giovedì 21 settembre 2017

La crisi bancaria? Te la spiego in poche righe!

1) Nel 2011 la BCE manda al governo italiano una lettera che chiedeva riforme dagli effetti deflazionistici. Tra le tante cose, la riforma del mercato del lavoro che voleva la BCE doveva "agevolare la flessibilità". Tra le righe, la flessibilità riguardava i salari e la direzione di tale flessibilità era verso il basso. Ciò si poteva ottenere rendendo i lavoratori più ricattabili, magari eliminando le tutele del contratto indeterminato (vedi Jobs Act). Oggi il target della BCE sull'inflazione non si riesce a raggiungere dunque, perché le riforme consigliate dalla stessa BCE sono state implementate con successo. Se non si surriscalda il mercato del lavoro l'inflazione non può crescere. La teoria secondo la quale basta stampare moneta per generare inflazione è sbagliata.

2) Nel contesto dell'unione europea il taglio dei salari è l'unica via per equilibrare la bilancia commerciale. Impedire al cambio di aggiustarsi costringe i salari a farlo per tenere i conti in ordine. Abbiamo tenuto per anni, ma poi la crisi economica ha portato i nodi al pettine. Per non lasciare l’euro abbiamo dovuto svalutare il lavoro.
Non a caso l'euro è proprio lo strumento che il capitale usa contro il lavoro per rafforzare sempre di più la propria posizione. Se non si capisce questo non c’è speranza di uscirne!
3) Con la flessibilità dei salari verso il basso il problema della tanto osannata crescita non si risolve, ma anzi si aggrava. Se tutti gli imprenditori tagliano, dall'altra parte tutti i lavoratori hanno meno soldi per comprare (o non ne hanno proprio). Le aspettative di domanda calano, quindi cala la domanda di lavoro. Insomma, ci si sposta su una nuovo livello di minor domanda di lavoro da parte del sistema imprenditoriale.

4) La flessibilità dei salari verso il basso allontana l'obiettivo di ridurre la disoccupazione per far ripartire l'economia. Tutto quello che si riesce a ottenere per questa via è una crisi di domanda, ovvero una situazione in cui il desiderio di acquistare beni c'è, ma mancano gli sghei per farlo!
Il QE in questo contesto non serve ad una beata fava, perché i soldi non escono dal circuito finanziario per andare nel mondo reale. Servono agli speculatori, ai ricchi, che li piazzano in titoli di stato o nei mercati azionari guadagnando ancora di più

5) Ma qui arriva il redde rationem: alla mancanza di denaro l'italiano medio risponde indebitandosi. Però poi quando i debiti sono troppi, le banche saltano una dietro l'altra (crisi di debito).
Vi ricorda qualcosa per caso, accadimenti degli ultimi giorni?
Chi vi dice che non è così ma che le banche saltano perché c'è la corruzione, non capisce nulla di macroeconomia. Come chi vi raccontava che con la BREXIT l'Inghilterra sarebbe sprofondata nel mare o che se avessimo votato "NO" al referendum costituzionale il nostro PIL quest'anno sarebbe andato a -4% (mentre mi risulta una previsione tra l'1,2% e l'1,5%).

Se queste cose non le andate a spiegare in giro non c'è speranza. Tenervele per voi non serve a nulla. 

Capito?

A risentirci
Ivano

Nessun commento:

Posta un commento