mercoledì 16 agosto 2017

Celebration!

La produzione industriale cresce a giugno del 5,3% anno su anno! Allegria, giubilo, squilli di trombe!

Stocazzzzzzzzzoooooooooooooooooooo!!!!!!!!

Va così bene che certa informazione ci delizia con articoli che cercano di spiegare: a chi va il merito di aver salvato la Patria?

Grandi esperti rispondono con ottimismo, gente che capisce di economia, citando Draghi per il suo bazzzzzoooooooooka, ma anche Letta, Renzi e Gentiloni e i governi degli ultimi 6-7 anni per le loro brillanti idee.

Mariano Bella, capo economista di Confcommercio, è l'unico che non si sente proprio ottimista:
"Il grande tema che non mi fa cantare vittoria è la fiducia delle famiglie che è in calo, in Italia è adagiato su un trend decrescente dall'inizio del 2016. Il giorno in cui questo clima di fiducia si invertirà sarò più tranquillo".
Chissà perché le famiglie non sono ottimiste... Sarà perché i salari non si alzano manco col cric?


Sarà forse che le aziende vengono costantemente vessate dalle tasse e tra un po' elemosinare converrà più che lavorare? Chissà!


Daniel Gros invece, economista del CEPS, si spinge al contrario a citare addirittura Mario Monti perché:
"La base è stata gettata negli anni precedenti con l'austerità e si sa che l'austerità ha un prezzo a breve termine ma a lungo termine aiuta perché c'è una domanda che prima diventa più debole ma poi ritorna".
Un grande economista, tale Keynes, oltre a ritenere l'austerità controproducente, coniò la famosa frase:
"nel lungo periodo saremo tutti morti"
Ma ormai Keynes non piace più a nessuno. Oggi per il mondo moderno ci vogliono economisti 2.0, ma che dico, 4.0! Non gente vecchia di un secolo.

Effettivamente, aumentano gli occupati...


...che sono però quasi tutti occupati a fare lavori del cazzo sottopagati...

















Nel lungo periodo che menziona Gros, la situazione mi sembra sempre la stessa, con la differenza che una volta non eravamo fulmini di guerra, ma almeno mangiavamo ed avevamo un tetto sopra la testa tutti.


Anche con Monti dal 2011, la situazione non sembra proprio cambiata! Ora manca solo la fase finale - diventare come la Grecia - il più grande successo dell'euro come ha sempre affermato.

A me sembra che le politiche europee hanno distrutto economicamente mezza europa e stanno portando il nazionalismo più abbietto (non quello sano, ma quello fascista) nel vecchio continente. Ma questo è un mio parere. Solo perché vedo conflitti di interesse ovunque dato il mio pessimismo, non è detto che abbia ragione.

Ciliegina sulla torta, per la serie "c'è sempre qualcosa da imparare" oggi apprendo che esiste dal 2010 un indicatore che misura i "posti in attesa di candidati". Repubblica ad esempio titola così:
"Le imprese tornano a cercare lavoratori: salgono i posti in attesa di candidati"
Quanti posti sono vacanti?

Ben lo 0,9%. Da notare che nel 2011, anno dell'arrivo di Monti, erano... 0,8%!

Mmmiiiiiiiiiinnnnnnnnnnncccccccccchhhhhhhhiiiiiiaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!

+ 0,1%, ma allora siamo proprio fuori dal tunnel!

Come al solito, se non ci fosse da piangere quasi riderei.

Nessun commento:

Posta un commento