mercoledì 23 novembre 2016

Il Referendum Costituzionale del 4 dicembre 2016

Chi segue questo blog sa quale è il mio pensiero sul voto ed il suffragio universale. Coloro che non lo ricordassero o non lo conoscessero, possono leggerlo qui.

Ritengo però, che ci sia ancora spazio nelle istituzioni per dare quantomeno un chiaro segnale ai nostri governanti. Ultimamente l'elezione del sindaco di Roma ne è stato un esempio. Virginia Raggi ha vinto a mani basse, e lo ha fatto anche grazie al mio voto.

Sono sicuro che molti abbiano votato per la Raggi non perché fossero sicuri che potesse risolvere i problemi di Roma (ed infatti stiamo vedendo che non è affatto facile), ma perché ne avevano piene le scatole della destra, il PDL, che si è fatto gli affari suoi, e della sinistra, il PD, che ha letteralmente tradito (col beneplacito degli "intellettuali") tutti i cittadini, portandoci nell'euro ed in questa europa che ci sta spolpando vivi.

Per me non è stato un voto di protesta (altrimenti sarei rimasto a casa come le altre volte) ma un modo per dare finalmente la chance chiesta a gran voce dal Movimento 5 Stelle. Insomma una ghiotta occasione per mettere finalmente alla prova l'unica alternativa politica possibile al momento (anche se ci credo sempre meno). Se falliranno, morirà la speranza una volta per tutte. Forse non sarà un bene, ma avremo chiaro il quadro e prenderemo ognuno le proprie contromisure.

Ma la speranza potrebbe morire molto prima di vedere i risultati della Raggi tra qualche anno. Il 4 dicembre 2016 per l'esattezza, data del Referendum Costituzionale.

Anche stavolta romperò le abitudini ed andrò a votare.

Voterò NO.

Semplicemente perché, al di là della mia simpatia o antipatia per questo governo, in maniera molto pragmatica non posso avallare una riforma che promette una cosa ed alla prova dei fatti ne ottiene un'altra.

Se qualcuno ti prende in giro, oppure prova a fregarti, è tuo dovere, se ne hai la possibilità, fermarlo.

Non un voto contro il "sistema" quindi, ma un voto contro una presa per il culo.

Semplice.

La vittoria del SI mi spaventa. In particolare mi mette paura l'argomento di discussione di questo articolo, dove un costituzionalista (che al momento non è stato smentito da nessuno) mette in guardia sul fatto che il nuovo assetto parlamentare potrebbe rendere una eventuale uscita futura dall'eurozona "incostituzionale". In parole povere, diventerebbe impossibile in un eventuale futuro mollare i loschi figuri di questo quarto reich al loro triste destino.

Ma ciò che mi terrorizza sono le proiezioni sulla quantità di aventi diritto al voto che andranno a votare.

Il 50%. Solo il 50%. Se così sarà, perderemo tutti, ma stavolta sarà un terribile debacle.

Infatti non c'è nessuno che più di me ritenga che andare a votare con questo sistema del suffragio universale sia inutile. E se quelli come me vanno, significa che l'importanza di dire "non puoi prendermi per il culo così" a questo governo è elevatissima.

Per lo stesso motivo per cui non ritengo logico che tutti possano votare, ecco che la metà degli italiani non andrà a votare per questo referendum. Non tutti infatti hanno la preparazione necessaria per capire l'effetto delle loro scelte sul loro paese e la loro vita. Ma sembra che non la abbiano nemmeno per capire la differenza tra i vari tipi di votazioni.

Come se votare per decidere se vuoi il PD o il PDL fosse come votare per difendere la propria Costituzione dalle viscide mani di questa europa che ci vuole schiavi.

Perché questa riforma costituzionale non è italiana, bensì europea. L'abolizione di una camera del parlamento serve a portarci al livello degli altri paesi europei, dove peraltro i vari senati sono "sotto attacco", incluso quello Inglese (che infatti via BREXIT si è defilato...)

Ridurre le barriere e "snellire il sistema" è un ottimo modo per togliere quelle tutele e quei meccanismi democratici che rendevano i passaggi dal "ce lo chiede l'europa" all'attuazione stessa delle sue volontà, più controllati e difficili. La volontà del denaro e del profitto, a quel punto sarà più libera, a discapito di qualsiasi buon vivere e contro la felicità.

