mercoledì 1 aprile 2015

La disinformazione che alimenta l'ignoranza

Avrete sicuramente sentito parlare di proposte di legge che mirano a punire i clienti delle prostitute. Oppure coloro i quali si riforniscono di droghe, anche per uso personale.

Oggi voglio farla io una proposta. Vorrei rendere illegali i cosiddetti quotidiani e tutti quei settimanali, mensili o periodici che danno informazioni sbagliate, per negligenza o consapevolmente.

Poichè sembra difficile dimostrare chi mente e chi no e ancor di più se lo fa con consapevolezza, mi accontento di eliminare tutti quelli dove scrivono gli "opinionisti", quei giornalisti che danno fiato alle trombe (meglio dire che imbrattano carta) senza mai menzionare uno studio scientifico, far vedere un grafico, un qualsiasi straccio di prova che supporti quello che dicono. Chiaramente qualsiasi pena sarebbe raddoppiata nel caso che il periodico in questione fosse stampato su carta, a causa del danno ambientale che provoca (spreco di carta ed aumento dei rifiuti solidi urbani).

Leggi anche: Terrorismo Monetario

"Caro Ivano, anche tu scrivi le tue opinioni sul blog, così dovresti chiudere anche te!

C'è una sottile ma marcata differenza, però, tra me, altri blogger, e questi signori. Prima di tutto questo è un blog, non un giornale. Nel mio disclaimer c'è scritto chiaro, tondo e bello grosso che le mie sono opinioni e che il lettore deve usare il libero arbitrio per elaborarle e prendere una decisione. Non solo, ma se dico cavolate, sono pronto a ritrattare e chiedere scusa. Inoltre nelle mie esternazioni cito sempre libri, riviste scientifiche e dati obiettivi (ISTAT, governo) e facilmente verificabili. 

Cerco il più possibile di far vedere formule, creare grafici e qualsiasi altra cosa che possa rendere la mia opinione magari non una certezza, ma un fatto certo a meno di una percentuale di errore il più piccola possibile. Ciò che invece continuiamo a leggere su riviste nostrane sono articoli senza dati con opinioni mascherate da certezze, spesso a causa del supporto dell'autorevolezza dell'autore.

Solitamente non parlo di cose che non conosco, proprio per evitare di spararle grosse. E nonostante tutto ciò, questi post che faccio vengono classificati sottto l'etichetta "pensieri", non "certezze".

"Ma senza giornali, con meno informazione, la democrazia sarebbe a rischio!"

Beh, lasciatemi dire che la democrazia è molto più a rischio con la disinformazione che senza informazione. Non a caso tutti i regimi per prima cosa cercano di impossessarsi dei media per fargli dire quello che vogliono loro. Solo se non ci riescono, li fanno chiudere. In più, non propongo di smettere di dare le notizie, ma di renderle tali. Ad esempio...

"Il governo propone il provvedimento denominato "Jobs Act" e il parlamento lo approva. La nuova legge permetterà il licenziamento senza giusta causa ma prevederà un rimborso pecuniario. In più la legge prevede sgravi fiscali per i primi 3 anni per le aziende che assumono personale. In particolare la legge apporterà le seguenti modifiche: etc. etc. etc."

...questa per me è una notizia. Questa è informazione.
Invece ciò che leggiamo di solito è qualcosa tipo questo:

"Il parlamento ha approvato il Jobs Act proposto dal governo. Il provvedimento introdurrà il licenziamento senza giusta causa ma prevederà un rimborso pecuniario. Il provvedimento si è reso necessario per snellire i contratti di impiego e rendere il mondo del lavoro più competitivo attraverso la flessibilità, requisito oramai fondamentale in questa nuova società. Il governo infatti dice che il Jobs Act porterà a 1.000.000 di nuove assunzioni"

Queste invece sono opinioni spacciate per verità. Questa è disinformazione. Chi lo ha detto che questa nuova società richiede flessibilità? Chi lo ha detto che la flessibilità porta più posti di lavoro? Come sono fatte le stime dei posti di lavoro? Chi le ha fatte? Su cosa si basano? Basta ridurre le tasse sul lavoro per far assumere le imprese, o ci vuole anche crescita?

Non parliamo poi di veri e propri errori madornali, compiuti da giornalisti che evidentemente per sbarcare il lunario devono scrivere in fretta e furia articoli che "acchiappino" il lettore.


Un esempio
Recentemente ho visto vari articoli (basta andare su google per trovarli) che dicevano che i gusti che percepiamo sono 6: acido, salato, amaro, dolce, umami, e grasso. L'ultimo citato non è un gusto, bensì una sensazione tattile. Al limite possiamo dire che alcuni recettori sono sensibili agli acidi grassi (che non sono trigliceridi, cioè grassi veri e propri), ma non vi è consenso della comunità scientifica sulla classificazione come gusto.

