venerdì 15 agosto 2014

I padroni del mondo



Parecchi di noi hanno la sensazione di vivere in un mondo dove contano poco o nulla, dove le leggi sono fatte per i potenti ed le persone normali non hanno voce in capitolo.

Dopo l’ultima crisi, la rabbia e la frustrazione si sono spostate in particolare sugli istituti finanziari di questo mondo (banche, finanziarie ed assicurazioni per intenderci) che sono ormai al centro di innumerevoli discussioni in internet, addidate come membri di complotti planetari volti a schiavizzare la popolazione mondiale.

La teoría del complotto è rafforzata dal fatto che al giorno d’oggi grazie proprio alla globalizzazione, la possibilità che grosse entità possano connettersi creando una oligarchia finanziaria non sia affatto da escludere.

Sedetivi ed allacciate le cinture.
Devo fare prima un mea culpa: sto per discutere di uno studio dell’ottobre 2011 di cui ahime’, ignoravo l’esistenza fino al mese scorso. Sto parlando di una ricerca condotta da un team dell’Università di Zurigo e pubblicata in una rivista scientifica, volta proprio a dimostrare la teoría di cui sopra.

Alcuni professori si sono posti la domanda: “Quanto sono interlacciati i rapporti tra le varie Corporazioni a livello globale?” ed hanno cercato di dare una risposta.

Fino ad allora infatti, si erano solo studiate le relazioni in ambito nazionale tra le varie aziende. Questi studi non rendono assolutamente l’idea della complessità di rapporti tra soggetti economici, in quanto le grosse società operano a livello planetario (ed utilizzano proprio questo status per eludere legalmente miliardi di dollari di tasse…)

I ricercatori in questione sono partiti da un database che contiene circa 30 milioni di operatori economici in tutto il mondo (banca dati Orbis), e da essi hanno selezionato 43.060 aziende, tutte quelle che potevano essere classificate in base a precisi parametri standard (quelli dell'OECD) come Corporazioni.

Poi hanno ragionato nel seguente modo per scoprire come ogni Corporazione era legata ed influenzata da altre, e se alcune di esse si trovavano effettivamente in una posizione privilegiata in questo network, che quindi garantiva un controllo maggiore sulle altre.

Il ragionamento è semplice e più o meno questo:
  • Se l’azienda A possiede azioni dell’azienda B, ha un controllo diretto su di essa. Se ne possiede dal 51% in sù, ha il controllo totale della stessa (è il principio delle scatole cinesi adottato per Telecom da Tronchetti per intenderci). Quindi dal 51% in sù, l’azienda A controlla il 100% dell’azienda B. Questo è il controllo diretto che un’azienda ha su di un'altra. Ma l’azienda B potrebbe a sua volta avere delle azioni di A, quindi bisogna fare il calcolo per entrambi i casi.
  • L’azienda B potrebbe avere delle azioni dell’azienda C. In questo caso, A avrebbe un controllo anche su C, ma in maniera indiretta.
Bene, questo semplice giochino condotto sulle 43.060 aziende selezionate ha portato alla creazione di un enorme rete di collegamenti tra soggetti economici.

Il network planetario dei padroni del mondo
La particolarità di questa rete è di avere una struttura con un cuore molto fitto di relazioni e una periferia che e’ piu’ controllata che controllante. Il cuore del sistema quindi, controlla tutto il resto.

Come in un’atomo, dove il nucleo possiede la maggior parte della massa anche se occupa solo una frazione dello spazio totale occupato, cosi tra multinazionali a livello globale poche di esse hanno il controllo del valore di tutte le altre.

Quante di esse?

Circa 1300 su 43.060, il 3%

E quanto e cosa controllano?

Il 50% del reddito operativo.

In realtà, un gruppo ancora piu' ristretto, 147 aziende, controlla da solo il 40%

E chi sono?