Se fosse un problema di "teste", non si capisce perché la riforma non contempli un semplice e logico taglio diretto da 315 senatori a 100 con le stesse modalità di elezione.

Se fosse un problema di costi, non si capisce a che serva risparmiare qualche milione di euro quando l'europa col MES ci ha sfilato 14 miliardi di euro solo dal 2012 al 2014 (per poi oltretutto, farci ingoiare anche il bail-in).

Non era meglio allora una riforma ed un quesito tipo:"vuoi uscire dall'euro e dall'europa così da risparmiare un sacco di miliardi di euro, rilanciare la tua economia e ridurre la disoccupazione" per ottimizzare le risorse dello stato?

Anche un bambino dovrebbe capire che c'è un "pacco" sotto.

Inutile dire che anche votare NO ha un prezzo: spread in salita, speculatori. Purtroppo non sarà come il BREXIT, lì la sterlina poteva svalutarsi, qui con l'euro succederà un macello e sarà dura.

Molto probabilmente arriverà un nuovo Monti oppure vorranno imporci la Troika.

Quindi votare NO non basta, bisognerà essere pronti a fare di più.

Ma a me non risulta che la libertà sia mai stata ottenuta stando a casa a guardare la TV o facendo un bagno caldo. Molti pensano che basti mettersi a 90°, ma si confondono.

Quella non si chiama libertà...


Buon Referendum a Tutti.

22 commenti:

  1. Mi dispiace ma questa volta non sono d'accordo, la vera "presa per il culo" è stato il passato trentennio dove siamo stati schiavi di un sistema politico tutto orientato sulle NON-decisioni, sul mantenimento dello status quo, un sistema politico schiavo dei Mastella, degli Scilipoti, dei Razzi, i cui pochi voti e seggi hanno pesato tantissimo sul destino dei governi e degli Italiani. Un trentennio in cui la burocrazia, la lentezza ha prosperato allegramente sul bicameralismo perfetto, in cui le caste e le lobby hanno proliferato. Sono certo che una riforma migliore è possibile,ma almeno il Sì è un cambiamento e se sarà necessario cambiare ulteriormente sarà più facile farlo. Quindi voto un convinto Sì pieno di piccole speranze, perché il No equivarrebbe a rimanere in questo vile pantano chissà per quanti anni ancora! C'è solo una cosa peggiore di una decisione sbagliata: una prolungata non-decisione sui tanti temi che ci affliggono! E anche sull'uscita dall'euro, sei così certo che avremo una classe politica illuminata capace di portarci alla crescita? E chi? Un comico e un manipolo di inesperti? Bah, non ne sono così convinto! A presto

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    1. Ciao Danilo,

      La discussione è molto ampia ma cercherò di riassumerla.

      Tutte le persone che ho conosciuto che votano SI, lo fanno per cambiare, anche se "il cambiamento porterà peggioramenti, meglio cambiare che rimanere così!" Questa è una delle espressioni più illogiche che abbia mai sentito, ma si sposa perfettamente con quello che è accaduto dal primo governo Berlusconi in poi. Votare il meno peggio, invece di NON votare. Non è votando per un cambiamento che non condividi che si migliorano le cose, ma PRETENDENDO un cambiamento giusto. Cambieresti il tuo lavoro perchè lo fai da trent’anni, per uno peggiore, con la speranza che magari un nuovo capo un giorno lo migliori? Cambieresti la tua casa perchè ci vivi da trent’anni e la ritieni peggiorata, per una ancora peggiore, con la speranza che magari ci farai dei lavori e la renderai ottimale? Nossignore. Nella vita cambi per il peggio se sei costretto dalle circostanze, altrimenti devi SEMPRE cercare di migliorarti e di inseguire la felicità. Questa è la mia visione e da quando la seguo non ha mai deluso le mie aspettative.

