giovedì 5 febbraio 2026

Mary Poppins ti vuole povero e malato

Ho rivisto il film originale di Mary Poppins poco tempo fa e cavolo, mai mi ero accorto da bambino dei suoi messaggi nefasti.

Si sa che Hollywood è un po' il megafono del Sistema, e serve attraverso lo spettacolo, a "preparare" il pubblico a seguire una serie di norme ed abitudini sociali, oppure a prepararli a qualche evento strano per farlo sembrare "normale".


Di Walt Disney poi, se ne raccontano di tutti i tipi.

Il messaggio a cui guardano tutti è quello subliminale che associa l'ordine della stanza dei bambini all'assunzione di un medicinale. "Basta un po' di zucchero (e pure quello fa male oltretutto...) e la pillola va giù..." Non si sa che nesso ci sia tra il disordine bambinesco e  pre-adolescenziale e l'assunzione di un farmaco, ma evidentemente qualcuno ce lo vedeva tra gli sceneggiatori.

Ma le scene che mai avevo esaminato con profondità e che mi hanno sorpreso sono quelle dello spazzacamino e della banca.

Nel primo caso, si fa dire allo spazzacamino che il suo lavoro sembra sporco ma in realtà è meraviglioso. "Nessuno è più felice di me", canta un sorridente Dick Van Dyke. Forse perchè faceva l'attore e non lo spazzacamino in epoca vittoriana.

Un estratto da questo articolo di Focus ci riporta alla realtà:

"Ma in un'ipotetica lista nera dei lavori per minori, al primo posto c'era quello dello spazzacamino (...) A quattro anni, i bimbi cominciavano a calarsi nei comignoli o ad arrampicarsi lungo le strettissime canne fumarie dei camini per ripulirle con raspa e scopino: chi si fermava a metà strada, in preda al panico o vittima della stanchezza, veniva incoraggiato con punture di aghi ai piedi o, alle brutte, con un bel fuoco acceso sotto al sedere. Ogni giorno così, dieci volte avanti e indietro, gomiti e ginocchia piagati dal continuo sfregare sui mattoni, colpi di tosse e occhi infiammati. E poi ustioni, cancro ai polmoni, schiena e caviglie deformate dal peso dei sacchi di fuliggine. O la morte, precipitando al suolo. (...) gli spazzacamini dormivano per terra in una cantina, buttati su sacchi di iuta. Il padrone concedeva loro solo due bagni l'anno, uno a Natale l'altro a Pentecoste, e una mezza ciotola di pappa d'avena al giorno, per evitare che, ingrassando, non riuscissero più a infilarsi nei buchi fuligginosi larghi meno di una trentina di centimetri."

Che meraviglia! Avessi potuto pure io, pure voi, godere di cotanta felicità!

Il solito vecchio messaggio: "fai un lavoro orribile? Ma non è vero, è meraviglioso solo che non te ne accorgi!"

Tornando alla prospettiva finanziaria, partiamo da George Banks, il padre che cerca una nuova tata per i suoi due figli. Banks di professione fa il banchiere. Nel suo istituto di credito è un dirigente, è quindi la personificazione del sistema finanziario. Banks fa una vitaccia (come tutti quelli che lavorano per fare "carriera") e la sua bussola sono le regole dell'epoca: rispetto delle convezioni sociali e della routine borghese. 

Nell'episodio della banca, il presidente, il signor Dawes, pur di far aprire un nuovo conto corrente a Michael, il figlio di Banks, è disposto a tutto. Vuole i due penny che il ragazzino si è tenuto per comprare da mangiare ai piccioni. Ne nasce una litigata che dà il via ad una Bank Run in piena regola.

E qui tutti a vederci una critica alla società capitalista, vista anche la fine del film dove Banks e gli altri banchieri se ne vanno a far volare aquiloni al parco.

Io ci vedo altro.

Dawes, è brutto, vecchio e cattivo... Malato e pure vestito di nero.

Micheal è la spensieratezza che vuole solo giocare.

Dawes dice a Micheal che i suoi soldi li avrebbe investiti, e sarebbero diventati di più. Il doppio in breve tempo... Scusate, ma non è quello di cui parlano i fenomeni dell'investire seguendo il mercato? I 100.000 canali di youtube? Non è ciò che porta alla libertà finanziaria, e quindi alla libertà generale?

Invece il messaggio che passa è che dare i soldi alla banca per investirli è orribile, meglio spenderseli in boiate, che poi è quello che fa la maggior parte delle persone, e vivere spensierati.

Non essere brutto e cattivo investendo, si felice spendendo!

E così ci siamo, il messaggio è passato al bambino (ed all'adulto) inconsapevole. Lascia alla gentaglia la gestione del denaro, tu pensa a spendere.

La morale è che di fatto gli adulti di oggi si comportano come bambini: pensano a giocare mentre altri più furbi, li scippano del loro futuro ogni giorno.

E poi ci sorprendiamo che questo è un mondo di schiavi del denaro.


Saluti

Ivano



69 commenti:

  1. Intanto vi tengo aggiornati sul braccio di ferro per il controllo del prezzo dell'argento tra le banche occidentali e le borse asiatiche.
    Lo Shanghai Futures Exchange, il mercato dei futures sui preziosi cinese, ha pubblicato un avviso nel quale dice che sono state bloccate le operazioni fatte da sei gruppi di account che ieri avevano fatto operazioni in violazione delle norme (cioè avevano provocato il crollo del 17% dell'argento con vendite programmate).
    Il mercato dei derivati cinese è molto meno permissivo di quello occidentale.

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  2. Per quel che conta, cosa vuol dire
    https://stefano-bottaioli.ghost.io/una-chart-molto-importante-9-febbraio-2026-free/

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    1. ogni opinione costruttiva conta. Grazie. Se il petrolio avesse un tale rialzo, allora al 90% farebbe da detonatore alla caduta dell'SP500. I tassi dovrebbero (il condizionale è ormai d'obbligo) scendere di conseguenza.

