mercoledì 6 gennaio 2016

Antropologia della crisi

Riporto qui un riassunto delle considerazioni di uno psicologo riguardo alla crisi.

"La crisi economica è un evento individuale o collettivo? Io direi collettivo, eppure viene trattata a livello individuale. Si parla dell'imprenditore suicida, dell'operaio che perde il posto di lavoro, del pensionato che ha perso i risparmi e via discorrendo. La crisi è del singolo, e non riguarda la qualità della vita di gruppi sociali o delle future generazioni. Su questo ho alcune considerazioni da fare:

1) Il Denaro colpisce positivamente e negativamente la nostra anima. Diventare immuni al richiamo del denaro implica un percorso interiore che pochissimi fanno, (anche se spero che la percentuale sia più alta tra quelli che seguono questo blog). Nella società occidentale, il tessuto antropologico è legato a doppio filo al denaro, nella sue forme varie forme di benessere, povertà o ricchezza.


2) La dinamica psicologica del debito e del credito è una dinamica principalmente affettiva nelle relazioni umane, non è un caso che la gestione del debito-credito sia il perno centrale di questa crisi.


3) Ricchezza e povertà è un binomio comportamentale simile a quello depressione-violenza. Depresso se mi sento inutile e privo di futuro, che va bene in un primo momento alle élite perché aiuta il controllo delle masse. Violento quando, non riuscendo ad entrare in conflitto con il sistema, divento distruttivo, cioè oltrepasso il limite dettato dalla semplice arrabbiatura.


4) Depressione e violenza sono l'altalena delle masse, hanno dinamiche inconsce di un funzionamento della psiche in cui si perde il principio di realtà, ovvero si distorcono drammaticamente le proporzioni degli eventi, delle relazioni, dei valori (anche economici). La dialettica, ovvero il dialogo dove entrambe le parti hanno dignità, è soppressa. Lo vediamo bene nella dinamica dell'informazione o nella realtà delle stesse istituzioni europee.


5) Il proliferare di leader psicopatici e sociopatici sono il catalizzatore dei conflitti di massa, cioè delle guerre. Gli psicopatici hanno caratteristiche abbastanza comuni, sono bugiardi, hanno grandi capacità empatiche ma sono affettivamente molto distaccati, provano le emozioni solo superficialmente, sono scollegati da un mondo emozionale profondo. Egocentrici e via discorrendo, fate voi i paralleli con le debite proporzioni. Posso solo aggiungere che negli ultimi anni osserviamo una variante: la diffusione di psicopatici che non hanno particolari qualità carismatiche, ma che sono espressione diretta di altri psicopatici burattinai, e attraverso i media hanno comunque successo e seguito.


Le soluzioni ci sono? Certamente sì, bisogna vedere se abbiamo il tempo di consapevolizzare la maggior parte di quelli che hanno un cervello ma non lo usano. Diversamente la storia farà il suo corso antropologico di distruzione e ricostruzione."

2 commenti:

  1. Cosa pensi sia finita la discesa o ci saranno nuovi movimenti ribassisti?
    Nell'ottica del ciclo annuale ritieni opportuno iniziare ad acquistare picooli lotti?
    Paolo

    In merito all'articolo sopra condivido pienamente quando descritto ma temo che la storia farà il suo corso, anche se in aumento sono ancora pochi coloro che riaccendono la proria coscienza e consapevolezza la maggioranza ama restare attacata a "matrix"!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. C'era un rialzo in vista che potrebbe essere stato azzoppato. Ma secondo me mancava comunque un bimestrale al ribasso prima della ripartenza.

      Elimina