al 5% significa non aver capito una mazza di come gira il mondo ....!
      Nel mio piccolo, su questo sito, sono anni che tento di spiegare perchè non sia possibile .... evidentemente purtroppo c'è qualcuno che proprio non ci arriva ....

      Di quel sistema hai fatto il backtest? Perchè se lo avessi fatto avresti visto che è in particolare nei momenti cattivi che sovraperforma il mercato, sottoperformando, è vero, nei momenti buoni anche se non di molto, il che è ovvio visto che è diversificato su tre asset poco correlati.

      Non esistono risultati "sperati" ma solo sistemi diversi d'investimento, i migliori dei quali che cercano di ottimizzare il rapporto rischio/rendimento. Sempre se avessi fatto il backtest avresti potuto constatare che quel sistema migliora di molto lo Sharpe e il Sortino ratio rispetto ad un buy and hold sullo S&P500, ma solo sul lungo periodo, quindi su un periodo almeno pari ad un intero ciclo economico. Se quelli di Fideuram lo hanno abbandonato è perchè devono inseguire la performance "accontentando" quei clienti che vorrebbero magicamente guadagnare in ogni periodo, suggerendo sempre nuovi prodotti miracolosi .... devono guadagnare anche loro no? Io invece non devo guadagnare niente e ti dico che invece quel sistema funziona.

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  8. .. e "dove li mettiamo .." forse è il caso di tenerceli ben stretti e non farceli fregare dopo averli guadagnati con il duro lavoro, l'alternativa è capire come funziona il furto legalizzato della "compravendita" di qualsiasi attività di "carta in cambio di denaro", ad esempio cosa fa muovere i prezzi .. chi sono gli attori ..
    https://www.youtube.com/watch?v=ixUmD2ktGAk&t=77s
    .. finché non si capiscono queste cose, siamo appunto tutti quaquaraquà..
    Rafael

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    1. Galup, esempio di intelligenza all'italiana, grazie per l'"idiota" mille volte grazie, ebbene andate a quel paese.
      Rafael

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  9. Ivano che mi dà del quaquaraquá è come il bue che dà del cornuto all'asino.
    Circa dove mettere i 2.000 euro,non é attento ,gli ho risposto : in una cena con amici.
    Galup

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    1. Allora hai sbagliato blog. Quello che cerchi tu si chiama giallo zafferano. O cookaround, vedi tu.

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  10. Sarebbe auspicabile che nell'opposizione su questo blog si evitasse di recare disturbo, adottando un approccio che escluda argomenti ad hominem e che promuova critiche costruttive. Seguo questo blog da molti anni, per lo più in silenzio, cercando di trarre spunti per ulteriori approfondimenti. Purtroppo, dai due anonimi, non riesco a ottenere nulla di interessante. Siete liberi di commentare, ma tenete presente che il vostro comportamento equivale a bullismo e rappresenta una perdita di tempo.

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    1. Personalmente sono d'accordo con Max. Questa acredine è fastidiosa alla lunga.
      Io sui treasury ho ridotto esposizione da tempo più o meno in pareggio, pur leggendo il blog. Voglio dire, ognuno fa le proprie scelte, informandosi da più fonti.

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  11. Sempre in ottica parcheggio in attesa di tempi migliori, cosa ne pensate delle obbligazioni CDP 2029 (5% fisso per i primi tre anni) e della prossima asta BOT a 12 mesi? Vi fidate dell'Italia o girate alla larga? Io un pensierino sul 12 mesi ce lo farei, 4% con tassazione al 12,5 non è male

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    1. Sia in USA che in Italia non conviene andare su scadenze lunghe. Alle brutte ti riprendi i soldi in 12 mesi + interessi. Il top sarebbe il 1, 3, 6 mesi USA, che da il 5,5%...

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    2. Il CDP 2029 per i primi 3 anni rende il 5%, gli ultimi 3 tasso euribor + 0,90%. Nell'informativa scrivono che non é garantito dallo Stato.

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    3. ...Cito:
      "Al via il collocamento di nuove obbligazioni di Cassa Depositi e Prestiti destinate al mercato retail. L’offerta pubblica di sottoscrizione delle obbligazioni CDP, non subordinate e non garantite dallo Stato, partirà martedì 7 novembre e sarà destinata alle sole persone fisiche residenti in Italia."
      https://www.cdp.it/sitointernet/page/it/cdp_al_via_emissione_obbligazionaria_destinata_al_pubblico_retail?contentId=CSA45111#:~:text=Al%20via%20il%20collocamento%20di%20nuove%20obbligazioni%20di%20Cassa%20Depositi%20e%20Prestiti%20destinate%20al%20mercato%20retail.%20L%E2%80%99offerta%20pubblica%20di%20sottoscrizione%20delle%20obbligazioni%20CDP%2C%20non%20subordinate%20e%20non%20garantite%20dallo%20Stato%2C%20partir%C3%A0%20marted%C3%AC%207%20novembre%20e%20sar%C3%A0%20destinata%20alle%20sole%20persone%20fisiche%20residenti%20in%20Italia.

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    4. Non è tanto la mancanza di garanzia che non mi convince, quanto la scadenza lunga. Meglio il BOT a 12 mesi oppure, come diceva Ivano, un 3/6 mesi USA (possibilmente disponendo di un conto in dollari)

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    5. Comunque Wise paga la liquidita' in dollari quasi il 4%

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  12. Sulla base dell'intervento di Moris che potete trovare nei commenti qui: http://www.borsole.it/2023/09/dollar-index-correlazione-con-s.html#comment-form sulla creazione di uno screener azionario personalizzato e rifacendomi a risultati di backtest di investitori trovati in rete, mi sembra di notare che tanto più i parametri adottati per la scansione riguardano la pura valutazione e basta, tanto meglio fanno come rendimento complessivo della strategia le small cap, mentre man mano che ci si sposta verso parametri di pura qualità aziendale, tanto meglio vanno la big cap. Ho considerato solo il rendimento e non la volatilità del portafoglio. Forse un giusto compromesso tra sottovalutazione e qualità dei fondamentali aziendali potrebbe essere dunque applicato al mercato delle mid cap? (aziende con capitalizzazione tra i 2 e 10 miliardi di dollari).

    Senza analizzare per forza tutti i bilanci aziendali, o costruirsi parametri da aggiornare costantemente su fogli excel o, peggio ancora, abbonarsi a qualche servizio di screener a pagamento, secondo voi non è possibile arrangiarsi per la cernita delle aziende con screener gratuiti? (mi vengono in mente finviz e chartmill). E se sì, come settereste i parametri?

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    1. Ciao Fabio. Per risolvere questo problema ho deciso di lavorare solo sullo STAR. Praticamente e' come se qualcuno facesse gia' la cernita per te. Per le azioni americane uso Finviz, cercando le aziende con PE basso, che poi passo al setaccio sui bilanci. Ma e' un metodo imperfetto. Quando ad esempio ho scoperto che Footlocker era svalutata dell'80% sul minimo di 14$, il treno era gia' passato...

      Un altro modo e' osservare azioni che precipitano per vedere se effettivamente sono in bancarotta oppure il mercato e' irrazionale. BTI e WBA sono un esempio, ma ancora sono sopravvalutate.

      Nello STAR poco a poco molti prezzi stanno tornando alla ragione. Ma il momento e' irrazionale, ed entrare ora su titoli sottovalutati puo' portarli piu' giu' nell'eventuale panico.

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    2. Io ho provato a crearmi uno screener su finviz impostando parametri piuttosto restrittivi per scansionare solo le aziende di qualità con buoni fondamentali. Poi provo ad aggiungere a questo universo parametri come P/E, P/S, P/B ecc. per cercare anche la sottovalutazione e restringere ancor più il campo. Per le aziende che rimangono cerco di stimare il fair value e mi concentro solo su quelle con prezzo al di sotto del fair value come minimo di almeno il 20%.

      Anche questo sistema è imperfetto, perchè non è assolutamente detto che un'azienda per esempio il 40% sotto il FV non possa scendere ancora di prezzo.

      Solo a titolo informativo, tu come entri in posizione? Con l'analisi tecnica? Al massimo quante posizioni detieni? Utilizzi l'equipeso come size? Fissi livelli di stop loss, trailing stop e take profit?

      Poi il problema più importante per me sul quale volevo sentire il tuo parere. Fatto 100 il capitale da investire su questa strategia, se trovi solo due occasioni d'investimento in un dato momento (e quindi utilizzi il capitale per 10), del rimanente 90 che cosa ne fai? Lo lasci in cash o nel frattempo lo investi in qualche altro asset?

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    3. Ho provato anche io con parametri più stringenti però mi sono accorto che alla fine quando andavo a vedere bilanci tanta solidità non c'era. Io compro aspettando almeno il 30% di sottovalutazione, ma poiché come dici te non vuol dire che il titolo non scenda ancora, uso tre modi di entrata. Analisi tecnica per l'entrata su titoli in chiara caduta libera, che devono fermarsi e ripartire. Su certi titoli invece compro sotto il FV e basta, perche' sono aziende inaffondabili. Che ne so, se Coca cola va sotto del 20-30%, me ne frego dell'analisi tecnica e compro. Infine, su titoli buoni ma che possono svalutarsi molto oppure no, divido in tre la posizione ed entro 30% 50% e 80%. Se il titolo gira gia' dopo una o due acquisti, entro con gli ultimi in base all'analisi tecnica.

      La liquidita' resta se non hai alternative, altrimenti bond. Dipende anche dal momento. Ora ho bond e liquidita' perche' il 6 mesi rende il 5,5,%, ma non so mai quando un titolo che segue crolla per comprarlo. So solo che siamo vicini al periodo di acquisti.

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  13. Vorrei sapere cosa ne pensa, di questi 2 link a proposito delle valute fiat, grazie.
    https://andreacecchi.substack.com/p/100-anni-di-quintilioni
    https://www.youtube.com/watch?v=gWwGMKOUbpw

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    1. Penso due cose: la prima é che non hai messo neanche un nickname, la seconda che questi professano l'iperinflazione, quindi solo l'oro ci puo' salvare e loro lo vendono...

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  14. Pensieri sull'inflazione .....
    In futuro oscillerà ancora intorno all'1,5% come nell'ultimo decennio, oppure sarà molto più alta? Impossibile dirlo con certezza. Personalmente credo che sarà però molto più imprevedibile e oscillerà in modo molto più selvaggio nei prossimi vent'anni e questo è tutto ciò che conta per i portafogli macro globali.
    Esaminiamo i fattori che determineranno l'inflazione in futuro, tenendo presente che esiste una grande differenza tra l'inflazione strutturale (orizzonte di 5-10 anni) e il ciclo inflazionistico (6-12 mesi a venire).
    I fattori strutturali dell’inflazione includono, tra gli altri, la demografia, la globalizzazione, la lotta tra lavoro e capitale e le politiche energetiche.
    Il ciclo dell’inflazione a breve termine è invece principalmente guidato dalla stampa di moneta da parte dell’economia reale (credito e fiscale).

    1) Demografia, deglobalizzazione e lavoro contro capitale (strutturale)
    Ci sono due scuole di pensiero: una demografia debole è disinflazionistica (abbassa i tassi di crescita organica e di consumo mentre aumenta la propensione al risparmio) o inflazionistica nel lungo periodo (la scarsità di manodopera qualificata porta a salari più alti, gli anziani spenderanno di più a causa degli ammortizzatori sociali più elevati per l’assistenza sanitaria, ecc.).
    Penso che entrambi abbiano in qualche modo ragione se si applica il giusto contesto: viviamo in un’economia globalizzata.
    In questo contesto è chiaro che gli ultimi 10-20 anni hanno visto una perfetta confluenza di forze disinflazionistiche: l’indebolimento demografico nei paesi sviluppati ha generato condizioni disinflazionistiche e abbiamo risolto il problema della scarsità di manodopera delocalizzando la produzione in Cina, che nel frattempo aveva beneficiando di un’ampia disponibilità di lavoratori a basso costo. Un ottimo cocktail per la disinflazione: demografia debole dei mercati sviluppati e manodopera asiatica a basso costo esternalizzata. Ma ecco il problema: questa combinazione non ci sarà più. La rapida inversione demografica cinese e una spinta marginale verso la de-globalizzazione implicano che le economie dei mercati sviluppati non saranno più in grado di accedere nella stessa misura a un bacino crescente di manodopera a basso costo. Ciò costringerà i mercati sviluppati a delocalizzare parte della produzione e, a margine, ad aumentare i salari per i lavoratori domestici qualificati scarsamente disponibili: un certo impatto è già visibile. Le contro argomentazioni qui sono due:
    a) le industrie manifatturiere e cicliche che sperimenteranno scarsità di manodopera rappresentano una piccola percentuale del mercato del lavoro complessivo e questo perché ...
    b)… viviamo in un mondo guidato dalla tecnologia e questa tendenza è destinata a continuare.
    La tipica azienda americana che negli anni '90 aveva bisogno di 8 dipendenti per generare 1 milione di dollari di ricavi, ora ne ha bisogno solo di 2. E la lotta tra capitale e lavoro non fa ben sperare per il potere di contrattazione salariale.
    L’economia di oggi è molto meno intensiva in termini di manodopera e meno sindacalizzata rispetto agli anni ’90.
    Nel complesso, la mia opinione qui è che la magica combinazione di fattori disinflazionistici favorevoli che abbiamo sperimentato negli ultimi due decenni non si ripeterà in futuro e l'inflazione strutturale sarà un po’ più alta, ma non dimentichiamo che vivremo ancora in un mondo globalizzato e guidato dalla tecnologia.
    In altre parole: in futuro l’inflazione sarà molto meno prevedibile.
    CONTINUA

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  15. CONTINUAZIONE

    2) Politiche energetiche (strutturali)
    Il tentativo di raggiungere la transizione energetica sarà sicuramente una forza inflazionistica netta per i prossimi 1-2 decenni. È piuttosto semplice: man mano che i politici penalizzeranno (leggi: tasseranno di più) le industrie che producono Co2 in eccesso, l’economia costringerà in qualche modo i paesi a "decarbonizzare" ma, stranamente, nella fase iniziale della transizione il mondo continuerà a consumare combustibili fossili i cui prezzi al netto delle tasse saranno più alti. Oltre a ciò, la transizione a zero emissioni richiede una quantità notevolmente maggiore di materie prime verdi (ad esempio il rame), che è un settore sotto investito. L’offerta e gli investimenti nelle materie prime verdi richiedono tempo, mentre l’incremento della domanda sarà improvviso: il risultato probabile è che i prezzi delle materie prime dovranno in qualche modo aggiustarsi al rialzo, alimentando così le pressioni inflazionistiche. Le contro argomentazioni qui sono che la transizione a zero emissioni richiederà molto più tempo e sarà molto più blanda del previsto, e che le ipotesi odierne sulla quantità necessaria di materie prime verdi non tengono conto della tecnologia: probabilmente troveremo modi più intelligenti per generare lo stesso output con meno input.
    La mia opinione qui è simile alla storia demografica: la transizione a zero emissioni sarà inflazionistica netta, ma la volatilità dell’inflazione sarà il cambiamento chiave.