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  3. Sempre secondo il Bottaioli sarebbero da shortare i semiconduttori...
    ultimo articolo free.
    galup

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  4. Mi riferivo a questo
    https://stefano-bottaioli.ghost.io/un-13-che-ricorda-altri-13-sui-top-degli-ultimi-5-anni-10-febbraio-2026-free/

    Scrive di continuo…
    Galup

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    1. Oddio...metà indice praticamente lo fanno cinque aziende, ci sta che rintracci

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  5. Scrive in continuazione ,pubblicizzando i buoni risultati ottenuti...ovviamente e giustamente dal suo punto di vista( procacciarsi clienti) , chiaramente non scrive di quando ha cannato salvo che sia Mandrake...
    galup

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  6. Caro Ivano ,mi dici la tua ,ovviamente tutti possono dirla, su quest'articolo che narra la fine dei tassi in discesa prevedendone un rialzo peraltro già iniziato che potrebbe durare anche 40 anni ,come nelle serie secolari precedenti.
    https://stefano-bottaioli.ghost.io/occorre-osservare-il-quadro-dei-tassi-di-interesse-da-lontano-23-gennaio-2026-free/
    galup

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    1. Premesso che nessuno prevede il futuro, e che ciò che sale deve scendere e viceversa, in questo universo ciclico, la vera domanda è: quando inizieranno a salire? Prima ci sarà un altro minimo? Io pure penso che saliranno prima o poi, ma già con i tassi attuali il mercato americano immobiliare è fermo, come li porterebbero a breve al 5-6 % ed ancora più su? Questa è la domanda a cui non trovo risposta, ergo, non vedo rialzi dei tassi così marcati a breve.

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  7. La fuoriuscita di argento da est a ovest è avviata da qualche settimana.
    L'argento a Shanghai costa ormai stabilmente a un prezzo superiore di 19 dollari (VAT incluso) rispetto al prezzo di Londra e New York.
    I due mercati si sono ormai separati, sembra in modo stabile.
    Ora, dato che il costo del trasporto aereo dell'argento da New York o Londra a Shanghai è di circa $ 2/oz., anche senza cercare di evitare il VAT del 13%, comprando a Londra e vendendo a Shanghai si ha un guadagno di 8,06%/oz.
    Il fatto che il tasso implicito di locazione dell'argento a Londra è salito di oltre il 6,5%, suggerisce che le condizioni di questa fuoriuscita di metallo da ovest a est peggiorerà ulteriormente la situazione delle scorte di Londra e New York.

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  8. Secondo me, il vero motivo per cui l'Iran conta è il fatto che è uno dei pochi posti al mondo dove un conflitto può traboccare dalla geopolitica all'economia globale da un giorno all'altro. L'Iran si trova sullo Stretto di Hormuz e sulle principali arterie di trasporto energetico, ed è collegato all'ecosistema di Russia, Cina e BRICS tramite proxy, flussi di armi e soluzioni aggirate dalle sanzioni. Quindi una seria escalation si trasforma rapidamente in uno shock petrolifero, poi uno shock per il trasporto marittimo e assicurativo, e poi uno shock globale del credito. E in un mondo già sommerso dal debito, con margini fiscali ristretti e catene di approvvigionamento fragili, questo tipo di cascata può costringere i governi a adottare decisioni politiche che in tempi normali non potrebbero mai vendere al pubblico.

    Tutti i potenti incentivi si allineano dove una crisi permette ai governi di riformulare il dolore interno come necessità esterna, giustificare misure d'emergenza e riorganizzare l'impianto economico. Se il petrolio salta e le rotte commerciali si bloccano, si ottiene la classica reazione a catena in cui l'inflazione si accende dove non dovrebbe, la crescita si blocca dove non può, i crediti più deboli si rompono per primi, e la conversazione cambia da 'dobbiamo riformare il sistema' a 'dobbiamo stabilizzarlo'. È in quel momento che avvengono i reset e nuove regole sul movimento di denaro, le linee di insediamento, i controlli dei capitali, il coordinamento fiscale militare-industriale, forse anche una spinta maggiore per infrastrutture di pagamento digitali e un controllo statale più rigoroso sulle industrie strategiche. E geopoliticamente, uno scontro con l'Iran funziona anche come un messaggio al blocco multipolare che gli Stati Uniti possiedono ancora l'architettura di sicurezza che sostiene i flussi energetici e, per estensione, hanno ancora influenza su come il mondo valuta il rischio e dove parcheggia capitali.

    Il punto chiave è che questo non richiede che nessuno cerchi apertamente di far saltare in aria il sistema. Può accadere semplicemente perché le istituzioni seguono il percorso che trasforma problemi strutturali complicati in qualcosa di politicamente spiegabile durante una crisi. Ma il rischio è ovvio perché l'escalation può degenerare, uno shock petrolifero può dividere gli alleati e, invece di rafforzare il sistema del dollaro, può accelerare la dedollarizzazione e la diversificazione che dovrebbe impedire.

    Ecco perché l'Iran conta così tanto. Non è solo un bersaglio, è un interruttore. Quando il conflitto lì si intensifica, non puoi controllare completamente la reazione a catena che hai scatenato.
    Galup da x

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    1. Concordo con l'analisi sulla prima parte, non credo sia possibile stimare l'impatto su dollaro, e altro correlato ad esso.

