giovedì 8 settembre 2016

Santi, poeti, navigatori, artisti, colonizzatori...lobotomizzati

C'era una volta un popolo ricco. Persone intelligenti e capaci, si erano formate nelle migliori scuole del mondo, e vivevano in un paese che garantiva loro una pensione ed un sistema sanitario incredibile, che assicurava a tutti un'assistenza.

Un paese insomma, dove se cadevi, qualcuno ti avrebbe sempre risollevato - in tutti i sensi.

Oggi di quel paese rimane pochissimo.

Chissà chi o cosa e come, ha lobotomizzato gli incredibili cervelli di un popolo di grandi lavoratori, che alla fine degli anni '80 avevano persino superato come ricchezza l'Inghilterra - una delle regine dell'economia mondiale.

Gli Italiani di oggi sono sciocchi quanto ipocriti. Pensano ad esempio, che qualcuno debba sempre risolvere i loro problemi. Perché secondo loro c'è sempre qualcun'altro che deve fare qualcosa per risolvere un problema, tranne che loro. Oppure qualcun'altro è sempre responsabile, ma loro mai.

E così si dilettano in sterili polemiche su vignette e giorni della fertilità, episodi di grande impatto mediatico ma privi di ogni reale conseguenza sulla loro vita, senza neanche rendersi conto di quanto sono ipocriti. Le notizie vere, quelle che stanno affossando l'economia di questo paese e le loro vite reali - quelle no - di quelle non parlano mai. Guardano pagliuzze al microscopio e non vedono le travi che li colpiscono dritti in faccia.

Prendete il giorno della fertilità promosso dalla nostra ministra della pubblica istruzione. Tutte le donne d'Italia (e molti uomini) s'indignano per le immagini di cattivo gusto, perché loro sono vittime, perché "l'utero è mio e me lo gestisco io", perché "non ho lavoro e per questo non faccio figli".

Ancorché il modo di presentare la problematica sia sicuramente stato poco "ortodosso" (ma da questo governo dovremmo ormai aver capito che possiamo aspettarci questo ed altro) e probabilmente non serve a nulla un Fertility Day, devo dire che il messaggio è stato molto chiaro ed onesto. Ed i commenti che ho letto in giro mi fanno pensare che la ministra stavolta abbia centrato in pieno la problematica, e questo bruci dentro come l'inferno alla donne di questo paese.

La realtà infatti, è che a parte coloro che di figli non possono averne (e che non dovrebbero provare invidia per quest'iniziativa) le altre che ancora non li hanno ma dicono di volerli, semplicemente non li hanno mai voluti prima, ed adesso sentono che il tempo stringe.

Le donne hanno le stesse libertà degli uomini oggi, e molte di loro vogliono spassarsela in giro il più possibile come fanno i loro coetanei maschi. Poi arrivano a trent'anni e cominciano un po' a preoccuparsi, a trentacinque molte corrono disperate a cercare qualche uomo decente per mettere su famiglia. Ma la realtà è che hanno aspettato (giustamente se volevano) per godersi la vita e la giovinezza, o per fare carriera, o per aspettare il principe azzurro, o chissà. Hanno fatto una scelta che non dipende da nessun altro se non da loro. Ma qualcun altro è responsabile della loro maternità mai iniziata, come sempre.

E' un problema economico? Siamo d'accordo, questo Stato non aiuta di certo le neo-mamme, la vita non è facile e i soldi scarseggiano. In periodi di crisi la natalità risente ancor di più di un trend che però è in voga dagli anni '60. Sono passate crisi e boom ma il numerò di nati è continuato a scendere inesorabile.
Fonte wikipedia da dati ISTAT

Le donne di oggi si dimenticano che le loro nonne si sono fatte anni di guerra, e poi hanno messo al mondo una discreta prole. Qualcuna voleva, qualcun'altra sarà stata costretta dalle circostanze (non erano libere come quelle di oggi, soprattutto dai pregiudizi della società), ma lo hanno fatto.

