domenica 18 marzo 2018

Aggiornamento FTSE MIB al 16 marzo 2018

Niente di nuovo sotto le nuvole (a Milano di sole neanche a parlarne...)


Sempre al rialzo nel lungo periodo, ma con uno stormo di cigni che aleggiano sopra.

Niente inflazione in EU, ma neanche e soprattutto negli USA e anzi, proprio da lì arrivano notizie non di certo confortanti per la ripresa dei consumi.

Intanto continuo a sorbirmi su feisbuk e altri siti di dis-informazione la solita tiritera del debito pubblico, della corruzione, della Cina, del mondo che è cambiato, della BREXIT che non è iniziata, etc., etc., etc. E finisce sempre che nonostante ci prenda la maggior parte delle volte, mi dicano che non capisco un cazzo.

Allora a beneficio dell'europeo medio che finanziariamente (e politicamente) è ignorante come una capra del Gennargentu, dopo aver spiegato perché la BREXIT non è una tragedia, perché l'inflazione non sale e non può salire con i QE, perché Kim jong era il bombarolo meno pericoloso sul panorama internazionale, e altre amenità, cercherò di spiegare anche che succede negli USA, che sta facendo Trump, e perché non può finire bene.

Per coloro i quali (ancora incredibilmente c'è gente così in giro) che credono che la Germagna è la locomotiva delLeuropa, ricordo che le locomotive per muoversi, il combustibile lo consumano, non lo vendono.


La vera locomotiva del mondo sono gli Stati Uniti, che comprano dai tedeschi, dai cinesi, e da tutti gli altri più di quanto esportino, e si indebitano nella valuta di riferimento mondiale, il dollaro. Perché possono farlo? Perché (e questo lo dico soprattutto a beneficio dei criptovalutisti che pensano che le monete fiat siano morte e sepolte) se non li accetti ti mandano i marines e ti rompono il culo. Chiaro?


Gli USA ora stanno nella merda, perché il loro debito (pubblico e privato) è andato talmente in alto che non ce la fanno più a consumare per far arricchire i tedeschi. Sono in piena deflazione da debiti, senza uscita se non con un violento RESET.


Per voce di Trump hanno detto a tutti gli altri che è finita la pacchia. Da lì i dazi.

Quindi Trump ha fatto bene?

Eticamente si (i tedeschi hanno davvero rotto il cazzo, e non lo dico da oggi), praticamente ogni barriera al commercio peggiora le cose.

Ormai non credo che ci sia una via d'uscita alla situazione: se tappi la falla da una parte se ne apre una dall'altra. Dobbiamo farci un altro '29, sperando che le guerre rimangano confinate a sfere commerciali, virtuali e non reali.


P.S.
A coloro che dicono che la BREXIT non è iniziata, perché inizia il 29 marzo 2019, dico tranquillamente con un anno di anticipo, che non cambierà assolutamente niente. Anzi faccio di più. Dopo che non succederà niente, vi dico anche cosa direte: che è un processo lungo e bisogna aspettare. Cioè quello che dite da due anni. Ora aspettiamo (di nuovo) e vediamo chi ha ragione.


7 commenti:

  1. "Gli USA ora stanno nella merda ..... sono in piena deflazione da debiti, senza uscita se non con un violento RESET".

    Se ci sono riusciti persino in un regime di moneta legale riproducibile a piacimento credo che il reset sia inevitabile.

    "Ormai non credo che ci sia una via d'uscita alla situazione: se tappi la falla da una parte se ne apre una dall'altra. Dobbiamo farci un altro '29, sperando che le guerre rimangano confinate a sfere commerciali, virtuali e non reali".

    In un mondo ormai dominato dall'alta finanza c'è solo un modo perchè questa possa far ripartire il ciclo inflattivo, mantenendo al contempo il monopolio del controllo della moneta: la guerra! Si fa ripartire l'inflazione emettendo moneta non per farla confluire nell'economia reale, ma per ricostruire ciò che è stato distrutto. In più si lucra sulla guerra stessa attraverso lo sviluppo dell'industria bellica con la quale le élite hanno da sempre avuto uno stretto legame. Infine si mantiene il controllo dell'economia attraverso i debiti di guerra contratti dai belligeranti.