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    2. Oggi viviamo in un momento di scontro feroce tra America ed Europa, ormai lo hanno capito anche le pietre. E dal momento che noi ci troviamo, geograficamente parlando, dalla parte europea del contendere, è inevitabile per noi essere esposti alla narrativa favorevole a questa parte. Ecco perché siamo circondati da un martellamento costante dei media mainstream sul dollaro debole, la caduta del dollaro, il prossimo passo falso degli USA, i dazi, la dedollarizzazione e tutto il resto del repertorio.
      Lo scopo dei media europei ed italiani è ovviamente quello di scoraggiare la fuga di capitali dal sistema finanziario del continente, dipingendo l’Europa come il posto migliore al mondo per investire. Allo stesso modo, se vivessimo negli Stati Uniti, saremmo esposti a un martellamento continuo che va in direzione contraria, cioè quella di incoraggiare la fuga di capitali dall’Europa a favore del sistema finanziario americano. Ora, stabilito che c’è un bias nei media, equamente distribuito da una parte e dall’altra dell’oceano, ad un investitore che deve fare le proprie scelte di allocazione del capitale dovrebbe interessare una cosa sola e cioè cosa c’è di vero sulle narrative, positive o negative, sul dollaro? In particolare, visto che siamo dalla parte europea della barricata, se è vero che il dollaro è in crisi e sta per crollare?
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      Se volete avere una visione obiettiva sul dollaro, basta un solo grafico che potete trovare ovunque: quello che misura le variazioni di valore del dollaro rispetto a un paniere di altre valute (curva nera) e rispetto al suo valore neutrale (Neutral Value, retta tratteggiata orizzontale).
      https://www.isabelnet.com/net-of-fms-investors-saying-u-s-dollar-is-overvalued/#google_vignette
      Questo grafico mostra chiaramente due cose importanti:
      1. Dal 2008 (la grande crisi finanziaria) il dollaro segue un trend rialzista di lungo periodo.
      2. Nonostante il recente calo di breve termine, il dollaro è scambiato vicino al suo “valore neutrale” e si trova allo stesso livello del 1970.
      Insomma, il grafico è chiaro: il recente calo del dollaro nel breve termine è semplicemente parte della sua lunga storia di rialzi e cali intorno al suo valore neutrale. Inoltre, l’attuale valore del dollaro ha raggiunto un punto di equilibrio (valore neutro), rispetto alle altre valute. Non c’è nessuna crisi all’orizzonte. Un’altra cosa che si capisce dal grafico è che, essendo il dollaro la valuta globale per eccellenza, le sue fluttuazioni sono molto poco dovute al valore dell’economia americana o alla politica estera USA, ma molto invece ai bilanciamenti (vendite o acquisti di titoli in dollari) dei governi stranieri e delle loro banche centrali con cui cercano di stabilizzare le loro rispettive valute rispetto ad esso. E qui entra in gioco il valore neutrale del dollaro. Il valore neutrale espresso nel grafico è il valore di sicurezza teorico che il dollaro dovrebbe avere in rapporto alle altre valute per mantenere stabile il commercio globale e il sistema finanziario dei vari paesi. I governi perciò gestiscono le proprie valute rispetto al dollaro in modo da tenere sotto controllo le oscillazioni del tasso di cambio intorno a questo valore di sicurezza. Quando una valuta scappa troppo in alto rispetto al valore neutrale, il governo fa in modo da svalutarla, riportandola verso il valore neutro, e viceversa. In altre parole, le banche centrali straniere stabiliscono un tasso neutro rispetto al dollaro e lo difendono acquistando o vendendo dollari dalle riserve valutarie. Tutto qui. Certo, ogni volta che la Cina o qualche altro paese effettua delle vendite di titoli in dollari per riportare la propria valuta al tasso neutro, i media annunciano la dedollarizzazione imminente. Ma nella stragrande maggioranza dei casi, queste vendite non hanno nulla di “politico” e servono solo a ribilanciare le rispettive valute.
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      Detto questo e appurato che non siamo sull’orlo dell’Apocalisse (almeno, di quella valutaria), la seconda domanda che ci si dovrebbe fare, come investitori, è: quale sarà il prossimo trend del dollaro? Resterà ancora svalutato o inizierà un’inversione rialzista? Per rispondere a questa domanda, ecco un secondo grafico,
      https://www.tradingview.com/x/ZGEx07AH/
      che illustra l’andamento del dollaro (stessa curva del grafico precedente) rispetto a un indicatore trimestrale (parte sotto del grafico), che calcola se il dollaro è ipervenduto o ipercomprato (sto semplificando moltissimo). Come si vede, la curva sotto è ai valori minimi (il dollaro è ipervenduto), perciò si prevede una forte inversione verso l’alto di medio termine. E quale sarà la conseguenza più immediata della prossima rivalutazione del dollaro? Qui le cose si fanno interessanti, perché non c’entra molto la banale equazione: dollaro su, materie prime o cripto giù. In realtà, il settore pronto ad esplodere (in negativo, purtroppo), nella prossima inversione del trend del dollaro è quello degli investimenti in titoli esteri non tecnologici e non americani.
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    5. CONTINUAZIONE
      Come mostra il grafico seguente,
      https://www.isabelnet.com/cumulative-global-sector-fund-flows/
      la sbornia mediatica del dollaro debole ha spinto gli investitori a comprare quote dei fondi settoriali globali (cioè quelli che investono in azioni o obbligazioni estere non tech e non USA). Avete letto anche voi in molte pubblicazioni la famosa “rotazione” dei capitali dai titoli tecnologici (titoli growth) verso i titoli di economia “reale” (titoli “value”)? Ed è proprio così: la curva viola del grafico mostra che gli investimenti “value”, specialmente se non USA, sono ai massimi storici. Tuttavia, l’ultima volta che una “rotazione” ha raggiunto valori massimi di questo tipo è stata nel 2021, poco prima del rally in controtendenza del dollaro che spazzò via rapidamente e duramente queste posizioni a favore di titoli growth e delle cripto.
      Quindi, secondo me:
      - il dollaro sta per risalire con forza
      - e restare investito verso i titoli “value” espone a rischi di perdite ingenti.
      A mio avviso è il momento di prendere profitto da queste posizioni e chiuderle.


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    6. Ma che intendi per value Fabio? Perché dai conti che ho fatto, tutti i famosi ETF value ad esempio, non sono per niente value

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    7. Intendo proprio fondi e etf con "value" nel nome. E' vero che non sono per niente value, ma le persone vedono "value" nel nome e li stanno comprando a mani basse, tanto è vero che il fattore value è quello che sta performando meglio di tutti gli altri negli ultimi mesi.

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  9. Non pensate che eventuali tagli dei tassi USA porterebbero ad un deprezzamento del dollaro?
    Galup

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    1. Rispetto a cosa? Se tagliano i tassi in USA gli altri seguiranno.