Vorreste dirmi che dopo simili esperienze sia facile guardare al futuro con ottimismo? Che quelle donne pensassero che sarebbero state ricche e felici? Quelle donne passavano i vestiti dal figlio più grande a quello più piccolo, mangiavano tutto (oggi invece buttiamo buona parte del cibo nella spazzatura), si spaccavano di lavoro ed hanno creato il paese che conoscete, nel bene e nel male. Non conoscevano discoteche, aperitivi, smartphone e TV al plasma - e come loro i loro uomini. Noi (uomini inclusi) non sappiamo rinunciare a nulla oggi, ecco la verità.

Non prendetevi in giro da soli, guardate i vostri amici: sapete anche voi che probabilmente quelli senza figli, sono quelli con lo stipendio più alto e i ruoli più importanti in azienda. E come mi disse una ragazza una volta: "il mutuo, la rata della macchina... la realtà è che se ti metti a pensare ai soldi, i figli non li fai mai!I figli sono un sacrificio. Parola che gli uomini hanno raramente conosciuto in relazione alla famiglia, e che le donne di oggi non vogliono più sentire, soprattutto prima dei trent'anni.

Se poi guardiamo due mosse più in là, come si fa negli scacchi, ci renderemmo conto che questa iniziativa è probabilmente più figlia del ministro dell'economia che di quella della sanità. Infatti la crescita demografica influisce direttamente sul PIL, ecco perché uno degli slogan dice che la procreazione è un problema che riguarda l'intera società.

Perché credete che tutti i governi europei siano favorevoli a questa invasione oramai fuori controllo di immigrati extracomunitari? Loro i figli li fanno e non solo, sono disposti a lavorare per stipendi da fame, spesso in villaggi sperduti, morenti e noiosi, così da poter far attuare le politiche di dumping salariale necessarie a causa del cappio dell'euro. Politiche che tolgono quel lavoro che donne e uomini reclamano per poter mantenere i loro figli. Ma di questo nessuno s'incazza, anzi, se ne parli in questi termini vieni etichettato come un razzista xenofobo.

Vedete che pensando a cosa c'è dietro l'immagine di una ragazza che tiene in mano una clessidra (che vi manda il messaggio giusto in realtà) viene fuori un mondo totalmente diverso?



Ma senza scomodare le donne, potremmo parlare dell'ultima vignetta di Charlie Hebdo. Qui gli Italiani si indignano per il cattivo gusto. Eppure nessun occidentale, soprattutto politico, provò a mettersi nei panni di un musulmano quando tirò fuori le vignette su Maometto. A meno di quattro anni dal sanguinoso attentato, nessuno sta più con Charlie e con il suo concetto di libertà di espressione che cerca di ostentare ad ogni costo, anche in modo estremo.

Nessuno anche lì, ha provato ad andare oltre l'orrenda lasagna di braccia e gambe per capire che, come hanno detto anche quelli della stessa redazione: "se fai le case con la sabbia quelle vengono giù". Nessuno ci ha visto una denuncia all'ennesimo gesto di malaffare di casa nostra. E nessuno ha pensato che in Europa, il rischio sismico non è una priorità, perché in Germania non ci sono i terremoti, e siccome loro sono i padroni dell'Impero Europeo, se ne sbattono i "ciufoli" dei possibili morti Italiani.

Come sembrano sbattersene i nostri politici, che non si rendono conto che chiudendo i nostri piccoli ospedali, per una delle tante "riorganizzazioni" per entrare nei parametri del "Ce lo chiede l'Europa!", faranno forse morire delle persone. Si dimenticano che passare una montagna non è come passare una valle. Ma d'altronde i tedeschi le montagne non le hanno, quindi chissenenfrega se in Italia ci sono le Alpi e gli Appennini.

Gli unici ad essere indignati per le vignette dovrebbero essere i terremotati, che giustamente hanno il nervo scoperto, ma gli altri dovrebbero capire ed incazzarsi per scuole ed ospedali costruiti con le moderne tecniche che usano i bambini sulle spiagge di Ostia...

Ma anche qui, per scavare sotto la superficie ci voleva un cervello attivo, non spento dai reality idioti o dai media nostrani.

La verità è che le polemiche sulle vignette ricordano quelle sulle pubblicità degli incidenti stradali o sulle immagini shock dei pacchetti di sigarette. Anche lì tutti indignati! Ma siamo matti a far vedere in televisione corpi macellati dentro un'auto? O a mostrare quei brutti tumori sui pacchetti delle sigarette?

Occhio non vede cuore non duole, l'ipocrisia degli Italiani è salva, la verità oscurata perché troppo dura da accettare.


