sabato 25 ottobre 2014

Altro sciopero, altra passeggiata


A scuola imparai che il primo sciopero della storia era stato indetto nell'antico Egitto. 

Durante il regno di Ramses III, gli operai addetti alla costruzione dei templi e dei monumenti funerari vivevano in un villaggio isolato e quindi potevano contare solo sulla puntualità dei rifornimenti "statali" per sopravvivere, essendo impossibilitati a poter coltivare, cacciare o pescare qualsiasi cosa data la natura del posto.

Quello che era effettivamente un pagamento in natura, cosa molto comune in quanto fino agli inizi del '900 mangiare ed avere un tetto sotto cui ripararsi sono state le due cose che hanno sottratto la maggior parte del valore che si otteneva dal proprio lavoro, avveniva puntualmente ogni mese.

Ad un tratto i rifornimenti non arrivarono per diverse settimane. Gli operai lasciarono allora il posto di lavoro e si recarono al grande tempio funerario di Ramses II, rifiutando di tornare a spaccare pietre se prima il faraone non fosse stato informato della loro situazione e non vi avesse posto rimedio. 

Andarono a protestare con calma, senza scaldarsi troppo.

Udite le loro ragioni, il faraone ordinò che venissero consegnate subito loro delle scorte di grano, mentre aspettavano le altre derrate alimentari. Altri scioperi furono organizzati nei mesi successivi per poter ottenere anche gli arretrati.


Lo sciopero al giorno d'oggi
Ieri alcuni sindacati hanno indetto uno sciopero dei trasporti per protestare contro la decisione di abolire l'articolo 18. Il risultato è stato il solito - treni e bus in ritardo e qualche soppressione, politici che si dicono pronti ad ascoltare e la solita manifestazione di protesta.

Io cerco di capire, ma proprio non ci riesco, a cosa serva scioperare nel XXI secolo.

Cerco di spiegarmi

La nostra società si è venduta ormai quasi completamente al Dio Denaro, passiamo la vita a guadagnare soldi che spediamo in futili oggetti, siamo totalmente immersi e d'accordo col mantra della produzione e della crescita, però facciamo proteste che la bloccano. 

"Ma proprio a questo serve lo sciopero, a bloccare tutto per catturare l'attenzione della classe dirigente che quindi deve fare qualcosa!" 

Davvero?

Perchè a me sembra che negli ultimi 20 anni, abbiamo fatto una quantità innumerevole di scioperi senza ottenere nulla. E c'è un motivo.

La politica è serva del potere finanziario, ed agisce per conto di essa. Fino agli anni '70 e '80 però, c'era una cosa che poteva far cambiare idea al politico di turno: la consapevolezza che se avesse fatto arrabbiare troppo il popolo, questo non lo avrebbe più rivotato. In più, ancora potevi trovare qualche politico che aveva a cuore i suoi concittadini ed un minimo di senso etico nel profondo dell'anima. Ma oggi non è più così. Tralasciando il discorso dell'etica oramai estinta, si è fatto in modo che le elezioni diventassero fittizie, in Italia ma anche in Europa. Si vota un partito e questo sceglie i parlamentari, quindi il rischio di perdere la poltrona non c'è più o si è ridotto di molto. Inoltre ci sono sempre più politici "usa e getta".

Il politico "usa e getta" si riconosce dalla seguente qualità: non ha paura di fare leggi o prendere decisioni folli o impopolari o che avvantaggino solo una cerchia ristretta di persone, perchè tanto sà già cosa gli riserva il futuro. Tutti i vari Prodi, Amato, Ciampi, Draghi, Monti, Letta, sono tutti stati abilmente riciclati (e lo sarà anche Renzi) dalle stesse persone che li avevano messi in posizioni politiche chiave per ottenere certi risultati. Sono politici co.co.co, a progetto, con una missione ed una promessa di "pagamento" e carriera ben definita.


Conclusione
Tu autista dell'ATAC, se scioperi, lo prendi in quel posto due volte: fai incazzare un disgraziato come te che deve farsi ore di autobus per andare al lavoro, e non percepisci parte del tuo stipendio. In quanto a risultati, non ottieni nulla, la classe politica del momento continua a fare quello che ha già deciso, senza timore, facendosi scarrozzare da polizia, finanza o carabinieri.

Non sei come l'operaio ai tempi di Ramses III. Se quello non lavorava, il faraone finiva sepolto dentro una schifosa grotta. E se il faraone faceva lavorare quelli a suon di frustate, in breve si sarebbe ritrovato con una quantità di operai morti di stenti, e lui sarebbe finito sempre sepolto dentro una schifosa grotta.

Capisci ora che questa forma di protesta, oggi, è totalmente inutile?

Capisci che anche i sindacati ti sfruttano, perchè se tu non gli dessi credito e soldi i sindacalisti dovrebbero cercarsi un vero lavoro?

Non hai nessun tipo di potere contrattuale e questa classe dirigente non ha più paura di nulla perchè si è tutelata alla perfezione.

L'unica cosa per cui temono è la loro incolumità fisica. Bada bene, chiariamo subito che questa non è una istigazione alla violenza, ma solo una costatazione di quello che accade, una valutazione empirica di quelle che piacciono tanto a me. Se non lo avessi notato, accanto alle promesse di vendere auto blu, la realtà è che aumenta a dismisura il cordone di sicurezza intorno ad ogni politico. E più la polizia ed i servizi segreti fiutano del pericolo, più guardie del corpo vengono assunte. Lo dicono i giornali e le spese in aumento mica io.

Altra cosa che temono è uno sciopero fiscale, che impedirebbe il drenaggio di risorse in atto. Ma la possibilità che tutti i lavoratori si coalizzino da soli e lo attuino è molto remota. Hai notato che i sindacalisti non la propongono mai come forma di lotta non violenta? 

Tutto il resto ha lo stesso effetto dell'acqua che scorre sopra una grande pietra nel letto di un fiume: può levigarla un po', ma sicuramente non la trascina a valle.

Pensa a tutto ciò oggi, mentre passeggi sventolando una bandiera senza ormai nessun significato, in questa magnifica Ottobrata.

1 commento:

  1. Per confermare il concetto, vi cito le parole del nostro giovine premier di ieri, per chi ancora non le avesse ascoltate:

    "Quando ci sono manifestazioni come questa c'è da ascoltare. E' una piazza bella, una piazza importante che dice 'no' ad alcune proposte del governo. Ci confronteremo, e poi andremo avanti perchè una piazza non può bloccare il paese"

    Volete la traduzione dal politichese all'Italiano? Non credo ce ne sia bisogno purroppo...

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