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    2. Oltreoceano, basta una crescita non soddisfacente del Pil oppure troppi disoccupati per porre la questione dei tassi. Qui in Europa, se non arriva una vera e propria recessione, e gente che sale sopra i tetti, va in onda la solita tiritera sull'inflazione sotto controllo. Difesa a oltranza di chi gia' se la passa bene, del suo potere d'acquisto acquisito. Tutti quelli che sono esclusi dalla partita economica, gli investimenti per padroneggiare le tecnologie che faranno la differenza gia' tra pochi anni oppure quelli utili ad accompagnare una transizione ecologica....possono serenamente attendere le kalende greche. Un caro saluto. Moris

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    3. Alle altre valute,tipo l’euro…

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  10. In un precedente thread avevo avvisato del rischio che i mercati dei derivati occidentali potrebbero fare fronte a marzo a una quantità eccezionale di ordini di riscatto dei contratti sull'argento a fronte di scorte di argento fisico ridotte al lumicino.
    Ebbene ieri, esattamente 48 ore prima del First Notice Day di marzo (il momento a partire dal quale si possono chiedere i riscatti per il mese di marzo), il CME Group ha sospeso tutte le negoziazioni di futures e opzioni su metalli sulla sua piattaforma Globex, in modo da bloccare la temuta affluenza di richieste. Tutti gli ordini sono rimasti in sospeso senza una tempistica per la ripresa.
    Ovviamente però la borsa non può restare chiusa all'infinito. Stiamo quindi a vedere questi truffatori come se la giocheranno questa volta.

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  11. L'autorità di regolamentazione dei mercati indiani, SEBI, ha emesso una circolare che impone ai fondi comuni di investimento e agli ETF di prezzare le riserve fisiche di oro e argento utilizzando i prezzi spot nazionali a partire dal 1° aprile 2026, eliminando la dipendenza dai parametri di riferimento della London Bullion Market Association (LBMA).
    La separazione tra mercati orientali e occidentali procede.
    Fabio

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    1. Ciao Fabio. Una domanda. E' cosi' difficile realizzare un Etn basato su materia prima metalli preziosi, con obbligo di segregazione e custodia in caveau, di soggetti terzi, del sottostante? Il soggetto terzo depositario ogni giorno andrebbe a valorizzare le quote in magazzino al miglior prezzo spot, a consegna immediata. Si fa pagare per il suo lavoro di custode. Avrebbe obbligo di non costituire pegno su quanto custodisce. Neppure dovrebbe poterlo prestare. Tutto questo costerebbe e verrebbe caricato sui costi complessivi dell'Etn. Dal lato utente finale, prenderesti posizione su un asset reale, anziche' mettere in ptf una montagna di contratti di credito, salvo buon fine. Un caro saluto. Moris

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    2. Ciao Moris. In effetti dovrebbe essere proprio come dici tu, ma è molto più semplice (e redditizio) limitarsi a emettere un titolo di credito "garantito" da un asset reale depositato (o forse neppure esistente) da qualche parte nel mondo e poi "controllarne" il prezzo attraverso i derivati facendo in modo che non cresca troppo, per evitarne la consegna fisica.
      Casca l'asino quando non si riesce più a "pilotare" il prezzo entro il range desiderato e tutti richiedono la consegna di un sottostante che continua a salire. A questo punto mi viene il sospetto che anche gli Etn sull'oro o sul bitcoin non siano realmente coperti.

      Ma perchè sto insistendo su oro e argento nel più ampio ambito del Grande Reset? Perchè vedo molte somiglianze (al contrario) con la fine del sistema aureo, culminata con la sospensione della convertibilità del dollaro in oro da parte del presidente statunitense Richard Nixon il 15 agosto 1971. Fu una svolta epocale nell'economia globale che segnò il passaggio definitivo a un sistema di valute fiat. Il denaro smise di essere una riserva di valore e divenne una semplice "promessa di pagamento" basata sulla fiducia. L'aumento incontrollato del prezzo di oro e argento oggi stanno dimostrando che questa fiducia nelle valute fiat sta venendo sempre meno.
      Fabio

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  12. I mercati occidentali dei derivati sull'argento hanno aumentato i margini, cioè le coperture richieste per mantenere aperte le posizioni futures.
    Con un margine attuale del 18 percento su un prezzo in aumento, le bullion bank e i produttori che detengono effettivamente metallo possono farcela, ma i naked short (coloro che hanno futures senza possedere argento a collaterale) hanno solo due possibilità:
    1. acquistare nuovi contratti, facendo salire ulteriormente il prezzo, oppure
    2. cercare di procurarsi metallo fisico mentre la disponibilità è scarsa.
    Questo tipo di rimbalzo a V evidenziato nel grafico
    https://invst.ly/1fsfxa
    è un classico segnale che i naked short stanno forzatamente comprando nuovi contratti (opzione 1).
    Questo braccio di ferro nei futures occidentali sta prosciugando la liquidità che potrebbe essere a disposizione per gli altri mercati (borse e cripto), mantenendo la debolezza di qualsiasi trend che si possa sviluppare fuori dai metalli preziosi.
    Fabio

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  13. A borse chiuse, gli attacchi iraniani non colpiscono solo Israele, ma anche le basi militari USA nei seguenti paesi: Abu Dhabi, Dubai, Qatar, Bahrain, Kuwait. Da notare che Dubai non ha basi militari, ma è chiaro che l'obiettivo iraniano qui non è solo militare, ma anche economico. Per colpire Dubai non serve annientarla fisicamente con delle bombe. Basta qualche drone per distruggerne la reputazione di posto sicuro per i capitali occidentali e orientali. Sarà cruciale capire se Dubai riuscirà a ricostruire tale reputazione o questa sarà intaccata per sempre. Baharain e Qatar sono anch'essi hub per capitali occidentali. Il Qatar in particolare è il principale finanziatore della Cassa Depositi e Prestiti Italiana (le Poste Italiane, insomma). La questione quindi è economica, oltre che politico-militare.
    Fabio

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  14. x Ivano
    Riguardo a Flowers Foods, quando scrivi che dopo l'ultima trimestrale la tua positività sul dividendo è mutata è perchè ti aspetti un taglio del dividendo già quest'anno?
    Fabio

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    1. L'utile del 2025 e quello previsto per il 2026 sono stati troppo bassi per mantenere il dividendo attuale. Un taglio diventa molto probabile. Ma allora uno penserebbe che i taglio è già scontato nel prezzo attuale, giusto? C'è una regola scritta in un famoso libro (chi lo conosce?) che dice che i tagli dei dividendi non sono quasi mai prezzati, anche se sono attesi. Se si verificasse, comprerei dopo la caduta probabilmente.