    3) Stampa di denaro (ciclica)
    Le banche centrali non stampano forme di moneta inflazionistiche: lo fanno le banche commerciali (credito) e i governi (deficit).
    Questo è il motivo per cui anni di QE non hanno fatto nulla all’inflazione, ma invece un esercizio di stampa di moneta dell’economia reale concertato a livello globale nel 2020-2021 ha risvegliato la bestia dell’inflazione: abbiamo stampato moneta dell’economia reale attraverso deficit massicci e creazione di credito e l’inflazione si è puntualmente manifestata nel 2022.
    Successivamente la minor stampa di moneta nell’economia reale ha riportato al successivo trend disinflazionistico che abbiamo visto finora nel 2023.
    Ora si dice che l’inflazione complessiva tenderà intorno all’1% solo a giugno del prossimo anno, con un’inflazione core annualizzata intorno al 2-2,50%: la Fed avrà la sensazione che il lavoro sia finito.
    Un’inflazione al 2% sembra impossibile per i sostenitori del “nuovo paradigma dell’inflazione”, ma ciò non coglie un punto chiave.
    Potremmo anche avere un’inflazione media del 3-4% nei prossimi due decenni (strutturale), ma la maggiore volatilità dell’inflazione potrebbe facilmente tradursi in una maggiore disinflazione nel 2024 (ciclica).
    Non vanno confuse le tendenze strutturali a lungo termine con il ciclo inflazionistico a breve termine!

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    1. Disamina interessante Fabio, grazie per il contributo. Tuttavia non sarei molto d'accordo sull'eziologia della bolla inflattiva post pandemica, a mio parere un combinato disposto di inflazione da offerta causata da distruzione della capacità produttiva (lockdown), suicidio assistito del sistema economico produttivo (guerra+green) e speculazioni varie, a vari livelli. Non esattamente un caso di helicopter money insomma

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    2. Sicuramente il ciclo inflazionistico di breve post pandemia è stato unico e diverso dai precedenti.

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  16. Si potrebbe pensare che il più grande investitore di titoli del Tesoro americani sia la FED, ma non è così. La Fed ha svolto un ruolo enorme solo nel 2020-2021, ma si tratta di un’eccezione attribuibile agli enormi programmi di QE legati alla pandemia. In realtà oltre il 70% dei flussi netti di acquisto nei mercati del Tesoro sono attribuibili a fondi pensione, gestori patrimoniali, banche, compagnie assicurative e investitori stranieri. Tra gli investitori stranieri circa 1/3 dei flussi di acquisto è rappresentato da banche centrali straniere.
    Perchè acquistano obbligazioni?
    Principalmente per i seguenti due motivi:
    1) le obbligazioni possono fungere da stabilizzatore del portafoglio quando le attività rischiose subiscono un duro colpo;
    2) i rendimenti reali garantiti dalle obbligazioni sono sufficientemente elevati da aiutarli a raggiungere i loro obiettivi di rendimento e allo stesso tempo a coprire il rischio di tasso di interesse. Le compagnie di assicurazione e i fondi pensione gestiscono passività di lunga durata come assicurazioni sulla vita o contributi pensionistici da pagare in 30-40 anni.
    È buona pratica immunizzare il rischio di tasso di interesse da queste passività lunghe con attività a lunga durata: obbligazioni a 30 anni, ad esempio.
    Si pensa che la correlazione azioni/obbligazioni sia sempre stata negativa, ma da uno studio che ho fatto su più di 100 anni di storia mi sono accorto che in realtà è spesso positiva, in particolar modo nei periodi in cui l'inflazione core è superiore al 3% e particolarmente volatile, proprio come nel 2022. Ciò ha senso: se l’inflazione core è elevata e imprevedibile , le banche centrali faranno molto per inasprire la politica monetaria in modo aggressivo e riportare la situazione sotto controllo. Con una stretta aggressiva, i mercati obbligazionari subiranno una svendita e contemporaneamente le valutazioni azionarie subiranno un duro colpo: correlazione positiva, rendimenti azionari e obbligazionari scarsi.
    Invece, le obbligazioni mantengono la loro correlazione negativa con le azioni solo se l’inflazione core scende prevedibilmente al di sotto del 3%. E anche questo ha senso: una volta che l’inflazione core rientra nella zona di comfort della Banca Centrale, un forte calo delle azioni o dei mercati del credito sarà visto come destabilizzante per l’economia e le Banche Centrali attribuiranno più valore al loro lato del mandato di crescita del mercato del lavoro e verranno in soccorso abbassando i tassi.
    Oggi l’inflazione core è al 4%, con il trend sottostante a 6 mesi che ha già raggiunto il 3%. La storia dimostra che al di sotto del 3% potrebbe verificarsi nuovamente la tanto ambita correlazione negativa tra azioni e obbligazioni.
    Se ciò accadesse, le obbligazioni diventerebbero una risorsa molto appetibile per i principali acquirenti di titoli di Stato.
    La combinazione di un asset a lunga scadenza che immunizza il rischio del tasso di interesse, offre un rendimento elevato e protegge i portafogli in caso di prelievo azionario è una proposta irresistibile per i grandi investitori del mercato obbligazionario.
    Se le cose si mettono male, i mercati obbligazionari registreranno un rally in previsione dell’allentamento della Banca Centrale: questa è la correlazione negativa tra azioni e obbligazioni tanto amata dagli investitori istituzionali!

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    1. Da come scrivi suppongo tu sia Fabio.
      Stavo riflettendo su come disinvestirò gli ETF legati ai Treasuries. Guardando al passato, quando i tassi erano prossimi allo zero si presentavano buone occasioni, ma quale strategia adottare nel caso in cui i tassi non dovessero raggiungere lo zero?

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    2. L'unico tasso che la Fed tiene sotto controllo è R-star (o r*) https://en.wikipedia.org/wiki/Neutral_rate_of_interest

      E' un tasso che non può essere osservato direttamente ma deve venir stimato. Sul sito della Fed di New York https://www.newyorkfed.org/research/policy/rstar la sua stima attuale è di 0,88%.
      E' un tasso di particolare importanza perchè è essenzialmente un indicatore di politica monetaria; quando i tassi reali a breve sono al di sopra di R-star (come in questo periodo storico) la politica monetaria della Fed può considerarsi restrittiva, altrimenti è espansiva.

      Nella storia tutte le volte che la Fed ha voluto far ripartire l'economia è stata costretta a riportare i tassi reali a breve al di sotto di R-star.

      Considerato che il taglio medio per far fronte ad una recessione nella storia è sempre stato tra i 5 e i 5,5 punti percentuali, ritengo che la Fed sarà costretta a ridurre i tassi sui Fed Funds tra lo 0 e lo 0,25%, portando i tassi reali a breve in negativo.

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    3. Carissimi,
      bentrovati.
      Ho terminato l'ultima esercitazione su un'arte a me cara, la spannometria ;)
      mi risulta un PIL USA nel 3° trim 2023 al +5.2%, dopo il +2.1% del 2° trim e un altro +1.3% al 1°trim.
      Il rincaro dei prezzi USA ad ottobre 2023, anno su anno, era dalle parti del +3.5%.
      Mentre il PIL manteneva impegnati i fattori della produzione (braccia e menti comprese) e bassa la disoccupazione, l'inflazione dava una "botta" di sostenibilità al gigantesco debito a stelle e strisce.
      Pare che la spesa pubblica abbia un qualche ruolo nell'egemonia militare e strategica tanto cara dalle parti di Washington DC.
      E che un peso non trascurabile di cotanto debito, attraverso quella tassa silenziosa chiamata inflazione, sia sulle spalle di gente fuori paese, che ne beneficia poco e nulla, fintanto che i BRICS non troveranno un'altra valuta di riserva mondiale.
      Metti che il principale avversario nel globo terracqueo non se la passi benissimo: il capitalismo occidentale non è tutto rose e fiori ma il dirigismo pechinese non scherza, quando si tratta di allocazione efficiente dei capitali. Un esempio, a caso: EVERGRANDE. Milioni di alloggi ad alveare vuoti, dove nessuno vuole andare ad vivere e "grande" sembra la misura del disastro. Si è fatto PIL a produrli, magari si farà altro PIL a demolirli, una sorta di elicopter money in salsa oriente.
      Aggiungi l'inverno demografico dopo la genialata del figlio unico.
      La massa di giovani istruiti che cercano un impiego adeguato.
      Ingegneri, avvocati, medici ecc. ecc. sono ostinati, non vogliono festeggiare la laurea in campagna, a piantare le cipolle.
      Per finire, sembra che il muro della discordia, tra USA e Messico non sia per quelli da nord diretti a sud.
      C’è qualcosa di attrattivo in direzione opposta.
      Cosa potrà mai essere?
      ps1.
      se trovate un libro sulle peripezie di chi fugge da NewYork per riparare a Bejing, usatemi una cortesia, scrivetemi.

      ps2.
      la FED ha proprio urgenza di muoversi ?
      Se bastasse sorvegliare, e basta?
      E lasciare per un po' tutto così com'è.....

      sempre vostro,
      Moris



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    4. La regola numero 1 dei banchieri centrali è dimostrare di avere sempre il controllo della situazione per non perdere la faccia.
      Finchè potranno lascieranno tutto così com'è ..... poi interverranno come unici salvatori ..... sigh!

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  17. Sono rientrato e rieleggendo noto "Galup, esempio di intelligenza all'italiana, grazie per l'"idiota" mille volte grazie, ebbene andate a quel paese.
    Rafael"
    Dove avrei dato dell'odiota a Rafael?
    Anonimo Galup

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    1. lunedì 30 ottobre 2023 alle ore 10:20:00 CET

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    2. Trovato,grazie.Rileggendo nuovamente l'articolo,non posso che confermare il mio punto di vista,con buona pace dei catastrofisti.
      Intanto é uscito il dato sulla fiducia dei consumatori USA : 110,7 (previsto 103,8 ,precedente 101,0).Purtroppo sono questi i dati che il mondo guarda,il sistema si basa su questo,ignorando sperduti analisti sparsi per l'orbe terraqueo,che magari hanno ragione( é tutto taroccato?) ma con valenza zero.Mentre qui si attende il panico ,la catastrofe ci sta passando davanti il più grande periodo toro dell'azionario.
      Al momento questa é la realtà,poi nel lungo periodo saremo tutti morti...
      Anonimo Galup

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    3. Lo so, cieli blu infiniti, soprattutto a Natale

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    4. Dai che “questa volta è veramente diverso”, non è conveniente esitare, che la moltiplicazione dei pani e dei pesci sia con tutti noi, conviene prendere il treno dei desideri e salire alla prima stazione, per diventare finalmente ricchi ..
      “La guerra è un gran giro de quattrini che prepara le risorse pe li ladri de le borse ..” ~ Trilussa

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  18. Ti ho forse soppravalutato?Dai una replichetta così non è da te,argomenta meglio.
    Auguri di un Natale sereno e di un 2024 ricco di soddisfazioni a tutti.

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  19. Buone Feste a Tutti. Scusate non ho visto il blog per tre giorni che stiamo tutti con l'influenza.

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    1. Intanto con le aspettative di futuri tagli dei tassi ,i Treasuries hanno recuperato,peccato che gran parte del recupero é vanificato dall'apprezzamento del dollaro che ha bucato 1,11...
      Molto meglio il matusalemme austriaco 2120,il gilt 3,5 % 45 ed anche il Btp 4,5% 37 che tra poco venderò.
      Cieli blu infiniti...al momento ,e nubi all'orizzonte non se ne vedono
      Anonimo Galup

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    2. Io guarderei dove sta andando il franco svizzero più che il dollaro...

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    3. Cari borsoliani, bentrovati !!!!
      Dopo il richiamo al franco svizzero,
      una curiosità spannometrica:
      chi avesse collocato un gruzzoletto sotto la mattonella elvetica, magari pensando ai nipotini (beato chi li ha) nel lontano 1988, dopo 35 anni, per l'effetto combinato del cambio valutario e dell'apprezzamento dello SMI (Swiss Market Index), si troverebbe a gestire un 15x, senza muovere un dito e soprattutto sonnecchiando.
      Nel durante, immagino i nostri patemi a schivare crisi, guerre, pestilenze, recessioni, abituati come siamo a navigare tra Usd, Eur, Yen, Renmimbi, GBp ecc. ecc.
      buona continuazione di festività a tutti :)
      Moris

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    4. Sono 5 anni che il franco svizzero si apprezza, e allora?
      Quale sventura apocalittica vedi in questo?
      Galup

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    5. Niente, il cambio a 0,92 non crea nessuno squilibrio tranquillo.