      Se proprio vuoi un cambiamento dalle politiche degli ultimi 30 anni, quello che devi fare è votare NO. Perché votare SI, significa continuare il piano che l’europa ha già deciso per noi venticinque anni fa, quando spazzo via la casta di allora con mani pulite. Votando SI, legherai questo paese in maniera ancora più stretta a questa europa che ha deciso tanto tempo fa che la settima economia del mondo doveva diventare una colonia per andare al mare e mangiare pizza e spaghetti. L’immobilismo che vedi, non è dovuto alla casta, ma ad un sistema economico che non ti permette di essere libero di fare delle scelte. E’ ovvio che in un simile sistema, al potere vada gente che pensi solo a bivaccare alle spalle del prossimo. Ti invito ad andare a guardare il documentario su Bettino Craxi – l’emblema italiano della casta ladrona – ascolta con attenzione cosa diceva dell’europa e dell’euro, e poi fatti molte domande, senza pregiudizi.

      Il mio è un augurio per tutti, non rimanete DILETTANTI della politica economica, elevatevi. Non devo convincere nessuno, ma iniziate prima che potete a ragionare fuori dagli schemi. Sul referendum contano solo i risultati certi che si otterranno votando SI o NO. Nessuno è mai diventato grande, potente e di successo buttandosi a capofitto su di una scelta che non aveva ponderato in ogni minimo dettaglio e conseguenza. In borsa è la stessa cosa: quanti tengono in mano azioni di società fallite (vedi MPS) perché SPERANO che avvenga il miracolo? Il cambiamento che propone il governo Renzi lascia alle promesse ed alle speranze, che questa europa che ci sta strangolando dovrebbe mantenere. Votare SI peggiorerà la situazione e non permetterà facilmente un passo indietro, perché le riforme volute dall'europa sono fatte per essere il più possibile unidirezionali. Questo governo ha votato in fretta e furia quando era il momento, la riforma Fornero ci ha messo 20 giorni ad essere approvata. Non è l’assetto costituzionale il problema, ma la VOLONTA’ di fare una cosa oppure un’altra.

      Per concludere, non credo neanche io che ci sia gente capace per traghettarci fuori dall’euro, ma altra via NON C’E’. L’euro è il Purgatorio per eccellenza. Purtroppo non è tutta colpa della casta se l’ignoranza si è diffusa in cui questo paese come un cancro. Ecco perché ora che il quorum non è necessario diventa importante: per capire a che livello di comprensione siamo. Con percentuali del 50% di aventi diritto al voto che andranno a votare, avremo chiaro il quadro: che vinca il SI o il NO, questo paese non ha più speranza.

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  2. In realtà il quesito, dopo alcuni studi e letture da ignorante, di ambo le parti (se cosi si può dire...), secondo me si può estremamente riassumere con:

    SI = +europa
    NO = x

    da questo uno può trarre le sue conclusioni sul bene maggiore/male minore.

    Ma forse la vera domanda è: cambierà in realtà qualcosa in entrambi i casi? Il voto conta veramente? O è ed è sempre stato e sempre sarà uno specchietto per le allodole? Su questo ho veramente tanti dubbi.

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    1. Questa è una delle rare volte in cui si può mandare un segnale secondo me. Come ho scritto però, per avere poi dei risultati concreti, non basta votare NO, bisogna andare oltre.

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  3. Il problema che io vedo e che siamo ormai incaprettati ...mani e piedi legati ad una corda che stringe sempre più il collo ...poca speranza di sopravvivere ...immobilismo italiano con continue pantomime su tutto e continua difesa del particolare o gabbia europea con indicazione precisa di una morte per tantissime eccellenze locali per giocare un ruolo solo come florida del turismo con tanti food&wine per gli stranieri ...ormai la politica non vale un penny conta solo il dio denaro e chi lo fa da una parte gli Usa con il monopolio della tecnologia (e noi schiavi di apps ) e dall'altra la super produzione asiatica con Cina in testa e gli Indiani nei posti da ceo perché troppo avanti intellettualmente su scenari sempre più virtuali ...ma sono decisamente atterrito ...voterò si per una piccola dose di entusiasmo per il cambiamento ...ma mi devo attrezzare ormai la coperta è corta e se la tiro qualcuno avrà freddo ai piedi
    Giusbaland

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    1. Ragazzi avete un modo molto strano di ragionare. La vostra idea di cambiamento ricorda quella che io chiamo "innovazione forzata", cioè la non-necessità, ma che è vista come obbligo, al cambiamento, anche se peggiorativo. Tipico del capitalismo che deve vendere prodotti in continuazione, tipico del sistema del PIL che deve sempre crescere.

      Non sta scritto da nessuna parte che bisogna cambiare in peggio perché altrimenti si rimane come si è (che comunque è meglio).