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    2. Buongiorno e bentrovati. Nella ricognizione che ho effettuato su Flowers food, ho trovato pro e contro.
      La svalutazione contabile di asset, alla base del crollo degli utili 2025, non ha intaccato i flussi di cassa che sono cresciuti a 319 millions Usd e coprono l'esborso per i dividendi (circa 210 M Usd).
      Il punto dolente è la proiezione sui ricavi al 2028, si prevede una crescita annualizzata bassa al 1.4%. Gli utili addirittura calerebbero a 214 M Usd rispetto ai 219 di oggi, rettificati senza tener conto delle svalutazioni contabili di cui sopra. Una volta completata l'integrazione di Simple Mills, con i relativi oneri, in buona sostanza il grande obbiettivo di Flowers Food, nei prossimi anni, sarà quello di parare il colpo del ristagno dei consumi interni. Più che espandere il business punterà a consololidare il posizionamento nell'arena competitiva.
      In effetti, guardando alla copertura dei dividendi con gli utili di medio periodo, siamo al pelo.
      In fatto di valutazioni,
      ho effettuato i miei conteggi sulla proiezione dei flussi di cassa futuri, scontandoli al tasso del 10%, esce un fair value di 12.70 Usd. Più conservativa la formula di Graham, con un valore di circa 7.80 Usd. Yahoo Finance e Gurufocus sono praticamente allineati, il primo riporta un fair value implicito di 22.82 e il secondo di 22.84. Credo che queste due ultime stime non tengano conto del forte riassetto industriale del gruppo, del rincaro dei beni alimentari e delle difficoltà per i consumatori.
      Ipotizziamo un calo del 30% circa del dividendo 2026, da 0.99 Usd a 0.69, per riportare il payout ad un livello più sostenibile.
      In questi giorni di turbolenza geopolitica, se le quotazioni calano di 1 Usd a 8.50, resterebbe una possibile remunerazione all'8.1%, per chi fa ingresso a quel prezzo.
      Un caro saluto vi raggiunga tutti.
      Moris

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    3. Infatti Moris, è proprio per quello che chiedevo se si hanno previsioni di taglio dei dividendi già quest'anno.
      Anch'io preferisco guardare il Payout FCF (percentuale del FCF pagato come dividendi) piuttosto che il Payout Ratio. Attualmente questo è del 65,52%, neppure troppo malaccio considerato che la media triennale del Payout FCF del titolo è pari all'81,36% e la media quinquinnale è dell'84,56%.
      E' vero che il dato può peggiorare velocemente e credo anch'io che il dividendo verrà tagliato, ma non quest'anno.
      Fabio

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    4. Il dvd è ha rischio per il pagamento dell'acquisizione di simply food (si chiama così?) visto che gli utili sono calati troppo. Non ci saranno previsioni sul taglio, se arriverà sarà un fulmine a ciel (quasi) sereno. Se non lo tagliano questo anno, probabilmente non verrà tagliato. A meno di una recessione.

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  15. https://www.tradingview.com/x/5y8uSPYQ/
    L'indice del dollaro ha rotto a rialzo la trendline discendente che dura dal 2025 e anche la media mobile a 200 giorni (curva verde). Se si porta stabilmente a valori appena superiori inizia un forte rialzo.

    https://www.tradingview.com/x/sq5qL8lI/
    Nel lungo termine invece, il Bloomberg Commodity Index ha rotto a rialzo una trendline discendente decennale.
    https://www.tradingview.com/x/bOoT9Xa0/
    Inoltre la media a 50 settimane sta facendo un golden cross sulla media a 200. L'ultima volta che questo è accaduto le materie prime hanno guadagnato circa il 40%.
    Fabio


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  16. I problemi in Medio Oriente e il forte rialzo del prezzo del petrolio sembrano aver riportato in auge sui mercati timori per crescenti pressioni inflazionistiche. La risalita della quotazione dei treasuries a lungo termine potrebbe essere già finita?

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    1. Ora si vendono oro e treasury per rientrare delle margin call. Pressioni inflazionistiche potrebbero manifestarsi, saranno come al solito fittizie (non generate dalla domanda) e temporanee, perché non vedo il consumatore medio così ricco da poter spendere di più.

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  17. Che dite, è arrivato il momento di uscire dall'equity? Se la situazione in medio oriente non si placa e il petrolio continua a salire la vedo male

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    1. Nessuno prevede il futuro, difficile dirlo.

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    2. Se hai tempo butta un occhio su Rai Way sempre in ottica cassetta. Ottimi ROE, margini, e dividendi al 6,2%

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    3. Visto grafico e bilancio. Crescita lenta, situazione patrimoniale non brillante ma ok, monopolio di fatto. Credo che uno si possa aspettare come rendimento il dividendo + inflazione, infatti se ti immagini di comprarla ad un prezzo medio durante il trend storico ottieni quello. Però se aspettassi i minimi (puntando ad un dividend yeld sopra il 6%) allora probabilmente faresti più del 10% all'anno.
      Comunque aprire il canale è stata la scelta giusta: arrivano nomi di aziende interessanti che ignoravo completamente, come Stepan o Rai Way.

