mercoledì 9 agosto 2017

Comprare un PIR

Mi Scrive D.L.

"(...) Sto pensando di investire una piccola somma in un PIR per sfruttare il vantaggio fiscale dopo i 5 anni. Mi chiedo se è il momento propizio per comprare o se è il caso di aspettare qualche mese quando saremo vicini alle elezioni italiane o poco dopo. Ho l’impressione che in quel periodo la borsa italiana possa risentire della situazione politica ed essere su livelli più bassi di oggi. Lei che ne pensa? Potrebbe darmi un consiglio a riguardo? (...)"

Si è molto dibattuto in questi mesi su questo strumento finanziario (Piani Individuali di Risparmio - PIR), che ha lo scopo di incentivare gli investimenti in imprese italiane quotate e dare quindi un’impulso all'economia nazionale.


PRO
  1. Non si pagherà nessun tipo di tassa


CONTRO
  1. Bisogna tenere fermi i soldi per almeno 5 anni su uno o più prodotti. E se va male? Che si fa? La tentazione sarà quella di mantenerli anche se in perdita, cioè di infrangere una delle prime regole del trading
  2. I prodotti che sono nati, tipicamente dei fondi comuni di investimento, hanno costi di gestione decisamente non indifferenti
  3. Se il mercato sale all'inizio per effetto dei nuovi flussi di denaro (una vera e propria "bollicina"), e poi dal quinto scende (scoppio della "bollicina"), si potrebbe assistere ad un bagno di sangue finanziario.


ANALISI
I mercati sono mossi dalla domanda e dall'offerta: il prezzo di un prodotto sale se c’è molta domanda, e scende se l’offerta è maggiore della domanda.

Nulla nei mercati finanziari è esente da questo fenomeno di domanda ed offerta, quindi ancor di più lo sarà un mercato di imprese italiane che dovrebbe venire suppostamente inondato da una montagna di liquidità che deve essere necessariamente investita con meccanismo PIR.

Una cosa dunque è quasi sicura: visto che il PIR per essere attuato deve investire soprattutto sulle piccole e medie imprese, è facile stimare che segmenti come lo STAR (che di per se è già più redditizio del FIB 40, vedi questo vecchio post) o il MID-CAP avranno rendimenti ancora maggiori di quelli passati.

Ma poi cosa succederà alla nostra borsa quando i flussi non solo termineranno, ma la gente incomincerà a togliere i soldi che ha dovuto tenere per forza investiti? E, come ritengo altamente probabile, cosa succederà ancora prima, nel 2019, quando Draghi se ne andrà ed il tedesco che lo rimpiazzerà chiuderà i rubinetti della massa monetaria?

Vorrei poi fare una riflessione molto importante sulla promessa della tassazione nulla. Ricordate quando bisognava spingere i fondi pensione, e il governo disse che era un affare perché avrebbero avuto una tassazione agevolata? 

Ricordate che successe poco dopo?

No?

Ve lo ricordo io, basta leggere qui. Chi vi dice che con i PIR non succederà la stessa cosa?

Vi faccio notare anche che la legge prevede di potersi fare il PIR da solo, comprando aziende e prodotti finanziari idonei e tenendoli per 5 anni, evitando le commissioni dei fondi. Peccato che per farlo la banca dovrebbe mettere a disposizione di ogni cliente un conto deposito PIR, e non mi risulta che nessuna banca lo abbia ancora fatto. Casualità, o vogliono vendervi prodotti già proposti da loro (come sempre)?


CHE FARE DUNQUE?
Per mia formazione, non mi lego mai mani e piedi ad un prodotto finanziario. Devo essere libero di comprare o vendere quando lo ritengo più opportuno.

Per sfruttare questa effettiva opportunità di rendimento ritengo che l'acquisto mirato di titoli dello STAR sia la strategia migliore. Pagherete il 26% di tassazione per non avere il rischio legato al dover tenere i prodotti finanziari 5 anni. La scommessa quindi è creare un fondo in grado di recuperare il 26% di tasse, che non pagherebbe il PIR. Tale fondo fai-da-te non pagherà commissioni ovviamente.

Anche creare un portafoglio con 20 aziende dello STAR prese a caso dovrebbe avere un ritorno interessante. Se come è vero il mercato italiano farà il minimo dell'annuale a settembre, quello potrebbe essere un buon momento per entrare.

Ricordo a tutti che la situazione finanziaria oggi è "fluida" come la vita dei Millennials. Quindi si possono fare previsioni ma di certezze non ve ne sono mai.

4 commenti:

  1. Ciao. Dissento su quanto dici sui fondi pensione. Basta saperli usare con la zucca e ti posso assicurare che sono convenienti. Io mi privo di 2.300 euro di stipendio annuo e ne investo 5.000 annui in un fondo di categoria. I rendimenti azionari sono tassati al 20 a differenza del 26. Sul capitale che riscatteró pagherò il 23 secco. Basta usare lo strumento a proprio favore. Ti parlo da fiscalità.
    Saluti. Tex

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    Risposte
    1. Ciao Tex. Dissento anche io su quello che dici. Spiego meglio le mie ragioni, che non significa che siano verità assoluta ovviamente.