      Ognuno faccia le sue scelte, io mi regolerò di conseguenza. Nella peggiore delle ipotesi mi scrive un headhunter ogni mese, parlo 3 lingue bene più altre in maniera sufficiente e non ho problemi a spostarmi in altre parti del mondo. Il problema è di chi deve rimanere qui per forza.

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  4. ..concordo... chi rimane avrà seri problemi ...i miei figli li vedo lontani per possibilità ...il discorso è che quando hanno realizzato questo bellissimo welfare ..si sono dimenticati di dire che se la produttività non fosse stata almeno di x% all'anno (ci vorrebbe un pò di tempo per calcolarla) saltava tutto...ora c'è una voragine ...ma una gran parte di italiani si è fatto il magazzino e per un pò puo sopravvivere con figli annessi ...il problema gravissimo e per chi non c'e l'ha che per sopravvivere parte con una palla al piede di piombo ...sono un pò disincantato sulla forza futura della politica con iniziative che se anche buone ...per propagarsi avrebbero bisogno di anni e intanto sulla strada di "morti ce ne sarebbero ...milioni"...forse bisognerebbe pensare in logica "impact investing " disintermediando il più possibile dalle logiche di governo statali regionali, comunali
    un saluto

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    1. Non ci siamo IG, sei ancora dentro il flusso delle bugie che raccontano. Non abbiamo un problema di welfare, come non abbiamo un problema di debito pubblico, e non ci sono voragini da nessuna parte. Sorpreso vero?

      Ti faccio un esempio: quando la stessa europa diceva che il nostro sistema pensionistico era sostenibile a lungo termine, ci è arrivato un Monti che ci ha massacrato. La realtà è che mentre gente come la Fornero ti diceva di andare in pensione dopo i 70anni facendoti credere che le pensioni d'oro erano il problema, questi facevano cassa subito per ridare i soldi alle banche francesi ed inglesi. Perchè lo stato italiano poteva pagare le pensioni grazie proprio alle riforme precedenti.

      Ancora c'è gente come te che parla di "produttività" (scusa la franchezza - ma che cazzo centra la produttività), di "iniziative della politica", "disintermediando il più possibile dalle logiche di governo statali regionali, comunali" e meno male che non hai menzionato il "vivere al di sopra dei propri mezzi", uno dei mantra più gettonati.

      Certo l’Italia non è perfetta e tante cose andrebbero migliorate, ma qui ancora discutiamo del nulla, dopo quasi tre anni che ho aperto questo blog. Ancora siamo a questo punto.

      Ma è colpa mia, sicuramente non mi esprimo bene, non mi faccio capire.

      Riprovo.

      Abbiamo un solo problema: questa europa e l'euro. E se l'Italia cresce meno di altri, è proprio perché certe barriere costituzionali hanno retto, al contrario di posti come la Spagna dove il PIL viaggia veloce, ma a discapito dei salari che sono stati abbattuti di tre punti percentuali dal 2007, perchè il governo ha potuto operare senza “impedimenti” parlamentari perchè aveva un “governo stabile”. Qui da noi lo stop al cambiamento ci affossa ma ancora ci rende più liberi. Certo dobbiamo o uscire o diventare schiavi, non possiamo rimanere in questo purgatorio.

      Votate pure SI quindi, pensando che siete colpevoli e serve il cambiamento per riempire le voragini, io sono davvero stanco (e altre gente molto di più).

      Scusa se ti senti offeso IG, non è assolutamente mia intenzione. Scusa ancora la franchezza, non sono arrabbiato o altro, davvero voglio bene a tutti, e davvero credo che in parte sia colpa mia. Non sono all’altezza di spiegare certe dinamiche e mi sento scoraggiato. Ma parte di questa ignoranza diffusa e stato il buonismo democratico con cui tutti potevano dire tutto senza essere smentiti. Un po' di franchezza con relativi schiaffoni (metaforici ovviamente) ci avrebbe fatto bene. Ormai credo che sia tardi.

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  5. Provo, con la consapevolezza che probabilmente non ci riuscirò, ad esprimere in pochissime parole quello che avrebbe bisogno di un trattato con la partecipazioni di molti esperti in svariati ambiti. Dal mio punto di vista.