Bibliografia su queste notizie? Quasi nessuna.

Se si investiga un pò, su wikipedia si trova come referenza Focus, che comunque non è un giornale da impact factor. Se invece si investiga un pò di più, si trova questo:

Jessica E. Stewart, Christine Feinle-Bisset, Matthew Golding, Conor Delahunty, Peter M. Clifton and Russell S. J. Keast. Oral sensitivity to fatty acids food consumption and BMI in human subjects. British Journal of Nutrition, 2010.

Cosa dice questa pubblicazione scientifica nell'introduzione? 

"Despite increasing use of the term ‘fat-taste’ or ‘fatty-acid taste’, it can be misleading, and we suggest that the most fitting definition is ‘an oral fat sensor’, which appears to accurately describe the function of the oral fatty acid system without suggesting that a taste quality is present."

Tradotto:

"Nonostante l'incremento nell'uso del termine "gusto-grasso" o "gusto degli acidi grassi", quest'ultimo può trarre in inganno, e noi suggeriamo che la definizione più appropriata sia 'sensore orale del grasso', che descrive accuratamente la funzione del sistema di riconoscimento degli acidi grassi senza suggerire che un gusto legato al grasso sia presente".

Sono gli stessi autori a dire che "grasso" non è un gusto. Non è magnifico? Quanto ci ho messo a fare questa ricerca? Forse 30 minuti in tutto.


Leggi anche: La saggezza della folla

Chi come me lavora nel settore della ricerca alimentare sa certe cose, ma quanti avranno creduto a questo errore in buona fede? Quante notizie su moda, motori, finanza, o altre discipline scientifiche saranno "zoppe" come questa? Quanti professionisti con le mani nei capelli leggendole?

Se ci avete fatto caso, molti giornali on-line hanno tolto la possibilità di commentare gli articoli. Chi come me li ha visti, ha sicuramente notato come buona parte dei commenti fossero negativi. Non volgari, ma lasciavano intendere delusione e mancanza di apprezzamento. E' chiaro che se fai un errore sulla carta stampata, è solo chi ti legge e capisce che hai scritto che rimane allibito. La tua "clientela" ne rimane all'oscuro. Ma in rete se ti leggono in tanti, uno che ti "fa le pulci" davanti a tutti prove alla mano è facile trovarlo...

Il blog lo ho aperto perchè sono sotto i riflettori, ed andrò avanti solo se faccio un buon lavoro, altrimenti saranno i lettori stessi a decretare la mia fine. La carta stampata che si ricicla su internet invece ancora non ha capito che il tempo degli oracoli è finito.


Conclusione
La disinformazione crea un cuscinetto di approvazione intorno a notizie che difficilmente si possono digerire oppure incrementa l'ignoranza generale se l'informazione non viene verificata. Pensate a quanta gente compra l'azione X dietro consiglio di un opinionista, senza sapere nulla di borsa!

Questo è il vero danno alla democrazia: l'influenzare il pubblico, fargli abbassare la guardia dispensando fiducia, non farla pensare abbastanza, dargli in pasto mezze notizie pubblicate per sentito dire. Le masse prendono giuste decisioni solo quando il loro giudizio è indipendente, devono potersi fidare di gente che si spaccia per autorevole e devono diventare più preparate, non più scarse!


P.S.
Questa proposta e questo post sono chiaramente solo delle mie opinioni. In più la certezza che la mia proposta possa apportare dei benefici e che sia applicabile, non può essere dimostrata con prove empiriche.

4 commenti:

  1. Sono scandalosi. Andate a leggere questo post di Bagnai (dove c'è anche la prova che l'euro non ha neanche contribuito al calo dell'inflazione, insomma è una "sola" a tutti gli effetti)

    http://goofynomics.blogspot.it/2015/03/unitalia-sferzata-dallinflazione-due.html

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  2. Concordo totalmente con te, basta solo pensare a quante volte è stata manipolata la notizia sul volo Germanwings, naturalmente con un minimo di informazione ci si potrebbe fare un'idea propria e corretta, senza lasciarsi trasportare da complotti o dietrologie. Nonostante le mie belle parole sono uno di quelli che segue i tuoi consigli di borsa, senza saperne nulla :)
    No beh dai, ti seguo da un paio di mesi e prima di "ascoltarti" ho fatto le mie opportune verifiche del caso :D
    A tal proposito vorrei farti una richiesta, ovviamente quando e se ti va: vorrei chiederti se potessi esprimere una tua opinione sulla "diversificazione dell'investimento", partendo da un capitale di 100 come Ivano vede una possibile distribuzione del capitale.
    Buona giornata.

    Alberto

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  3. Se ne vedono da tutte le parti di scribacchini da strapazzo, proni a chi li paga....... Fanno impressione ancor di più quelle persone che credono a tutto senza informarsi con altre fonti sulla stessa notizia.

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