      E' ovvio che se avessi uno strumento a fiscalità agevolata ne approfitterei, sono il primo che sul blog parla anche di tassazione quando snocciola rendimenti, perché le tasse fanno parte del gioco.

      Il fondo pensione non può essere usato "con la zucca" secondo me perché ti lega mani e piedi temporalmente, ma rimane un investimento a rischio come un altro. Un fondo pensione può anche fallire o avere pessimi rendimenti, ma questo concetto sembra essere poco chiaro a molti. Se fosse un così grande affare, mi domando perché lo avrebbero introdotto col sistema del silenzio/assenzio...

      Ti ricordo che paghi il 20% ma dovresti pagare l'11,5%... Ti hanno aumentato le tasse in itinere, ma col piffero che ti hanno fatto recidere il contratto! I tuoi soldi sono rimasti bloccati volente o nolente. Chi ti dice che per quando andremo in pensione, la cedolare secca non andrà al 26, o al 30? E se ti mandano in pensione a 75 anni, quanti dei soldi che hai versato riavrai?

      Keynes diceva che nel lungo periodo saremo tutti morti. Si riferiva ad altro, ma credo che il concetto qui sia applicabile. Come fai a bloccare dei soldi per 30-40 anni su un investimento azionario senza praticamente garanzie? Che ne sai che può succedere in borsa da qui a trent'anni?

      La pensione statale sei obbligato a pagarla, ma le altre dipendono da te. Perché lo Stato non mi da le stesse agevolazioni fiscali permettendomi di investire i miei soldi per conto mio, invece di dare sempre la stecca a qualche assicurazione o banca?

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    2. Cia Ivano. Ti rispondo:
      io ho citato come convenienti i fondi pensione chiusi se usati con la "zucca". Snocciolo meglio il mio pensiero frutto di dati di fatto e lo faccio facendo un esempio con numeri concreti per chi ha una aliquota irpef marginale del 38% cioè ha un reddito annuale superiore ai 28.000 euro.
      Io decido di destinare 4.300 euro del mio reddito al fondo pensione chiuso del settore a cui appartengo.
      Di quei 4300 euro, presi come stipendio, me ne rimarrebbero 2.400 che poi potrei decidere di investire come ritengo opportuno attraverso il mio intermediario.
      Se li destino al fondo pensione, invece, ho diritto ad un contributo aggiuntivo di 700 euro annui da parte del datore di lavoro, dunque ne investo 5.000 annui (su cui dovrò pagare le tasse a posteriori). Il segmento in cui decido di investire può essere a capitale garantito oppure dinamico. Gli acquisti vengono fatti mese per mese, dunque diventa una sorta di pac.
      Per quanto riguarda il riscatto, non è vero che devo aspettare la pensione. Basta cessare il rapporto di lavoro o cambiare azienda per poter riscattare l'intero capitale con tassazione secca al 23%. Poniamo che il capitale rimanga inalterato, di 5.000 euro me ne resterebbero 3.850. Scusa se è poco.

      Poi. se l'investimento dovesse andare bene, il fatto di pagare le tasse al riscatto, mi permetterebbe di ottenere rendimenti lordi maggiori.

      Nei miei progetti futuri c'è l'abbandono del lavoro ben prima dell'età pensionabile, dunque, il tutto, è funzionale alla mia situazione. Questo volevo dire con l'affermazione di usare il fondo con la "zucca".

      Buon fine settimana.

      Tex

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    3. Capisco il tuo ragionamento, però

      1) non so che fondo usi tu, ma quello della mia categoria non lo riscatto prima dell'età pensionistica (a meno di casi molto particolari, tipo invalidità o acquisto casa) e se lo faccio ci pago sempre il 23%. Mi sembra molto strano, altrimenti, soprattutto oggi che la gente cambia lavoro ogni 5-10 anni, farebbero tutti il giochino di riprendersi i soldi del fondo pensione per pagarci meno tasse.

      2) il reddito italiano medio da lavoro dipendente è di circa 21.000€. All'italiano medio la convenienza già non si applica.

      3) Per me rimane sempre il fatto di fare i conti senza l'oste: di quei 4300€, puoi prenderne 2400 subito oppure 3850 se e quando andrai in pensione, e soprattutto se il tuo fondo non fallisce. La favola del "garantito" è appunto una favola. Nessuna entità privata può garantire in caso di fallimento di erogare i premi pensionistici. Un po' come la favola che i conti correnti fino a 100.000€ sono garantiti...

      Riassumendo, io non mi fino di questi strumenti gestiti da privati che hanno già dimostrato in passato di essere poco lungimiranti, quindi sto alla larga. Nel caso di una fiducia maggiore come la tua, allora può anche essere conveniente.

      Grazie per l'interessante scambio Tex

      Saluti
      Ivano

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