    Chi ha viaggiato un po' per il mondo e si è veramente integrato, non fa fatica a riconoscere all'Italia diversi pregi. Alcuni erano e non sono più, altri sono ancora ma sono in corso di smantellamento.

    Industrialmente era, e per molti aspetti rimane, uno dei paesi più sviluppati. In parte smantellato.

    La scuola pubblica tra le più efficienti del mondo, in via di smantellamento.

    La sanità pubblica tra le più efficienti del mondo, in via di smantellamento.

    Il sistema pensionistico tra i migliori del mondo, praticamente smantellato.

    I contratti di lavoro fra quelli con più garanzie, che prima del +europa non facevano fallire gli imprenditori, anzi... praticamente smantellati.

    Uno stato sociale che ha permesso a una generazione intera, forse 2, di arrivare dove voleva nel mondo, a prescindere dalla condizione sociale da cui si partiva.

    C'erano ci sono e ci saranno molti problemi, nessuna nazione è perfetta, ma l'unico grandissimo problema dell'Italia prima dell'europa e dell'euro era l'unione monetaria interna. Con 2 o 3 "lire", sarebbe stato ancora meglio.

    150 anni di storia "forzata" non sono stati in grado di appianare il dislivello economico dell'unione, in un paese di 60 milioni di abitanti di lingua abbastanza eterogenea... come può aver pensato qualcuno di farlo con svariati paesi di lingue, culture ed ECONOMIE diverse? in 20 o 30 anni?

    Alla luce della distruzione dello stato sociale, e in definitiva, delle "conquiste" sociali che favoriscono il cittadino comune permettendogli di elevarsi al di sopra della mediocrità, perpetrate dal +europa in tutte le sue sfaccettature, mi meraviglio come qualcuno possa votare SI. Non so cosa possiate pensare, che da domani smettono di "attenuare quel diaframma di protezioni" che, poveri noi, ha "progressivamente allontanato l'individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere"?

    ci possono essere due ragioni:
    - o fate parte o volete far parte di quel 5-10% di individui (esagero?) che beneficeranno di tutto questo e non vi interessa se altri esseri umani, magari della porta accanto, saranno completamente rovinati.
    - non avete capito.

    Personalmente, se vince il SI, a maggior ragione avendo un figlio piccolo, inizierò a guardarmi intorno (leggi: extracomunità). Mi dispiacerebbe enormemente perché amo questa mia terra e vorrei contribuire direttamente al benessere qui e non da un'altra parte.

    Ma quello che mi dispiace di più è vedere un popolo incredibile, che nelle generazioni ha contribuito enormemente a migliorare la vita e l'etica dell'uomo, che è capace di cose grandiose tuttoggi, autodenigrarsi; autoaccusarsi di corruzione, pressapochismo, bamboccismo, inciviltà; farsi convincere di aver vissuto al di sopra dei propi mezzi; farsi sputare in faccia e dire grazie; desiderare l'invasione teutonica... questo sinceramente fa un po' male e denota la completa inconsapevolezza di come vanno le cose dalle altre parti, di come il lavaggio del cervello sia in stato molto avanzato.

    Spero di essere stato chiaro e di non aver offeso nessuno, data la “superficialità” di questo commento. Non vi preoccupate, non credo di aver mai convinto nessuno di qualcosa in vita mia, non penso che inizierò proprio ora. 

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  6. Tranquillo Ivano non mi offendo anzi ce ne fossero di "luoghi come questo" dove civilmente ci si confronta e confronta ...non so che dire so solo che nel tempo ho visto scelte sempre più mediocri e populiste e se guardo ...quel poco che guardo alla TV non vedo niente e nessuno che ...mi illumini ...se poi guardò a quelli del no ah si che ce da stare freschi ...e sereni per il futuro...i 5 stelle poi mi sembrano i più pericolosi di tutti ..demagoghi idealisti ..frutto della generazione copia e incolla di una superficialità che anche mio figlio più piccolo smonterebbe ...comunque il problema è che la velocità del mondo è cambiata a Samsung e Apple nuovo ogni 6 mesi ..se adesso arrivano a frotte anche i cinesi ....il nostro sistema stato così come non serve più tra molto poco ...preferirò quasi quasi avere il 18 % di tasse come Romney e farmi n polizze che aspettare un servizio incatenandomi al cancello ...ma basta lagne ...soluzioni più società civile solidale ...più crowdfunding + foundraising + organizzazione ...e tanto sudore e via il governo da Roma ...mettiamolo in palazzo trasparente di vetro a Trento ...lontani da statue, festini , chiese e ...maritozzi alla panna ...
    Il no non mi convince ...eravamo il bel paese ...forse lo siamo ancora ...ma se una strada disastrata non mi permette di arrivare a Vernazza ...venga un tedesco ad asfaltare la strada
    Un saluto

