venerdì 3 luglio 2015

Farsi ammazzare piuttosto che pensare

Non è iniziata da poco la polemica sull'F-35, un aereo che durante la sua costruzione ha presentato talmente tanti problemi (basta cercare su google) da far sorgere a chiunque sano di mente il dubbio che l'aereo fosse una "sola" magistrale. L'intervista a Pierre Sprey (video sopra), è una di quelle testimonianze ignorate che invece doveva far riflettere molto.

Invece di urla e sparate come in tutti i talk-show infatti, egli parlava di aspetti scientifici e tecnici che mettevano in dubbio l'efficacia dell'F-35. Questo, sommato a tutti i problemi e all'incredibile costo che doveva sostenere la collettività per acquistarli, faceva sospettare una mera "operazione commerciale" e non un miglioramento tecnologico.

Nel video sotto, Pierre Sprey è ancora più specifico, al minuto 1.54. Ascoltatelo prima di proseguire e se potete guardate tutto il video.


Immaginate che risate mi sono fatto ripensando a questo intervento del ministro Mauro, dopo aver letto questa notizia alcuni giorni fa, da cui ho preso un estratto:

"Secondo il rapporto di 5 pagine del pilota dell'F-35 il jet si e' dimostrato "completamente inadatto al combattimento ravvicinato". Il pilota ha riferito che l'F-35 ha "problemi aerodinamici inclusa un 'insufficiente rateo di beccheggio' (alza troppo lentamente il muso, aspetto chiave in uno scontro) rivelando che il jet e' troppo ingombrante per evitare di farsi colpire".

Per i pigri che non l'avessero letto, l'articolo dice che in una simulazione, l'F-35 è stato abbattuto da un F-16, proprio l'aereo che Pierre Sprey ha aiutato a progettare. Proprio quello che afferma essere superiore all'F-35 nel secondo video al minuto 1.54.

Non-colpo-di-scena lo chiamerei. Una ovvietà per chi aveva occhi per vedere e orecchie per ascoltare. Nel secondo video, al minuto 11.30, c'è un'altra simulazione con un altro aereo degli anni '70, finita sempre con gli F-35 abbattuti.

Eppure niente da fare, tante persone, non solo industriali e politici, vogliono l'F-35, e se non fosse per la crisi tante altre non si farebbero problemi a spendere miliardi per acquistarli.


Dagli F-35 alla Grecia
Allo stesso modo, in questi giorni, la Grecia è tecnicamente in default (non ha pagato il debito all'FMI ed a casa mia quando non paghi la rata del mutuo non stai messo bene...), come predetto in questo blog da tempo, ma molto prima da tanti altri siti, blog, e persino premi Nobel.

Chiunque ha studiato un po' di economia infatti sa che

P.I.L. = C + G + I + X dove C sono i consumi privati (che fanno il 60% del P.I.L. in media), G la spesa pubblica, I gli investimenti privati e X le esportazioni nette.

Ecco perchè tutti vogliono "far ripartire i consumi", ed "aumentare le esportazioni".

Ma ecco anche perchè se fai tagli lineari alla spesa pubblica (G) e sventri di tasse gli imprenditori (I) il PIL diminuisce.

Soprattutto, se applichi l'austerità, G diminuisce, ma poichè G è fatto da lavoratori pubblici che consumano, anche C diminuisce, e poichè gli imprenditori fannno meno soldi e spendono meno, C diminuisce ancora di più, seguita da I. E senza I, rischi seriamente che cali anche un pò X, che è l'unica variabile che permette di far venire reddito da fuori il paese.

Tutto il giro si chiama recessione, e ormai da quando c'è l'euro lo conosciamo benissimo. E' la matematica che ci condanna, non la stronzata che "abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi".

Non citiamo poi il fatto che, se tu mi devi 100€ e ne guadagni 10 l'anno, ed io te ne chiedo 20 di interessi, è ovvio che non solo non potrai ripagarmi, ma il tuo debito aumenterà! Lo capisce anche un deficiente.

Allora come si esce dalla situazione, dalla crisi?

Spendendo di più, possibilmente bene (senza troppe mazzette insomma).

E quando bisogna invece fare la spending review?

Quando le cose vanno bene, non male, così il PIL è sostenuto dal periodo economico favorevole e non risente dei tagli.

"Ma spendere di più quando sei indebitato e risparmiare di più quando fai più soldi è contro la logica!"

Anche vendere quando tutto va bene (perchè sei su un massimo), o comprare quando le TV e i giornali prospettano l'apocalisse (perchè sei su un minimo). Però è così che entri nel club del 10% che vince in borsa, diversamente perdi soldi.

