mercoledì 2 dicembre 2015

Le banche centrali sono come gli agricoltori


Telecom è stata spolpata dall'interno, come una mela marcia mangiata da un verme. Ce ne siamo accorti tempo fa, nel lontano 2007.

Il vero problema è che i media o le compagnie che controllano le telecomunicazioni sono strategici non solo a livello economico o logistico, ma anche sociale.

Telecom oggi è ormai praticamente controllata dalle banche, attraverso il suo immenso debito. L’altro socio-padrone, la spagnola Telefonica, a sua volta è controllata da banche americane, quindi alla fine del gioco la proprietà è al 100% delle banche. Con la possibilità di ascoltare e controllare tutte le telecomunicazioni, chissà se non abbiano mai ceduto alla tentazione...

Una teoria dice che già da tempo un po' tutti i media abbiano aiutato il perfezionamento di quel colpo di stato silenzioso che dal 1992 ha privato il nostro paese di tutte le strutture portanti privatizzando energia, banche, trasporti, telecomunicazioni e politica, sostituendo i personaggi scomodi con altri molto più accondiscendenti e docili (tangentopoli), rendendo di fatto l'Italia al pari di un pupo siciliano. La dura realtà, dura da ammettere, è che uomini di dubbia moralità come Craxi fossero dei giganti (politicamente parlando) al confronto con gli ominicchi che girano al giorno d'oggi.

Questi ci hanno rubato tutto e ci hanno reso dipendenti uccidendo tutti quei settori di cui non potevano impadronirsi. Oggi sembra che tutto sia come prima, ma in effetti siamo stati svuotati dall'interno, come Telecom. Non abbiamo autosufficienza alimentare, visto che non esiste più l’agricoltura e i canali di distribuzione sono tutti in mano estera, salvo poche eccezioni. La nostra industria è stata smantellata ed insieme con lei tutto l’artigianato. Non abbiamo più la ricerca e le nostre scuole, grazie ad una cura di pochi anni, non riescono più a formare la classe dirigente del domani (anzi sfornano una marea di ignoranti) ed i pochi ricercatori che abbiamo sono costretti ad emigrare all'estero o a sopportare ogni tipo di sopruso, nepotismo e cameratismo nelle Università.

Dal 1992 non si sono accontentati di farci essere una colonia, ma hanno voluto spogliarci di tutto quello che contraddistingue un paese. Quello che hanno fatto in Telecom è in piccolo quello che è avvenuto in Italia ad opera di banche e istituzioni finanziarie, che oggi sono di fatto padrone assolute e incontrastate di tutto il tessuto economico nazionale e internazionale, perché quello che è avvenuto in Italia è avvenuto anche nel resto del mondo. La caduta di Mister B ad opera dello spread è stata la pietra tombale su quella famosa democrazia di cui tutti si riempiono la bocca, ma che nessuno sa davvero che cosa sia.

Alcuni poveri illusi ancora pensano che la politica conti qualcosa e continuano a votare per l’uno o per l’altro. Gioiscono un mese per un misero calo della disoccupazione, che viene puntualmente restituito alla collettività il mese dopo con gli interessi (ad esempio la perdita dei diritti attraverso il Job Acts). Per un po' di denari regalano il loro consenso: gli stessi denari che vengono subito riversati (sempre con gli interessi) in qualche tassa occulta "di nuova generazione". Chi vuole smentire le mie parole si prende in giro da solo: le tasse sono così alte e subdole in Italia, che alla bufala della "tassa sul condizionatore" hanno creduto praticamente tutti, e chi non ci ha creduto, non l'ha trovata sicuramente stravagante o impossibile come novità. La verità è che non c’è più niente su cui governare e gli attori di questo teatrino sono diventati dei comitati di affari privati che si spartiscono le ultime, ma ancora ricche, briciole, mentre eseguono diligentemente gli ordini impartiti.


Anatomia del ciclo economico
La BCE, l'Imperatrice 2.0, non eletta da nessuno, decide aumenti e diminuzioni dei tassi. Che cosa significa? Morte e Vita in parole povere. Con il passare del tempo, la società del debito si avvicina pericolosamente al suo collasso. Manovrando i tassi di interesse le banche centrali rispondono a due esigenze primarie: impedire di tirare troppo la corda che farebbe arrivare troppo presto il collasso del sistema e raccogliere quanto più possibile i frutti quando cascano dall'albero. 