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    4. Il tuo canale è una risorsa preziosa per chiunque sia interessato al value investing, specie per chi proviene dal blog e ti conosce già. Il problema è che in questa fase di grande turbolenza geopolitica e finanziaria è difficile rimanere lucidi. Ultimamente ho liquidato molte posizioni in guadagno sull'azionario perché non mi sento affatto tranquillo. Le perle da cogliere ci sono ma credo che aspetterò un pochino per capire meglio che aria tira

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    5. Io con dollari e petroliferi sono abbastanza coperto, però anche io non sono tranquillo. Nessuno sa come fare per riaprire Hormuz e se si trascinano come in Ucraina per anni riprenderemo tutti la bicicletta.

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    6. Il mio indicatore di rischio è ancora su RISK ON sull'azionario.

      x Ivano
      Nei tuoi video sul value investing sostieni che nessuna software house abbia un vantaggio competitivo particolare (moat) e, proprio per questo motivo, ritieni siano difficili da valutare. Lo pensi anche per Adobe?

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    7. Si, diciamo che ha un "moattino" che si sta restringendo. Devo anche dire che a spanne mi sembra davvero che l'abbiano martoriata un po' troppo. Alla fine fa comunque un sacco di soldi non è che sta fallendo. Può interessarti una valutazione? E' una idea.

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    8. Sì certo, una valutazione sarebbe molto gradita, grazie.

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  18. Malgrado il dollaro i Treasuries si rivelano sempre più spazzatura.
    €/$ 1,1573 Treasury 45 $ 71 e per fortuna che ho il conto in $.
    Galup

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  19. Ciao Fabio,
    bentrovati.
    Mi sono preso un po' di tempo per fare due conticini sul possibile fair value di Adobe.
    Di seguito, lo specchietto riassuntivo:
    adobe fair value
    104 usd metodo Graham
    123 usd metodo Graham adjusted (per tener conto della crescita dell'Eps e dell' eventuale distribuzione di dividendo, nel ns caso Adobe non distribuisce)
    250 usd yahoo finance value
    390 usd valore secondo metodo flussi cassa stimati futuri, a 10 anni, attualizzati al 10%
    609 usd gurufocus value
    immaginiamo, come da te proposto in passato, di suddividere l'intervallo tra valore minimo e massimo (104-609) in 4 quarti.
    In via prudenziale, si potrebbe ipotizzare un ingresso con un certo margine di sicurezza, nel primo quarto: 104-230.
    Il prezzo di qs giorni è in area 250.
    Al solito, è un caso di studio per condividere opinioni tra appassionati della materia. Nessun consiglio, nè indicazioni per fare alcunchè.
    Sono graditi i commenti, sperabilmente educati e costruttivi.
    Un caro saluto raggiunga tutti.
    Moris

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    1. Se può interessare per investing il fv di adobe è 389 (giudizio: ribassista nel breve, con potenziale notevole per chi ha orizzonte value per via dei fondamentali tra i più solidi del settore)

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    2. Oggi la "narrativa" sui titoli software è la seguente: con i modelli generativi di AI si può costruire qualsiasi prodotto in poco tempo, ergo le piattaforme software perdono valore e i loro titoli vengono venduti. Nel caso di Adobe il titolo è stato particolarmente penalizzato per le preoccupazioni riguardo al suo modello di business (distribuzione di software via cloud tramite abbonamento, principalmente attraverso la piattaforma Adobe Creative Cloud). Tra i principali fattori di rischio emerge la pressione sui margini, poichè lo sviluppo e l'integrazione di nuove funzionalità basate sull'AI potrebbero far crescere i costi più rapidamente dei ricavi, riducendo la reddittività nel breve periodo. Inoltre mantenere la crescita degli abbonamenti potrebbe diventare più difficile in un contesto di competizione sempre più intensa e di aspettative dei clienti in continua evoluzione, riducendo la dipendenza dalle sue suite creative.
      Personalmente ho l'impressione che la vendita dei suoi titoli venga letta dal mercato come "il business è finito", quando in realtà ritengo possa invece significare "il multiplo era alto, la visibilità è scesa, quindi riposizioniamo". Questa è una differenza sostanziale, perchè nel secondo caso, il movimento al ribasso può aprire finestre interessanti per chi investe a 3-5 anni.
      Non sto dicendo che il rischio di disruption non esista, ma solo che vada collocato nella giusta prospettiva: il software enterprise e le piattaforme consumer di scala non si riducono a righe di codice; includono sicurezza, compliance, integrazioni, supporto, affidabilità, continuità operativa, contratti, ecosistemi di partner e un patrimonio di dati e processi. Sono barriere difficili da replicare con un progetto improvvisato. La realtà di Adobe è un insieme di moduli, API, strumenti di gestione, canali di vendita, logiche di fatturazione, procedure di assistenza, aggiornamenti continui e, soprattutto, fiducia. Le aziende pagano queste piattaforme perché riducono errori e tempi, non perché “non potrebbero scriversi un software da sole”. La scelta è economica e organizzativa prima che tecnica. Quando un’azienda offre una singola feature replicabile, un competitor può copiare e comprimere i margini. Quando gestisce un ecosistema, la sostituzione richiede migrazioni complesse e costose. Nei mercati finanziari, questa differenza spesso si perde durante le fasi di panico, creando opportunità e trappole allo stesso tempo. Adobe ha due armi decisive: può acquisire innovazione, oppure integrarla internamente. Quando un modello di business diventa evidente, le grandi aziende hanno risorse, talenti e infrastrutture per replicare ciò che funziona. Questo non significa che vinceranno sempre, ma riduce la probabilità di un “annientamento” improvviso. Per quanto riguarda le piattaforme, la vera barriera competitiva non è solo la tecnologia, ma l’organizzazione che la sostiene. Gestire milioni di clienti, garantire uptime, sicurezza, compliance e customer support richiede processi e investimenti continui. Un prodotto creato velocemente può funzionare su piccola scala; quando la base utenti cresce, emergono costi di manutenzione, governance e scalabilità. Questo è il punto che spesso manca nel dibattito sull’AI. Adobe è un'azienda dotata di enormi risorse ed è perfettamente in grado di integrare funzionalità AI nei propri prodotti (cosa che sta già facendo), cambiare pricing, spingere nuove suite, ottimizzare l’esperienza utente e difendere la quota di mercato. Per il cliente enterprise, il costo di switching non è un dettaglio e può richiedere mesi, formazione e rischio operativo. E il rischio operativo, per le aziende, ha un prezzo molto alto. Questo non elimina la concorrenza, ma rende più realistico un esito “evolutivo”: il software cambia modello (ad esempio pricing per risultato o per query), mentre le piattaforme più forti assorbono innovazione. In quest’ottica, la correzione delle azioni Adobe riflette più un aggiustamento delle aspettative che un collasso industriale secondo me.