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  20. Di solito trovo gli articoli di intermarketandmore troppo ovvi ,ma questo è interessante ,potrebbe preannunciare una situazione critica.
    Cosa si inventeranno per tenere in piedi la baracca?
    https://intermarketandmore.finanza.com/risparmi-debito-e-reddito-prodotto-un-leading-indicator-per-il-mercato-97569.html
    Galup

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  21. Aspettando la neve che non arriva(arriverà quando dovrò rientrare...) ho riletto i vari interventi e mi ha colpito quello di Gino Fighetti del 25/09/23 dove malediva il momento che ha seguito il consiglio di Mazzalai ed ha comprato Tresuries (certo timing sbagliato...forse anche il "prodotto").
    Premesso che anche io sono incastrato con il 2,5% 2045,ma non con percentuali oltre il 25%, ho fatto dei conti per vedere a che valori avrei recuperato considerato il prezzo del Treasury e il €/$.
    Buona parte del recupero fatto ultimamente dal Treasury é in gran parte vanificato dalla debolezza del dollaro (mangio in €... sigh), e se uno nota vede chiaramente che é la norma .
    Per esempio il 9/06/20 avevamo il Treasury a $ 119,55 con il cambio a 1,1387,
    il 4/01/21 il Treasury era a $ 119,69 e il cambio a 1,2270.
    Il tutto la dice lunga sulle possibilità di recupero.
    Poi certo se il Treasury torna a $ 120 e il cambio va a 0,90.
    Non sono un sognatore.
    Il timing mi ha fregato,certo bisognava comprarli due mesi fa,ma dopo é più facile...
    Intanto coi BTP ,i Gilt e il matusalemme 2120 sono in guadagno,perdo sul Treasury dove purtroppo ho investito di più.
    Senza dimenticare cosa ha fatto l'azionario ...ah già dimenticavo crollerà tipo 29 e ci vorranno 20 anni per riprendersi...
    Galup
    p.s. In merito al franco svizzero sono tranquillissimo.

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    1. A parte che definire un cambio a 1,09 "debolezza del dollaro" denota una totale mancanza di comprensione finanziaria, continuiamo a parlare del nulla. Il nulla di un crollo che non c'è, senza considerare che il rischio è alto. E uno che capisce e ci mette i soldi, ragiona in termini di rischio/beneficio in base ai dati, non di puttanate che sente o legge.

      Purtroppo non posso pretendere che tutti capiscano, visto che è un dato di fatto che la maggior parte delle persone non ha i mezzi cognitivi per arrivarci.

      P.S. Mazzalai aveva detto di comprare BTP al 5%, ed anno fa quando c'era il "fate presto" e stavano all'8% ma questo ovviamente non se lo ricorda nessuno...

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    2. Quindi se uno non ti dà ragione non ha comprensione finanziaria,e non ha mezzi cognitivi per arrivarci...
      Tu che invece hai i mezzi cognitivi cosa hai combinato ?
      Vedo solo una delle visioni più strampalate in ambito finanziario e un ossessione del complotto perenne e la classica superbia di reputarsi superiore e depositario del verbo.
      Galup

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    3. Non è darmi ragione, è non capire una strategia dopo averla spiegata 1000 volte. Significa che non ci arrivi. Col senno di poi sono tutti bravi a dire che i mercati sono saliti. Differente è decidere di giocare in difesa in momenti critici del match. La visione strampalata si chiama macroeconomia comunque.

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  22. Perfetto,l'hai spiegata mille volte,ma ,almeno da quando frequento il blog,non hai detto cosa ti ha spinto ad adottarla,quali dati,che cosa ti ha spinto a metterti sulla difensiva attendendo uno tsunami ?
    A fronte del fatto che per salvare le banche regionali la FED sta mettendo in pista 20 miliardi di $ a settimana (a settimana!),non pensi che la tua strategia potrebbe non essere premiante in quanto possono calciare in avanti il barattolo finché vogliono .
    Tassi nuovamente a zero? Magari! Visto il risultato ,temo,che non rifaranno lo stesso errore,e forse si fermeranno a 2/2,5.
    Mi dirai,saranno costretti a farlo.
    Secondo me da come stanno gestendo la baracca,potrebbero farlo (forse) solo in caso di un imprevisto veramente colossale (tipo Covid).
    Se questo fatto si verifica domani,tra un anno avrai visto giusto,ma potrebbero anche passare anni e stare sempre sulla difensiva al 2,5% in una valuta con cui non mangiamo ,con il debito dello stato più potente del mondo ma con un debito ormai fuori controllo, non è il massimo.
    Galup

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  23. Le tre azioni citate hanno abbondantemente sovraperformato le tue Esprinet quindi con un stop loss aggiornato guadagnavi qualcosa, e saresti al riparo dal crollo epocale prossimo venturo che aspetti da 6 anni.
    Circa il fatto che mi contraddico ti sbagli ,sono solo preoccupato e dovresti esserlo anche tu essendo a quanto pare detentore di Treasuries,in quanto mi chiedo fino a quanto i gringos potranno aumentare il loro debito trovando la fiducia da chi se lo vorrà ancora accollare.
    Chiunque legge capisce facilmente che dal 2018 con una parte di azionario USA avrebbe fatto più che con le cedole,molto di più.
    Magari tra altri 6 anni starai (staremo) ancora aspettando il cataclisma .
    Dal 2018 c'è stato il Covid evento devastante ed imprevisto ,però hai visto come é andata,altro che 20 anni per recuperare, e intanto da quando sei sulla difensiva di anni ne sono già passati 6 e questo é un dato certo.
    Chiaramente non potevi sapere cosa sarebbe successo,come nessuno,ma ti ostini a difendere una visione che al momento ha dato risultati risibili ,sei un moderno Hiroo Onoda.
    Galup

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    1. Niente, è proprio come dicevo: se uno non ci arriva non ci arriva, c'è poco da fare.

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  24. Adesso il meme su internet è paragonare il market cap dei magnificent 7 USA (12 trilioni). É il triplo del PIL della Germania. É unvalore più grande di qualsiasi mercato azionario del mondo aldifuori degli USA. Rappresentano quasi 1/3 dello SP500 e del valore azionarii americano. ok.
    Ma a parte questi dati mostruosi, perchè non si discute del potere di queste aziende che sono più grandi dei singoli stati?
    Entriamo nell'era della AI, un cambio epocale, ed é tutto nelle mani di queste superpotenze americane...

    un caro saluto
    ~ praya ~

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    1. Buongiorno a tutti,
      prima o poi,
      scherzando ma non troppo,
      per mettere effettivamente "a terra" scelte di politica economica internazionale,
      i vari G7, G8, G20....potranno diventare G7plus, G8plus, G20plus,
      chiamando al tavolo le nuove 7 sorelle.
      I summit soltanto politici ricordano le riunioni condominiali di Fantozzi, sorrisi e pacche sulle spalle prima e dopo, tanti ceffoni nel durante....i sistemi economici dei vari paesi non sono isole, sono interconnessi dir poco, e chi fa da tramite sono proprio le multinazionali, oltre ai rapporti bilaterali ufficiali; quando qualcosa esiste nella realtà (lecita), è meglio che il suo ruolo e punto di vista sia esplicito. Nelle tornate elettorali votano soltanto i cittadini, le aziende non eleggono direttamente rappresentanti ma poi "ti lavorano ai fianchi" h24, il ruolo economico alla base dei lobbisti non va mai in ferie.
      Un esempio, se scegli la transizione energetica da fonti fossili come obiettivo globale, i cittadini-consumatori esprimono i politici al tavolo e sono metà della faccenda; di pari importantanza sono le imprese che devono rivoluzionare prodotti/processi per trasformare i sogni di "Greta" in realtà.
      A presto.
      Un saluto a ognuno,
      Moris

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    2. Avete notato che ben 4 aziende delle magnifiche 7 non distribuiscano dividendi, mentre i dividendi delle altre 3 non superino l'1% annuo?

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    3. Meno dividendi più crescita di solito. Conosci altre teorie a riguardo?

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    4. Esatto. Ci sono 5 possibilità per allocare l'utile conseguito: 1) reinvestirlo nel core business per far crescere la società; 2) fare fusioni o acquisizioni; 3) ripagare il debito esistente; 4) riacquistare le azioni proprie; 5) distribuire un dividendo. Una sesta possibilità potrebbe essere tenerlo momentaneamente in liquidità, in attesa di allocarlo in una delle cinque. Qual è l'opzione migliore? Dipende dal costo/opportunità, il che significa valutarne il miglior utilizzo sulla base delle possibili alternative. Per esempio se un'azienda ha un elevato margine lordo e un ritorno sul capitale investito molto alto, probabilmente l'opzione più sensata dovrebbe essere quella di reinvestire gli utili nell'attività esistente, per far lavorare i soldi a un tasso di rendimento elevato, ma anche quella di acquisire un'azienda che opera nello stesso settore per esempio per eliminare un concorrente. I riacquisti di azioni proprie potrebbero essere efficaci a multipli di valutazione bassi e/o se la società negozia al di sotto del valore intrinseco, mentre la diminuzione del debito potrebbe essere opportuna quando il costo del denaro è elevato. Allo stesso tempo, un dividendo ha senso quando il titolo viene scambiato a multipli elevati o al di sopra del valore intrinseco o in mancanza di altre alternative. Tutti i tipi di allocazione degli utili potrebbero escludersi l'un l'altro ma anche coesistere. Certo è che se gli utili non distribuiti possono essere reinvestiti nell'attività esistente con rendimenti accettabili, questa è sempre l'opzione migliore.

      La conclusione che si può trarre da questa premessa è che "fino a che un'azienda ha la possibilità di crescere, distribuire dividendi non è mai la soluzione più efficiente". Prima di attirami l'ira di qualcuno ci tengo a precisare che esistono ottime società che distribuiscono lauti dividendi in crescita anno su anno, ma sono quasi sempre operanti in settori maturi con scarse possibilità di crescita a multipli elevati, per cui distribuire un dividendo ha senso, in mancanza di alternative.

      CONTINUA


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    5. CONTINUAZIONE

      Tanti anni fa, alla domanda di quali aziende quotate in borsa mi piacerebbe essere proprietario, stilai una lista di nomi e poi le analizzai. Oltre a evidenziare che avevano buoni numeri dal bilancio, scoprii che possedevano tutta una serie di fattori in comune, quali ottime prospettive di crescita future, capacità di innovazione, esperienza del management, posizione di leadership di mercato, capacità di marketing, globalizzazione, business sostenibili, conoscibilità dei marchi, fiducia da parte dei consumatori ecc., caratteristiche che non si possono vedere dai bilanci. Parafrasando Nicholas Taleb, l'elemento principe che le accomunava era lo "skin in the game" o, italianizzando e come le chiamo io, si trattava di imprese a "conduzione familiare" nel senso che il/i fondatori dell'azienda lavorava all'interno dell'azienda gestendola personalmente; altre volte i gestori erano i membri stessi della famiglia che possedeva la maggioranza del capitale o comunque manager scelti da uno zoccolo duro di azionisti di maggioranza di lunga data. Ecco, questo tipo di gestori quasi sempre fanno la scelta giusta per l'azionista circa la gestione dell'utile e le performance di borsa del titolo lo dimostrano. I proprietari che lavorano nell'azienda solitamente hanno una vera passione per la propria attività e non hanno paura di lavorare al di fuori del normale orario d'ufficio. La gestione è più snella e meno burocratizzata e soprattutto la governance è migliore perchè un manager esterno, in particolare quando ha troppo potere, può operare per il proprio tornaconto e in palese conflitto di interesse con quello della società, mentre l'interesse del proprietario è sempre allineato con quello degli investitori esterni. Gli imprenditori proprietari agiscono come fossero investitori e guardano al lungo termine, attraggono un azionariato stabile, mirano alla sopravvivenza e quindi ad un basso indebitamento, hanno un accesso più facile al finanziamento, fanno fusioni e acquisizioni meno rischiose, hanno un lungo know-how industriale e fanno allocazioni di capitale più intelligenti.

      Zuckerberg, Bezos, Musk e Buffett sono lì a dimostralo.

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    6. Vorrei far notare che al momento iniziano a comparire aziende che danno un lauto dividendo e sono sottovalutate. Ma bisogna stare attenti che il dividendo sia sostenibile. Un esempio concreto era WBA: azienda a fair-value, dividendo alto ma difficilmente sostenibile, che infatti è stato tagliato per metà.

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    7. Carissimi, bentrovati.
      Quanto avete scritto è musica per le mie orecchie, sembra di sentir WarrenBuffet....in lingua italiana ;) Il sottinteso, per dare un senso alla sesta ipotesi di Fabio (distribuzione di un dividendo) deve esistere un adeguato EPS a sostegno, a sua volta riscontrato da un buon FCF, per sgombrare il campo da magheggi contabili (rettifiche/valutazioni di comodo di attivi/passivi). Per distribuire ricchezza bisogna crearla. In modo continuo, se pure il dividendo deve durare.
      Nel mio piccolo mondo di formichina finanziaria, osservo l'andamento di EPS e FCF negli ultimi 10 anni, per farmi un'idea sulle possibilità di crescita di un business e di come abbia operato il management. Difficile infilare 10 buoni risultati, in crescendo, per puro caso. E' più facile che si tratti di un buon business e che i capiazienda ci sappiano fare.
      Se siamo in presenza di una perdita (EPS negativo) e viene distribuito comunque un dividendo, oppure il suo ammontare eccede l'utile conseguito (elargendo riserve, capitale proprio, soldini presi a prestito) NON mi avvicino.
      Non è soltanto un momento NO per il business, dal mio punto di vista, c'è pure di mezzo un management che, in una fase delicata, non fa l'interesse aziendale di lungo periodo, e quindi neppure il mio di piccolo azionista.
      Nasconde qualcosa di antipatico sotto al tappeto; per non veder messo in discussione il suo emolumento, si confermano dividendi non sostenibili.
      Ragiono così, non me ne vogliate.
      Per chiudere, con un eventuale surplus nella generazione di cassa, valuterei l'unificazione del punto 2) e del punto 4), presenti nella disamina di Fabio; si può fare buyback e utilizzare la "carta" per fare shopping; i proprietari delle aziende acquisite diventano nuovi azionisti senza incrementare il flottante; con un vincolo di lock-up aumentano le partecipazioni stabili, diminuisce la "carta" in giro, non sono danneggiati gli azionisti precedenti.
      Un caro saluto.
      Moris

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    8. "Se siamo in presenza di una perdita (EPS negativo) e viene distribuito comunque un dividendo, oppure il suo ammontare eccede l'utile conseguito (elargendo riserve, capitale proprio, soldini presi a prestito) NON mi avvicino." Stai attento: a volte buone aziende hanno un ruolino sui dividendi che non possono non mantenere (tipo dividend king/aristocrats) perché un anno è andato male.