Quando l’economia è stagnante la banca centrale tiene bassi i tassi e allarga i cordoni della borsa facendo indebitare il più possibile aziende, privati e stati. Con la liquidità immessa, seppure a debito, l’economia decolla subito, si riprendono i consumi, la produzione e l’ottimismo dilaga. Essendo i tassi molto bassi i debiti vengono ripagati con facilità e le cose continuano ad andare per il meglio. In questo periodo si stampano quantità ingenti di denaro e anche le banche immettono il loro denaro virtuale (a debito ovviamente), che permette a coloro che per primi usano questo denaro, di prendere sottocosto grandi quantità di beni reali e aziende prima che questo fiume di denaro si ripercuota sui prezzi adeguandoli alla massa monetaria in circolazione. 

Con la scusa dell’inflazione, da loro stessi provocata, si alzano i tassi piano piano per permettere ai debitori di restituire i debiti, con più fatica di prima, ma sempre senza grandi difficoltà. Quando il grande ciclo dell’economia è in piena espansione, il livello dei tassi può raggiungere anche soglie notevoli come negli anni ’80 quando arrivarono oltre il 20%. L'alta inflazione è quindi sintomo di ricchezza immessa e creata dal sistema, e non il contrario come ci raccontano in continuazione! Il ciclo economico sta esaurendo la sua spinta e il mercato sta arrivando al suo punto di saturazione, i tassi cominciano a provocare insolvenze e fallimenti. In questa fase i banchieri iniziano a raccogliere facendo buoni affari prendendo, anche qui a saldo, beni reali da privati e aziende che non riescono più a far fronte ai debiti.

In questa fase non si può creare troppa tensione perché il rischio è quello di bloccare prima del tempo la gallina dalle uova d’oro. Quando vedono che il ciclo economico si sta proprio fermando, reiniziano a far scendere i tassi periodicamente per far riprendere a girare l’ingranaggio e per aiutare a far maturare meglio il futuro raccolto. Piano piano però si tolgono sempre maggiori quantità di denaro dalla circolazione, ad esempio restringendo i criteri di concessione delle linee di credito o la concessione dei prestiti ai privati. Durante la fase di recessione e fino a quando i tassi non raggiungeranno un livello tale da far ripartire l’economia, il sistema bancario farà shopping visto che gli cadono letteralmente addosso aziende, immobili, materie prime, ed addirittura interi Stati (vedi Grecia). Il grande ciclo, economico e dei tassi, è culminato negli anni ’80 e dopo ci sono voluti tassi sempre inferiori per far ripartire l’economia.

Quando invece il grande ciclo economico è stato “spremuto” a dovere e siamo vicini al grande epilogo, i tassi si muovono in un range più ristretto, come sta avvenendo oggi. Il fatto che siamo alla fine di un lunghissimo ciclo economico ci informa anche che a questo punto normalmente siamo vicini al collasso del sistema, ovvero la quantità di debiti è tale che l’economia non riparte nonostante i tassi molto bassi. In passato i tempi sarebbero stati maturi per una guerra, che avrebbe spostato equilibri e ricchezze e azzerato il sistema, ma il fatto che stiamo capendo e smascherando le strategie e le modalità con le quali ci hanno fatto diventare schiavi moderni, nonché la grande avversione alla guerra e alla violenza che è nata nella stragrande maggioranza delle persone negli ultimi anni, ci fa propendere più verso un ripensamento globale del sistema, dei rapporti economici e sociali (o verso tipi di guerre differenti, come quella al "terrorismo").

La conoscenza di questi meccanismi impedirà (forse) che si ripercorrano strade vecchie e ormai non più consone a persone informate e consapevoli di quello che accade intorno a loro. Non c’è tempo di piangersi addosso, né cedere alla depressione perché dopo che ci siamo resi conto di come ci hanno ridotto, se non vogliamo continuare a fare gli schiavi moderni, dobbiamo cominciare a ricostruire la nostra vita e il nostro mondo. Ripensare la politica, ripensare le istituzioni, ripensare il denaro, ripensare i rapporti economici.

Come si fa? Cominciate a far girare i post che scrivo ad esempio - il primo passo verso la libertà è la comprensione, e vi assicuro che qui in Italia (ma anche in Europa) quelli che sono DAVVERO convinti e sicuri di ciò che accade sono ancora pochissimi. Non ci sono solo le mie parole, altri professano a suon di dati e tabelle lo scempio che sta avvenendo, non sono il solo. Quando arriverà l'Armageddon, solo se la maggioranza sarà informata non cadrà in tranelli come quelli di oggi, che cercano di mettere figli contro padri (riforma delle pensioni), italiani contro immigrati (immigrazione incontrollata), poveri contro poverissimi ('sti Greci nun fanno un ca...o glie sta bene!), per far lievitare quella violenza che sfocia poi in guerre che un tempo erano impensabili.