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  7. ....solo un piccolo post secondo me c'è una fottutisima paura di adeguarci a regole e logiche da passe civile ...ah il genio, creatività e sregolatezza italiche che ne sarebbe se aderissimo ad una logica da paese europeo....tutti uguali con stessi diritti ...ma non so se fanno per noi ...che la democrazia non l'abbiamo mai conquistata a colpi di fucile e sangue ...se prendete un filmato in time lapse della cartina dell'Europa si vede continue lotte nel nostro piccolo paese mentre in Europa si succedevano imperi ...l'unica cellula collettiva che rispettiamo ...ma è in fase di smantellamento e la famigghia...buona serata

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  8. Come si fa a permettere al 3 europeista non eletto di steavolgere in "peggio"la costituzione? La riforma fornero (come appunto dice Ivano) è passata in 20gg. Per abolire l' articolo 18 è bastato un semplice decreto legge con parola figa in inglese (Job Act ).
    Vi siete domandati perché colui che ci ha obbligato all' Euro (Prodi) e il ministro delle finanze Tedesco (W.Sheuble) votano SI?
    Meditare gente , io non ho dubbi : VOTO NO tutta la vita.

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  9. https://www.youtube.com/watch?v=5YEonF4ps6w

    dal minuto 3:01 in poi.

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  10. ....come disse Marchionne ..."folclore locale" ...ahhahaha

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  11. ...non vi rendete conto che lo stato non è più il baluardo di nulla ...le leggi dovrebbero rendersi conto dello stato delle cose e se possibile regolamentare ...stile anglosassone ...in Italia continuano e continueranno a difendere il particolare ..intanto Milan e Inter sono Cinesi!!!

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    1. Infatti gli anglosassoni sono scappati via...

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  12. ...ottimo Ivano ...ne sono consapevole un grande Outlet ...ma non riesco a vedere argine al Dio Denaro, non c'è legge, preghiera, solidarietà ...se si diventa poveri..si è poveri e basta ...non possiamo correre con macchine dal freno a mano tirato perchè cosi non sbatto ...no devo prendermi il rischio di andare più veloce ...gli ultimi qui sulla terra non saranno mai i primi in "Paradiso"...saranno solo gli ultimi ...ormai l'unica cosa che conta ahimee è il Dio mercato...

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  13. ok registriamo vittoria NO e ora che fem?..da parte mia non cambia di una virgola quello che devo fare ...ovvero garantire un futuro ai figlioli...ma a livello collettivo cosa mi devo aspettare ...sono interessato in maniera propositiva ...gli osanna dei vincitori e le critiche e le lagne degli altri non servono più...ora ?

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    1. Ora bisogna continuare la battaglia di sempre: l'uscita controllata dall'euro e dall'europa, ristabilendo trattati commerciali con i vari paesi (quello che vuole fare Trump in USA). Attenzione però, la mappa del NO vede una divisione netta tra nord e sud. La mia paura è che chi "vivacchia" in quelle regioni ha avuto paura di un cambiamento ed abbia votato NO. Se fosse così, sarebbe come aver avuto una bassa affluenza ai seggi. Per ora registriamo il NO e vediamo cosa succede. Intanto già i mercati non crollano e manco l'euro.

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    2. Per essere ancora più chiaro, https://www.youtube.com/watch?v=9iewqjoXLDc dal minuto 24:45 al 25:40. Se gli italiani non capiscono che l'euro e (questa) europa sono insostenibili (a meno di non fare tabula rasa di tutta la tradizione europea e riscriverla da zero) contano poco i NO. In Francia il sentiment è già diverso, in Inghileterra, beh, lo sappiamo. Non a caso forse Francia ed Inghilterra ci salvarono dai Nazisti. La storia si ripeterà?

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  14. ah scusa mi dispiace per la febbre rimettiti presto.

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