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    9. Ciao Ivano,
      comprendo il senso del tuo ragionamento ma, visto il mio vincolo di capitale, potendo inserire al massimo 20 posizioni nello stockpicking, scelgo di essere drastico nel metodo di selezione. Per l'esempio da te prospettato cercherei di diluire il rischio attraverso un PAC, da affiancare allo stockpicking, su uno strumento come questo:
      WisdomTree Global Quality Div. Growth UCITS ETF USD Acc
      IE00BZ56SW52
      in questa tipologia, è l'unico che abbia trovato ad accumulazione e quindi fiscalmente efficiente,
      la sua diversificazione è così ampia che se qualcuno esagera con il ruolino sui dividendi: pazienza :)
      saluti,
      Moris

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    10. Mi viene in mente la storia di Autozone, società americana rivenditrice di ricambi per auto. L'azienda, nata nel 1979, veniva costantemente data per spacciata dagli analisti ma, ancor oggi, è viva e vegeta e continua a far crescere i suoi guadagni come un orologio! Autozone non ha mai pagato dividendi e molto probabilmente non lo farà mai. Invece riacquista costantemente azioni proprie. Le azioni in circolazione si sono ridotte da 154 milioni del 1998 a soli 17 milioni di oggi. Ciò ha comportato una massiccia crescita degli EPS, passati da 0,19 nel 1990 a 142 oggi, nonostante venga ancora scambiata a livelli di P/E di 19, accettabili rispetto al mercato. L'efficiente allocazione del capitale non è passata inosservata dai concorrenti, tanto che O'Reilly sta effettuando le medesime allocazioni di capitale di Autozone.

      Se creare valore per gli azionisti è = a rialzo del prezzo delle azioni nel lungo termine, bene EPS e FCF in aumento Moris, ma non si può prescindere dai multipli di valutazione. Una grande azienda sopravvalutata potrebbe rivelarsi un cattivo investimento se i multipli di valutazione si contraggono. Questo è quello che è successo, ad esempio, a Intel e Microsoft al culmine della bolla delle dot-com. Entrambe le aziende non hanno restituito nulla agli azionisti per più di 10 anni perché i loro multipli P/E si sono contratti da 50 a 15 nonostante la continua crescita degli utili.

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    11. C'è anche un libro molto interessante https://www-amazon-it.translate.goog/Outsiders-Unconventional-Radically-Rational-Blueprint/dp/1422162672/ref=asc_df_1422162672/?tag=googshopit-21&_x_tr_sl=en&_x_tr_tl=it&_x_tr_hl=it in cui l'autore evidenza in maniera chiara come società con identici risultati operativi ma diversi approcci all'allocazione del capitale possano produrre risultati a lungo termine molto diversi per gli azionisti.

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    12. In merito all'efficienza fiscale degli ETF ad accumulazione menzionata da Morris, non ho potuto trovare informazioni dettagliate sulla verifica se l'emittente effettivamente paghi o meno le tasse sui dividendi prima di reinvestirli. Avete notizie in proposito? Nel caso in cui l'emittente reinvestisse l'importo netto dei dividendi, potrebbe essere preferibile per qualcuno optare per un ETF a distribuzione, consentendo così di reinvestire autonomamente i dividendi dove meglio crede.
      Ciao,
      Max

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    13. Ciao Max, la tassazione dei dividendi percepiti dall'ETF dipende dal domicilio dell'ETF, nella fattispecie dagli accordi di tassazione tra il Paese del domicilio dell'ETF e quello in cui le azioni che pagano dividendi sono domiciliate. Per esempio un ETF domiciliato in Irlanda paga il 15% di tasse sui dividendi da azioni americane. Un ETF domiciliato in Lussemburgo paga invece il 30% sugli stessi dividendi. Se l'ETF è ad accumulazione, quel che resta dopo aver pagato le tasse sui dividendi viene reinvestito dall'ETF. Se invece l'ETF distribuisce i dividendi c'è un'ulteriore tassazione, il cui ammontare dipende dalla residenza e dalla tipologia dell'investitore: per l'investitore privato italiano il reddito da dividendi percepiti è un reddito di capitale e viene tassato al 26%.

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    14. Caspita, quindi, se non ho capito male, la distribuzione dei dividendi viene decurtata per ben due volte, cioè prima tassando l'emittente e poi l'investitore privato che li percepisce.
      Pertanto non c'è dubbio sull'efficienza fiscale degli ETF ad accumulazione.
      Grazie Fabio

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    15. Esatto Max e ti dirò di più facendo un esempio. Supponiamo che tu, investitore privato italiano, percepisca 100 $ di dividendo da Coca Cola, nota azienda americana di bevande. L'imposta sui dividendi negli Stati è del 15%, pertanto il netto che percepirai è 85 $. Ora bisogna distinguere attraverso chi percepirai gli 85 $. Se li percepisci attraverso un intermediario italiano (esempio hai il conto titoli presso Fineco), il 26% di tassazione in Italia è applicato al "netto frontiera", cioè su 85 $. Ma se hai il conto titoli presso un intermediario non residente (esempio Interactive Brokers) il 26% verrà applicato al "lordo frontiera" e cioè sui 100 $. Nel primo caso la tassazione totale ammonterà al 37,1% (100x15%=85; 85x26%=22,1; 85-22,1=62,9 $ di provento netto), mentre nel secondo a ben il 41% (15%+26%) con un provento netto di 59 $. Ora è vero che tra Stati Uniti e Italia vige una convenzione contro le doppie imposizioni, che ti consente di richiedere all'Agenzia delle Entrate il rimborso delle imposte pagate all'estero (il 15%), ma la procedura è talmente macchinosa e complessa che quasi nessuno lo fa. Il tram tram non è ancora finito però, perchè nel caso fossi riuscito ad ottenere i tuoi 15 $ di rimborso, questi ultimi andrebbero a loro volta riassoggettati ad imposta sostitutiva del 26% in Italia, dovendoli dichiarare nel quadro RM dell'Unico, sempre che l'Agenzia delle Entrate non intervenga direttamente nella riscossione dell'imposta. Quindi di quei 15 $ di rimborso te ne resterebbero solo 11,1.

      Ora la maggior parte dei residenti privati italiani percettori di dividendi esteri americani si trova con i 62,9 $ di dividendi netti in tasca. Cosa fa? O li spende o li reinveste nello stesso titolo. Se consideriamo che l'utile d'esercizio, col quale vengono pagati i dividendi, fa parte delle voci "patrimonio netto" del bilancio, significa, in estrema sintesi, che il dividendo esce al valore di "libro", viene decurtato di ben il 37,1% come imposte, e rientra nella stessa azienda Coca Cola, che ha un p/b di 9,83. Cioè esce ad 1 (ma per via delle tasse te ne ritrovi solo 0,629) e rientra a quasi 10 volte quel valore. Quindi, e concludo, è come se a quei 37,1 $ di tassazione ne aggiungessi altri 9,83 (per aver pagato 9,83 qualcosa che costa 1), per una tosata complessiva di ben il 46,93% (37,1 + 9,83).

      Ecco perchè, secondo me, fino a che si è giovani e si è ancora in fase di accumulo del capitale, investire in aziende che distribuiscono dividendi per reinvestirli nelle stesse aziende non è una soluzione ottimale dal punto di vista fiscale ma, al limite, potrebbe diventarlo nel caso i dividendi si consumassero.

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    16. Io ritengo che anche se si è più in là con gli anni non abbia senso puntare solo sul dividendo. Una società che cresce molto rende di più, e la vendita di parte delle azioni per fare cassa è soggetta comunque a tassazione.

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    17. Buongiorno a tutti,
      sul lato efficienza nell'impiego dei capitali propri da parte di un 'impresa, la prima opzione è l'autofinanziamento, se il business può essere implementato ulteriormente. In seconda battuta, si possono ripagare i "debiti" e ridurre questo tipo di esposizione; se c'è altro capitale in eccesso, si comincia a restituire capitale agli azionisti; per ragioni fiscali è più conveniente utilizzare il bayback piuttosto che la distribuzione di dividendi. In termini di efficienza, sarebbe l'ultima opzione da considerare, a meno che sia impresa che percettore di dividendo siano in una situazione da paradiso fiscale. Domanda1, a livello fiscale, in Italia, la distribuzione di uno script dividend, attraverso la distribuzione di azioni anzichè contante, come si configura ? Domanda2, oltre a UK e forse l'Australia, conoscete altri paesi dove non si apllica un'aliquota fiscale in partenza, ai dividendi delle imprese residenti? Se ho ben compreso, sulle imprese fiscalmente residenti in Gran Bretagna e quotate allo LSE, per i dividenti percepiti si paga "soltanto" il 26% in Italia.
      Grazie.
      Saluti.
      Moris

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    18. Ciao Moris, la distribuzione di un dividendo in azioni anzichè in contante si configura come un aumento gratuito di capitale per il percipiente. Le nuove azioni ricevute gratuitamente si aggiungono a quelle delle stessa categoria già possedute e poichè il costo unitario delle azioni di ciascuna categoria si ottiene dividendo il costo complessivo delle azioni per il loro numero, l'aumento gratuito di capitale non origina reddito imponibile, ma fa decrescere il valore unitario dei titoli.

      Anche a me risulta che solo Regno Unito e Australia non applichino una ritenuta alla fonte sui dividendi distribuiti dalle imprese residenti in quei paesi. In Europa questa ritenuta ha invece un ammontare diverso a seconda del paese: è bassa in Grecia (10%) e abbastanza alta in Svizzera e In Portogallo (35%).

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    19. Molte grazie Fabio; abbassando il prezzo di carico di tutta la partecipazione nel titolo coinvolto, trattasi in buona sostanza di imposta differita, al momento della futura eventuale vendita. In fase di accumulo, quando non serve un dividendo monetario, sarebbe bello poter sempre optare per questa soluzione. Saluti. Moris

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  25. Un interessante TED di Robert Gordon sul tema della crescita economica. Fa riflettere sul concetto che "è sempre cresciuta" e su come questa verità abbia ragioni che potrebbero non essere ripetibili o così frequenti in futuro. Il video è del 2013.

    https://youtu.be/PYHd7rpOTe8?si=Mqo-yVI_3IMF7Hzb

    Buon weekend
    Max

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  26. Ogni tanto mi piace guardarli.

    https://www.tradingview.com/x/htt0W0cS/

    Nel grafico vediamo il future sui T-Note a 10 anni con il COT (Commitment of Traders), cioè le posizioni aperte dai diversi operatori finanziari nei derivati che scommettono sul titolo di stato americano a 10 anni. In verde abbiamo i Large Speculators, i quali scommettono fortemente su ulteriori ribassi dei prezzi di questo titolo. Siamo a livelli record di short degli ultimi 10 anni. Poiché i prezzi di questi titoli sono inversi ai tassi, gli speculatori stanno in pratica scommettendo in massa su ulteriori rialzi dei tassi.

    Come si vede, la situazione è simile a quella del 2018 (freccia rossa). Allora il tasso sui Fed Funds scese di quasi 1,8 punti percentuali in meno di un anno (freccia blu del terzo grafico) smentendo le scommesse al rialzo dei grandi speculatori. Nello stesso tempo i futures sui T-Note a 10 anni ebbero un rialzo di poco meno del 20% (freccia blu del primo grafico). Per realizzare lo stesso calo del 2018-2019, oggi (freccia verde) i rendimenti sui Fed Funds dovrebbero raggiungere circa il 3,25%, scendendo dai livelli a cui sono adesso. Ma visto il livello record del COT, potrebbero scendere anche sotto il 3%.
    E la Fed non potrebbe farci proprio nulla ....

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  27. Buongiorno a tutti,

    consiglio questo video del Prof. Coletti sulle obbligazioni a lunga scadenza con in regalo un bel file excel per calcolare le percentuali di guadagno/perdita al variare dei tassi e/o valuta:
    https://www.youtube.com/watch?v=i0iZN8FwCTk&t=2062s
    Spoiler: il Prof non da così scontata una diminuzione dei tassi.
    Un saluto a tutti

    Gabriele

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    1. Sono diversi a pensare che i tassi non scenderanno, anzi... Io invece penso che ora si fermeranno finchè le cose non precipiteranno. Lo stesso che fecero nel 2008. Vedremo. Intanto il cash lo pagano dal 3,8 a 5,5%, niente male.