La Grecia, ma anche noi grazie a Monti & Co., perde continuamente risparmi, beni pubblici, ricchezza e sovraneità. Ed adesso, comunque vada, la scelta è tra la padella (Europa) e la brace (Cina e Russia).

Quindi non è la soluzione (come scrivo spesso) l'uscita dall'euro?

Secondo me è meglio che restarci (per l'Italia poi questa cosa è certa), ma la cosa fondamentale dell'uscita dall'unione monetaria non è l'uscita stessa, se non il come e il quando.

Uscire perchè hai fatto default, con le importazioni che superano le esportazioni (in deficit con l'estero insomma), senza un piano ma gettandoti nell'abisso, ti mette nella situazione dell'Argentina - non hai risorse e nessuno ti presta il becco di un quattrino, in più la popolazione finisce nel panico. E' durissima se non impossibile.

Uscire sapendo cosa fare con una buona fetta di risparmi ed un sistema bancario provato ma resistente è tutta un'altra cosa.

Ecco perchè dico sempre che quando usciremo, bisognerà vedere come saremo messi. Oggi potremmo farlo senza grossi problemi, affrontando una svalutazione di circa il 30%, mantenendo il credito che ci dà l'export (da noi le esportazioni superano le importazioni) e la rimanente industria. Avremmo sempre un reddito nazionale (destinato a crescere), anche se svalutato nei confronti di altre monete.

Dopo che avremmo privatizzato Finmeccanica, Ansaldo, ENI, ENEL, Unicredit, MPS, Intesa, BPM, etc., avremo venduto il demanio, San Pietro, il Colosseo e distrutto il risparmio delle famiglie italiane sarà troppo tardi.

Perchè usciremo dall'euro prima o poi, se le condizioni restano queste, e la Grecia ne è la prova empirica. Resta da vedere appunto, solo come e quando.


Conclusione
Forse la Grecia non uscirà dall'euro neanche stavolta, ma prima o poi sarà costretta a farlo se le condizioni per rimanere non cambiano, visto che il debito greco non è ripagabile. Tsitsi ha lasciato il cerino in mano ai Greci con il referendum, prova in questo caso di incompetenza e codardia e non di certo di democrazia.

Secondo voi i Greci conoscono le implicazioni di votare si o no? E allora che scelta oculata potranno mai fare? Io credo che ora vedendo solo banche chiuse che non erogano più denaro, è facile prevedere che farà il pensionato medio per continuare a prendere ancora almeno un pò di "EUROina". Torniamo insomma, al solito discorso del miglior modo di votare - come puoi prendere una decisione se non sai di che si parla?

La mossa della merkel poi, è stata da grande stratega: invece di accettare le nuove proposte e bloccare il referendum, ha detto che vuole vedere l'esito delle votazioni. Tsitsi ha tentato il bluff e la merkel è andata a vedere, lasciandolo in mutande.

La Grecia si arrenderà alla germania probabilmente, e finalmente sarà docile e non romperà più i coglioni. Sempre di più, il pugno tedesco si stringe sull'Europa. La merkel è molto meglio di hitler. Più furba e più spietata, decisa, non teme il rischio se serve a vincere e punta alto con le probabilità a favore. Il nemico che non vorresti mai incontrare.

Sarebbe una grande trader.

La morale è che come per gli F-35, la realtà è lì, alla prova della logica e dei fatti. Eppure continua imperterrito il mantra dell'euro come salvezza e non come male originario, con estrema gioia teutonica.

Il problema è che gli uomini e le donne preferiscono farsi ammazzare piuttosto che pensare.

Figuriamoci la loro resistenza ad un lavaggio del cervello come quello in atto!

3 commenti:

  1. Premesso che secondo me il problema per l'Italia è stato "entrarci" nell'euro a queste condizioni, e questo grazie alla "lungimiranza" dei nostri politici, ritengo sia ora veramente difficile uscirne per via della strenua opposizione della Germania, che nel caso di un ritorno alle valute nazionali in caso di disintegrazione dell'euro, avrebbe solo da perderci (il marco si rivaluterebbe, la Germania entrerebbe probabilmente in deflazione e il PIL tedesco stenterebbe a crescere).

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  2. Ma allora è giusto chiamare i nostri politici ladri senza rischiare di essere condannati perchè lo sono veramente....

    Loris

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    1. Se è giusto non lo so, però credo che senza prove non sia legale, quindi mi dissocio da ogni "diceria" nei loro confronti.

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