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    3. Oltre ad Adobe e Novo Nordisk (già analizzata da Ivano), in ottica value mi interesserebbe un parere della community anche su altre tre aziende: PayPal, Salesforce e Duolingo.

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    4. PayPal già fatta (sono dentro col 2% del portafoglio a 42), l'ultima la lascerei perdere, salesforce non saprei.

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  20. Sì, avevi ragione sull’apertura del canale. I concetti che trasmetti lì li trovo più chiari e, lo ammetto, mi stanno un po’ ossessionando (mi hai davvero aperto un mondo molto interessante).

    ...e pensare che ti seguo dai tempi dei post su Narmenni... cavolo, saranno passati più di dieci anni.
    Sono un zuccone :D

    Complimenti e grazie.
    Max

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  21. Nuovo aggiornamento sul Grande Reset.
    Vedete come a volte le cose sono correlate.
    Visto il successo dell'accordo tra Cina, India e Iran di far passare nello stretto di Hormuz le petroliere indiane che pagano la materia prima in yuan, la Cina fa un passo ulteriore e "suggerisce" al Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG, ossia gli Emirati, l'Arabia Saudita, il Quatar, ecc.) che tutte le future esportazioni di energia vengano fatturate in yuan. In cambio, i produttori del Golfo riceveranno solide garanzie di sicurezza cinesi e il libero passaggio attraverso il canale di Hormuz: un regime assicurativo parallelo, al di fuori della NATO e di Washington, con sede a Shanghai e Teheran anziché a New York e Londra.
    Queste cose forse le avete già lette altrove, ma c'è un ultimo passaggio che forse non sapete. Per evitare agli esportatori di petrolio di detenere eccedenze indesiderate in yuan, la Cina offre la custodia congiunta all'Iran e al CCG da parte del mercato dei preziosi di Shanghai. In questo modo gli esportatori del CCG e l'Iran possono convertire i loro yuan in oro e argento fisico, sotto la loro congiunta supervisione, al riparo dai radar occidentali e da eventuali sequestri da parte dell'Occidente. La conversione in preziosi delle entrate in valute locali prodotte dagli scambi commerciali fuori dal dollaro era già praticata dai BRICS.
    Con la crisi dello stretto di Hormuz questo meccanismo potrebbe fare un salto di qualità, sia in termini quantitativi (piu' transazioni) che qualitativi (piu' transazioni sulla materia prima piu' importante per ogni sistema valutario: il petrolio).
    Fabio

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    1. Vista infatti la fase alla quale è arrivato ieri sera il conflitto in Medio Oriente, sento il dovere di darvi la mia opinione.
      I fatti nudi e crudi sono che:
      - L'Iran aveva avvisato che eventuali attacchi a strutture energetiche del paese avrebbero comportato una risposta contro le strutture energetiche nei paesi del golfo.
      - Di conseguenza ieri sera Israele, colpendo South Pars, la piu' importante struttura di gas e petrolio dell'Iran vicino Asaluyex, ha intenzionalmente voluto provocare la risposta iraniana contro le infrastrutture del Golfo (la prima risposta oggi è avvenuta contro la piu' importante raffineria di gas del Qatar).
      La mia opinione è che l'intento israeliano è di coinvolgere nel conflitto i Paesi europei e la Cina. Gli Stati Uniti hanno dimostrato di non avere molto potere contrattuale per convincere Israele a desistere da questo intento.
      Perciò oggi dobbiamo purtroppo registrare un aumento delle possibilità che il conflitto in Medio Oriente passi da guerra regionale a guerra mondiale.
      Mi dispiace dover scrivere queste cose. Si tratta di una mia opinione che spero venga smentita dalla realtà in futuro.

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    2. Perché il silver è sceso fortemente proprio mentre il prezzo del greggio aumentava a seguito dell'attacco Israeliano di ieri?
      Perché, subito dopo l'attacco alla raffineria di South Pars, succedeva questo nei mercati dei derivati: sei milioni di once d'argento sono state vendute nei caveau di tutto il mondo:
      Borsa dell'oro di Shanghai (SGE): vendute circa 3,09 milioni di once
      Borsa dei futures di Shanghai (SHFE): vendute circa 220.000 once
      COMEX: – vendute 2,8 milioni di once
      Totale argento venduto (SGE + SHFE + COMEX): circa 6,11 milioni di once
      E perché sono state vendute queste ingenti quantità di argento?
      Per avere la liquidità necessaria a coprire i margini nei derivati sul petrolio.
      Infatti quando le posizioni short sul petrolio hanno iniziato ad essere messe fuori gioco dall'aumento dei prezzi, le piattaforme di trading hanno attivato nuove richieste di margini, che i traders hanno dovuto coprire con la liquidità ottenuta dalle vendite di tutto ciò che potevano vendere in tempi brevi. L'elevata liquidità dei futures sull'argento ha reso questi ultimi l'asset privilegiato in tali vendite di emergenza (anche le cripto hanno avuto dei ribassi per la stessa ragione). Quando il bisogno urgente di liquidità si sarà placato nei mercati, l'argento sarà il primo bene a riprendersi, perché i suoi fondamentali non sono cambiati.

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    3. Non so come la pensiate voi, ma nonostante gli ultimi ribassi (probabilmente collegati come diceva Fabio all'andamento del petrolio) io continuo a vedere nei metalli preziosi un'opportunità, specialmente in una fase di grande incertezza come questa. Anche perché quelli che per anni hanno manipolato il mercato dei preziosi oggi mi sembrano impegnati altrove (vedi petrolio)

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    4. Io sono coperto con petrobras, mi va bene così

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    5. Oggi per la prima volta nella storia in presenza di crisi energetica e guerra l'oro crolla. Qualcosa non torna.. dove stanno andando i soldi?