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    2. Carissimi,
      bentrovati.
      Un grazie a Gabriele per la segnalazione del video, l'ho trovato interessante. Ben fa Coletti a raccomandare prudenza, tra investitori e scommettitori si dovrebbe sempre poter vedere la differenza :) In ogni caso, come ricordato da Ivano, il contante, impegnato a breve, è talmente ben pagato rispetto all'inflazione attuale che, anzichè puntare tutto sulla roulette della discesa a valanga dei tassi, basterebbe acquistare brevi scadenze e impegnare sulle lunghe durate i proventi.
      Così mi regolo io negli ultimi anni.
      Per pigrizia, non ho aperto conti deposito, ho messo in ptf BTP Italia e reivesto le cedole (più recupero dell'inflazione) su asset come i matusalemme austriaci, i lunghi del tesoro Usa al 2050 ecc. ecc.
      cordialità,
      Moris

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  28. "Finché le cose non precipiteranno".
    Dopo il covid abbiamo avuto tutta una serie di eventi che avrebbero potuto far precipitare la situazione ma non é avvenuto:FTX,Credit Suisse,banche regionali USA ed Evergrande,niente ,in un modo o nell'altro sono riusciti a tenere in piedi la baracca.Come sono state risolte le su scritte crisi dimostra che non stanno facendo lo stesso errore del 2008.
    C' é chi sostiene che i dati economici sono tutti manipolati,ma é la versione ufficiale che viene seguita e non le farneticazioni di qualcuno perso per il globo terraqueo .Europa recessione scampata,USA economia a palla,questo dicono e questo (anche se non è vero) é.
    Non so come si possa pensare che i tassi torneranno prossimi allo 0.
    Hanno visto i risultati e faranno di tutto per evitarlo,anche perché non sono incapaci e o psicopatici come qualcuno ,che sbarca il lunario in questo modo ,sostiene.
    Galup

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  29. Anche oggi : https://scenarieconomici.it/crisi-banche-usa-new-york-community-bancorp-crolla-su-dati-di-bilancio-insoddisfacenti/
    e dall'oriente https://www.reuters.com/markets/japans-aozora-bank-forecasts-first-annual-net-loss-since-2009-2024-02-01/
    ma il sistema sembrerebbe non risentirne...mah.
    Per la cronaca in un intervista Crastes il boss dei fondi H2O (quello che ha riempito i fondi con illiquidi tutti comprati dal bankster Lars Windhorst )ha dichiarato di essersi posizionato short a leva su dollaro e Treasuries...

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  30. Euro dollaro a 1,0788 ma per i detentori di Treasuries , che mangiano in euro come sempre tutto vanificato dal 30nale a 73,89 meno 2,31%.
    Tutte le volte che il dollaro si rafforza i Tresuries perdono .
    Intanto trimestrali big tech USA da paura che lanciano Amazon +9,15% Metá + 20,32% ...molto difficile.
    Galup

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    1. Da paura, infatti tutte queste società stanno licenziando a più non posso.

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  31. Per un investitore di lungo periodo che voglia utilizzare un sistema di investimento trend following, l’utilizzo della media mobile a 200 giorni è sicuramente il modo più semplice ed efficace per determinare se siamo in una fase di trend oppure no. A livello pratico funziona così: se il prezzo dell’asset sottostante chiude sopra al livello della SMA a 200 gg si compra l’asset perché la tendenza è considerata rialzista, se chiude sotto si vende perché la tendenza cambia in ribassista.

    Per il solo fatto di utilizzare questo semplice sistema di trend following, nel lungo periodo si farà meglio di qualsiasi investitore “buy and hold”, perché durante i grandi drawdown (che possono arrivare fino ad oltre il 50% per l’azionario) saremo fuori dal rischio.

    Tuttavia è anche vero che seguire pedissequamente le indicazioni date dalla SMA a 200 gg porta ad incappare in diversi falsi segnali, specialmente frequenti durante le fasi laterali di mercato, che sono il prezzo da pagare nell’usare questa strategia di investimento. I falsi segnali dati dall’ utilizzo di qualsiasi media mobile possono essere di due tipi: tipo 1) il sistema fa uscire dal mercato e fa rientrare ad un prezzo più alto di quello della precedente uscita; in questo caso non si perdono soldi (si pagano però le commissioni di entrata ed uscita) ma semplicemente si rinuncia al rendimento, dal livello di uscita a quello nel quale siamo rientrati, che avremmo invece avuto nel caso fossimo rimasti investiti; tipo 2) il sistema fa entrare nel mercato e successivamente fa uscire ad un prezzo più basso di quello della precedente entrata. In questo, oltre al pagamento delle commissioni di entrata ed uscita, è presente un reale perdita monetaria, che avremmo potuto evitare se fossimo rimasti investiti.

    Poco cambia se anziché usare come segnale la SMA a 200 gg si adopera la SMA a 10 o 12 mesi o qualsiasi tipo di incrocio di medie mobili (molto utilizzato l’incrocio tra la SMA a 50 gg e quella a 200 gg). I falsi segnali purtroppo non possono essere evitati. E’ possibile filtrare un po’ di rumore di mercato cercando di ritardare leggermente l’input del segnale, utilizzando come nuovo segnale d’ingresso e di uscita il superamento del prezzo di almeno il 3% rispetto alla SMA a 200 gg; quindi se prezzo di chiusura > valore SMA 200 gg x 1,03 si entra e se prezzo di chiusura < valore SMA200 gg x 0,97 si esce. Il 3% funziona bene per il mercato azionario americano, mentre per mercati più volatili è necessaria una percentuale di soglia più elevata. Quest’ultimo sistema consente di ridurre di molto i falsi segnali, ma non di evitarli completamente.

    CONTINUA

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  32. CONTINUAZIONE

    Poiché il mercato azionario è fondamentalmente lo specchio dell’andamento economico del paese in cui si investe, allo scopo di filtrare ulteriormente i falsi segnali, alcuni autori hanno proposto soluzioni innovative basata sul fatto che se abbiamo i mezzi per giudicare se l’economia sta entrando o uscendo da un periodo di recessione, sapremo quando attivare o disattivare il trend following. Il funzionamento del sistema è il seguente: quando la strategia segnala una recessione, ci rimettiamo a seguire il segnale dato dalla SMA a 200 gg (o SMA 10 mesi) per confermarla, altrimenti rimarremo long sul mercato indipendentemente da ciò che il prezzo ci dice. L’efficacia di questi sistemi si basa sull’esame di uno o più indicatori economici che siano stati fortemente predittivi delle recessioni passate. A titolo di esempio ecco gli indicatori maggiormente utilizzati per gli Stati Uniti: 1) tasso di disoccupazione + sua SMA a 12 mesi: la recessione è segnalata se il tasso di disoccupazione sale sopra alla SMA a 12 mesi; 2) variazione anno su anno delle vendite reali al dettaglio e nei servizi di ristorazione: la recessione è segnalata se l’indicatore scende sotto lo zero; 3) variazione anno su anno della produzione industriale: attivato se scende sotto allo zero; 4) variazione anno su anno dei rilasci dei permessi di costruzioni di nuove unità abitative private: attivato se scende sotto al valore di – 16; 5) sottoindice della leva finanziaria nazionale della Fed di Chicago: segnala recessione se sale sopra lo 0,5; 6) rendimenti del tesoro a 10 anni – rendimenti del tesoro a 3 mesi, spread proiettato in avanti di 6 mesi: segnala recessione dopo 6 mesi da quando è diventato negativo. Un indicatore composito si attiva quado anche solo uno dei precedenti indicatori economici segnala recessione. Questi sistemi sono tutti stati elaborati prima del 2022 ed hanno dimostrato di funzionare bene sui dati passati. Poi è arrivato il 2022, anno atipico nel quale hanno perso sia i mercati azionari che quelli obbligazionari e il sistema non ha più funzionato. Infatti nel 2022 nessun indicatore economico ha segnalato recessione e quindi il trend following basato sulla SMA a 200 gg non si è mai attivato. Gli investitori che seguivano il modello sono dunque rimasti investiti per tutto l’anno sulle azioni, subendo un drawdown di circa il 25%. E poco importa se poi la recessione non c’è effettivamente stata e lo S&P 500 ha recuperato tutte le perdite portandosi ai nuovi massimi odierni, perché se fosse avvenuto il contrario nuove e più ingenti perdite sarebbero state ulteriormente accumulate.

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  33. CONTINUAZIONE

    Ecco il motivo del perché il mio indicatore Risk on/Risk off, che avevo presentato a suo tempo su borsole, non si basa esclusivamente su elementi macro, ma tiene conto di ben altre quattro variabili.

    Più di recente ho letto di altri autori che, a seconda dei livelli dello spread 10Y-3M sui titoli del tesoro, erano in grado di classificare in quale regime di mercato fosse il ciclo economico. Tali studi sono però proprietari (e per usufruirne bisogna sganciare qualche migliaio di dollari all’anno), quindi non sono in grado di condividere con voi le loro conclusioni.

    Tuttavia ho reputato interessante la loro idea di classificare il ciclo economico per fasi al fine di decidere se stare dentro o fuori dal rischio, perché molto meno basata sull’efficienza di un singolo valore di dati. In tal senso sono riuscito ad elaborare anch’io un sistemino che reputo niente male, facile da utilizzare da soli e che vi regalo.

    Funziona basandosi su due dei più importanti indici economici per gli Stati Uniti. 1) Il PMI nei servizi, visto che l’economia americana si basa per i 2/3 sul settore dei servizi e 2) il tasso di disoccupazione. I dati dei due indici vengono rilasciati mensilmente e riguardano il valore del mese precedente. Possono essere visualizzati gratuitamente su un grafico di tradingview digitando USSPMI per 1) e UNRATE per 2). Per ognuno dei due indici, sempre su tradingview, vanno caricate le rispettive SMA a 3 mesi e SMA a 12 mesi. Quello che ci interessa non è il valore assoluto di USSPMI o di UNRATE ma solo la differenza tra i valori delle due medie mobili (spread) e il loro posizionamento.

    CONTINUA

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  34. CONTINUAZIONE

    Se si usa come indice USSPMI: A) SMA a 3 mesi < SMA a 12 mesi; 1) se SI e lo spread tende ad allargarsi (diventa cioè un numero più grande di mese in mese), segnala CONTRAZIONE; 2) se SI e lo spread tende a restringersi (diventa un numero più piccolo), segnala RECUPERO. B) SMA a 3 mesi > SMA a 12 mesi; 1) se SI e lo spread tende a restringersi, segnala RALLENTAMENTO; 2) se SI e lo spread tende ad allargarsi, segnala ESPANSIONE.

    Se si usa come indice UNRATE: A) SMA a 3 mesi < SMA a 12 mesi; 1) se SI e lo spread tende ad allargarsi, segnala ESPANSIONE; 2) se SI e lo spread tende a restringersi, segnala RALLENTAMENTO. B) SMA a 3 mesi > SMA a 12 mesi; 1) se SI e lo spread tende a restringersi, segnala RECUPERO; 2) se SI e lo spread tende ad allargarsi, segnala CONTRAZIONE.

    Può essere utilizzato uno o l’altro dei due indici economici. Il trend following si attiva solo nelle fasi di rallentamento, contrazione e recupero, mentre nella fase di espansione si sta sempre investiti in azioni senza seguire i segnali del trend following (SMA a 200 gg con filtro del +/- 3%).

    Questo indicatore di ciclo economico ha funzionato perfettamente anche nel 2022, anno in cui non si è avuta alcuna recessione economica e il l’indicatore composito non ha funzionato.

    Ho provato a confrontare i suoi risultati col mio RISK ON/RISK OFF relativamente agli ultimi 3 anni e questi sono i risultati. A) RISK ON/RISK OFF: segnale di uscita da SPX (S&P500) attivato il 1/12/2021; segnale di rientro in SPX attivato il 28/2/2023 e tuttora in azioni; B) Indicatore di ciclo economico: segnale di uscita da SPX attivato il 22/2/2022; segnale di rientro in SPX attivato il 1/2/2023 e tuttora in azioni.

    Come si può facilmente vedere esaminando il grafico di SPX con SMA a 200 gg, il RISK ON/RISK OFF e l’indicatore di ciclo economico con filtro trend following SMA a 200 gg modificata, non hanno dato nessun falso segnale negli ultimi tre anni, a differenza dell’utilizzo di una semplice SMA a 200 gg e dell’indicatore composito di recessione.

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  35. Ciao Fabio,
    molte grazie per le strategie proposte e le analisi da cui originano. Immagino che tali modelli di investimento utilizzino strumenti come ETF sull'S&P500. Una volta operativi, basta una sana disciplina con verifiche mensili dei parametri. Rispetto ai vantaggi, l'impegno temporale necessario è ragionevole. Una scelta a metà strada tra il TRADING ed il VALUE INVESTING, dove si individuano attività economiche profittevoli e si resta investiti a prescindere, anzi si approfitta dei periodi No per incrementare le posizioni; finchè gli utili e i flussi di cassa giustificano lo stock picking iniziale. In conclusione, trovo affascinante questa voglia di conoscere, approfondire, studiare per migliorare.
    Un saluto a tutti i lettori e al padrone di casa.
    A presto.
    Moris

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  36. Visto come sta andando ,credo che sia ormai assodato che le BC (Fed in testa) possono continuare ad alimentare il mostro (cioè la bolla monetaria e tutto ciò che ne consegue in fatto di mercati finanziari drogati) per tutto il tempo che vogliono, stoppando sul nascere ogni possibilità di crisi,(vedi banche regionali USA)con buona pace di chi si è caricato di Treasuries sognando tassi a zero ,ed equity giù per 20 anni...
    Il panico ,il cigno nero,l'armageddon possono attendere.
    Al momento è così.
    Galup

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    1. Quanto vivi male. Succede a chi fa le cose senza sapere cosa sta facendo.

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    2. Sei tu che vivi male ,non hai concluso nulla nella vita e ti arrabatti.
      Hai cannato le previsioni e speri (invano) che scoppi il panico .
      Il tuo continuo astio lo dimostra,auguri sinceri.

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    3. Siamo sicuri? Guarda la differenza tra te e Fabio ad esempio. Lui posta idee per investire riducendo il rischio, tu piangi da tre anni per un investimento a lungo termine che nella peggiore delle ipotesi ti ridarà il capitale investito + interessi + apprezzamento della valuta. Io vivo benissimo, all'aria aperta, sereno, e da qualche mese stanno anche spuntando titoli sottovalutati da comprare. Meglio di così.

      Leggi bene l'ultimo sistema di Fabio. Evitare i falsi segnali sulla SMA a 200gg (che sarebbe circa il ciclo annuale/biennale) è l'uovo di colombo del trading... non so se funziona ma metterei le energie in quello.