Il 75% di esse è rappresentato da banche ed istituzioni finanziarie. Ci sono le sempre presenti Goldman Sachs, Morgan Stanley e JP Morgan, ma anche Barclays, UBS, Credit Suisse, Deutsche Bank, Unicredito italiano, BNP Paribas, Lehman Brothers, Citigroup, Commerzbank e Bank of America, per citarne alcune.

Sta a vedere che le intuizioni di molti non erano poi così sbagliate!


Causa ed effetti del network
Tutta questa situazione si è probabilmente generata in maniera casuale (niente complotti dunque), anche se nessuno puo’ escluderne l’intenzionalità. E' sicuramente vero che il sistema capitalistico ha sicuramente questa capacità di accentrare nelle mani di pochi grosse quantità di ricchezza e potere, è del tutto normale. Intenzionale o no, nessuno mette in discussione che la tentazione da parte delle dirigenze dei "Magnifici 147" di utilizzare questo potere sia molto forte, se non addirittura una normale prassi.

La forza di un network simile è allo stesso tempo la sua debolezza. Le relazioni sono cosi strette che un indebolimento della struttura in un punto crea una reazione a catena che mette a rischio l’intero impianto. Non vi sarà sfuggito nella lista di prima il nome di Lemhan Brothers.

Ma non era fallita?

Non nel 2007, data di stesura del database Orbis utilizzato nello studio. Quando falli' Lehman Brothers, la paura che il contagio si estendesse oltre non era quindi solo frutto di percezioni pessimistiche, ma un ragionamente in línea con la realtà.

Questo studio lo prova scientificamente, e prova scientificamente anche il fatto che il collasso di una banca importante farebbe crollare l’economia mondiale o ci andrebbe molto vicino.
Ed io ho l'impressione che questa cosa nei consigli di amministrazione di quelle 147 multinazionali la sapevano molto bene già ai tempi del collasso della Lehman, prima di questa ricerca (che ricordo, è del 2011).

Ed ho anche l'impressione che i consiglieri di cui sopra lo abbiano fatto ben presente ad Obama, che si è dunque affrettato a trovare i soldi (prendendoli da noi soliti comuni mortali) per non far colare a picco la barca.


Conclusioni
147 multinazionali su un database di 30 milioni di aziende rappresentano circa lo 0,00049% del totale.

Bene signori tranquillizzatevi, non c’è nessun complotto. Il sistema capitalistico moderno ha solo creato (casualmente o no) una struttura sovragovernativa che potrebbe fare (o fà) il bello e il cattivo tempo, e potrebbe dettare (o detta) l’agenda a governi, politici, e qualsiasi forma di gestione democrática della società.

Nel caso questa struttura dovesse essere messa a rischio, lo shock sarebbe tale da farci precipitare nel caos, quindi al momento siamo costretti anche a pagare per non farle fallire, o ci andremmo molto probabilmente di mezzo anche noi. Insomma, too big to fail, no?

Aveva ragione Bono dunque: "With or without youuu! I can't liiiiive, with or without youuu!"

Questo dato è certo, trovato empiricamente e scientificamente.

Meno male che non c'è nessun complotto, per un attimo ho pensato davvero che sette miliardi di persone fossero tutte schiave di un gruppetto di lobbisti!

5 commenti:

  1. Grazie mille per il tuo post!
    da quando ho letto del club Bilderberg, tutte le mie supposizioni hanno trovato conferma.
    Ne hai sentito parlare?

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  2. Grazie per questo articolo!
    Da quando ho letto del club Bilderberg, tutte le mie supposizioni hanno trovato conferma.
    Ne hai sentito parlare?

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    1. Certamente, ma secondo me quel club è già troppo conosciuto... Questa dell'università di Zurigo è una pubblicazione scientifica, quanti "complottisti" l'avranno letta? :-)

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  3. Fra i partecipanti al club ci sono anche docenti universitari...

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    1. Per quanto non possano essere simpatici, non li vedo con miliardi di proprietà, ma solo a livello politico (leggi burattino)

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