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    6. No, no, è normalissimo: si vende oro per rientrare dai margini che i brokers cominciano a chiedere. Il motivo per cui anni fa mi stufai di averli in portafoglio.

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  22. Riguardo poi al prezzo del greggio abbiamo queste incongruenze:
    Prezzo del greggio in Oman: 154 dollari/barile
    Prezzo del greggio a Dubai: 130 dollari/barile
    Prezzo del Brent: 102 dollari/barile
    Prezzo del WTI: 93 dollari/barile
    Quindi oggi, dopo l'attacco a South Pars, il gap tra il prezzo dell'Oman e quello occidentale si aggira sui 65-61 dollari (normalmente fluttua intorno ai 5 dollari).
    C'è dunque la probabilità che nel mercato occidentale dei derivati sul petrolio si stiano attivando delle vendite mirate a manipolare i prezzi verso il basso, come era stato ventilato dal Tesoro Americano a inizio marzo.
    In pratica, sui derivati del greggio potrebbero essere iniziate le stesse manipolazioni dei prezzi che abbiamo visto negli ultimi dieci anni nel mercato dei preziosi.
    Fabio

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  23. Premesso che si dice tutto ed il contrario di tutto, ma cosa ne pensate di questa previsione
    https://stefano-bottaioli.ghost.io/breakout-dei-tassi-20-marzo-2026-free/

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  24. Nuovo importante aggiornamento sulla questione dell'argento fisico da consegnare questo mese nel mercato dei futures americano (COMEX) a marzo.
    In diversi altri interventi su questo blog avevo sottolineato le grosse difficoltà che il COMEX avrebbe avuto a consegnare il collaterale di argento fisico questo mese. L'ipotesi era che quasi il 90% dei traders avrebbero potuto chiedere la consegna di metallo fisico a collaterale dei loro contratti, quando l’argento a disposizione del COMEX copre appena il 30% di queste richieste. Ieri ho scoperto che il COMEX ha attuato una mossa mai vista prima che inaugura un nuovo fronte nella truffa dei derivati. Il Chicago Mercantile Exchange (CME), cioè la piattaforma su cui avvengono le transazioni del COMEX, ha utilizzato il suo conto interno, ovvero la stanza di compensazione dove avviene materialmente il flusso di fondi in entrata e in uscita della piattaforma, bloccando 114 delle 138 notifiche di consegna per i contratti sull’argento di marzo. Si tratta di 570.000 once, ovvero circa l’82% dell’intero flusso di consegne giornaliero, assorbite dalla piattaforma per evitare il blocco del sistema.
    Come ha fatto il CME a bloccare queste notifiche di consegna?
    Avete presente quando la Federal Reserve acquista i titoli di stato emessi dal Tesoro per stabilizzare i prezzi e quindi i tassi d’interesse di tali titoli (si chiama comunemente QE)?
    Ebbene, il CME ha fatto una cosa simile: ha acquistato quei 114 contratti, sottraendoli così ai loro precedenti possessori che avevano già prenotato la consegna del sottostante metallo fisico.
    In questo modo, i contratti sono spariti dal mercato e di conseguenza anche le notifiche di consegna ad essi legate sono state annullate.
    Di nuovo il COMEX si è salvato per il rotto della cuffia, evitando di dover ammettere di non avere abbastanza collaterale di argento fisico sui contratti aperti sulla sua piattaforma.
    Ma bisogna capire che un conto è il QE della Fed e un altro è il “QE” del CME.
    La Federal Reserve è una banca centrale, quindi ha il potere di creare una quantità illimitata di contante con cui poter riacquistare una quantità altrettanto illimitata di titoli del Tesoro.
    Il CME invece è solo una piattaforma finanziaria che utilizza fondi provenienti dalle “bullion bank”, cioè dalle banche che partecipano a questo mercato mettendo a disposizione la liquidità e il metallo fisico necessari al suo funzionamento.
    Le bullion bank, come possiamo immaginare, non hanno quantità di denaro illimitato come la Fed.
    Quindi, se questa nuova pratica truffaldina dovesse andare a regime; cioè se il CME fosse costretta a ripetere il “QE” per chissà quanto tempo, si aprirebbe una ferita nelle bullion bank da cui uscirebbero ogni mese centinaia di milioni.
    Questa “ferita” poi inizierebbe a manifestarsi nel mercato repo, dove le banche ottengono dalla Fed denaro fresco giornaliero.
    Se questo “QE” clandestino inizierà a incidere sui bilanci delle bullion bank, queste ultime sarebbero costrette a chiedere liquidità nel mercato repo, mettendo in crisi la stabilità del tasso repo, cioè il tasso con cui le banche prendono in prestito questo denaro. E sappiamo che il tasso repo è ormai diventato un caposaldo delle politiche della Fed almeno quanto il tasso dei fondi federali.
    Insomma, la questione non è affatto risolta. Il COMEX ha solo aperto un’altra finestra di instabilità sulla credibilità e la tenuta del sistema finanziario occidentale.
    Il Grande Reset è solo agli inizi!
    Fabio

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  25. Ciao Ivano, in ottica value investing mi piacerebbe conoscere la tua opinione sull'azienda polacca Dino Polska SA (DNP) e, se positiva, a che prezzo ne valuteresti un'acquisto.
    Grazie in anticipo
    Fabio

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    Risposte
    1. Le aziende polacche le conosco abbastanza bene. Dino polska è ottima, ma visto che si prevede una forte crescita, il prezzo ed i multipli sono alti. Inoltre subisce comunque una forte concorrenza da parte di biedronka (gruppo Jeronimo Martins, portogallo). Se anche loro decidono di aprire nei paeselli... Io ho azioni di un'altra azienda che mi piace, Eurosnack. Loro vendono marchio proprio e fanno molto conto terzi e marche bianche.

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