    Purtroppo la storia ci insegna che in periodi di forte deflazione da debiti è sempre stato così; la grande depressione di fine '800 sfociò prima nelle guerre balcaniche del 1912-1913 e poi nel 1914 nello scoppio della prima guerra mondiale. La depressione del 1929, e poi il periodo di deflazione 1930-1933 che ne seguì, portò prima all'ascesa di Hitler e poi, con la deflazione americana del 1937-1939 provocate dalla pressione della finanza per un ritorno al pareggio di bilancio, alla seconda guerra mondiale. Infine la cura contro la deflazione americana del 1949 provocata dalla stretta dei tassi operata dalla FED fu la guerra in Corea (1950-1953).

    Non vorrei essere troppo pessimista, ma mi sembra che oggi la storia si stia ripetendo: le sanzioni alla Russia in seguito alla crisi Ucraina e all'occupazione della Crimea, la destabilizzazione angloamericana del Medio Oriente, l'intervento della Russia in Siria e la contemporanea ondata di denaro e armi angloamericane verso l'ISIS e i ribelli, le tensioni diplomatiche tra gli USA e la Corea del Nord, le minacce di dazi commerciali del burattino Trump anche nei confronti dei propri alleati europei, con possibile ripensamento se si partecipa con maggiore "impegno" alle spese della NATO sono, a mio avviso, tutti elementi con un unico comune denominatore: creare caos geopolitico per far compiere un passo falso a qualche nemico giurato dell'asse angloamericana per avere così il pretesto di intervenire militarmente, ovviamente sotto l'egida della NATO, in veste di salvatori del mondo, mentre la realtà è sempre e solo permettere ai banchieri internazionali di mantenere lo "status quo" di unici e intoccabili controllori dell'offerta di moneta, favorendo il capitale e scaricando sui lavoratori e sulle famiglie il costo della caduta dei prezzi.

    E' probabile che prima di tutto questo verrà un altro '29, con insolvenze dei debitori, fallimenti di banche e forse di Stati, disoccupazione e fame, crollo delle Borse e tassi di interesse sotto zero.

    Come sempre, ex post, si cercherà di dare la colpa a qualcosa senza però mai far capire che l'unica grande causa del sovra-indebitamento globale è il denaro facile.

    Fabio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bel riassunto geopolitico della situazione Fabio, condivido in pieno. Grazie.

      Elimina
    2. In questo contesto, la conquista di Afrin è stata orchestrata per indurre un passo falso della Russia. L'unica maniera per difenderla sarebbe stata attaccare la logistica in territorio turco, avviando l'intervento della NATO (che è il vero artefice di questo attacco).

      In realtà sono parecchi anni che si tenta di indurre un passo falso della Russia. Putin è sempre stato molto scaltro (e freddo) nel resistere a queste provocazioni e al contempo mantenere un consenso. Io credo (e spero) che finché resterà lui a potere sarà molto difficile trovare un pretesto dal lato russo.

      L'altro conflitto che potrebbe interessarci è quello provocato dall'asse franco-tedesco, che però in questo momento sta perdendo il consenso dei cittadini.

      Vedremo, la situazione in questo momento è molto fluida. Quello che si può ancora una volta constatare con estrema tristezza è che poco è cambiato nei meccanismi che governano questo mondo, nonostante come si dica siamo ormai nel terzo millennio: il popolo è fisicamente sacrificabile a qualsiasi scenario geopolitico le "elite" decidano di costruire o distruggere per i loro comodi; il popolo è ancora per la maggiorparte altamente influenzabile dalla propaganda.

      Elimina
  2. Ciao. In tutto questo marasma vorrei capire perché l'euro rimane così forte. Cosa ne pensi? C'è da aspettarsi un indebolimento dell'euro rispetto alle altre monete o rimarrà questa situazione di stallo che certamente non favorisce l'area Euro.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Perché la Germania ha un surplus commerciale enorme, come fa il dollaro ha rafforzarsi? L'unico modo è spaventare i mercati con le crisi dei paesi mediterranei, ma ormai la misura è colma.

      Elimina
  3. "l'unica grande causa del sovra-indebitamento globale è il denaro facile."

    Denaro facile necessario a tenere in piedi un sistema dove da almeno quarant'anni la produttività cresce ed i salari sono al palo. Il patto sociale tra capitale e lavoro è rotto, l'indebitamento serve a tenere (temporaneamente) in piedi la baracca.

    Per il resto concordo con l'ottima analisi di Fabio.

    Un saluto
    Andrea

    RispondiElimina
  4. Scusate se ci ho messo una vita ad autorizzare gli ultimi messaggi, ma questo periodo non solo è incasinato, succede anche di tutto al mio laptop!

    RispondiElimina