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    4. Vero. Ho eseguito il backtest sull'intero grafico dello S&P 500 e il sistema é ancora valido. Sto pensando di integrarlo nel mio PAC, aumentando le quote al segnale d'ingresso. Per quanto riguarda i Treasuries, penso che possano rimanere lì il tempo necessario, poiché alla fine dell'anno si sono dimostrati una soluzione migliore rispetto al tenere il corrispettivo sul Libretto Postale.
      Saluti,
      Max

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  37. Fabio ,sempre interessante,ogni tanto propone sistemi vecchi di anni,tipo quello dell'ing.Monge a cui lui dice di esserci arrivato da solo, e non ho dubbi che sia così.Vedere mio intervento del 3 novembre.
    2015 +5,6% ,2016 +6,3%, 2017 +5,6% ,2018 -5,14% ,2019 + 13,27% , 2020 + 5,87%, 2021 +9,55%, 2022 -13,4% , 2023 + 9,2 % fa quasi il 40% usando due soli ETF azionario globale 40% e obbligazionario globale 60 % ribilanciandoli una sola volta all'anno.
    Ci sarà di meglio ma è semplice e non ci pensi .
    Trading sull'azionario dove è tutto manipolato dai derivati...?

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  38. Per concludere il discorso sul trend following iniziato precedentemente vi indico come ho deciso di comportarmi quando il sistema è RISK OFF (fuori dal rischio).

    Abbiamo visto che durante le fasi RISK ON (dentro al rischio) è preferibile rimanere totalmente investiti in azioni, visto che questo è l’asset più performante di tutti nel lungo periodo. Ma dove investire durante le fasi RISK OFF? Devo subito dire che quasi tutti gli autori di opere su questo argomento si sono limitati a scrivere di investire in asset sicuri, tipo i titoli di Stato americani, senza mai specificare però con precisione su che comparto della curva dei tassi posizionarsi. Così possiamo vedere consigliati, a seconda dell’autore, titoli a medio termine, lungo termine, breve termine o addirittura contanti. A mio modo di vedere il motivo di questo comportamento è duplice: 1) nonostante i bassi rendimenti, i titoli di Stato americani continuano a rappresentare una preziosa copertura durante i crolli delle azioni, perché il loro comportamento è ancorato all’effetto “flight to quality”, che porta gli investitori ad ammassarsi nell’asset obbligazionario e nella valuta considerati più sicuri in tempo di crisi; 2) è da più di 40 anni che i rendimenti dei titoli di Stato sono in diminuzione per cui tutti i bond, indipendentemente dalla scadenza, ne hanno beneficiato vista la loro correlazione negativa col mercato azionario.

    Fatta questa doverosa premessa mi ero quasi convinto che, durante le fasi RISK OFF, non ci fosse quindi più di tanta differenza tra la scelta se detenere un ETF di bond e breve termine o uno a più lungo termine, dato anche il periodo piuttosto limitato della durata di queste fasi.

    Poi un giorno, leggendo il libro “The hedge fund edge” di Mark Boucher, mi sono imbattuto nel “Modello di trading obbligazionario di Heine” (P.S.: ancora oggi non capisco perché passi per modello di trading, visto che nella peggiore delle ipotesi si fanno 2 operazioni l’anno). Richard Heine è un gestore di portafogli e il suo modello spiega in maniera chiara come gestire un portafoglio obbligazionario, sovraperformando il buy and hold su un ETF come BND (ETF che replica l’indice Bloomberg US Aggregate Bond) e, soprattutto, riducendo gran parte dei rischi associati alle obbligazioni. La strategia obbligazionaria di Heine mira a combinare tra loro i due mantra cruciali dell’investimento obbligazionario e cioè, “non andare contro il mercato” e “non combattere la Fed”. Inoltre permette di evitare con successo i periodi di rendimenti negativi delle obbligazioni, dovuti in particolare ai momenti di tassi in aumento come il 2022. Riducendo al minimo il rischio di tasso di interesse, la strategia consente di ridurre significativamente la volatilità del portafoglio obbligazionario e quindi il potenziale di ribasso. Il modello obbligazionario di Heine tiene conto di due variabili principali: a) il movimento del prezzo delle obbligazioni; b) indicatori macroeconomici.

    CONTINUA

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  39. CONTINUAZIONE

    Ecco come funziona il modello e come lo applico io. Nei momenti RISK OFF supponiamo di dover decidere su quali asset difensivi posizionarci. L’universo degli ETF candidati è costituto da SHY, IEI, IEF, TLH, e TLT che coprono tutte le scadenze lungo la curva dei rendimenti statunitensi (per gli ETF negoziabili in Italia si scelgano i corrispondenti). 1) Al fine di determinare l’investibilità di ciascun asset dell’universo si confronti il prezzo (p) di ognuno dei 5 ETF con la loro SMA a 24 settimane (naturalmente su grafico settimanale); se p > SMA 24 settimane segna 1, se p < SMA 24 settimane segna 0; 2) se prezzo dell’ indice Dow Jones Utility Average (DJU su investing.com) è > di SMA a 10 settimane segna 1, altrimenti segna 0; 3) se il rendimento dei titoli del Tesoro americani a lungo termine (US10YT=X su investing.com) è < a SMA a 6 settimane segna 1, altrimenti segna 0; 4) se il rendimento dei titoli del Tesoro americano a breve termine (US3MT=X su investing.com) è < a SMA a 6 settimane segna 1, altrimenti segna 0; 5) se il prezzo dell’indice delle Commodities (DJCI su investing.com) è < a SMA a 20 settimane segna 1, altrimenti segna 0; 6) se il punteggio dei precedenti 5 punti è 3 o superiore, allora l’asset obbligazionario dell’universo è investibile, altrimenti viene scartato; 7) tra gli asset investibili vengono scelti i primi 2 equipesati (50/50) scelti sulla base del maggior slancio relativo; 8) ripetere il processo ogni settimana e riequilibrare di conseguenza; 9) se nessuno dei 5 asset risulta investibile, si passa a scegliere tra uno dei due asset di riserva (TIP o BIL) scegliendo quello con la slancio relativo più alto e lì si alloca il 100% del capitale; 10) se solo un asset risulta investibile, investire il 50% del capitale in quello e il rimanente 50% nel migliore tra BIL e TIP.

    CONTINUA

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  40. CONTINUAZIONE

    N.B.: la scelta tra i due asset investibili si basa su quelli col miglior slancio relativo (punti 7 e 9). Heine si limita ad affermare questo senza indicare il tipo di slancio da utilizzare. Poiché la strategia va ripetuta una volta la settimana (vedrete comunque che nella maggior parte dei casi non si dovrà effettuare alcuna modifica), ho deciso di utilizzare uno slancio di breve periodo (grafico giornaliero dell’ETF su tradingview, usando come indicatore 13612W e scegliendo i 2 col numero più alto; 13612W è un tipo di momentum che applica una media ponderata allo slancio a 1 mese, 3 mesi, 6 mesi e 12 mesi, dando maggiore enfasi ai periodi a più breve termine secondo questi pesi 12/19 slancio a 1 mese, 4/19 slancio a 3 mesi, 2/19 slancio a 6 mesi, 1/19 slancio a 12 mesi).

    N.B.: visto i rendimenti molto bassi di BIL, si può sostituire questo ETF con i contanti.

    Gli indicatori macroeconomici relativi ai rendimenti hanno lo scopo di farci investire negli asset obbligazionari quando i loro rendimenti tendono a diminuire (e i loro prezzi di conseguenza ad aumentare). L’Indice azionario Dow Jones Utility Average rappresenta un settore, quello delle utilities, fortemente indebitato e funge quindi da indicatore della salute generale del mercato obbligazionario. L’indice delle Commodities rappresenta il mercato delle materie prime e funge perciò da indicatore dell’inflazione.

    P.S.: il modello di trading obbligazionario di Heine può anche essere utilizzato per gestire semplicemente la parte obbligazionaria del proprio portafoglio, qualora non ci si accontenti per esempio del semplice utilizzo di un ETF obbligazionario generico, tipo BND che replica un indice aggregato di bond americani (quindi sia obbligazioni governative che corporate). In questo caso il mio consiglio è quello di aggiungere ai 5 ETF dell’universo investibile, anche un ETF sulle obbligazioni corporate (tipo LQD), uno sui junk bond (JNK) e uno sulle obbligazioni convertibili (CONV), al fine di cercare di aumentarne i rendimenti. Tuttavia, poiché i rendimenti dei junk bond e delle obbligazioni convertibili sono maggiormente correlati ai rendimenti del mercato azionario piuttosto che di quello obbligazionario, si abbia l’accortezza di non investire in questi due asset quando il sistema va a posizionarsi su RISK OFF.

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  41. Giappone e Germania in recessione e Nikkei e Dax ai massimi .
    Cambio che fa da edge sui Treasuries...
    Europa lanciata verso l'autodistruzione e gringos che si dimostrano ,dal loro punto di vista ,bravi ritardando i tagli dei tassi.
    Lagarde patetica ,ma non può dire la verità ,che se taglia prima la BCE l'euro va a ramengo.
    Galup

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  42. Con la visione di Ivano forse non si perderanno soldi (il che non è male...) ma si perdono molte opportunità ,che è come perdere soldi.
    Intanto anche il Regno Unito entra nel club della recessione,uno al giorno leva il soft landing di torno...?
    Galup

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  43. Nella disgrazia oggi grande giorno,se per le cedole del matusalemme,del BTP e del Gilt mi é bastato il cucchiaino oggi per il Treasury mi ci vuole in badile .
    Fabio Andrea sarà stato sepolto dalle cedole...
    Galup

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  44. A marzo scadrà il BTFP che ha salvato il sistema creditizio USA (banche regionali )credo che in caso di necessità o sarà prorogato o la FED si inventerà qualcos'altro .Visto come si comporta la FED chiedo a Ivano e a chi é carico di Treasuries tipo al 90% del ptf (Fabio Andrea) se sono ancora convinti che i tassi ritorneranno prossimi allo zero , e sopratutto perché .
    Credo che sotto il 2/2,5% non li vedremo più,almeno per quella che é la vita media.
    I gringos hanno possibilità infinite di tamponare ogni possibile imprevisto e non credo commenteranno lo stesso errore del 2008.
    Galup

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  45. Vediamo alcuni dati ricavati con portfoliovisualizer.com a comprova di quanto scritto sopra.

    Avevo scritto che un semplice sistema di trend following, del tipo media mobile a 10 mesi o a 200 giorni, avrebbe fatto meglio del buy and hold su indice azionario, soprattutto in virtù dei minori drawdown. Supponiamo di aver investito nell'ETF SPY (che replica lo S&P500) all'inizio del 1994 e di averlo mantenuto in portafoglio fino a gennaio del 2024 1). Confrontiamo i dati ottenuti con quelli di un sistema di trend following basato sulla SMA a 10 mesi e il passaggio a contanti nei momenti Risk Off 2).

    Per 1)
    CAGR 10,06%
    StDev 15,12%
    MaxDr - 50,80
    Sharpe 0,56
    Sortino 0,82

    Per 2)
    CAGR 9,72%
    StDev 10,81%
    MaxDr - 21,60%
    Sharpe 0,70
    Sortino 1,09
    Correlazione col mercato 70%

    Nei 30 anni Il rendimento è leggermente inferiore per il trend following, ma il portafoglio è risultato molto meno volatile e il drawdown si è più che dimezzato. Il rapporto rischio/rendimento è notevolmente migliorato, il che si evince dai migliori indici di Sharpe e Sortino. C'è da dire che solo recentemente il buy and hold è passato in vantaggio come rendimento e il prossimo drawdown di una certa entità riporterà il trend following davanti. Ma se nei drawdown di una certa entità (2000, 2008, 2011, 2015, 2018 e 2020) avessimo detenuto come asset difensivo TLT, invece di contanti, e solo nel drawdown del 2022 contanti, come suggerito dal modello di trading obbligazionario di Heine, il trend following sarebbe di gran lunga avanti anche come rendimenti.

    Volevo infine sottoporre alla vostra attenzione il dato della correlazione con lo S&P500 (70%) del sistema di trend following con la SMA a 10 mesi. Quest'ultimo garantisce quindi una certa decorrelazione rispetto al mercato azionario, offrendo al contempo una maggiore protezione in caso di scenari di mercato negativi. Per esempio ho verificato che un portafoglio buy and hold 60% SPY e 40% TLT, ribilanciato una volta l'anno, è non solo maggiormente correlato al mercato azionario generale rispetto al nostro portafoglio di trend following puro, ma anche meno performante e con drawdown più alti.
    Per avere la medesima correlazione col trend following avremmo dovuto investire in un portafoglio 51,5% azioni/48,5% obbligazioni, ma con drawdown simile e rendimento ancora più basso.

    Da queste ultime osservazioni si può dedurre che una semplice strategia di trend following con la media mobile può essere utilizzata per ridurre il rischio di portafoglio senza sacrificare il rendimento tramite la diversificazione con asset a basso rendimento come le obbligazioni governative. E ciò potrebbe essere particolarmente vero per il futuro, nel caso si avessero altri periodi di tassi in aumento durante i drawdown azionari, come nel 2022.

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    1. Parli di trend following normale o con correzione macroeconomica? (quella suggerita nel tuo post precedente)

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    2. Buongiorno Fabio, bentrovati.
      Vista la tua esperienza nell'eseguire backtesting, mi ricollego al tuo ultimo post per valutare una ulteriore variante al caso di studio trend following, basato su medie mobili e utilizzo di contate/TLT come asset difensivo: impiegare oro oppure franchi svizzeri o una combinazione di questi due asset, in fase di protezione, quando il sitema è fuori dallo S&P500.
      Quando S&P500 "buca" dall'alto verso il basso la SMA prescelta (10mesi/200gg), poniamo di utilizzare in fase di protezione un 50% contanti in CHF + 50% in ETc sull'oro; puoi effettuare un backtest di questa variante e confrontare i risultati con le precedenti (difesa in contanti Usd/TLT) ??
      Molte grazie.
      un caro saluto a tutti.
      Moris

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  46. x Ivano: parlo del trend following normale, non con correzione macro, impossibile da effettuare su portfoliovisualizer.com.

    x Moris: mi risulta impossibile su portfoliovisualizer.com fare quel tipo di backtest, perchè il sistema non prevede di utilizzare contanti diversi dal dollaro USA. Comunque sono riuscito a fare i seguenti backtest su un arco di 20 anni, da gennaio 2005 a gennaio 2024.