O pensate che nel '29 l'occidentale medio si aspettasse una guerra mondiale? Non pensate invece che certe cose arrivino piano piano senza che neanche ce ne accorgiamo?

Oppure vi interessano solo i Trading System? Non sarete mica così avidi ed egoisti. I TS li faccio per aiutare chi segue il blog e finanziarlo, ma vorrei vedere lo stesso entusiasmo su articoli più "profondi" come questo.

Datevi da fare anche voi per favore, aiutatemi ed aiutatevi.

Saluti
Ivano

9 commenti:

  1. Bravo Ivano. Io posso consigliare di seguire il sito goofynomics del prof. Bagnai, oltretutto consigliato proprio qui. Spiega benissimo cosa ci sta succedendo e anche come finira ' .

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    1. Postate gli articoli il più possibile, fate girare su FB, spaccate i marroni con questo invece che con le foto dei gattini!

      Dai!

      Grazie investitore

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  2. La quantità di persone vendute al sistema attraverso il perseguimento esclusivo e pericolosamente egoistico dei propri interessi è impressionante. Credo che chiunque abbia un po' di buonsenso sia disgustato dalla fame insaziabile di denaro della maggior parte degli individui e da ciò che sarebbero disposti a fare pur di ottenerlo. Grazie a internet comunque è possibile rendersi conto che seppure siamo in minoranza stiamo comunque crescendo e non siamo poi così pochi. Le strategie dei poteri forti sono sempre efficaci e fanno effetto sulla parte emotiva delle persone ma negli ultimi anni sembra che il copione stia diventando trito e ritrito e i dubbi e le voci fuori dal coro aumentano. Scrivo mentre in tv parlano dell'ennesima strage in USA in cui gli attentatori sono stati uccisi ed erano islamici (se dovessi scendere in piazza con una pistola giocattolo ad urlare che Allah è grande direbbero che sono un membro dell'ISIS). Probabilmente ci saranno molti sacrifici ma con il tempo il castello di carte costruito dal potere crollerà su sé stesso (o almeno sembra che la direzione sia questa). Ai pochi consapevoli il compito di "salvare" sé stessi e quante più persone possibile. Peccato per quei molti che sembrano proprio non voler essere salvati!

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  3. " Ripensare la politica, ripensare le istituzioni, ripensare il denaro, ripensare i rapporti economici"
    Sono sempre più convinto che l'unica strada sia la cosiddetta decrescita felice. Anche perché, di questo passo, o la riusciamo a gestire come società, oppure la decrescita ci piomberá di botto tutta in un colpo...

    Christian

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  4. Credo anch'io che la strada possa essere quella della decrescita felice. Poi se non si approfondisce cosa significhi veramente, basta dire 'decrescita' per suscitare paura, angoscia, ecc e non si sta neanche a sentire la spiegazione di cosa sia veramente.
    Però di movimenti di decr.fel. ne sono nati molti, come pure gruppi di condivisione, baratto, e simili, segno che forse un certo numero di persone ha aperto gli occhi e ha iniziato a battere altre strade, ricreando tra l'altro rapporti umani a cui ci siamo ormai disabituati, scannandoci e facendoci guerra tutti contro tutti al lavoro e non solo. Esempi di storie di questi riallacciamenti di rapporti e testimonianze si trovano ad esempio in libri come 'Mi fido di te'.
    Certo aprire gli occhi può far male. Qualcuno ogni tanto, per fortuna, cerca di aiutare anche gli altri a farli aprire. Sta poi a ognuno scegliere se iniziare a reagire o richiudere gli occhi.. magari molti li richiudono, continuando a lamentarsi senza cambiare di una virgola il proprio comportamento e aspettando che la soluxione piova dal cielo che li faccia restare nello status di presunto benessere attuale..
    Come è già stato scritto in qualche post occorre che li apre cerchi du farlo fare anche a quante più persone può, altrimenti il cambiamento non si potrà mai concretizzare, e l'alternativa potrebbe essere tra restare a fare gli schiavi o vivere in piccole comunità isolate e autonome sperdute in qualche angolo di campagna o di montagna.

    Intanto grazie a chi ci aiuta a aprire, e a tenere aperti gli occhi con questo blog.

    Pier

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    1. Grazie a te Pier. Penso anche io che la parte più difficile sia superare lo shock dovuto alla comprensione vera di quello che accade. Aprire gli occhi può far male a chi ha creduto che questo sistema fosse un ventre caldo che si prendeva cura di te...

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