mercoledì 14 ottobre 2015

Chiu PIL(u) pe tutti!

Oggi leggo una grande notizia: se le donne avessero pari poteri rispetto agli uomini, il PIL mondiale crescerebbe, udite udite, del 26% in 10 anni. Minchia!

La notizia è di un grande giornale, come sempre (devo dire che senza i grandiosi media di oggi sarei davvero sterile in quanto ad argomenti...)

Ma questa è davvero una svolta! Capite, basta che anche le donne lavorino al livello (di schiavitù) degli uomini per uscire dalla crisi! Casalinghe e madri del mondo occidentale, gettate le scope, mollate i marmocchi e venite in ufficio 10 ore al giorno come noi uomini! 

Nessun problema per le economie che non crescono neanche coi tassi allo 0%, il problema sono i diritti delle donne! Krugman, Dornbusch, Feldstain, Rubini - tutti inutili economisti internazionali che non hanno pensato all'ovvio - la crisi è uomo, la crescita invece, è donna!

Ho cercato lo studio originale della McKinsey. Centosessantotto pagine davvero ben fatte, dove si entra nel particolare delle discriminazioni tra uomini e donne nel mondo. E fin qui, nessun problema.

Quali sono i parametri di fondo del loro modello?

"GDP = working-age population x labor-force participation rate x employment rate x full-time equivalent rate x labor productivity per full-time equivalent employed

"The model captures differences in male and female contributions to GDP due to three factors: participation rates, hours worked, and the distribution of employment among 14 sectors of the economy. We assumed that the labor productivity of men and women is the same in each of the 14 sectors studied—i.e., there is no impact on productivity due to the different roles men and women play in companies, the size of firms that employ men and women, any variation in agricultural productivity due to the size of male vs. female farm holdings, and so on."

Quindi la stragrande maggioranza dell'incremento del PIL da loro stimato viene dalla premessa che le donne che non sono occupate, lo diventerebbero tutte da qui al 2025, generando un extra gettito.

Ora di grazia, me lo spiegano quelli di McKinsey dove secondo loro le donne non impiegate dovrebbero trovare un lavoro in una società nella quale i consumi sono in crisi?

Cioè, se ad esempio produco automobili, quale è il principio secondo cui se le donne lavorassero, se ne venderebbero di più?

Se io imprenditore non ho bisogno di altri lavoratori, perché dovrei assumere un esercito di donne in un mondo del lavoro già saturo?

Insomma il principio base mi risulta, ohibò, un po' molto alquanto bislacco.

Io direi piuttosto che la cosa più probabile (visto che è quello che è successo negli ultimi 30 anni) è che i salari si adeguerebbero per tenere conto di tutti i lavoratori in eccesso che verrebbero immessi nel mercato (le donne) creando una competizione al ribasso (eccesso di offerta). Al limite una donna rimpiazzerebbe un uomo in un posto di lavoro.

Riassumendo, per quale motivo dovrebbe crescere il PIL raggiungendo l'uguaglianza tra i sessi, io proprio non lo capisco. Il PIL cresce se ci sono più consumi, e per avere più consumi ci vuole più popolazione che quindi spenda di più, non più gente che si litiga lo stesso lavoro. Se i consumi non aumentano, non c'è proprio il lavoro! Lo sanno bene i nostri governanti che adorano gli immigrati, poiché consumano, pagano le tasse e i contributi, e tutto questo accettando salari da fame e spesso neanche lamentandosi.

Mio nonno era l'unico dentro la sua famiglia che lavorava, ad un medio livello, e manteneva adeguatamente mia nonna e due figli. Anche un semplice operaio era in grado di farlo. Oggi se non ci sono due stipendi si fa una vita sul filo del rasoio... Ecco che succede quando l'offerta (di lavoro) è alta e la domanda bassa. Mettiamoci sopra anche una moneta che deprime i salari, et voilà, una vita di stenti è servita!

Alla McKinsey si sono dimenticati che con l'innovazione tecnologica di oggi, se non iniziamo a lavorare tutti meno o non facciamo diventare il lavoro un processo creativo che non è quantificabile in termini temporali ma di obiettivi (le idee non timbrano il cartellino), non cambierà nulla.

Lo studio McKinsey insomma, sembra fare parte di quella categoria di input mediatici che devono convincere le donne (perché ancora non lavorano tutte, gli uomini già le hanno ben strette addosso le catene) che passare la vita sul posto di lavoro come fanno i loro compagni sia il modo migliore per ottenere diritti e una vita più giusta: "se le donne lavorassero come gli uomini, avrebbero finalmente pari diritti, elimineremmo la discriminazione, ed inoltre saremmo tutti più ricchi."

E chi è che non vuole la fine della discriminazione della donna e più benessere?

Capito il messaggio?

Lavorare tutti è bello perché c'è più ricchezza e meno discriminazione! Il lavoro è la via verso un mondo equo tra uomini e donne! W il lavoro dunque, e morte a quelli che vogliono le 30 ore e il part-time! Essi sono solo nemici della giustizia sociale!

Forza allora, tutti a spaccarsi la schiena in nome dell'uguaglianza! E finalmente avremo...

...chiu PIL(u) pe tutti!!!

3 commenti:

  1. Ottimo articolo! La solita strategia dei nostri cari media occidentali: fare leva su un argomento (ipocrita) a cui le persone sono sensibili (o meglio sensibilizzate ad arte) per promuovere un'agenda che non fa altro che peggiorare la vita del 99,9% della popolazione. Purtroppo la maggioranza delle persone credono ciecamente ai media e alla loro propaganda e etichettano come ottuso chiunque provi anche solo a discutere senza offendere dando del sessista, omofobo, razzista e via dicendo. Se sei con il sistema sei giusto, equo e solidale, se provi ad aprire gli occhi sei un cavernicolo dalla mentalità chiusa. Che tristezza...

    RispondiElimina
  2. Oh si!!!
    Io mi chiedo chi è che "partorisce" certe boiate!
    Anche una scimmia ragno capirebbe che è un'eresia mastodontica... ma siccome oggigiorno basta citare la parola "donne" per far sbavare tutti alla luna come licantropi senza materia grigia... allora basta inserirla (la parola "donne") in un qualunque contesto stupido e tutti abboccano... ah... scusate! Ma la donna è sempre in un contesto stupido!
    Insomma... è una teoria che sta in piedi come Pistorius senza quegli affari... andiamo, sarebbe come curare un'influenza con il cancro!
    Roba da matti... anzi, da donne!
    Che smettessero di "scegliere" solo lavori "comodi" e cominciassero a sporcarsi le mani come noi altri e soprattutto la prossima che dice che la "ricrescita" è donna si prende uno sputo da qua!
    L'unica "ricrescita" di cui le donne si dovrebbero occupare è quella dei capelli... che se li tingono biondi ma poi si vede il capello nero sotto... direi: raccapricciante!!! Sembra lo scalpo di un asino demente!
    Sam.

    RispondiElimina
  3. Daje a ride - insistono. E' un po' come la lotta al contante.

    http://www.repubblica.it/economia/2016/12/03/news/se_lavorasero_6_donne_su_10_il_pil_crescerebbe_del_7_-153347123/

    RispondiElimina