domenica 15 aprile 2018

Aggiornamento FTSE MIB al 13 aprile 2018

Oggi non ho tanta voglia di fare aggiornamenti.

Segnalo solo che per il momento il mercato sale e negli ultimi anni, il rimbalzo sulla media mobile rosso scuro è stato sempre l'avvisaglia dell'ultimo massimo prima di una discesa di fine ciclo medio-lungo (cerchietti blu).

Perché non ho tanta voglia?

Dopo Iraq e Afghanistan (e probabilmente dopo altri paesi per i quali non sappiamo nulla oppure eravamo troppo giovani per ricordare) abbiamo bombardato anche la Siria con le stesse scuse di sempre.

E la gente si "beve" di tutto oggi, dalle bugie più piccole alle balle più colossali. Eppure le informazioni in giro si trovano, basterebbe accendere il cervello.

Oppure è apatica e tollerante, le qualità che ben rappresentano la fase finale del declino di una società, come diceva Aristotele. Io credo di essere sicuramente apatico, o meglio stanco. Dopo anni che ripeto le stesse cose che puntualmente poi avvengono, e le persone non fanno neanche uno sforzo per smettere di essere prese per il culo.

Siamo sempre i soliti quattro gatti.

Stavolta nemmeno è servito andare all'ONU con le fialette puzzolenti, è bastato un Macron a caso che dicesse che "abbiamo le prove" (dove siano ovviamente, ancora non si sa).

In questo contesto, dove rischiamo la terza guerra mondiale, parlare di come investire o speculare mi sembra surreale.

Meglio passeggiare, finché quel poco di natura rimasta intorno a noi non verrà incenerita.

Saluti
Ivano


3 commenti:

  1. Sbaglierò, ma io ancora un po' di fiducia nel buonsenso di Putin ce l'ho. Da Trump invece non mi sono mai aspettato niente di buono, infatti mi stupivo che finora non avesse attaccato nessuno...

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  2. Questo è interessante https://twitter.com/Marcozanni86/status/983679955992236032

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  3. Fino a quando le èlite saranno in grado di garantire al dollaro la funzione di valuta di riserva mondiale non credo che i recenti eventi avvenuti in Siria possano essere il prodromo di una guerra che potrebbe trasformarsi facilmente in nucleare e mondiale.
    E Trump, a dispetto del suo arrogante modo di fare, non credo sia il presidente adatto ad ergersi a paladino di interventi militari ed egemonici nei confronti di Stati terzi, avendo puntato tutta la sua campagna elettorale sul motto "American first", dando quindi enfasi alla politica interna in chiave nazionalistica e protezionistica e relegando gli affari esteri in secondo piano. Se avesse veramente voluto dare il via ad una guerra in chiave preventiva contro la Siria, a mio modo di vedere non si sarebbe mai limitato a bombardare solo qualche caserma vuota.
    Oltretutto la storia ci dice che è il partito repubblicano, con l'unica eccezione di Bush e la sua disastrosa campagna in Iraq del 2003, ad essere maggiormente incline ad un clima di distensione con i paesi esteri (Harding si espresse contro l'ingresso degli USA nell'ONU, Nixon nel 1972 firmò a Mosca con Breznev il trattato sulla limitazione delle armi strategiche, Reagan fu l'artefice nel 1985 dello storico incontro a Ginevra con Gorbacev che sancì il disgelo tra le due superpotenze) mentre è il partito democratico a tendere maggiormente verso l'interventismo militare (Wilson portò gli USA alla prima guerra mondiale, Roosevelt alla seconda, Truman fu il responsabile dello sgancio delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, Johnson dell'escalation della guerra in Vietnam, Carter gestì i problemi dell'invasione sovietica in Afghanistan e dell'alleanza con l'Islam radicale in chiave anti-russa, Clinton quelli della guerra in Bosnia e in Kosovo e della nascita di Al-Qaeda, Obama del cambio di regime operato in Libia e della nascita dell'Isis).
    E' vero che il decadente impero anglo-americano si sta ormai da anni preparando alla guerra, ma ritengo che questa sia solo l'"ultima spiaggia" e quel momento non sia ancora arrivato ....

    Fabio

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