Conclusioni
Perché nessuno rimane sconcertato in questi giorni, per un primo ministro che "alla data del referendum non ci penso neanche". Che dice che si dimette se vince il NO e poi, quando scopre che probabilmente il NO vincerà, cambia idea e non risponde più alle domande sull'argomento, mantenendo un atteggiamento da bambino di tre anni?

Perché nessuno si indigna per quasi dieci anni di PIL stagnante o in caduta, disoccupazione alta e salari in ribasso? Per governanti che continuano a dire cose non vere, smentite da qualsiasi fatto reale (cioè dati, grafici, tabelle e statistiche).

Nessuno inonda Facebook di post per far presente che la magistratura italiana ha scarcerato il "turista picchiatore" senza scorta, dicendogli semplicemente di andare in un istituto psichiatrico in Liguria. Questo pazzo, responsabile di almeno una decina di aggressioni, è stato fatto uscire da S.Vittore dicendogli: "ehi mi raccomando, ti aspettiamo nella clinica psichiatrica in Liguria, non tardare!".

Quello giustamente se ne è tornato in Spagna, diventando latitante e gettando nel panico mezza Milano, che già se lo rivedeva in giro a spaccare la faccia a qualcun altro. Ci ha anche infinocchiato con la storia che era matto. O almeno io ci vedo lucidità a prendere la metro, andare alla stazione centrale, prendere un bus per Barcellona e poi tornarsene a San Sebastian. Già la sua cattura era stata tragicomica in fondo, ed era costata un ultimo trauma cranico ad un poveraccio.

Perché nessuno ha il coraggio di dire che quello sia venuto lucidamente in Italia a fare le sue porcate, invece che rimanere in Spagna, perché solo da noi esiste un tale garantismo ormai, grazie al quale puoi fare quello che più ti aggrada, tanto non ti succederà (quasi) mai niente (soprattutto se hai buone risorse economiche)? In Spagna questo tizio lo sapeva benissimo che dopo la prima aggressione la Guardia Civil lo avrebbe preso e sbattuto dentro senza tanti complimenti.

Perché nessuno chiede a gran voce di uscire dall'Euro e da questa Europa per tornare a vivere ed a sognare? Anzi si deridono i paesi che ne escono! I giovini vogliono stare connessi, dove se ne vuole andare l'Inghilterra?!? Non riescono neanche a vedere che dopo soli due mesi, i prezzi delle case lì continuano a salire ed il paese non è morto come tutti si ostinavano falsamente a ribadire in ogni TG. Non riescono a vedere che tutti gli europei con un patrimonio elevato si comprano casa in Inghilterra per fare il "fugone" da quest'europa quando arriverà l'armageddon!

Insomma questo popolo ormai non è più neanche l'ombra di quello di un tempo. Distrutto nella mente e nel portafogli, martoriato dalle tasse (e convinto che aumentino per colpa dell'evasione fiscale per giunta, sigh!) si trastulla davanti ai vari TG, indignandosi quando questi gli dicono di farlo, e non rendendosene neanche conto. Una grande platea in mano agli spin doctors ed agli "intellettuali".

A quello che dice Krugman quindi, io aggiungerei di aspettarci un moltiplicatore di disgrazie per questo sciagurato paese, perché ormai gli Italiani, come si dice a Roma "Nun ce ariveno ppiù!"

3 commenti:

  1. Ciao Ivan,
    massimo rispetto per quello che scrivi , ma rimanendo sul tema della campagna del ministero della sanita, quello che mi colpisce e il tentativo di far ricadere tutte le responsabilita del calo delle nascite sugli italiani e sulle donne in particolare.... come per l'euro: "Hai perso il lavoro? e colpa tua che non sei abbastanza flessibile" o " guadagni 1000 euro al mese? Lo vedi quanti sono la ad aspettare che gli liberi il posto?"

    A me padre di 2 figli e questo che soprattutto mi urta....

    DG

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    Risposte
    1. Appunto mi piacerebbe vedere commenti infuocati sul PIL e disoccupazione invece che su vignette e gravidanze! Quando lo capiremo che NON abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi e che il protrarsi di questa crisi NON è casuale e che i tedeschi NON sono virtuosi come ci dicono?

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