    1) SPY buy and hold
    2) SPY + SMA 10 mesi + cash
    3) SPY + SMA 10 mesi + TLT
    4) SPY + SMA 10 mesi + IEF
    5) SPY + SMA 10 mesi + GLD
    6) (SPY + SMA 10 mesi + TLT: dal 2005 al 2021, come da modello Heine) + (SPY + SMA 200 giorni +/-3% + cash: dal 2022 al 2024, come da modello Heine)

    Riporto per ognuno, mantenendo l'ordine di cui sopra, CAGR, StDev, MaxDr, Sharpe, Sortino e correlazione con SPY.

    CAGR: 9,60%, 7,94%, 9,19%, 9,02%, 9,75%, 9,97%
    StDev: 15,14%, 10,48%, 13,34%, 11,14%, 14,28%, 12,61%
    MaxDr: -50,80%, -21,60%, - 34,81%, - 27,20%, -27,07%, - 20,20%
    Sharpe: 0,59, 0,65, 0,62, 0,70, 0,62, 0,83
    Sortino: 0,87, 0,99, 0,98, 1,07, 0,96, 1,38
    MktCorr: 100%, 68%, 51%, 64%, 60%, 45%

    Poichè CHF, nei 20 anni, si è rivalutato rispetto al $, probabilmente il sistema di copertura con 50% CHF e 50% ORO dovrebbe essere una via di mezzo rispetto a SPY+GLD e SPY+cash.

    Come si può vedere chiaramente dai risultati e come volevasi dimostrare, il sistema 6) è di gran lunga il migliore sotto tutti i punti di vista.

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  47. Conclusioni

    Sono convinto, ma mi riserverò di fare un backtest un giorno, che sia il trend following con SMA a 200 gg +/- 3% e segnale macro, che quello col mio indicatore RISK ON/RISK OFF, se applicati per tutto il periodo, possano dare risultati ancora migliori.

    Svantaggi dei sistemi di trend following

    Sono sostanzialmente due:
    - costi di transazione: per ogni operazione effettuata (ingressi e uscite) si pagano commissioni, assenti nel buy and hold. Soluzione: utilizzare broker a basso costo (quelli esteri sono solitamente meno costosi di quelli italiani, anche se il sistema del risparmio amministrato non sarà più possibile e si dovrà optare per il dichiarativo);
    - fiscalità: mentre nel buy and hold si paga l'imposta sulle plusvalenze tutta alla scadenza del periodo di investimento, nel trend following questa viene pagata sulle plusvalenze realizzate durante il periodo di accumulo e ciò comporta la spiacevole circostanza che se ho investito 100 a dopo due anni ho realizzato per esempio una plusvalenza di 50 e il sistema mi dice di disinvestire, su quei 50 dovrò pagare 13 di imposte (50*26%) e, al momento di rientro nell'investimento potrò rientrare solo con 137 e non con 150, il che mi farà diminuire i rendimenti di conseguenza. Soluzione possibile: stimare più o meno le plusvalenze da pagare e tenere una certa disponibilità su un conto deposito remunerato non vincolato, da riversare sul conto del broker prima della data di pagamento delle plusvalenze.

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  48. Molte grazie Fabio. Osservo che nell'ipotesi n. 5 (protezione con oro), rispetto alla "pigrizia" pura del buy&old, la profittabilità è confermata al rialzo, la volatilità (DevStandard) non peggiora anzi si attenua di poco, soprattutto il massimo ritracciamento (max drawdown) quasi dimezza e pure la correlazione con il mercato passal dal 100% al 60%. Non mi pare poco. Con la maggior redditività, si pagano le commissioni di ingresso/uscita. Ci si diverte con le medie e si dormono sonni più tranquilli.
    A presto.
    Saluti.
    Moris

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  49. Ultimi aggiornamenti sul sistema di trend following (risultati da backtest da gennaio 2000 a gennaio 2024)

    1) Per il sistema d'investimento col mio indicatore RISK ON/RISK OFF non è possibile fare il backtest perchè molti dei dati che mi servono sono disponibili oggi, ma all'epoca erano irreperibili.
    2) Il sistema di trend following con SMA a 200 giorni +/- 3% + indicatore macro (UNRATE o USSPMI) non funziona bene e dà troppi falsi segnali, almeno per i miei gusti. Ha funzionato bene nel 2022, meno bene negli anni precedenti.
    3) Quasi tutti gli indicatori di recessione del composito funzionano bene ex post, male in tempo reale perchè danno segnali con un mese di ritardo, spesso quando il drawdown è già avvenuto in buona parte.
    4) L'unico indicatore di recessione che funziona bene è lo spread tra i rendimenti dei titoli del tesoro a 10 anni e a 3 mesi, senza alcuna proiezione in avanti però. Questo perchè è tempestivo nell'indicare con largo anticipo una possibile futura recessione ed inoltre la sua lettura è disponibile con frequenza giornaliera.

    Quindi le regole per seguire da soli questo sistema sono le seguenti: utilizzare il sistema di trend following (con SMA a 200 giorni +/- 3% per le entrate e le uscite) solo dal momento in cui la curva dei rendimenti inizia ad invertirsi. Attenzione però a non disattivare il trend following quando la curva dei rendimenti torna positiva dopo l'inversione (di solito lo fa sempre prima di una recessione), ed aspettare il drawdown per l'uscita. Invece in tutti gli altri periodi in cui la curva dei rendimenti non è invertita (con l'unica eccezione di cui sopra naturalmente), rimanere sempre investiti nel mercato azionario senza seguire le indicazioni della media mobile.
    Nel periodo di backtest di 24 anni questo sistema ha dato solo 5 segnali di cui 3 falsi segnali di tipo 1, il caso meno grave.
    Ecco i segnali:
    1) Uscita 10/10/2000 (ovviamente questo è il giorno del segnale e l'operazione andrebbe fatta all'apertura del giorno successivo) Entrata 22/04/2003
    2) Uscita 15/08/2007 Entrata 18/09/2007 - falso segnale
    3) Uscita 12/11/2007 Entrata 14/7/2009
    4) Uscita 09/03/2020 Entrata 03/06/2020 - falso segnale
    5) Uscita 27/10/2022 Entrata 31/01/2023 - falso segnale
    Fino a tutto il 2020 il MaxDr non è mai stato superiore al -20%. Poi è arrivato l'annus horribilis, il 2022, e qui il sistema si incarta dando un segnale di uscita il 27/10/2022, a drawdown praticamente terminato, visto che il trend following si è attivato tardi quando si era già sotto la SMA.
    Nonostante tutto il MaxDr nei 24 anni è stato del -25,36%, contro il -50,80% del buy and hold, quindi praticamente la metà.
    Comunque tre falsi segnali in 24 anni sono veramente pochi, considerato che i due più grandi drawdown sono stati evitati.

    Per il futuro sono invece molto fiducioso sulla validità del mio indicatore RISK ON/RISK OFF, visto che è riuscito ad evitare del tutto il drawdown del 2022.



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  50. Cari struzzi (siete tre in tutto con il boss)spero che stiate tutti bene,visto che siete spariti.Il sito muore come la speranza dell'armageddon.
    Mi chiedo ma come si fa a basare una strategia di investimento sull'augurio di un mega cigno nero.
    Il cambio continua a fare da hedge ai Treasuries ,fate delle simulazioni e vedrete che ,salvo trasferirsi negli USA,se mangi in euro ,lo fa quasi sempre,qualcosa si guadagna solo con un mega cataclisma .
    Ad maiora.
    Galup

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    1. La strategia si basa sulla macroeconomia non sul cigno nero. Se sapessi predirre i cigni neri non avrei sofferto la pandemia

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    2. Ok. macroeconomia, ma mi spieghi cosa c'entra quando è tutto manipolato con i derivati, e la FED ha imparato la lezione del 2008,difatti un mercato toro così lungo non c è mai stato.
      Qualche parassita sostiene che i dati USA sono tutti taroccati,ma conta come il due di picche,nessuno sa nemmeno che esista,la verità non esiste in economia e in finanza, esiste la versione ufficiale, e su quella gira il mondo.
      Temo che i tassi a zero non li rivedremo mai più e aspettarli è una perdita di tempo e di occasioni.
      Comunque vorrei sapere la strategia basata sulla macroeconomia cosa prevede...e perchè.
      Galup

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    3. Ehm .... mi vien da sorridere .....

      Scusa ma potresti dirmi dove ho scritto che la strategia di investimento "si basa sull'augurio di un mega cigno nero" ? No, perchè se l'avessi scritto sarei veramente un folle!

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    4. Nel 2007 dicevano la stessa cosa. In più, ricordo che da novembre scorso io sto comprando azionario, società che nel 2018 quotavano come i quadri di Caravaggio ed oggi sono scese a prezzi più idonei. l'indice americano è sostenuto da un pugno di titoli, gli altri, la maggior parte, è scesa da tempo. Ecco perché il "parassita" dice che passa il tempo a ristrutturare portafogli...

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    5. I dati mostrano quotazioni e tassi non sostenibili. Ecco la strategia. Lo hai visto l'oro a 2200? Il petrolio che dopo innumerevoli tagli alla produzione e 2 guerre sta sempre lì a 80$? Anche l'azionario, sto comprando solo roba "sicura" e di qualità.

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  51. Per Tomba ,contento che sorridi ma ti sbagli non ti ho citato in merito a nessuna strategia,passo oltre, poi se qualcuno crede di trovare qui il sistema per ottimizzare il rendimento del ptf ,auguri sono secoli che ci provano e nessuno ci è ancora riuscito.
    Poi per un 10% del totale,io mi dedicherei ad altro,ma é giusto che ognuno impieghi il proprio tempo come preferisce.
    Tuttavia per uno che dichiara di essere investito al 90% del ptf in Treasuries credo che ,ho accontenterà delle cedole,che in base al PMC potrebbero anche essere ottime,ma se si aspetta nuovamente i tassi a zero potrebbe andare deluso.Felice di essere smentito dai fatti.galup

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    1. Ecco, passa oltre che è meglio!

      "poi se qualcuno crede di trovare qui il sistema per ottimizzare il rendimento del ptf ,auguri sono secoli che ci provano e nessuno ci è ancora riuscito".

      Se invece di continuare inutilmente a ripetere continuamente le stesse cose studiassi un po' di più vedresti che è possibile. Mi conosci e sai che non sono un quaraquaqua per cui, come è mia abitudine, te lo dimostro con una semplicissima strategia che ho studiato con l'aiuto di ChatGPT.

      Eccola:
      Se RSI a 30 giorni di TTT < a RSI a 30 giorni di SHYG investi il 100% del capitale in SPY, altrimenti investi il 100% in SHY.

      Da un backtest dall' 1/11/2013 al 15/3/2024 risultano:
      CAGR: 15,2% (contro il 12,6% di SPY buy and hold);
      Indice di Sharpe: 1,23 (contro lo 0,78)
      St. Dev.: 12,1% (contro il 17,4%)
      Max Drawd.: - 23,2% (contro il - 33,7%)

      Rendimenti più alti, meno volatilità, e drawdown più bassi con l'utilizzo di soli 2 ETF ... scusa se è poco.



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    2. A parte che non ti conosco,e sinceramente ho la mia idea sui vari sistemi o metodi ,però capisco che possono essere interessanti.
      Una curiosità ,sei notevolmente esposto sui Treasuries (90 % del ptf) a che pmc li hai in carico?
      p.s.il 12 febbraio avevo scritto di un sistema ,non mio ma di Monge ,che usando due soli ETF ha avuto buoni risultati.

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  52. Scusami Ivano ma non sarebbe ora di pubblicare un nuovo post per fare il punto della situazione?

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    Risposte
    1. C'hai ragione. vediamo a fine mese un recap totale.

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    2. Che punto della situazione deve fare?Che la maggior parte delle borse mondiali sono sui massimi e che i Treasuries sono inchiodati ed hedgiati in negativo dal dollaro?Che la FED ha imparato la lezione del 2008 e quindi ha salvato le banche regionali USA e verosimilmente continuerà ad intervenire per tenere in piedi la baracca?Che sono riusciti a scongiurare la recessione (versione ufficiale ) e che quando abbasseranno i tassi non oltre il 2/2,5% il loro compito sarà più facile?
      É tutto cambiato ,é tutto manipolato con i derivati,sistemi,analisi tradizionali non servono,l'unica possibilità é cercare di seguire il cane grosso ,aspettare il cigno nero e tempo e soldi persi,anche perché alle banche centrali,specie alla FED non sono coglioni ,come invece qualche vero coglione sostiene ...
      Buona settimana a tutti.
      Galup

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    3. "Stavolta è tutto diverso" semi-cit. Di un suicida nel '29

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    4. Il 29 ti ha colpito,20 anni per recuperare,la citazione del suicida...Sinceramente da te mi aspetto argomentazioni più solide ,tuttavia capisco la particolarità del momento.
      Ma il vero problema secondo me sono i gringos...

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  53. Salve a tutti. Mentre stavo facendo uno studio sulle correlazioni tra i vari asset e su, se e come variavano nel tempo, mi sono imbattuto nell'interessantissimo ETF americano UUP (investe principalmente in futures con lo scopo di replicare l'andamento dell'U.S. Dollar Index) che non conoscevo. L' ETF è interessante perchè, sostanzialmente, rimane decorrelato nel tempo da tutti gli altri asset e risulta quindi essere molto adatto come diversificatore di portafoglio.

    Mi è venuta quindi l'idea di inserirlo come elemento fisso nella costruzione di qualche portafoglio pigro. Ecco cosa ho scoperto.

    Portafoglio tipo Permanent così costituito: 25% SCHD (azionario America dividendi), 25% GLD (oro), 25% IEI (treasuries 3-7 anni meno sensibili all'andamento dei tassi rispetto a TLT), 25% UUP. Confronto con Permanent classico 25% VTI, 25% GLD, 25% BIL, 25% TLT e con All Weather 30% VTI, 40% TLT, 15% IEI, 7,5% DBC, 7,5% GLD. Prima che qualcuno dica che l'ho copiato, ho fatto una ricerca su internet per vedere se esisteva qualcosa di simile, ma non ho trovato niente del genere. Rivendicandone allora la paternità, l'ho chiamato "Best Diversification BD" (in inglese, che fa figo!).

    Backtest dei risultati da gennaio 2012 a febbraio 2024 tramite la piattaforma portfoliovisualizer.com. Ribilanciamento una volta l'anno.

    BEST DIVERSIFICATION
    CAGR: 4,93%
    St.Dev.: 4,68%
    Miglior anno: 13,73%
    Peggior anno: -1,01%
    Max.dr.: -4,89%
    Sharpe: 0,81
    Sortino: 1,51

    PERMANENT
    CAGR: 4,72%
    St.Dev.: 7,00%
    Miglior anno: 16,17%
    Peggior anno: -12,53%
    Max.dr.: -15,92%
    Sharpe: 0,54
    Sortino: 0,88

    ALL WEATHER
    CAGR: 5,03%
    St.Dev.: 7,81%
    Miglior anno: 17,93%
    Peggior anno: -18,39%
    Max.dr.: -20,58%
    Sharpe: 0,53
    Sortino: 0,80

    A mio avviso i risultati hanno dello straordinario! Praticamente lo stesso rendimento ma con molto meno rischio per il BD. St.dev. 2/3 volte più bassa e Max Dr. 3/4 volte più basso dei due più celebri colleghi. Stupisce poi l'anno col rendimento più basso, un risibile -1,01%, con distanza dai due di 12/18 punti percentuali. La bontà del portafoglio la si vede infatti dagli indici di Sharpe e Sortino, notevolmente più alti. Visto che il portafoglio è molto meno volatile e scende poco dai picchi, si può provare ad aumentare il rischio e vedere cosa succede. Se per il BD si porta la percentuale di SCHD al 40% e 20% per gli altri tre ETF ecco i risultati:

    CONTINUA

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  54. CONTINUAZIONE

    CAGR: 6,57%
    St.Dev.: 5,82%
    Miglior anno: 16,44%
    Peggior anno: -1,46%
    Max.dr.: -6,76%
    Sharpe: 0,93
    Sortino: 1,63

    Si è aumentato il CAGR dell'1,64% medio annuo superando il Permanent e l'All Weather pur mantenendo ancora il rischio inferiore ad entrambi.

    Con 60% SCHD, 20% UUP, 10% GLD, 10% IEI si ottiene invece:
    CAGR: 8,78%
    St.Dev.: 7,82%
    Miglior anno: 19,54%
    Peggior anno: -1,98%
    Max.dr.: -11,26%
    Sharpe: 0,97
    Sortino: 1,64

    Adesso la volatilità è simile a quella dell'All Weather, ma i rendimenti sono del 3,75% più alti ogni anno e il Max.dr. rimane di poco più della metà. Sharpe e Sortino sono ancora in aumento. Stupefacente anche il rendimento dell'anno peggiore, pari a solo il -1,98% (anno 2018).

    E se confronto quest'ultima versione del BD con il classico 60/40 60% VTI, 40% BND?
    CAGR: 9,08%
    St.Dev.: 9,64%
    Miglior anno: 21,94%
    Peggior anno: -16,95%
    Max.dr.: -20,69%
    Sharpe: 0,84
    Sortino: 1,29

    I rendimenti sono leggermente superiori, ma a fronte di una maggiore volatilità e Max.dr.. Sharpe e Sortino rimangono comunque più bassi.

    L'ultima versione del BD presenta solo 2 anni in perdita su 13 (-1,98% nel 2018 e -1,01% nel 2022), come il 60/40, contro i 3 dell'All Weather e i 4 del Permanent. Per il 60/40, il Permanent e l'All Weather l'anno peggiore è stato il 2022, con percentuali di perdite a doppia cifra, mentre il BD si è ben comportato nel 2022, resistendo bene all'aumento dei tassi.

    L'ovvia conclusione di quanto scritto potrebbe essere dunque la seguente: l'ABC del buon investitore è cercare di mettere insieme tra loro asset poco correlati nel tempo e nelle percentuali che permettano di conseguire un rischio sopportabile, senza disinvestire anzitempo presi dalla paura e un rendimento coerente con i propri obiettivi di investimento.

    Mi stupisce molto che ci siano lettori di questo blog che ancora non capiscano questo concetto basilare. Posso ottimizzare il rendimento di portafoglio quanto voglio investendo a leva con i futures per esempio, ma nei momenti in cui il mercato va male e io insisto, probabilmente mi brucerò il conto. Oppure posso decidere quale volatilità e rischio accettare, e cercare di massimizzare il rendimento di conseguenza, come ho fatto io nell'esempio.

    Un'ultima considerazione. Perchè, a parità di rendimento, è meglio investire in un portafoglio meno volatile (minori alti e bassi), con ritorni piuttosto simili da un anno all'altro e che si allontana meno dai suoi picchi di massimo? Perchè ho molta più probabilità di raggiungere gli obiettivi che mi sono prefissato, nel tempo desiderato in fase di accumulo, e meno probabilità di estinguere il capitale anzitempo in fase di decumulo. E' semplice statistica ....

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    1. Unica nota dolente. Se SCHD, IEI e GLD possono essere facilmente sostituiti con corrispondenti ETF europei, lo stesso non si può dire purtroppo per UUP.
      Faccio bene a fare i backtest con gli ETF americani; negli Stati Uniti, nel comparto creazione prodotti finanziari, sono avanti anni luce rispetto a noi europei.
      Tuttavia ho notato che tutti e 4 gli ETF americani possono essere replicati aprendo un conto su eToro, sebbene attraverso CFD.

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    2. Ciao Fabio, un caro saluto a tutti;
      ho fatto backtest a ribilanciamento trimestrale (2012-2024) per questa versione di BD:
      .....
      Con 60% SCHD, 20% UUP, 10% GLD, 10% IEI si ottiene invece:
      CAGR: 8,78%
      St.Dev.: 7,82%
      Miglior anno: 19,54%
      Peggior anno: -1,98%
      Max.dr.: -11,26%
      Sharpe: 0,97
      Sortino: 1,64
      .....
      risultato
      CAGR: 8,83%
      St.Dev.: 7,94%
      Miglior anno: 19,34%
      Peggior anno: -1,68%
      Max.dr.: -11,26%
      Sharpe: 0,96
      Sortino: 1,66

      i risultati sono simili al ribilanciamento annuale,
      nonostante il triplo della "fatica" e dei costi di brokeraggio per ribilanciare 3 volte all'anno anzichè 1.
      Direi che non ne vale la pena.
      Basta il ribilanciamento annuale.
      Saluti.
      Moris

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  55. Caro Fabio Andrea,ma se sei così sicuro dei tuoi sistemi,perché (parole tue) sei investito al 90% in Treasuries?
    Galup

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    1. Perchè ho sbagliato a non venderli quando guadagnavo il 50%. E' stato proprio per questo motivo che ho iniziato ad interessarmi seriamente alla costruzione di sistemi dinamici di investimento, per non incappare più in simili errori.

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  56. Riporto un post di un articolo pubblicato su un noto sito di contro informazione finanziaria,le conclusioni a cui arriva l'articolo sono incontrovertibili perché sono un dato di fatto.
    "L’indebitamento delle famiglie americane:
    “-Trovo parziale e malizioso soffermarsi sull’indebitamento senza tenere conto dell’altro lato del bilancio. Se dispongo di un capitale liquido di 100, e lo impiego come garanzia per comprare un immobile, o un fabbricato industriale, la passività contratta non fa di me un soggetto tossico, ma al limite produttivo.
    In termini assoluti l’indebitamento certo è cresciuto.
    Ma in termini relativi è da 15 anni che si ridimensiona. Lo chiamano “deleveraging”, e contribuisce a spiegare perché i consumi stiano così tanto sorprendendo: perché le famiglie americane hanno speso tre lustri per rimborsare – con le buone o (inizialmente) con le cattive – i prestiti, ed ora si possono lasciare andare.
    Come mostra questa infografica, dall’inizio del 2020 le passività delle famiglie americane si sono ridotte del 24%.
    Al contempo, le attività sono lievitate del 32%.
    Comporta un considerevole rafforzamento patrimoniale, in un così ristretto arco di tempo. Un effetto ricchezza che spiega molte cose…
    È pacifico che, con il crescere dei tassi di interesse, stia crescendo anche il servizio del debito. Ma non trascuriamo il fatto che una consistente fetta del settore privato dispone di copiosa liquidità, che adesso inizia a rendere (non in Italia, lo sappiamo). Abbiamo commentato più volte come negli USA la riduzione dei depositi bancari sia andata di pari passo con massicce sottoscrizioni di fondi monetari: i correntisti votano con i piedi.
    Così come in passato ho sottolineato come, nel complesso, le aziende quotate non siano state penalizzate dalla crescita dei tassi di interesse, perché la liquidità in pancia superava le passività; peraltro rinegoziate ed allungate nelle scadenze nel ‪2020-21‬. Ecco che gli oneri finanziari si sono clamorosamente ridotti, contribuendo alla ripresa degli utili laddove molti pronosticavano una EPS recession.
    Insomma, si enfatizza un aspetto del quadro nel vano tentativo magari di esorcizzare il colore prevalente sui tabelloni delle quotazioni, o magari per conseguire una assoluzione per il posizionamento rivelatosi (fino ad ora, si capisce) sciaguratamente sbagliato."
    Galup

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    1. Se è così noto possiamo sapere come si chiama o addirittura avere il link?

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    2. L'articolo postato é di Gaetano Evangelista http://www.ageitalia.net/
      un analista,che bravo lui,riesce a farsi pagare per dire la sua.

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    3. "Eliminate le ultime speranze di recessione". Me lo segno ;-)

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    4. Vedi Ivano, e lo sai benissimo,Evangelista parla per il "suo" pubblico,di cui non faccio parte,ma bisogna avere l'onestà intellettuale di ammettere che ha avuto ragione,negli ultimi 4 anni aspettando l'armageddon abbiamo perso una valanga di soldi ,posizionandoci sui Treasuries.
      Galup
      p.s.non diventare come mazzalai che sono almeno 5 anni che prospetta hard landing e recessione feroce,perché così sono capaci tutti ,è chiaro che prima o poi ci sarà ,ma é come dire che alla fine saremo tutti andati...

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    5. Del senno di poi sono piene le fosse. Pensavo di essere stato chiaro con l'ultimo post su Graham: sono tutti bravi finche' non perdono.

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  57. Buongiorno a tutti,
    bentrovati,
    e complimenti a Fabio per il suo studio:
    superinteressante :)

    Ascoltando un commentatore che seguo in rete,
    mi è giunta voce che un ribilanciamento a cadenza trimestrale sia più efficiente rispetto a quello annuale;
    domanda per Fabio:
    è possibile effettuare un backtest del tuo ptf BD,
    con ribilanciamento ogni 3 mesi, e poi confrontare i risulati con quello annuale ?
    Molte grazie.
    Saluti.
    Moris

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    1. Portafoglio equipesato 25% per i 4 asset con ribilanciamento trimestrale.
      CAGR: 4,99%
      St.Dev.: 4,76%
      Miglior anno: 13,58%
      Peggior ano: -0,86%
      Max.dr.: -5,39%
      Sharpe: 0,81
      Sortino: 1,51

      Il rendimento aumenta di un po', così come il la St.dev. e il Max.dr. La perdita dell'anno peggiore si riduce allo -0.86%. L'indice di Sharpe e Sortino rimangono però identici, così come come la correlazione col mercato più ampio (60%). Tutto sommato non c'è un gran differenza tra i due.

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    2. Se si desidera un portafoglio tranquillo per tutte le stagioni veramente buono e nello stesso tempo poco correlato al mercato generale (solo il 27%) si può optare per questa mia ultima creazione: asset GLD, UUP, QQQ, TLT ponderate per l'inverso della volatilità a 45 giorni, ribilanciamento una volta al mese a fine mese.
      CAGR: 5,74%
      St.Dev.: 4,88%
      Miglior anno: 13,26%
      Peggior anno: -5,63%
      Max.dr.: -6,58%
      Sharpe: 0,95
      Sortino: 1,78

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  58. Un interessante lettura https://amslaurea.unibo.it/14613/1/tesi.pdf
    Buona Pasqua a tutti
    Galup

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  59. Carissimi,
    bentrovati;
    perdonatemi se porto altrove il dibattito ma l'OPA lanciata da Honeywell su Civitanavi, operante nel settore difesa, mi permette di rilanciare il tema della differenza Prezzo/Valore: per acquisirne il controllo, gli americani sono disposti a pagarla circa 40 volte gli utili, esattamente il doppio rispetto a quanto quota oggi Leonardo, che non è oggetto di passaggio di mano.
    Visto che nessuno butta soldini dalla finestra, immagino che il vero dividendo atteso non sia quello monetario. Ci deve essere qualcosa in quella "scatola" societaria che il prezzo, ante OPA, non rifletteva.
    Vi pare?
    Sempre vostro,
    Moris.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A me sembra che i prezzi iniziali delle OPA sono sempre sopravvaluati, e si ridimensionano presto. Poi si tende all'equilibrio in su o in giù.

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